Palermo, migliorare le difese passive delle farmacie contro le rapine

Palermo, migliorare le difese passive delle farmacie contro le rapine

Sportelli notturni, videosorveglianza e corsi di formazione tra le misure individuate in prefettura

Sensibilizzare i gestori delle farmacie sulla predisposizione di misure di difesa passiva, come gli “sportelli notturni” e, soprattutto, sull’installazione di impianti di videosorveglianza, in modo da consentire la tempestiva acquisizione delle immagini per risalire agli autori del reato.

È questa l’esigenza emersa nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Giuseppe Forlani sul tema delle rapine in danno delle farmacie che particolare attenzione ha generato nelle settimane scorse. In tale prospettiva, sono stati approfonditi con le Forze di polizia i risultati delle attività di contrasto del fenomeno attraverso l’analisi dei dati disponibili.

Da marzo 2021 a maggio 2022, infatti, le rapine che hanno riguardato farmacie, a Palermo e provincia, sono state 33 (di cui 4 tentate) e in ben 20 casi il responsabile è stato individuato. In diversi casi, inoltre, sono state accertate condotte seriali dei responsabili.

Tra le altre misure decise dal comitato, l’opportunità di attivare corsi di formazione per gli operatori del settore, da realizzare in collaborazione con le Forze di polizia, sui comportamenti da tenere in caso di rapina.

Fonte: Ministero dell’Interno

Il mercato del lavoro in Italia ad aprile 2022

Il mercato del lavoro in Italia ad aprile 2022

Dopo due mesi di forte crescita, ad aprile 2022, il numero di occupati mostra una lieve flessione, restando comunque superiore a  23 milioni.

Nel confronto annuale con aprile 2021, la crescita del numero di occupati è pari a 670 mila unità: in oltre la metà dei casi si tratta di dipendenti a termine, la cui stima supera i 3 milioni 150 mila, il valore più alto dal 1977.

Il tasso di occupazione rimane al 59,9%, il valore record registrato a marzo 2022, e quello di disoccupazione si attesta all’8,4%; il tasso di inattività, che sale al 34,6%, resta sui livelli prepandemici.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Inail: Sorveglianza sanitaria eccezionale prorogata al 31 luglio 2022

Inail: Sorveglianza sanitaria eccezionale prorogata al 31 luglio 2022

Prorogati fino al 31 luglio 2022 i termini delle disposizioni inerenti alla Sorveglianza sanitaria eccezionale.

I datori di lavoro pubblici e privati interessati dalla predetta norma possono nuovamente fare richiesta di visita medica per sorveglianza sanitaria dei lavoratori e delle lavoratrici fragili ai servizi territoriali dell’Inail tramite l’apposito servizio online.

Fermo restando quanto previsto per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio, l’art. 83 d.l. 34 del 19 maggio 2020 prevede che i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore.

L’attività di sorveglianza sanitaria eccezionale si sostanzia in una visita medica sui lavoratori inquadrabili come “fragili” ovvero sui lavoratori che, per condizioni derivanti da immunodeficienze da malattie croniche, da patologie oncologiche con immunodepressione anche correlata a terapie salvavita in corso o da più co-morbilità, valutate anche in relazione dell’età, ritengano di rientrare in tale condizione di fragilità.

Pertanto, il concetto di fragilità va individuato “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico che di tipo clinico”.

Per i datori di lavoro che non sono tenuti, ai sensi dell’art. 18, co. 1 lett. a), d.lgs. 81/2008, alla nomina di un medico competente, fermo restando la possibilità di nominarne uno per la durata dello stato di emergenza, la sorveglianza eccezionale può essere richiesta ai servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con i propri medici del lavoro.

Il datore di lavoro o un suo delegato possono inoltrare la richiesta di visita medica attraverso l’apposito servizio online “Sorveglianza sanitaria eccezionale”, reso di nuovo disponibile dal 5 novembre 2020 e accessibile dagli utenti muniti di Spid, Cns o Cie.

Nel caso di delega da parte del datore di lavoro, deve essere compilato e inoltrato l’apposito modulo “Mod. 06 SSE delega”, reperibile nella sezione dedicata del portale “Moduli e modelli”.

Una volta inoltrata la richiesta dal datore di lavoro o da un suo delegato, viene individuato il medico della sede territoriale più vicina al domicilio del lavoratore.
All’esito della valutazione della condizione di fragilità, il medico esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2 riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative.

Successivamente all’invio del giudizio di idoneità, il datore di lavoro riceve una comunicazione con l’avviso di emissione della relativa fattura in esenzione da iva per il pagamento della prestazione effettuata. Con decreto interministeriale del 23 luglio 2020 la tariffa dovuta all’Inail per singola prestazione effettuata è stata fissata in € 50,85.

ALLEGATI

Fonte: INAIL

Istat: cresce il PIL, +0.1% sullo scorso trimestre, +6.2% sullo scorso anno

Istat: cresce il PIL, +0.1% sullo scorso trimestre, +6.2% sullo scorso anno

La stima completa dei conti economici trimestrali fa registrare una crescita del Pil dello 0,1% in termini congiunturali e del 6,2% in termini tendenziali. Si tratta di stime al rialzo rispetto alla stima preliminare dello scorso 29 aprile, quando il rilascio mostrava una diminuzione congiunturale dello 0,2% e un aumento tendenziale del 5,8%.

La ripresa è stata determinata soprattutto alla domanda interna e in particolare agli investimenti a fronte di un contributo negativo della domanda estera. Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è stato negativo mentre è risultato nullo sia quello delle amministrazioni pubbliche, sia quello della variazione delle scorte.

In buona ripresa anche ore lavorate e unità di lavoro, a fronte di una crescita più lieve dei redditi pro capite e di una stazionarietà delle posizioni lavorative.

Leggi la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Presidenza del Consiglio dei Ministri: il Sottosegretario Roberto Garofali presenta la relazione sullo stato di attuazione del PNRR

Presidenza del Consiglio dei Ministri: il Sottosegretario Roberto Garofali presenta la relazione sullo stato di attuazione del PNRR

Il Sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli, ha svolto una relazione sullo stato del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sui tempi di conseguimento dei 45 obbiettivi di giugno 2022.

Leggi il testo della relazione

Fonte: Governo

Bankitalia: Visco presenta le Considerazioni finali in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2021

Bankitalia: Visco presenta le Considerazioni finali in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2021

Il governatore Ignazio Visco ha presentato le Considerazioni finali in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2021 della Banca d’Italia.

Qui la relazione e le Considerazioni finali del governatore

Fonte: Banca d’Italia

Istat: l’inflazione a maggio 2022 sale a +6,9%

Istat: l’inflazione a maggio 2022 sale a +6,9%

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%).

Scarica la nota Istat

Fonte: ISTAT

Agevolazioni per l’assunzione dei lavoratori svantaggiati. Quale tutela dell’occupabilità?

Agevolazioni per l’assunzione dei lavoratori svantaggiati. Quale tutela dell’occupabilità?

Bollettino ADAPT 30 maggio 2022, n. 21
 
dati Istat diffusi a maggio 2022, sulla crescita del numero di occupati (133.000 occupati in più nel primo trimestre, +0,6% rispetto al precedente trimestre), senz’altro positivi, inducono tuttavia qualche riflessione sul ruolo del legislatore nel supportare i nuovi inserimenti al lavoro in relazione alle fasce più deboli del mercato, che in un contesto economico comunque delicato potrebbero risultare marginalizzate nei prossimi trend occupazionali.
 
Come è noto, il quadro delle agevolazioni fruibili dalle imprese intenzionate ad assumere nuovo personale è attualmente piuttosto ampio, articolato e sostanzialmente orientato a stimolare soprattutto l’inserimento di soggetti c.d. svantaggiati, secondo l’ampia nozione riportata dall’art. 2 lettera k) del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003.  La norma, richiamando l’articolo  2,  lettera  f),  del regolamento (CE) n. 2204/2002  nonché l’articolo 4, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 381include i giovani con meno di 25 anni, gli inoccupati e disoccupati, le donne, gli ultracinquantenni, gli invalidi fisici e psichici, varie altre categorie di persone ritenute in “difficoltà ad entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro”La regolamentazione agevolativa vigente, che si compone sia di alcune formule strutturali sia, in misura prevalente, di numerose formule temporanee, favorisce infatti l’assunzione di giovani fino a 29 anni di età (apprendistato professionalizzante) od a 25 anni di età (apprendistato di primo livello), di giovani fino a 36 anni mai occupati a tempo indeterminato (art.1 commi da 10 a 15 della Legge n.178/2020), di genitori fino a 35 anni in cerca di occupazione stabile (DM 19 novembre 2010), di lavoratori a termine stabilizzati (Legge n.147/2013, art.1 comma 135), di lavoratori assunti in sostituzione maternità nelle microimprese (art.4 comma 3 del D.Lgs. n.151/2001), di persone prive di occupazione (apprendistato senza limiti di età, percettori di Naspi, percettori del reddito di cittadinanza), di donne svantaggiate e di uomini e donne con almeno 50 anni (art.4 commi da 8 a 11 della Legge 92/2012), di disabili (art.10 del D.Lgs. n.151/2015 e art.13 della Legge n.68/1999), di cassintegrati da almeno 3 mesi (art.4 comma 3 del D.L. n.148/1993).
 
A queste misure nazionali si aggiungono le agevolazioni regionali, anch’esse finalizzate in misura consistente (ad es. il sistema Dote Unica di Regione Lombardia, nelle sue molteplici declinazioni) all’inclusione lavorativa delle categorie svantaggiate. Un insieme di norme mutevole e complesso per requisiti soggettivi ed oggettivi, procedure di accesso, entità e natura del beneficio, compatibilità/incompatibilità con altre misure, ma complessivamente orientato a tutelare i lavoratori intervenendo sostanzialmente sulla modalità contrattuale dell’inserimento al lavoro. Tutte le formule elencate presuppongono infatti, per la fruizione completa o parziale del beneficio, l’instaurazione di un rapporto di lavoro in forma subordinata a tempo pieno ed indeterminato o comunque di lunga durata. Sembra essere questa la principale caratteristica ricorrente del vigente regime di agevolazioni, che seppure con diverse declinazioni incentiva soprattutto i datori di lavoro che offrono una occupazione stabile ai lavoratori svantaggiati, in quanto ritenuti altrimenti probabili destinatari di soluzioni lavorative con orario ridotto, a tempo determinato o comunque con maggiore esposizione al rischio di interruzione.
 
L’attenzione al contratto di lavoro è un aspetto rinvenibile anche nelle disposizioni che solo indirettamente supportano il mercato del lavoro. Si consideri ad esempio la “somministrazione a termine”, formula di inserimento al lavoro non standard ma che può rappresentare un percorso di accesso al lavoro dipendente a tempo indeterminato con le imprese utilizzatrici. Sia le “misure di incentivazione del raccordo pubblico e privato” di cui all’art.13 del D.Lgs. n.276 del 10 settembre 2003, sia l’art.31 comma 2 del D.Lgs. n.81 del 15 giugno 2015, sia l’art.3 del CCNL Assolavoro-Felsa, Nidil, Uiltemp del 21 dicembre 2018 agevolano con varie soluzioni tecniche le Agenzie somministratrici nell’assunzione e nell’invio in missione di personale in situazione di svantaggio sociale, intervenendo sostanzialmente sui contenuti del contratto tra Agenzia e lavoratore e tra Agenzia e utilizzatore.
 
Sembra quindi evidente un generale orientamento, nella regolamentazione agevolativa del mercato del lavoro affermatasi in applicazione del disposto del D.Lgs. n.276 del 10 settembre 2003, sia legale sia contrattuale collettiva, verso:

– un approccio sistematicamente incentrato sul  rapporto contrattuale instaurato tra il lavoratore e il datore di lavoro, come discriminante per il riconoscimento della agevolazioni;

– il sostegno alla stabilità del rapporto, considerando la natura subordinata a tempo pieno e indeterminato un elemento di maggiore valorizzazione del rapporto di lavoro, secondo una impostazione da sempre presente nell’ordinamento lavoristico nazionale, ancorché affermata, in diversi periodi, con maggiore/minore intensità.
 
In riferimento ai lavoratori svantaggiati, il rapporto contrattuale a tempo pieno e stabile è di più ardua realizzazione, quindi da sostenere con un regime di specifiche incentivazioni, in aggiunta ai vincoli eventualmente previsti per alcune particolari tipologie di prestatori. Si consideri ad esempio il lavoro dei disabili, che la Legge n.68 del 12 marzo 1999 e le molte norme successive e correlate sostengono integrando gli obblighi e le sanzioni con apposite agevolazioni.
 
Ma è questa la modalità più efficace per dare supporto alle categorie svantaggiate?
 
Ciò che sembra difettare, nell’intero quadro normativo progressivamente sviluppatosi secondo questo approccio, è forse un apprezzamento della qualità degli inserimenti al lavoro, ulteriore rispetto al profilo contrattuale. Le misure agevolative sopra richiamate, limitandosi a valorizzare i contratti di lavoro subordinato a tempo pieno, indeterminato o comunque di lunga durata, prescindono da molteplici altre caratteristiche del rapporto, che in svariati contesti possono in realtà rappresentare un elemento molto più efficace di tutela sia dell’occupabilità sia dell’occupazione del prestatore di lavoro appartenente a una fascia debole. Non rilevano infatti, nella regolamentazione vigente, la mansione effettivamente svolta, gli interventi di formazione continua disponibili, la polivalenza del ruolo, la possibilità di maturare esperienze con trasferte-trasferimenti-distacchi, le relazioni inter-funzionali, le prospettive di crescita professionale etc. Elementi che possono essere oggettivamente desunti in parte (mansione, inquadramento) dalla documentazione contrattuale obbligatoria rilasciata all’atto dell’assunzione, in parte (ad es. la qualifica professionale) dalle  comunicazioni amministrative obbligatorie afferenti il rapporto di lavoro in quanto riportate nei quadri che compongono le attuali COB, in parte (ad esempio il passaggio a livello di inquadramento superiore) dalle comunicazioni di variazione del rapporto di lavoro ex art.3 del D.Lgs. n.152/1997, per il resto da semplici rendicontazioni aggiuntive eventualmente richiedibili al datore di lavoro. Questi aspetti possono probabilmente risultare talora più utili, per la tutela occupazionale del personale svantaggiato, rispetto alla mera assegnazione formale di un rapporto a tempo indeterminato. Si considerino peraltro sia l’avvenuto affievolimento delle previgenti rigidità normative, avverso i recessi dai rapporti di lavoro, derivante dal D.Lgs. n.23 del 4 marzo 2015 sia, più in generale, la sempre maggiore incertezza dell’andamento economico internazionale.
 
Il recente susseguirsi degli effetti della Pandemia da Covid – 19, delle criticità indotte dai costi energetici, dalla carenza di materie prime, rappresentano una indubbia conferma dell’esposizione continua del sistema economico a evoluzioni improvvise di grande portata, difficilmente prevedibili e contrastabili, inevitabilmente impattanti sulle dinamiche occupazionali. Come è noto agli operatori del mercato del lavoro, la tutela dell’occupazione oramai sempre più si fonda sul sostegno all’occupabilità, per favorire le transizioni da un contesto lavorativo all’altro. Un aspetto che tuttavia la disciplina delle agevolazioni a sostegno delle categorie deboli del mercato del lavoro non sembra ancora considerare. Forse i prossimi interventi legislativi, che dovranno comunque gestire la fase di ripresa del mercato del lavoro post-pandemica e post-crisi internazionale, potrebbero essere l’occasione per sviluppare in qualche modo – con misure innovative rispetto all’attuale approccio – anche formule mirate ad una valorizzazione degli inserimenti al lavoro non semplicemente stabili, ma di effettiva qualità.
 
Stefano Malandrini

Confindustria Bergamo


Cybersicurezza, Gabrielli e Baldoni presentano la Strategia nazionale

Cybersicurezza, Gabrielli e Baldoni presentano la Strategia nazionale

Si è svolta, nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la conferenza stampa del Sottosegretario, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, e del Direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Roberto Baldoni, per la presentazione della Strategia nazionale di cybersicurezza (2022-2026) e l’annesso Piano di implementazione, approvati lo scorso 18 maggio dal Comitato Interministeriale per la Cybersicurezza, presieduto dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Attraverso i due documenti, il Governo mira ad affrontare una pluralità di sfide quali: il rafforzamento della resilienza nella transizione digitale del sistema Paese; il conseguimento dell’autonomia strategica nella dimensione cibernetica; l’anticipazione dell’evoluzione della minaccia cyber; la gestione di crisi cibernetiche.

Fonte: governo.it

Circolare ABI – Fondo di garanzia per le PMI Termini di validità delle misure emergenziali

Circolare Abi del 25 maggio 2022. Fondo di garanzia per le PMI Termini di validità delle misure emergenziali

Si fa riferimento alle coperture rilasciate dal Fondo di garanzia per le PMI per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese in difficoltà per l’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del Covid-19, secondo quanto previsto dal decreto-legge dell’8 aprile 2020 (“DL Liquidità”), convertito dalla Legge 5 giugno 2020 n. 40, dal decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104 (“DL Agosto”), convertito dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126 e dal decreto-legge del 1° marzo 2022, n. 17 (“DL Energia”), convertito dalla Legge 27 aprile 2022, n. 34.
Al riguardo, con l’allegata circolare n. 2 del 2022 il Gestore del Fondo ha precisato che le predette garanzie saranno rilasciate in relazione alle richieste di ammissione presentate/completate fino al 23 giugno 2022 (con delibera da parte del Fondo entro e non oltre il 30 giugno 2022). Viene inoltre specificato che per tutte le richieste di garanzia presentate/completate dal 24 giugno 2022 (e deliberate dal Fondo dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022), troveranno applicazione le disposizioni introdotte dall’articolo 1, comma 55 della Legge di Bilancio 2022.

Fonte: ABI