Istat: nota mensile sull’economia italiana

Istat: nota mensile sull’economia italiana (settembre 2021)

La crescita economica mondiale ha superato i valori antecedenti la crisi sanitaria e, in molti paesi, l’inflazione sta accelerando trainata dal significativo aumento dei listini dei prodotti energetici.

La revisione dei conti nazionali annuali ha confermato che, in base ai dati dei primi due trimestri, l’incremento acquisito del Pil italiano per il 2021 è pari al 4,7%.

Ad agosto, si è registrata una lieve diminuzione congiunturale della produzione industriale, dopo due mesi consecutivi di crescita. La dinamica nella media del periodo giugno-agosto rimane significativamente positiva.

La ripresa dei ritmi produttivi e dei consumi continua ad associarsi a un generale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro anche se, da luglio, si sono manifestate contenute riduzioni del numero di occupati e i primi segnali nella manifattura di un possibile mismatch tra domanda e offerta.

A settembre, si è ridotto il divario con l’inflazione dell’area euro. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo è cresciuto in termini tendenziali del 3,0%, in accelerazione rispetto al mese precedente.

In presenza di un ulteriore miglioramento della fiducia delle famiglie, che ha raggiunto il valore più elevato dall’inizio della serie storica, la fiducia delle imprese mostra progressi accentuati nei servizi di mercato e in particolare nel turismo.

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Fonte: Istat

Linee guida per la verifica del possesso della certificazione verde per il personale della PA

Linee guida per la verifica del possesso della certificazione verde per il personale della PA

Fonte: corriere.it

Decreto “capienze” in Gazzetta Ufficiale

Decreto “capienze” in Gazzetta Ufficiale


E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del Decreto legge 8 ottobre 2021, n. 139 concernente: Disposizioni urgenti per l'accesso alle attivita' culturali, sportive e ricreative, nonche' per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali” varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 7 ottobre.

Verifiche in anticipo del possesso del Green Pass da parte dei datori dei lavoro. L’art. 3 prevede  che «in caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l’efficace programmazione del lavoro”, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni» relative al green pass «con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative».

Credito d’imposta per sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione

Agenzia delle Entrate: Credito d’imposta per sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione

C’è tempo fino al 4 novembre 2021 per la presentazione delle istanze di accesso al credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per COVID-19.

Sono agevolabili le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021.


La comunicazione può essere trasmessa tramite il servizio web presente nell’area riservata oppure tramite i tradizionali canali telematici dell’Agenzia

Fonte: agenziaentrate.gov.it

Ticket licenziamento, il commento alla circolare Inps

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Ticket licenziamento, il commento alla circolare Inps


La circolare Inps n. 137 del 17 settembre modifica i criteri per la determinazione del cosiddetto ticket di licenziamento, rimandando a un successivo messaggio le modalità per regolarizzare eventuali importi fuori misura.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, preso atto dell’interpretazione, ha chiesto che non siano applicate sanzioni e termini prescrizionali per i ticket già calcolati vista l’indicazione tardiva dell’Istituto, tra l’altro in rettifica di propri provvedimenti.

Da questa premessa nasce l’approfondimento di Fondazione Studi dal titolo “Ticket licenziamento, il commento alla circolare Inps”, con cui si ricostruisce l’impianto regolatorio vigente e le modifiche apportate dall’ultimo documento di prassi, aggiungendo osservazioni e proposte. Tra cui, oltre quella di non applicare interessi e sanzioni civili, quella di non adottare modalità operative che impongano ulteriori adempimenti in termine di invio di flussi Uniemens regolativi.

Scarica l’approfondimento

Fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Esonero contributivo totale per i giovani under 36

Esonero contributivo totale per i giovani under 36

​Con il Messaggio n. 3389 del 7 ottobre 2021, l’INPS fornisce indicazioni sull’esonero contributivo per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, a decorrere dal 1° gennaio 2021, come introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 10-15, L. 30 dicembre 2020, n. 178).

In particolare, il provvedimento ricorda che l’esonero è riconosciuto nella misura del 100%, nel biennio 2021-2022, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite di importo di 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il 36° anno di età. La durata dell’agevolazione è, peraltro, estesa a 48 mesi in caso di assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. 

Tenuto conto che la Commissione Europea, con la decisione C(2021) 6827 final del 16 settembre 2021, ha autorizzato la concessione dell’esonero in questione per le assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato eseguite entro il 31 dicembre 2021 (termine finale di operatività del Temporary Framework), l’Istituto fornisce le istruzioni per la gestione degli adempimenti connessi alla misura, limitatamente alle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato relative al periodo 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2021.

Per tutti i dettagli, consulta il Messaggio

Fonte: lavoro.gov.it

Nuova aula corsi Security Management – Cesintes_Università degli Studi Tor Vergata

Nuova aula corsi Security Management – Cesintes_Università degli Studi Tor Vergata

 Per gli associati ASSIV è previsto uno sconto pari al 10% dell’importo del corso.

Green pass al lavoro, verifiche in anticipo

Green pass al lavoro, verifiche in anticipo

I datori di lavoro pubblici e privati potranno verificare il possesso del green pass da parte dei lavoratori anche in anticipo e prima dell’ingresso in ufficio o in azienda per garantire la «programmazione del lavoro».

È l’ultima novità in arrivo prima che scatti l’obbligo di certificato verde che dal 15 ottobre dovrà essere esibito per entrare in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati. La mancata comunicazione al datore di lavoro anche in anticipo del possesso del pass farà scattare subito la sospensione dello stipendio.

A prevederlo è uno degli 11 articoli contenuto nel decreto sulle «capienze» varato ieri dal Governo che di fatto segna un ritorno alla quasi normalità dall’11 ottobre anche per il settore degli spettacoli e dello sport.

La nuova norma contenuta nell’articolo 3 prevede difatti che «in caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l’efficace programmazione del lavoro, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni» relative al green pass «con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative». Insomma i datori di lavoro potranno chiedere se necessario per l’organizzazione del lavoro il possesso del certificato verde (le linee guida varate sempre ieri in Stato regioni per la Pa prevedono in particolare un possibile preavviso di 48 ore).

La misura dovrebbe rendere più facile il ritorno in presenza di un numero più ampio di lavoratori con controlli anche anticipati dei green pass da parte dei datori di lavoro. E con lo stop allo stipendio che potrà dunque scattare subito dalla mancata comunicazione del possesso del certificato perché il datore di lavoro lo potrà considerare immediatamente assente ingiustificato.

Covid 19: Consiglio dei Ministri vara il “decreto capienze”

Consiglio dei Ministri vara il “decreto capienze”

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, dei Ministri della salute Roberto Speranza, della cultura Dario Franceschini, dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, dell’interno Luciana Lamorgese, della giustizia Marta Cartabia, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali nella riunione del 7 ottobre 2021 ha varato il testo del cd “decreto capienze”: Disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali

Le nuove disposizioni entrano in vigore l’11 ottobre 2021.

Spettacoli e Cultura

Teatri, cinema, concerti

In zona bianca, per gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, la capienza consentita è del 100 per cento di quella massima autorizzata sia all’aperto che al chiuso.
Inoltre l’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19.

Musei

Nelle strutture museali è stata eliminata la distanza interpersonale di un metro.

Sport

Pubblico a eventi e competizioni sportive

La capienza consentita non può essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 60 per cento al chiuso.

Discoteche

La capienza nelle sale da ballo, discoteche e locali assimilati non può essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 50 per cento al chiuso.
Nei locali al chiuso deve essere garantita la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria.

Sanzioni

In caso di violazione delle regole su capienza e green pass nei settori di spettacoli, eventi sportivi e discoteche, la chiusura si applica dalla seconda violazione.

Altre misure del decreto

Riorganizzazione del Ministero della salute

Il testo prevede una riorganizzazione del ministero della Salute volta a rafforzare la dotazione organica delle direzioni di livello generale.

Disposizioni per il referendum

Al fine di consentire lo svolgimento della consultazione referendaria, la Corte di Cassazione può avvalersi di 360 unità nell’ambito delle amministrazioni pubbliche.

Esame di Stato avvocato

Si estendono al 2022 per l’esame di Stato di avvocato le stesse regole in vigore per il 2021 e si prevede che l’accesso ai locali sia consentito solo ai soggetti muniti di Green Pass.

Accoglimento profughi afgani

Per fare fronte alle particolari e nuove esigenze relative all’emergenza in Afghanistan e all’accoglienza dei profughi, è incrementato di 3000 posti il Sistema di accoglienza e integrazione.

Garante privacy

Sono state introdotte, in coerenza con il quadro europeo, alcune semplificazioni alla disciplina prevista dal decreto legislativo 196/2003 del trattamento dei dati con finalità di interesse pubblico. Sono stati ridotti a 30 giorni i termini per l’espressione dei pareri del Garante in merito al PNRR.
È stata inoltre potenziata la competenza del Garante al fine di prevenire la diffusione di materiale foto o video sessualmente espliciti.

Fonte: governo.it

Security Manager: indispensabile per crescita qualitativa servizi erogabili

S. News – Security Manager: indispensabile per crescita qualitativa servizi erogabili

La figura del Security Manager è oramai prassi consolidata in Italia in realtà aziendali fortemente strutturate, sia pubbliche che private, o in quelle realtà dimensionalmente piccole ma caratterizzate da un management “illuminato”. In tutti questi casi, i vertici aziendali hanno intrapreso un percorso volto all’individuazione di professionalità esterne alla struttura (in alcuni casi si è deciso addirittura di internalizzare la funzione aziendale in ragione della delicatezza delle questioni trattate), dotate di competenze tecniche specifiche per avviare processi di analisi del rischio e per l’individuazione delle necessarie azioni di rimedio dello stesso.

Tuttavia non esiste alcuna disposizione normativa di natura generale che obblighi a ricorrere al Security Manager. Il legislatore, che pure si caratterizza per la tendenza all’iper-normazione, in un settore tanto delicato ha per il momento lasciato fare ai singoli. Rappresentano un’eccezione alcune lodevoli  iniziative a livello territoriale, quali la mozione approvata nell’agosto del 2020 dal Consiglio Regionale del Lazio che ha imposto l’istituzione della figura del Security Manager presso le infrastrutture ospedaliere regionali pubbliche e private. Ma una rondine non fa primavera. E, soprattutto, una mozione regionale non è una legge.

Il ragionamento deve tuttavia spostarsi su un livello più alto di analisi, facendo lezione anche di quanto accaduto negli ultimi mesi in Italia, per spiegare le ragioni per le quali, non certo soli in questa nostra convinzione, riteniamo fondamentale per la sicurezza del sistema Paese l’introduzione dell’obbligo del Security Manager.

Il 12 maggio scorso Roberto Cingolani ed Enrico Giovannini, ministri rispettivamente della Transizione Ecologica e delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, hanno dato attuazione con decreto interministeriale alla figura del Mobility Manager prevista dalla legge n.77 del 17 luglio 2020. Obiettivo “la riduzione dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane e metropolitane negli spostamenti sistematici casa-lavoro”. Come si legge nel comunicato stampa congiunto “le imprese e le pubbliche amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti situate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa lavoro (PSCL) del proprio personale dipendente”. Si tratta di un processo di efficientamento assolutamente condivisibile, che si pone l’obiettivo ultimo dell’abbattimento della CO2 nelle nostre città e di contribuire a conseguire una sicurezza ambientale che ci consenta di vivere meglio. Sicurezza quindi.

Parimenti, lo scorso 3 agosto è stata approvata dal parlamento la legge che sancisce la nascita dell’Agenzia per la Cybersecurity e il 5 agosto il Consiglio dei Ministri ne ha individuato il direttore. Nell’articolato della legge istitutiva si definisce il concetto di cybersicurezza come “insieme delle attività […] necessarie per proteggere dalle minacce informatiche reti, sistemi informativi, servizi informatici e comunicazioni elettroniche, assicurandone la disponibilità, la confidenzialità e l’integrità e garantendone la resilienza, anche ai fini della tutela della sicurezza nazionale e dell’interesse nazionale nello spazio cibernetico”. Il concetto di sicurezza che torna.

Sicurezza ambientale, sicurezza dello spazio virtuale. Misure necessarie, a valle di quanto accaduto e continua ad accadere, ma che ribadiscono l’approccio difensivo della nostra legislazione: si interviene per correggere una criticità, mai per prevenirla. Con costi economici e sociali più elevati, e un impatto negativo sulla percezione della sicurezza che richiede molto tempo per essere corretto.

Così, se dopo la Seconda Guerra Mondiale abbiamo deciso, più o meno consapevolmente, di barattare la crescita economica a tutti i costi a discapito dell’ecosistema nel quale siamo pur sempre costretti a vivere, oggi le conseguenze catastrofiche che stiamo sperimentando, e che possiamo solo in parte immaginare accadranno nel prossimo futuro, ci costringono ad orientarci verso un modello di crescita che auspichiamo ambientalmente sostenibile. Sempre ammesso che ciò risulti possibile, non essendone ancora univocamente definiti i nuovi parametri, i costi che comunque dovremo sostenere sotto ogni punto di vista potrebbero superare i benefici di cui ha goduto l’umanità, o meglio parte della popolazione mondiale. Se avessimo avuto la lungimiranza di analizzare sin dall’inizio i rischi derivanti dal nostro modello economico, pesando vantaggi e svantaggi anche nel lungo periodo, forse oggi saremmo più ricchi e più sicuri. Se da un lato “La favola delle api” di Mandeville si dimostra assolutamente incapace di descrivere la realtà in un sistema caratterizzato dall’estrema concentrazione di fattori produttivi quali capitale, forza lavoro altamente qualificata e degli investimenti in ricerca che si traduce in un incolmabile squilibrio di potere economico, politico e di benessere, d’altro canto la dimostrata fallacia del determinismo economico di stampo marxista avrebbe dovuto spingerci a definire una cornice di sviluppo scevra da approcci ideologici, che in genere mascherano interessi particolari.

Allo stesso modo, con la diffusione planetaria di internet a partire dalla fine del secolo scorso, e più recentemente dei social networks, si è deciso di barattare l’illusione dell’onniscienza e dell’onnipresenza con la tutela della nostra privacy e la sicurezza dei dati, a volte assai sensibili, che mettiamo a disposizione di realtà economiche, e oserei dire politiche, che travalicano il concetto quasi obsoleto di Stato. In una sorta di contrappasso dantesco, la fame di conoscenza si è tradotta in una perdita di controllo e verifica (che Popper mi perdoni!) dell’informazione. Volevamo sapere e il risultato è che non sappiamo più davvero cosa sappiamo, mentre chissà quale lontano profilatore sa tutto di noi. L’ennesima asimmetria in un mondo che non riusciamo più a governare… e così diventa possibile un suicidio collettivo come la Brexit, la probabile manipolazione dell’elezione presidenziale americana del 2016, la pirateria informatica tra organizzazioni, Stati, imprese, individui: naturale esito di un sistema, quello del web, nato come acefalo!

Perché non evitare la sindrome del “tanto non capita a me” anche al settore della sicurezza, nel senso anglosassone di safety and security, delle nostre organizzazioni produttive e del capitale umano che in esso lavora?
Il Security Manager è il professionista capace di definire i processi che, a valle dell’analisi di rischio, un’organizzazione deve adottare per prevenire i rischi propri dell’attività che svolge oppure quelli connessi al contesto in cui opera. Per certi versi è una figura complementare al mobility manager o all’esperto di cyber sicurezza. La sicurezza è un concetto amplissimo, che continua ad allargarsi e ad essere studiato nei suoi molteplici aspetti, che si intersecano su vari livelli, richiedendo figure altamente specializzate, ma capaci di utilizzare le medesime metodologie ed il medesimo linguaggio di base. Il fatto che nella riforma del comparto della sicurezza privata si sia deciso di introdurre obbligatoriamente negli istituti di Vigilanza una figura dotata di queste competenze ha rappresentato un passo in avanti nella qualificazione del settore.

Adesso è necessario indicare funzioni e compiti di questo professionista della  sicurezza nella security, definendone le “best practices”.

Sarà un altro gradino verso la crescita qualitativa dei servizi erogabili, misurabile in termini di efficacia, e quindi di autorevolezza credibilità nei confronti del mercato e della politica. Non possiamo più permetterci, a livello globale, locale ed anche individuale, di non valutare i rischi che le nostre azioni, le nostre attività, le nostre decisioni comportano per una serie, attentamente definita per priorità, di obiettivi.

Il rischio zero non esiste. Il rischio calcolato ci sembra però già molto.  

a cura di Maria Cristina Urbano,
Presidente ASSIV

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