14 aprile 2021 – Webinar: Comuni ed Istituti di Vigilanza Privata

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Webinar: Comuni ed Istituti di Vigilanza Privata – 14 aprile 2021 alle ore 14.30

Limiti ed opportunità per il supporto alle attività di sicurezza urbana integrata

Il settore della vigilanza privata in questi anni ha fatto significativi passi in avanti. E non solo per quanto riguarda i servizi offerti a privati ed aziende, ma anche per le possibili connessioni con il potenziamento della sicurezza urbana integrata. La normativa però ha valorizzato solo in parte questa opportunità, ma un sentiero battuto lo possiamo trovare tra i meandri
normativi e le indicazioni ministeriali.


Molte infatti le nuove frontiere della Sicurezza Urbana Integrata, ma quali sono gli aspetti normativi a supporto?

Quali le possibilità di collaborazione tra pubblico e privato in questo campo specifico?

Quali le regole del secondo livello di tale tipologia di partenariato?

Quali i progetti concreti che si possono sviluppare nell’ambito della sicurezza urbana ulteriormente integrata?

Quali le dinamiche tra videosorveglianza e privacy, in questi casi specifici?

E quale il supporto che Assiv può dare in tale contesto?

Vari gli aspetti da approfondire, affinché gli Istituti di Vigilanza possano beneficiare delle opportunità in campo di Sicurezza Urbana Integrata.

Questo è proprio l’obiettivo del webinar Assiv: fornire degli strumenti di conoscenza ed al contempo pratici, per formulare valide proposte di collaborazione tra Istituti e Comuni.

La materia sarà sviluppata dal presidente Assiv Maria Cristina Urbano e dall’esperto Stefano Manzelli, Consulente Enti Locali e Forze di Polizia, con una grande esperienza nel campo specifico e best practices già collaudate. A moderare l’incontro, che prevede la possibilità di intervenire direttamente con domande da parte dei partecipanti, Monica Bertolo, Direttore S News, Media Partner dell’evento

Il webinar è gratuito per gli Associati ASSIV. Per i non associati è richiesto un contributo di € 100.00 oltre IVA

Verrà rilasciato un attestato di partecipazione al Webinar.

Per informazioni: [email protected]

Mozione sul cashback al Senato

Mozione sul cashback al Senato

Oggi è stata discussa in Senato la mozione parlamentare n. 317 sul cashback presentata da esponenti della Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

La mozione, intesa  ad impegnare il governo a sospendere il piano di cashback e a destinare le somme stanziate a tal fine per sostenere la ripresa delle categorie commerciali più colpite dalle misure anti COVID  ha ripercorso  le stesse  linee argomentative più volte sostenute da ASSIV, ovvero di come non sia mai stato dimostrato che la limitazione all’uso del contante generi un risultato significativo nella lotta all’evasione fiscale, obiettivo primario perseguito dal precedente Governo, per il quale sono stati stanziati diversi miliardi di euro che oggi potrebbero essere saggiamente destinati a misure di sostegno alle imprese italiane.

E come, al contrario,  queste misure restrittive provocano disorientamento in ampie fasce della popolazione, spesso le più fragili, per le quali la cashless society è solo l’ennesimo incomprensibile anglicismo. Inoltre  tutte le misure a favore dei pagamenti elettronici contribuiscono a determinare la crisi del settore del trasporto valori, che oggi impiega migliaia di persone, è parte integrante del più ampio comparto della sicurezza privata, e ha richiesto ingenti investimenti  per garantire altissimi standard qualitativi e di sicurezza per un servizio che resta centrale per la nostra economia. Basti pensare che dallo scorso anno il fatturato di questi servizi ha visto un decremento stimabile nel 40%.

ASSIV ha inviato una breve nota di ringraziamento a tutti i parlamentari sottoscrittori di questo atto di sindacato ispettivo per aver dato voce alle nostre perplessità sulla politica del cashback, richiedendo anche la loro disponibilità ad un incontro per illustrare le criticità che affliggono il nostro comparto e sulle relative possibili soluzioni, nonché sulle tante opportunità di crescita che il settore potrebbe cogliere, se debitamente sostenuto, anche in ragione della profonda trasformazione qualitativa che ha interessato gli Istituti di vigilanza nel nuovo contesto normativo, caratterizzatosi per i significativi investimenti in tecnologia e gli elevati livelli di professionalità conseguiti dal personale della sicurezza privata.

Inps, esonero per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022

Inps, esonero per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022

L’articolo 1, comma 16, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021), ha stabilito che, per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022, l’esonero di cui all’articolo 4, commi da 9 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92, è riconosciuto nella misura del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

Con la circolare n. 32 del 22 febbraio 2021, l’Istituto ha fornito le prime indicazioni e istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla predetta misura di esonero contributivo.

A seguito delle richieste di chiarimenti pervenute, riguardanti l’ambito di applicazione della misura di esonero, ad integrazione di quanto previsto nella sopra richiamata circolare, viene pubblicato il messaggio 1421

Fonte: INPS

Covid-19, sottoscritto il protocollo con le parti sociali per l’attivazione di punti di vaccinazione nei luoghi di lavoro e aggiornati i Protocolli condivisi anticovid negli ambiti di lavoro

Covid-19, sottoscritto il protocollo con le parti sociali per l’attivazione di punti di vaccinazione nei luoghi di lavoro e aggiornati i Protocolli condivisi anticovid negli ambiti di lavoro

La somministrazione riguarderà tutti i lavoratori interessati, con qualsiasi tipologia di contratto, e potrà avvenire in azienda, presso strutture sanitarie private e nei casi previsti in quelle dell’Inail. Aggiornato e rinnovato anche il protocollo condiviso per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus all’interno delle imprese, che tiene conto dei vari provvedimenti adottati negli ultimi mesi

ROMA – La disponibilità dei vaccini anti-Covid e la loro diffusione su tutto il territorio nazionale riveste un ruolo decisivo anche per la ripresa delle attività sociali e lavorative in piena sicurezza. È questa la premessa del protocollo sottoscritto ieri da istituzioni, organizzazioni sindacali e datoriali per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti di vaccinazione straordinari e temporanei nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è concorrere alla rapida esecuzione della campagna vaccinale attraverso il coinvolgimento diretto delle realtà produttive, nella convinzione che soltanto un’azione generale e coordinata può abbattere i tempi della vaccinazione, ampliare la tutela e consentire di proteggere la salute collettiva.

I compiti del datore di lavoro e del medico competente. Articolato in 16 punti, il nuovo protocollo precisa che le vaccinazioni potranno essere somministrate a tutti i lavoratori interessati, a prescindere dalla tipologia contrattuale con cui prestano la loro attività in favore dell’impresa, ai datori di lavoro e ai titolari. All’atto della presentazione del piano di vaccinazione aziendale, il datore di lavoro dovrà specificare il numero di vaccini richiesti, in modo da consentire all’azienda sanitaria di riferimento la necessaria programmazione dell’attività di distribuzione. Il medico competente è tenuto a fornire ai lavoratori adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino, assicurando allo stesso tempo l’acquisizione del consenso informato dei soggetti interessati, il previsto triage preventivo relativo al loro stato di salute, la tutela della riservatezza dei dati e la registrazione delle vaccinazioni eseguite.

Le dosi saranno messe a disposizione dai Servizi sanitari regionali. La somministrazione del vaccino dovrà avvenire in locali idonei ed è riservata a operatori sanitari in grado di garantire il pieno rispetto delle prescrizioni adottate per tale finalità e in possesso di adeguata formazione per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19. I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e degli strumenti formativi e per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è assicurata dal Servizio sanitario regionale competente per territorio.

Prevista la possibilità di stipulare convenzioni anche tramite le associazioni di categoria. In alternativa alla modalità della vaccinazione diretta, è prevista inoltre la possibilità di stipulare, anche tramite le associazioni di categoria di riferimento o nell’ambito della bilateralità, specifiche convenzioni con strutture sanitarie private in possesso dei requisiti per la vaccinazione. I datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o che non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono invece avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail, con oneri a carico dell’Istituto. In questi casi il datore di lavoro direttamente, ovvero attraverso il medico competente, dovrà comunicare alla struttura sanitaria privata o alla struttura territoriale dell’Inail il numero complessivo di lavoratrici e lavoratori che hanno manifestato l’intenzione di ricevere il vaccino.

Sulla piattaforma dell’Iss un corso di formazione per il personale sanitario coinvolto. Per i medici competenti e il personale sanitario e di supporto coinvolto nelle vaccinazioni è disponibile, attraverso la piattaforma dell’Istituto superiore di sanità, un corso di formazione specifico realizzato anche con il coinvolgimento dell’Inail, che contribuirà, in collaborazione con i Ministeri della Salute e del Lavoro, alla predisposizione di materiale informativo destinato ai datori di lavoro, ai lavoratori e alle figure della prevenzione.

Aggiornati e rinnovati i protocolli condivisi del 14 marzo e del 24 aprile 2020. Il rafforzamento delle sinergie con le parti sociali passa anche attraverso il nuovo protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, sottoscritto sempre nella giornata di ieri, che aggiorna le misure contenute nei documenti condivisi il 14 marzo e il 24 aprile dello scorso anno, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza. Le nuove misure tengono conto dei vari provvedimenti adottati dal governo, da ultimo il Dpcm del 2 marzo 2021, e dal Ministero della Salute, fornendo linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio che consentano di coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di adeguati livelli di protezione.

Incentivare lo smart working e il ricorso a ferie arretrate e ammortizzatori sociali. Anche nella fase di progressiva ripresa delle attività è ritenuto opportuno il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le mansioni che possono essere svolte da remoto, in quanto utile strumento di prevenzione, ferma restando la necessità di garantire adeguate condizioni di supporto al lavoratore (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause), mentre per le attività in presenza devono essere limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni, anche attraverso un piano di turnazione che punti a diminuire il più possibile i contatti. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, alle ferie arretrate e ai congedi retribuiti può inoltre rappresentare un’ulteriore alternativa al lavoro in presenza.

Fonte: INAIL

Nuovo bando Macchinari innovativi: dal 13 aprile le domande per gli incentivi

Nuovo bando Macchinari innovativi: dal 13 aprile le domande per gli incentivi

132,5 milioni di euro a disposizione di PMI, reti di imprese e professionisti

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il decreto che definisce i termini di apertura del secondo sportello del nuovo bando “Macchinari innovativi”, a cui PMI, reti di imprese e professionisti potranno presentare le domande per richiedere le agevolazioni.

L’obiettivo è quello di sostenere investimenti innovativi finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale, nonché la transizione verso l’economia circolare delle attività d’impresa presenti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

La misura è finanziata con 132,5 milioni di euro, una cifra pari a quella già messa a disposizione lo scorso anno dal Ministero con l’apertura del primo sportello del bando. Si tratta di risorse a valere sul Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR.

Le domande potranno essere compilate dalle ore 10 del 13 aprile 2021, mentre l’invio della richiesta potrà avvenire dalle ore 10 del 27 aprile 2021.

Per maggiori informazioni


Ufficio competente


Fonte: MISE

Istat: occupati e disoccupati (febbraio 2021)

Istat: occupati e disoccupati (febbraio 2021)

A febbraio l’occupazione torna a stabilizzarsi, interrompendo il trend negativo che, tra settembre 2020 e gennaio 2021, ha portato alla perdita di oltre di 410 mila occupati; dopo due mesi di forte aumento, cala leggermente il numero di disoccupati.

In un anno (febbraio 2021 rispetto a febbraio 2020) la diminuzione degli occupati – pari a 945 mila unità – ha riguardato uomini, donne, lavoratori dipendenti, autonomi e tutte le classi d’età.
Parallelamente sono cresciuti i disoccupati (+21 mila) e, soprattutto, gli inattivi, di oltre 700mila unità.

Rispetto a febbraio 2020, il tasso di occupazione è più basso di 2,2 punti percentuali e quello di disoccupazione è più alto di 0,5 punti.

Indicazioni ai prefetti sulle misure integrative delle norme anti-Covid19

Ministero dell’Interno: indicazioni ai prefetti sulle misure integrative delle norme anti-Covid19

Con la circolare firmata dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi sono state fornite ai prefetti le indicazioni operative in merito all’applicazione del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44.

Il provvedimento normativo – evidenzia la circolare –  protrae dal 7 al 30 aprile prossimo la vigenza delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (dPCM) del 2 marzo 2021, laddove non diversamente disposto dallo stesso decreto-legge.

Tra gli elementi di novità sottolineati dalla circolare la previsione che, con apposite deliberazioni del Consiglio dei ministri, possano essere adottate determinazioni in deroga rispetto a quelle vigenti, che tengano conto non solo dell’andamento del quadro epidemiologico territoriale ma anche dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini, in particolare riguardo alle persone anziane e ai soggetti fragili.

La regolamentazione in materia di mobilità – incentrata sulla confermata distinzione fra zone di diverso colore e disciplina – non subisce alcuna modifica, come rimane invariato il richiamo all’impianto sanzionatorio già previsto nelle ipotesi di accertamento delle violazioni delle prescrizioni dettate dalla normativa di settore.

La circolare evidenzia poi, in particolare, le nuove e specifiche misure introdotte in tema di attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, che prevedono che dal 7 al 30 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale e indipendentemente dalla classificazione degli scenari di rischio epidemiologico, i servizi educativi per l’infanzia, l’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, e la scuola primaria e il primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgano con modalità in presenza.

A questo proposito, prosegue la circolare, la norma non ammette alcun intervento in deroga da parte dei presidenti delle regioni e delle province autonome e dei sindaci, tranne che in casi eccezionali, legati alla presenza di focolai o a un grado estremamente elevato di rischio di diffusione del virus e delle relative varianti.

Il riavvio della frequenza scolastica in presenza, con le modalità delineate dal decreto-legge, evidenzia ancora la circolare, comporta il rinnovo delle attività attribuite ai prefetti in materia di raccordo scuola-trasporti, confermate e ampliate dal dPCM del 2 marzo scorso.

A questo proposito dovrà essere avviata nell’ambito dei tavoli tecnici di coordinamento istituiti nelle prefetture “ogni utile iniziativa finalizzata al monitoraggio dello stato di attuazione” dei documenti operativi relativi alle modalità di rientro in classe, insieme con la valutazione dell’impatto della relativa domanda di mobilità sul sistema del trasporto pubblico locale.

La circolare, infine, pone attenzione all’attività di modulazione dei dispositivi di controllo del territorio, richiamando la necessità di intensificarli nell’imminenza del passaggio a una zona caratterizzata da misure più restrittive a seguito di peggioramento del quadro epidemiologico.

Fonte: Ministero dell’Interno

La Ricerca & Sviluppo nella vigilanza privata: intervista al Cav. Gino Puma

La Ricerca & Sviluppo nella vigilanza privata: intervista al Cav. Gino Puma, Puma Security™ – ISSV Spa

Nell’ambito della campagna di comunicazione Sicurezza in pillole, abbiamo incontrato il Cav. Gino Puma della Puma Security™ – ISSV Spa con il quale abbiamo approfondito il tema della R&S nella vigilanza privata

Cavalier Puma, la Puma Security si caratterizza per una importante politica di investimenti nel settore ricerca e sviluppo, posizionandosi tra le prime imprese del comparto in materia di innovazione. Ci può spiegare le ragioni di tale scelta strategica, in un settore che tradizionalmente si caratterizza per essere labour intensive?

La sua domanda contiene alcuni concetti che oggi costituiscono due delle milestone su cui si fonda la Puma Security: l’innovazione e la ricerca e sviluppo, i quali arricchiscono in maniera sinergica e complementare l’offerta dei nostri servizi. Spesso i due concetti vengono impropriamente utilizzati come “sinonimi” ma, nella realtà, la differenza è sostanziale. La R&S mira a creare nuove conoscenze in assoluto, a realizzare e ad ottenere un risultato che in precedenza non esisteva. Dall’altra parte, invece, l’innovazione è finalizzata all’accrescimento delle conoscenze che portano all’implementazione di un prodotto nuovo o che lo migliorano significativamente, sia esso un bene, un servizio, un processo, un nuovo metodo organizzativo.

La Puma Security, sin dal 2015, ha pertanto realizzato una divisione di ricerca e sviluppo che, come risultato più evidente, ha prodotto il deposito di ben sette domande di brevetto. Parallelamente, ha portato avanti una politica di innovazione che, in un’azienda di servizi ad alta incidenza di manodopera, può e deve agire fondamentalmente su due aspetti: il fattore umano e la parte strumentale. In questo ambito, l’innovazione si traduce nel miglioramento del servizio stesso, reso più efficiente e utile per mezzo della formazione del fattore umano e l’implementazione della tecnologia, a sua volta, intesa come strumento per migliorare le condizioni e le performance degli operatori stessi.

A mio giudizio, le ragioni che sottendono all’implementazione di politiche di questa natura sono fondamentalmente quattro:

•       affiancare i propri clienti nelle fasi di analisi del rischio con l’ausilio di strumenti tecnologici sofisticati e all’avanguardia, volti ad individuare soluzioni per l’abbattimento dei livelli di vulnerabilità, attraverso un complesso di elementi tecnologici, risorse umane e procedure operative tese alla mitigazione del rischio;

•       introdurre sistemi tecnologici che consentano il miglioramento della prestazione del personale, efficientando ed incrementando i servizi offerti e consentendo alle risorse di operare secondo i più elevati standard di safety. Tutti i progetti della società sono da sempre stati incentrati sulla stretta collaborazione tra il personale della Divisione R&S ed il personale operativo, in assenza del quale non si sarebbero potuti ricevere, non solo i feedback della ricerca, ma anche le segnalazioni delle situazioni “tipo”, successivamente poste alla base dei protocolli dei vari progetti;

•       conseguire un vantaggio competitivo nell’ambito delle procedure di gara, per “fare la differenza” nel mercato. In un settore che purtroppo rischia di appiattirsi sulle linee di business tradizionali, restituendo un servizio “fotocopia” nel passaggio da un’azienda ad un’altra, l’introduzione di aspetti tecnologici innovativi decreta la differenza di fatto tra un istituto e un altro;

•       implementare il proprio valore aggiunto. In Italia, l’analisi dell’influenza degli investimenti in R&S ha fornito nuove evidenze empiriche a sostegno dell’ipotesi secondo la quale le attività innovative sono positivamente correlate con le performances aziendali.

In diverse occasioni Lei ha affermato di aver progettato alcuni kit per la sicurezza con il concorso della tecnologia israeliana. Perché Israele? E cosa caratterizza il comparto della sicurezza in quel Paese che può essere utilmente impiegato anche nella nostra realtà?

La risposta più efficace a questa domanda ritengo trovi fondamento nei numeri. La spesa per la ricerca e lo sviluppo varia molto da paese a paese, ma può essere confrontata se viene espressa come percentuale del Prodotto Interno Lordo (PIL). A guidare questa classifica vi è proprio Israele, un paese che si distingue per un risultato performante nel rapporto risultati/investimento. Percentualmente ecco l’investimento in Ricerca di vari paesi:

•             Israele 4.53%

•             Svezia 3.73%

•             Finlandia 3.45%

•             Giappone 3.39%

•             Corea del Sud 3.23%

•             Svizzera 2.90%

Sotto la soglia 1.45% si distaccano:

•             Cina 1.43%

•             Irlanda 1.32%

•             Italia 1.31%

•             Spagna 1.20%

•             Sudafrica 0.92%

Le informazioni sulle attività di R&S rappresentano ad oggi la componente principale degli indicatori statistici utilizzati in ambito europeo per valutare le politiche di sostegno alla ricerca e di miglioramento della capacità innovativa e competitiva di un paese. In particolare, l’incidenza della spesa in R&S sul Pil è uno dei cinque indicatori decisi dalla Strategia Europa 2020 per monitorare i progressi compiuti dai singoli Stati rispetto agli obiettivi di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile.

Inoltre, non possiamo ignorare che Israele dal punto di vista geopolitico, per proprie dimensioni territoriali, di popolazione e di risorse, abbia dovuto sviluppare un proprio staying power che ha reso il paese un punto di riferimento nell’ambito della security internazionale, unitamente ai crescenti investimenti effettuati.

Le politiche commerciali attuate dalla Puma Security negli ultimi anni le hanno permesso, pertanto, di poter beneficiare dell’esperienza e del know how proprio di aziende israeliane, con le quali ha realizzato partnership ad hoc, e le quali hanno messo a fattor comune la loro tecnologia all’avanguardia e le loro soluzioni innovative, migliorando significativamente la qualità dei prodotti offerti.

Ritiene quindi che il futuro della vigilanza privata sia nelle nuove tecnologie?

Il mercato globale della sicurezza privata vale, oggi, oltre 90 mld di dollari, con una stima di crescita fino a 120 mld entro il 2025. In Italia vengono realizzati solo 3,5 mld di Euro dei 90 suddetti. I numeri, quindi, ancora una volta ci aiutano a capire la direzione e il futuro della vigilanza privata. I paesi trainanti nei settori della security internazionale sono quei paesi che, pur non avendo snaturato i propri business model, hanno però rideterminato l’equilibrio tra risorse umane e tecnologia, ponendo sempre le risorse al centro focale dei propri progetti di sviluppo, ma con un supporto tecnologico significativo.

Sicuramente è la direzione che continuerà a perseguire la Puma Security, la cui propensione sempre volta alla ricerca delle migliori soluzioni di sicurezza, ha portato negli anni ad attivare nuove forme di collaborazione. Da ultimo, è stata avviata una comune attività di sviluppo con la EuroLink Systems, azienda italiana attiva nel settore della difesa.

EuroLink Systems è una società che da oltre 25 anni distribuisce, integra e progetta soluzioni hardware e software per l’elaborazione di segnali per il mercato della difesa e dell’industria ed è da sempre pioniera dell’innovazione tecnologica. È stata una delle prime aziende italiane a muoversi nel campo della robotica, con droni disegnati per soddisfare le esigenze di Forze Armate italiane ed estere. Ancora oggi investe molto nello sviluppo di progetti finalizzati alla realizzazione di prodotti allo stato dell’arte nel mercato della robotica, sempre con lo sguardo rivolto verso le tendenze del futuro, tra intelligenza artificiale e mobilità elettrica.

Questa collaborazione risente dei positivi effetti di una reciproca contaminazione, che, partendo dalla centrale e nevralgica importanza del fattore umano, consente, grazie all’utilizzo dei più innovativi ritrovati tecnologici, di raggiungere importanti ed ambiziosi traguardi.

In tal senso, i rispettivi uffici di Ricerca & Sviluppo stanno lavorando all’implementazione di soluzioni tecnologiche integrate al “Cane Robot”, che potrà garantire, al fianco dell’operatore della sicurezza una vasta gamma di attività: ispezione remota, ronda, raccolta di informazioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione, mappatura. Tale soluzione consentirà all’operatore in servizio, inteso come vero e proprio conduttore, di avere al seguito un “fedele” compagno in grado di eseguire molteplici azioni, che potranno essere di ausilio e di supporto alla prestazione erogata.

Cav. Gino Puma

Puma Security™ – ISSV Spa

Centro Studi Confindustria: indagine rapida sulla produzione industriale

Centro Studi Confindustria: indagine rapida sulla produzione industriale (marzo 2021)

SOSTANZIALE STABILIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE IN MARZO (-0,1%), DOPO L’AUMENTO RILEVATO IN FEBBRAIO (+0,6%)

Si interrompe in marzo la crescita dell’attività nell’industria italiana (-0,1%, dopo +0,6% in febbraio e +1,0% in gennaio), ma nel primo trimestre del 2021 si stima un incremento dell’1,0% rispetto al quarto 2020. Nonostante l’aumento delle restrizioni in Italia l’industria conferma dunque una buona tenuta, in questa fase sostenuta maggiormente dall’accelerazione della domanda estera. La domanda interna, meno dinamica a causa delle limitazioni negli spostamenti e nello svolgimento di alcune attività, incide sul comparto terziario che nel primo trimestre zavorra la dinamica del PIL, attesa in marginale arretramento. Le indagini qualitative (ISTAT e PMI manifatturiero) confermano un cauto ottimismo sull’evoluzione della domanda nei prossimi mesi, in linea con le rassicurazioni del Governo sulla rapida ed efficiente evoluzione della campagna vaccinale.

Come sta andando la produzione industriale in Italia

Il CSC rileva un arretramento della produzione industriale dello 0,1% in marzo su febbraio, quando si è avuto un aumento dello 0,6% rispetto a gennaio. Nel primo trimestre 2021 la produzione industriale è stimata in crescita dell’1,0%, dopo il -0,7% rilevato dall’Istat nel quarto 2020. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, aumenta del 38,4% in marzo rispetto allo stesso mese del 2020; in febbraio è diminuita dello 0,4% sui dodici mesi. Gli ordini in volume avanzano in marzo dello 0,7% su febbraio (+40,5% su marzo 2020), quando sono cresciuti dello 0,5% sul mese precedente (-0,3% annuo). Le variazioni tendenziali abnormi rilevate in marzo, sono da mettere in relazione con i livelli di attività molto bassi che erano stati toccati un anno prima, in conseguenza dell’introduzione di misure molto restrittive sull’attività dell’industria nell’intero territorio nazionale che avevano comportato il blocco normativo di oltre il 50% delle imprese industriali e un calo della produzione di quasi il 30% rispetto al mese precedente e a marzo 2019.

Nonostante la battuta d’arresto rilevata in marzo, nel primo trimestre del 2021 l’industria italiana conferma una buona tenuta, avendo registrato un significativo incremento di attività (+1,0%, ma con ampia eterogeneità settoriale) pur in un contesto pandemico in peggioramento: il numero dei nuovi casi è infatti quasi raddoppiato tra febbraio e marzo e, a causa di ciò, sono state rafforzate le misure restrittive. Lo stringency index, che misura in un range da 0 a 100 le limitazioni introdotte per frenare la diffusione del virus, è salito a marzo a 84,3, poco sotto i livelli di un anno prima. La buona performance dell’industria contribuisce positivamente al PIL nel primo trimestre; tuttavia, a causa della dinamica negativa dei servizi – specie quelli legati alla filiera turistica (ancora in forte difficoltà) – la variazione del PIL è attesa lievemente negativa rispetto a fine 2020.

Le indagini qualitative hanno mostrato un ulteriore miglioramento delle valutazioni degli imprenditori sulla situazione attuale e un moderato ottimismo sulle prospettive della domanda nei prossimi mesi. La fiducia delle imprese manifatturiere è salita di 1,7 punti rispetto a febbraio (a 101,2 , massimo da luglio 2019), al di sopra dei livelli di inizio 2020. L’aumento dell’indice è spiegato da più favorevoli giudizi e attese sulla produzione e sugli ordini; sono, inoltre, migliorate anche le valutazioni sull’andamento corrente e atteso dell’export, sebbene siano stati segnalati due fattori che tendono ad ostacolarlo: l’aumento dei costi delle materie prime (saldo a 13,5 da 8,2 nel trimestre precedente) e l’allungamento dei tempi di consegna (saldo a 9,4 da 4,7) a causa di ritardi lungo la filiera. Indicazioni simili vengono dall’indagine Ihs-Markit sul PMI manifatturiero: l’indicatore generale è salito in marzo ai massimi da 21 anni (59,8 da 56,9 di febbraio), con gli indici relativi a produzione e ordini tornati sui valori di inizio 2018. Sono aumentate le pressioni sui costi, sia per i prezzi più elevati delle materie prime sia per i ritardi nella catena della fornitura, con i tempi medi di consegna che si sono allungati al livello maggiore dal picco di aprile 2020.

Il contesto dell’industria appare in significativo miglioramento anche nel resto d’Europa (con Germania e Paesi Bassi in testa) e ciò fa ben sperare per la domanda estera nei prossimi mesi. Tuttavia, a fronte di indicazioni favorevoli sulla dinamica dell’industria, bisogna essere consapevoli che un’ampia fetta dell’economia italiana – quella dei servizi, che copre circa i tre quarti del valore aggiunto nazionale – risulta ancora in forte sofferenza e potrà ripartire pienamente solo quando la curva dei contagi tornerà a calare e le restrizioni verranno gradualmente rimosse. Sotto questo profilo è, dunque, cruciale che la campagna vaccinale proceda in maniera rapida ed efficiente, come garantito dal Governo; se per qualche ragione ciò non dovesse accadere il rischio è che l’attesa ripresa tardi ancora ad avviarsi.

Leggi l’indagine sul sito di Confindustria

Ossif: rapine e furti in banca nel 2020

Ossif: rapine e furti in banca nel 2020

Rapine – Nel 2020 le rapine ai danni delle dipendenze bancarie sono state 119, pari ad un calo del 56% rispetto al 2019. Prosegue, dunque, in modo ancora più evidente la riduzione delle rapine in banca, in atto, ormai, da più di un decennio. Rispetto al 2007, anno in cui è stato registrato un picco con oltre 3 mila casi, il calo dei reati raggiunge il 96%. Un netto calo ha caratterizzato anche il cosiddetto indice di rischio, ossia il numero di rapine ogni 100 sportelli bancari, che nel 2020 è stato pari a 0,5 contro un valore di 1,1 registrato nel 2019. Il calo delle rapine ha caratterizzato praticamente tutto il territorio nazionale. Le rapine si sono più che dimezzate in quasi tutte le regioni ed anche nelle maggiori province come Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari e Firenze.

Furti – Nel 2020 si sono verificati anche 419 attacchi agli ATM, pari ad un calo del 17% rispetto all’anno precedente e del 47% rispetto al 2016, anno in cui è stato raggiunto un picco di 798 episodi. Una riduzione ha caratterizzato anche l’indice di rischio, pari a 1,1 attacchi ogni 100 ATM, contro un valore di 1,2 registrato nel 2019 e 1,8 registrato nel 2016. Il calo degli episodi ha caratterizzato complessivamente 10 regioni tra cui il Veneto (-55%), la Campania (-24%) e la Lombardia (-16%). Gli attacchi sono stati effettuati prevalentemente tramite l’utilizzo di gas e/o esplosivi (65% dei casi). Il 2020 è stato caratterizzato anche da un decremento delle altre tipologie di furto (in particolar modo attacchi ai sistemi di gestione del contante utilizzati dai cassieri e tentativi di ingresso notturno in filiale) che sono stati complessivamente 138, pari al 57% in meno rispetto ai casi registrati nel 2019.

Fonte: OSSIF