Istat: il mercato del lavoro in Italia nel I trim. 2022

Istat: il mercato del lavoro in Italia nel I trim. 2022

Nel primo trimestre 2022 si registrano 120 mila occupati in più rispetto al quarto trimestre 2021 (+0,5%), per effetto della crescita dei dipendenti a termine (+72 mila, +2,4% in tre mesi) e di quella, meno intensa, dei dipendenti a tempo indeterminato (+33 mila, +0,2%) e degli indipendenti (+15 mila, 0,3).

Il numero di disoccupati diminuisce (-114 mila, -5,0% in tre mesi), così come quello degli inattivi di 15-64 anni (-66 mila, -0,5%). Rispetto a marzo 2022, i dati mensili provvisori di aprile 2022 segnalano la sostanziale stabilità del numero di occupati (-12 mila, -0,1%), un’ulteriore lieve diminuzione dei disoccupati (-17 mila, -0,8%) e l’aumento degli inattivi di 15-64 anni (+34 mila, +0,3%). I tassi seguono la stessa dinamica: nel trimestre, il tasso di occupazione 15-64 anni aumenta di +0,4 punti in termini congiunturali, raggiungendo il 59,7%, e i tassi di disoccupazione e di inattività 15-64 anni diminuiscono.

Sui dati provvisori del mese di aprile 2022, il tasso di occupazione rimane stabile rispetto a marzo 2022, mentre alla lieve diminuzione di quello di disoccupazione (-0,1 punti in un mese) si associa la leggera crescita di quello di inattività (+0,1 punti).


In termini tendenziali l’aumento dell’occupazione (+905 mila unità, +4,1% in un anno) coinvolge sia i dipendenti, a tempo indeterminato (+369 mila, +2,6%) e soprattutto a termine (+412 mila, +16,3%), sia gli indipendenti (+124 mila, +2,6%). In forte calo il numero di disoccupati (-415 mila in un anno, -16,0%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-846 mila, -6,1% in un anno). L’aumento tendenziale dell’occupazione si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+3,0 punti rispetto al primo trimestre 2021) che si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (-1,9 e -2,0 punti, rispettivamente).

Dal lato delle imprese, nel primo trimestre 2022 le posizioni lavorative dipendenti continuano a crescere con maggiore intensità rispetto al trimestre precedente, registrando un aumento dell’1,2%; la crescita della componente a tempo pieno (+1,3%) è leggermente superiore di quella a tempo parziale (+1,1%). L’aumento delle posizioni dipendenti continua, sempre a ritmi più sostenuti, anche rispetto al primo trimestre del 2021 (+6,2%); in questo caso l’aumento della componente a tempo pieno (+6,0%) è di poco inferiore a quella a tempo parziale (+6,2%). Le ore lavorate continuano ad aumentare, in termini sia congiunturali (+1,2%) sia tendenziali (+5,8%), e prosegue
anche la riduzione del ricorso alla cassa integrazione, che si attesta a 12,9 ore ogni mille ore lavorate.

Il tasso dei posti vacanti diminuisce di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e aumenta di 0,8 punti rispetto allo stesso trimestre del 2021. Il costo del lavoro per unità di lavoro rimane congiunturalmente invariato, quale sintesi di una lieve riduzione delle retribuzioni (-0,1%) e di un equivalente aumento degli oneri sociali (+0,1%). Su base annua, invece, il costo del lavoro si riduce dello 0,2%, per effetto della riduzione di entrambe le sue componenti (-0,2% le retribuzioni e -0,4% gli oneri sociali).

Il calo lievemente più accentuato della componente degli oneri sociali si lega alla re-intensificazione degli interventi di sgravio contributivo messi in atto nel periodo successivo alla fase più critica della pandemia, particolarmente finalizzati ad alcuni settori economici.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: istat.it

OECD Economic Outlook: the price of the war

OECD Economic Outlook: the price of the war

The world is paying a heavy price for Russia’s war in Ukraine. It is a humanitarian disaster, killing thousands and forcing millions from their homes. The war has also triggered a cost-of-living crisis, affecting people worldwide. When coupled with China’s zero-COVID policy, the war has set the global economy on a course of slower growth and rising inflation – a situation not seen since the 1970s. Rising inflation, largely driven by steep increases in the price of energy and food, is causing hardship for low-income people and raising serious food security risks in the world’s poorest economies.

Here are the three key take-aways:

The war is slowing the recovery

Inflationary pressures have intensified

The cost of living crisis will cause hardship and risks famine

The war is slowing the recovery

Prior to the war, the world economy was on track for a strong, albeit uneven, recovery from COVID-19. The conflict in Ukraine and the supply-chain disruptions exacerbated by shutdowns in China due to the zero-COVID policy are dealing a serious blow to the recovery.

Global GDP growth is now projected to slow sharply this year, to around 3%, and remain at a similar pace in 2023. This is well below the pace of recovery projected last December.

Growth is set to be markedly weaker than expected in almost all economies. Many of the hardest-hit countries are in Europe, which is highly exposed to the war through energy imports and refugee flows.

Countries worldwide are being hit by higher commodity prices, which add to inflationary pressures and curb real incomes and spending, further dampening the recovery.

This growth slowdown is a price of war which will be paid through lower incomes and fewer job opportunities.

Source: OECD Economic Outlook (Edition 2022/1).

Inflationary pressures have intensified

The war in Ukraine has quashed hopes for a quick end to rising inflation from COVID-19 related supply bottlenecks seen across the global economy during 2021 and early 2022.

High food and energy prices and the continued worsening of supply-chain problems imply that consumer price inflation will peak later and at higher levels than previously foreseen.

The new OECD projections show the large and global impact the war is having on inflation, which has already reached 40-year highs in Germany, the United Kingdom and the United States.

A gradual reduction of supply chain and commodity price pressures and the impact of rising interest rates should begin to be felt through 2023, but core inflation is nonetheless projected to remain at or above central bank objectives in many major economies at year-end.

Source: OECD Economic Outlook (Edition 2022/1)

The cost of living crisis will cause hardship and risks famine

Russia and Ukraine are important suppliers in many commodity markets. Together they accounted for about 30% of global wheat exports, 20% for corn, mineral fertilisers and natural gas, and 11% for oil. Prices for these commodities increased sharply after the onset of the war.

Without action, there is high risk of a food crisis. Supply disruptions are rising, particularly threatening low-income countries that are highly dependent on Russia and Ukraine for basic food staples. With public budgets stretched by two years of the pandemic, these countries could struggle to provide food and energy at affordable rates to their populations, risking famine and social unrest.

The surge in commodity prices and possible disruptions to production will have significant consequences. The sharp rise in prices is already undermining purchasing power, which will force lower income households worldwide to cut back on other items to pay for basic energy and food needs.

Source: OECD Economic Outlook (Edition 2022/1)

Fonte: OCSE

Subappalto: le responsabilità di cui il committente non si libera

Subappalto: le responsabilità di cui il committente non si libera

di Anna Guardavilla

Dalla mancata conoscenza del subappalto per omessa vigilanza alla mancata redazione del DUVRI: in cosa possono consistere le responsabilità del committente in caso di infortunio di un subappaltatore secondo le sentenze di Cassazione.

Fonte: Punto Sicuro

A Monza e Brianza il prefetto dispone più controlli contro la “malamovida”

A Monza e Brianza il prefetto dispone più controlli contro la “malamovida”

Intensificati i servizi straordinari nei fine-settimana con la possibilità di sospensione della licenza nei casi di pericolo per la sicurezza dei cittadini

Il prefetto di Monza e della Brianza Patrizia Palmisani ha convocato e presieduto una riunione tecnica di coordinamento delle Forze di polizia per definire gli indirizzi per la gestione del fenomeno della cd. ‘movida’ in vista della stagione estiva.

«In ogni territorio la movida assume una rilevanza primaria non soltanto sul piano sociale, ma anche su quello culturale ed economico caratterizzandosi per una dinamica marcatamente aggregativa» ha sottolineato il prefetto «è però necessario assicurare che tale fenomeno sia gestito con la massima attenzione anche sul piano della sicurezza, in una prospettiva di integrazione con le caratteristiche di ciascun territorio e di bilanciamento con gli altri interessi della comunità di riferimento».

In tale direzione, è stata disposta l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio principalmente nel corso dei fine-settimana, di servizi straordinari di prevenzione, sicurezza e controllo del territorio, con particolare attenzione alle aree che si caratterizzano per la capacità di attrarre avventori, soprattutto nelle ore serali.

Saranno quindi promosse forme di coordinamento e di scambio informativo tra le Forze di polizia e le Polizie locali, al fine di favorire la migliore dislocazione delle risorse per la più ampia copertura del territorio. A tale scopo, il prefetto ha chiesto ai Sindaci della Provincia di sostenere e incentivare la pianificazione di servizi in orario serale da parte delle Polizie locali.

Sono state anche previste ulteriori indicazioni da valutare a livello locale, tra cui la promozione dell’utilizzo del suolo pubblico per l’installazione di sedute all’aperto di ampiezza adeguata ad ospitare tutti gli avventori, così da evitare assembramenti; la regolamentazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi pubblici; l’incentivazione dell’uso di contenitori diversi dal vetro; la promozione di interlocuzioni con i titolari degli esercizi pubblici al fine di assicurare da una parte il rispetto delle prescrizioni da parte dei lavoratori, dall’altra la tenuta di condotte appropriate da parte dei clienti, anche avvalendosi a tale scopo di servizi di vigilanza privata.

Il prefetto ha rammentato che, qualora un esercizio costituisca un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dei cittadini, è prevista la possibilità per il questore di sospenderne la licenza.

«La prossima stagione estiva si preannuncia finalmente diversa rispetto alle ultime due, che sono state fortemente caratterizzate dal sistema di misure di contrasto del Covid-19. Sarà molto più simile alle tante che abbiamo conosciuto prima della pandemia, ed anche il divertimento sarà certamente meno condizionato da preoccupazioni e limiti con cui abbiamo convissuto a lungo» ha commentato all’esito dell’incontro il prefetto, ribadendo che «le Istituzioni continueranno ad operare affinché i cittadini possano trascorrere il proprio tempo libero con serenità e in sicurezza. La libertà di divertirsi non deve però diventare il pretesto per eccessi, abusi o violenze: oltre all’impegno delle Istituzioni, è fondamentale che tutti mantengano comportamenti responsabili e rispettosi delle regole della vita sociale».

Fonte: Ministero dell’Interno

Prefettura avvia operazione “Vigilantes” a Monza-Brianza

Prefettura avvia operazione “Vigilantes” a Monza-Brianza

Controlli delle Forze di polizia sull’esercizio dei servizi di vigilanza e custodia

Il prefetto di Monza e Brianza Patrizia Palmisani ha avviato un programma di controlli straordinari nel settore delle guardie particolari, che saranno effettuati dalle Forze di polizia per verificare lo svolgimento dei servizi di vigilanza e custodia. 

L’iniziativa si collega a un’operazione avviata su scala nazionale dal ministero dell’Interno, denominata ‘Vigilantes’ e finalizzata a intercettare e contrastare il fenomeno dell’illecito esercizio dei servizi di vigilanza e custodia da parte di soggetti sprovvisti delle necessarie licenze rilasciate dalla prefettura.

Nelle scorse settimane sono stati effettuati approfondimenti informativi con la collaborazione della questura e dei comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza per permettere di avviare l’attività.

La valutazione degli elementi di dettaglio acquisiti ha consentito di procedere all’individuazione dei principali obiettivi su cui dovranno concentrarsi le attività di controllo, che sono stati comunicati dal prefetto in occasione di una dedicata riunione tecnica di coordinamento delle Forze di polizia.

Il piano di controlli straordinari si svilupperà nell’arco delle prossime settimane e interesserà prevalentemente i servizi di vigilanza e custodia erogati nei confronti di strutture pubbliche, grandi condomini, locali pubblici ed esercizi commerciali, in particolare della grande distribuzione.

I risultati dei controlli saranno comunicati alla prefettura. In caso di accertamento di situazioni di esercizio dell’attività da parte di soggetti non abilitati, le stesse dovranno essere segnalate anche alla procura della Repubblica, per gli sviluppi di competenza sul piano dell’accertamento di eventuali responsabilità penali.

«Quello della vigilanza privata è un settore che assicura un servizio fondamentale per la tutela della proprietà e che fornisce un importante contributo al sistema della sicurezza, consentendo alle Forze di polizia di assicurare una migliore efficienza nell’ambito delle attività di controllo del territorio e di pronto intervento» ha osservato il prefetto Palmisani, sottolineando che «proprio in considerazione della delicatezza che caratterizza le funzioni di vigilanza e custodia è allora fondamentale rivolgere la massima attenzione al pieno rispetto della normativa di settore».

Fonte: Ministero dell’Interno

Istat: la produzione industriale ad aprile 2022

Istat: la produzione industriale ad aprile 2022

Ad aprile 2022 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’1,6% rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile il livello della produzione aumenta del 2,0% rispetto ai tre mesi precedenti.

Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2022 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 4,2% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 19 contro i 21 di aprile 2021). Incrementi rilevanti caratterizzano i beni di consumo (+11,3%) e l’energia (+4,7%); più contenuta è la crescita per i beni intermedi (+2,6%) e i beni strumentali (+0,7%).

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più ampi sono le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+23,4%), la produzione di prodotti farmaceutici (+19,8%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,4%). Flessioni tendenziali si registrano solo nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-2,3%), nella fabbricazione di prodotti chimici (-1,5%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-0,7%).

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Fonte: ISTAT

Ministero del Lavoro: Nota trimestrale sulle comunicazioni obbligatorie I trim 2022

Ministero del Lavoro: Nota trimestrale sulle comunicazioni obbligatorie ​I trim. 2022

È online la Nota trimestrale relativa al I trimestre 2022, tratta dal Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Nota descrive le attivazioni, le trasformazioni a tempo indeterminato e le cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente e parasubordinato. Inoltre, vengono descritte le consistenze e le dinamiche tendenziali dei tirocini extracurriculari.

Scarica la nota trimestrale

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: Bonus 200 euro, le criticità per le imprese

Bonus 200 euro, le criticità per le imprese

Quali sono i destinatari del bonus 200 euro? Quali le modalità di erogazione della misura contro il caro vita prevista dal decreto Aiuti? Chi deve presentare domanda e chi, invece, è esonerato? Con l’approfondimento dal titolo “Bonus 200 euro, un percorso a ostacoli per le imprese” del 9 giugno 2022, Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza le principali novità introdotte dagli articoli 31, 32 e 33 del D.L. n. 50/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio 2022.

In particolare, i datori di lavoro dovranno erogare nella busta paga di luglio la somma di 200 euro ai dipendenti che nel primo quadrimestre del 2022 hanno beneficiato della decontribuzione di 0,8 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti. Per i titolari di pensione e del reddito di cittadinanza, sarà, invece, l’Inps a provvedere all’erogazione della somma.

Il documento, inoltre, si sofferma sulle criticità della misura per le imprese, legate ai requisiti dei lavoratori dipendenti e degli autonomi o alla necessità di recuperare da parte del lavoratore la dichiarazione di non essere titolare di pensione o reddito di cittadinanza prima di procedere all’erogazione automatica dell’indennità.

Leggi l’approfondimento

www.consulentidellavoro.it

Confindustria: Produzione industriale ancora in calo a maggio (-1,4%). L’ incertezza pesa sulle prospettive

Confindustria: Produzione industriale ancora in calo a maggio (-1,4%). L’ incertezza pesa sulle prospettive

L’attività industriale italiana è stimata in flessione a maggio (-1,4%), dopo l’arretramento in aprile. Nel 2° trimestre 2022 si avrebbe così una contrazione già acquisita di -0,6% della produzione industriale, dovuta in particolare al rialzo dei costi dell’energia e alle difficoltà di approvvigionamento, acuiti dalle operazioni militari russe in Ucraina. Le indagini qualitative (ISTAT e IHS-Markit) continuano ad evidenziare timori riguardo la persistenza dei fattori che frenano l’attività produttiva delle imprese.

Come sta andando la produzione industriale in Italia

L’indagine rapida del CSC segnala a maggio una flessione di -1,4% della produzione industriale, dopo la caduta di -1% in aprile. Nel 2° trimestre 2022, quindi, la variazione acquisita della produzione industriale sarebbe di -0,6% rispetto al 1° trimestre, in cui si era già registrato un calo di -0,9% rispetto al trimestre precedente. L’ulteriore flessione stimata per maggio, sommata al calo degli ordini, ad aprile di -0,3% e a maggio di -0,1%, compromette le attese sul 2° trimestre.

Il livello invariato di marzo ha sorpreso perché tutti gli indicatori qualitativi, e la stessa indagine del CSC, suggerivano una caduta, che avrebbe spinto a confermare la dinamica negativa del PIL nel 1° trimestre. La fase negativa della produzione industriale è attesa proseguire nel 2° trimestre: le attività industriali, sebbene in maniera differenziata settorialmente, risentono infatti del susseguirsi di rincari energetici e, conseguentemente, del persistente rialzo dei costi produttivi. Ciò contribuisce a rendere l’andamento della produzione industriale estremamente volatile. Le indicazioni provenienti dalle diverse indagini degli ultimi mesi restituiscono un quadro negativo. Il deterioramento del clima di fiducia delle imprese manifatturiere (da 109,9 a 109,3 a maggio, in diminuzione per il 6° mese consecutivo) e il peggioramento nei giudizi sugli ordini e sui livelli di produzione (in progressivo calo rispettivamente da dicembre e gennaio) influiscono negativamente sull’attività produttiva delle aziende e sulle loro aspettative future. Elevate rimangono infatti le percentuali di imprese che ritengono l’insufficienza di impianti e/o materiali il principale ostacolo alla produzione, a cui si uniscono la scarsità di manodopera qualificata e ora anche i vincoli finanziari (valori tornati quasi ai livelli del 2° trimestre 2020) anche in ragione dell’ampiamente annunciato rialzo dei tassi della BCE. Il pessimismo degli imprenditori è accompagnato dal forte rallentamento del PMI manifatturiero a maggio (da 54,5 a 51,9).

Il prolungarsi della fase di incertezza dovuta al conflitto contribuisce a rendere le condizioni dell’industria italiana ancora estremamente deboli e fortemente sensibili alla volatilità degli andamenti congiunturali che caratterizzano l’attuale contesto economico internazionale.

Fonte: Confindustria

Istat: le prospettive per l’economia italiana nel 2022-2023

Istat: le prospettive per l’economia italiana nel 2022-2023

Il Pil italiano è atteso continuare a crescere sia nel 2022 (+2,8%) sia nel 2023 (+1,9%), seppur in rallentamento rispetto al 2021 (Prospetto 1).

Nel biennio di previsione, l’aumento del Pil sarà determinato prevalentemente dal contributo della domanda interna al netto delle scorte (rispettivamente +3,2 e +1,9 punti percentuali) mentre la domanda estera netta fornirebbe un apporto negativo nel 2022 (-0,4 punti percentuali) a cui seguirebbe un contributo nullo nel 2023. Le scorte fornirebbero un contributo nullo in entrambi gli anni.

Gli investimenti assicureranno un deciso sostegno alla crescita con una intensità più sostenuta nell’anno corrente (+8,8%) rispetto al 2023 (+4,2%). I consumi delle famiglie residenti e delle ISP segneranno un miglioramento più contenuto (+2,3% e +1,6%).

L’evoluzione dell’occupazione, misurata in termini di ULA, sarà in linea con il miglioramento dell’attività economica con un aumento più accentuato nel 2022 (+2,5%) rispetto al 2023 (+1,6%). Il progressivo incremento dell’occupazione è atteso riflettersi anche sul tasso di disoccupazione che scenderebbe sensibilmente quest’anno (8,4%) e, in misura più contenuta, nel 2023 (8,2%).

Si prevede che la crescita dei prezzi dei beni energetici contribuisca a un deciso aumento del deflatore della spesa delle famiglie residenti nell’anno corrente (+5,8%), i cui effetti dovrebbero attenuarsi nel 2023 (+2,6%).

Le prospettive per i prossimi mesi sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso quali ulteriori incrementi nel sistema dei prezzi, una flessione del commercio internazionale e l’aumento dei tassi di interesse. Anche le aspettative di famiglie e imprese potrebbero subire un significativo peggioramento.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT