Decreto Agosto: prorogato l’impiego delle guardie particolari giurate nel servizio antipirateria

COMUNICATO STAMPA

Decreto Agosto: prorogato l’impiego delle guardie particolari giurate nel servizio antipirateria

 

Roma, 14 agosto 2020 – Assiv registra con estrema soddisfazione l’inserimento dell’art. 38 all’interno del decreto-legge cd “Agosto” sulla proroga al servizio di antipirateria.

Si tratta di una misura che consente al nostro comparto di tornare pienamente operativo in un ambito di intervento che dallo scorso 30 giugno le nostre aziende italiane non potevano pi eseguire, causando il fermo di un’attività di estrema importanza e delicatezza per la tutela del nostro naviglio e del personale su questo imbarcato, finalizzata al contrasto di attività criminose che spesso si caratterizzano per una significativa gravità. L’attività di sensibilizzazione delle istituzioni, svolta da Assiv, ha trovato riscontri positivi da pi parti, ma va riconosciuto il merito di aver mantenuto fede all’impegno assunto soprattutto alle due forze di maggioranza di PD e Movimento 5 stelle, dopo che una parte della burocrazia ministeriale del Viminale aveva risposto alle nostre sollecitazioni in modo poco collaborativo. Il presente intervento del governo fa seguito anche alle due interrogazioni parlamentari presentate sulla questione dagli onn. Alberto Pagani (PD) e Luca Frusone (M5s) su nostro impulso.

Il risultato raggiunto, in attesa della conversione in legge del decreto, testimonia una volta di pi il ruolo propulsivo assunto da Assiv nell’interlocuzione con le istituzioni su tutte le materie afferenti il centrale comparto della sicurezza.

 Ufficio stampa ASSIV

 

Decreto Agosto: le principali novità del testo approvato

Dl Agosto “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”: le principali novità del testo approvato   

 Il Consiglio dei Ministri del 7 agosto us ha approvato un decreto-legge (cd Decreto Agosto) che introduce misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Con il decreto, il Governo ha stanziato ulteriori fondi da utilizzare per proseguire e rafforzare l’azione di ripresa dalle conseguenze negative dell’epidemia da COVID-19 e sostenere lavoratori, famiglie e imprese.

 

Per il settore della vigilanza privata di notevole interesse è l’art. 38: “Misure per garantire l’impiego delle guardie giurate a protezione del naviglio mercantile battente bandiera italiana” che proroga al 30 giugno 2021 le misure previste dalla l. 130/2011, per consentire l’impiego nei servizi antipirateria delle GPG che non abbiano ancora frequentato i previsti corsi teorico pratici ma abbiano tuttavia  partecipato, per un periodo di almeno sei mesi quali appartenenti alle Forze armate, alle missioni internazionali in incarichi operativi. La proroga, ripetutamente rinnovata nel corso degli ultimi anni per la mancata attuazione della norma da parte del Ministero dell’interno, è scaduta il 30 giugno 2020 ma, per evidenti ragioni connesse all’emergenza pandemica, non è stato nel frattempo possibile organizzare i corsi di formazione previsti, né sono state istituite le commissioni di esame in sede prefettizia.

 

Di seguito le principali misure previste nei vari ambiti di intervento.

Lavoro Si introducono importanti agevolazioni fiscali per le aree svantaggiate e ulteriori nuove indennità specifiche per alcuni settori. Vengono inoltre prolungate e rafforzate alcune delle misure a sostegno dei lavoratori varate con i precedenti provvedimenti.

 

In primo luogo viene introdotto uno sgravio del 30 % sui contributi pensionistici per le aziende situate nelle aree svantaggiate, con l’obiettivo di stimolare crescita e occupazione. Il decreto finanzia la misura per il periodo ottobre-dicembre 2020, in attesa che questa venga estesa sul lungo periodo con prossimi interventi. Prolungati per un massimo di diciotto settimane complessive i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga previsti per l’emergenza.

 

Per le aziende che non richiederanno l’estensione dei trattamenti di cassa integrazione verrà riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un massimo di quattro mesi, entro il 31 dicembre 2020. Fino a tale data, vengono inoltre escluse dal versamento dei contributi previdenziali, per un massimo di sei mesi dall’assunzione, le aziende che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, in presenza di un aumento dell’occupazione netta.

 

Per i datori di lavoro che non hanno integralmente fruito della cassa integrazione o dell’esonero dai contributi previdenziali resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento individuali e restano sospese quelle avviate dopo il 23 febbraio 2020. Inoltre, si conferma la sospensione delle procedure di licenziamento collettivo. Queste disposizioni non si applicano in caso di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa.

È possibile rinnovare o prorogare, per un periodo massimo di 12 mesi (fermo restando il limite complessivo di 24 mesi) e per una sola volta, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato anche in assenza di causale.

Sono previsti ulteriori 400 euro per il reddito di emergenza per le famiglie più bisognose.

Vengono prorogate per ulteriori due mesi la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) e l’indennità di disoccupazione mensile “DIS-COLL” per i collaboratori coordinati e continuativi il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020.

Vengono introdotte nuove indennità per alcune categorie di lavoratori. Tra queste, 1.000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza COVID-19 e per altre categorie di lavoratori (iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, dipendenti stagionali appartenenti ad altri settori, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio). Si prevede un’indennità di 600 euro per i lavoratori marittimi e gli stagionali sportivi.

Viene aumentata di 500 milioni di euro per il biennio 2020-21 la dotazione del Fondo nuove competenze introdotto dal “decreto rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) per la formazione e per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

 

Sostegno alle imprese. Il decreto-legge prevede ulteriori fondi per i settori del turismo, della ristorazione e della cultura, che sono tra quelli maggiormente colpiti.

È previsto uno specifico finanziamento per gli esercizi di ristorazione che abbiano subito una perdita di fatturato da marzo a giugno 2020 di almeno il 25% rispetto allo stesso periodo del 2019. Potranno ottenere un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole da materia prima italiana. Il contributo minimo è di 2.500 euro.

Ulteriori 400 milioni di euro sono stanziati per contributi a fondo perduto in favore degli esercenti dei centri storici che abbiano registrato a giugno 2020 un calo del 50% del fatturato rispetto allo stesso mese del 2019. Il contributo minimo è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per i soggetti diversi.

Vengono inoltre rifinanziati alcuni strumenti di supporto alle imprese: 64 milioni per la “nuova Sabatini”; 500 milioni per i contratti di sviluppo; 200 milioni per il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa; 50 milioni per il voucher per l’innovazione; 950 milioni per il Fondo Ipcei per il sostegno alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di interesse europeo.

Viene rifinanziato per 7,8 miliardi di euro (per il triennio 2023-24-25) il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per favorire l’accesso al credito attraverso la concessione di una garanzia pubblica. Sempre per le p.m.i. è prorogata anche la moratoria su prestiti e mutui: dal 30 settembre 2020 il termine viene esteso al 31 gennaio 2021 (al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico).

Sono aumentati di 500 milioni gli incentivi statali per chi acquista e immatricola in Italia autovetture a basse emissioni di CO2.

Vengono stanziati 1,5 miliardi di euro per il rafforzamento patrimoniale, il rilancio e lo sviluppo di società controllate dallo Stato.

Viene potenziato lo strumento dei Piani individuali di risparmio alternativi, con la soglia di investimento annuale detassata che sale da 150.000 a 300.000 euro per gli investimenti a lungo termine.

Vengono incentivati gli acquisti effettuati con forme di pagamento elettroniche, nell’ambito del “piano cashless”, con uno stanziamento di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati con queste modalità di pagamento.

Fra le ulteriori misure predisposte per il sostegno dei settori del turismo e della cultura: il credito di imposta del 60% del canone di locazione o leasing o concessione; l’esonero dal pagamento della seconda rata dell’Imposta municipale unica (IMU) 2020 per alcune categorie di immobili e strutture turistico-ricettive, gli immobili per fiere espositive, manifestazioni sportive, quelli destinati a discoteche e sale da ballo, gli immobili destinati a cinema e teatri. Questi ultimi vengono esonerati dal pagamento dell’IMU anche per il 2021 e il 2022.

È incrementato di 265 milioni di euro per il 2020 il fondo per sostenere agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.

Stanziati 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il credito d’imposta per la riqualificazione e i miglioramenti effettuati dalle imprese del settore turistico ricettivo e termale, compresi gli agriturismi e i campeggi. Viene incrementato fino a 231 milioni di euro il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e sale a 335 milioni il Fondo emergenze cinema, spettacolo e audiovisivo. Vengono destinati complessivamente 90 milioni di euro ai musei statali.

Stanziati 60 milioni di euro per incentivare gli investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche.

Con uno stanziamento complessivo di circa 200 milioni di euro vengono potenziate le risorse a sostegno di diverse attività di trasporto.

 

Fisco. Con un impiego di risorse di circa 6,5 miliardi di euro, vengono adottate diverse misure in campo fiscale che puntano a fornire un ulteriore e sostanziale supporto alla liquidità di famiglie e imprese. In particolare vengono riprogrammate le scadenze relative ai versamenti tributari e contributivi sospesi nella fase di emergenza, in modo da ridurre sensibilmente nel 2020 l’onere che altrimenti graverebbe sui contribuenti in difficoltà.

Nel dettaglio, sono rateizzati ulteriormente i versamenti sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio: il 50% del totale potrà essere versato, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione (fino a 4 rate mensili di pari importo) con il pagamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% può essere corrisposto, senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione per un massimo di 24 rate mensili di pari importo.

Rinviati i versamenti per i contribuenti ISA (Indici sintetici di affidabilità) e forfettari che abbiano subito un calo di almeno il 33% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: il termine di versamento della seconda o unica rata e dell’acconto Irap è prorogato al 30 aprile 2021.

Viene spostata dal 31 agosto al 15 ottobre 2020 la data finale della sospensione dei termini dei versamenti da cartelle di pagamento e dagli avvisi esecutivi sulle entrate tributarie.

Si proroga anche l’esonero dal pagamento della Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) al 31 dicembre 2020 per le attività di ristorazione, gravemente danneggiate dall’emergenza epidemiologica.

 

Enti territoriali. Sono stati incrementati i fondi istituiti dal decreto rilancio per far fronte ai minori introiti fiscali, salvaguardare gli equilibri di bilancio e garantire la regolarità dell’azione pubblica a tutti i livelli di governo.

In particolare:

  • il fondo per l’esercizio delle funzioni degli enti locali è stato incrementato di 1,67 miliardi per il 2020. Le risorse complessive del fondo enti locali ammontano quindi a 5,17 miliardi (di cui 4,22 miliardi per i comuni);
  • il fondo per l’esercizio delle funzioni delle regioni e delle province autonome è stato incrementato di 2,8 miliardi per il 2020. Le risorse complessive del fondo Regioni sono pari a 4,3 miliardi (2,6 miliardi per le Autonomie speciali e 1,7 per le Regioni a statuto ordinario).

 

Ulteriori risorse sono state destinate:

  • al ristoro delle minori entrate dell’imposta di soggiorno, della TOSAP/COSAP e dell’IMU;
  • al sostegno del trasporto pubblico locale, al sostegno degli enti locali in deficit strutturale e al contenzioso regionale;
  • alla sospensione del pagamento delle quote capitale 2020 dei mutui MEF delle Autonomie speciali.

Infine, sono state rafforzate le misure per gli investimenti:

  • per i comuni è previsto il raddoppio nel 2021 dei contributi assegnati per piccole opere e il rafforzamento delle misure per contributi per messa in sicurezza edifici e territorio;
  • a favore degli enti locali è previsto l’incremento delle risorse destinate al finanziamento della progettazione definitiva ed esecutiva;
  • per le province e le città metropolitane sono state previste risorse per la messa in sicurezza delle scuole.

È prevista l’istituzione di un’Autorità per la laguna di Venezia, che assume le competenze relative alla salvaguardia della città di Venezia e della zona lagunare e al mantenimento del regime idraulico lagunare, tra cui la gestione e la manutenzione del MOSE, nonché quelle attribuite al Magistrato alle acque.

Il decreto, infine, estende dal 20 settembre al 9 ottobre 2020 i termini per la concessione delle anticipazioni di liquidità degli enti locali, per favorire il pagamento dello stock di debiti al 31 dicembre 2019 nei confronti delle imprese, con benefici per l’intero sistema economico nazionale.

 

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Istat:  La produzione industriale (giugno 2020) 

ISTAT:  La produzione Industriale (giugno 2020)

A giugno 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’8,2% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre, il livello della produzione cala del 17,5% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti: crescono in misura marcata i beni di consumo (+9,8%), i beni intermedi (+9,0%), i beni di strumentali (+8,1%) e, con una dinamica meno accentuata, l’energia (+2,1%). 

Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2020 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 13,7% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di giugno 2019). Forti flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti; il calo è meno pronunciato solo per l’energia (-6,2%), mentre risulta più rilevante per i beni strumentali (-16,2%), i beni intermedi (-15,7%) e quelli di consumo (-11,4%).

L’unico settore di attività economica che registra un incremento tendenziale è quello delle attività estrattive (+1,5%). Tra i rimanenti comparti le maggiori flessioni si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-26,7%), nella fabbricazione dei mezzi di trasporto (-26,4%) e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,9%)

Fonte: Istat

 

 

Istat: Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana

Istat: Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana

Lo scenario internazionale nelle ultime settimane è stato caratterizzato in qualche misura da una asincronia dell’evoluzione della pandemia tra paesi che ha penalizzato ulteriormente la ripresa degli scambi mondiali.

Nel secondo trimestre, il Pil italiano ha registrato una caduta di entità eccezionale, condizionato negativamente dalla chiusura delle attività ad aprile. Gli indici della produzione industriale a maggio e giugno hanno segnalato una ripresa dell’attività e, a luglio, è pro-seguito il miglioramento della fiducia delle imprese.

Gli scambi con l’estero dell’Italia evidenziano a maggio una ripresa sia delle esportazioni sia, in misura più contenuta, delle importazioni. 

A giugno, si è registrata un’ulteriore marginale riduzione dell’occupazione in presenza di un ritorno alla ricerca del lavoro e una crescita degli acquisti di beni delle famiglie, tornati molto vicini a livelli pre-crisi.

A luglio, è proseguita per il terzo mese consecutivo la fase deflativa dei prezzi al consumo condizionata dalla componente dell’energia. In rallentamento anche la core inflation, scesa al valore più basso da circa un anno e mezzo.

L’approfondimento di questo mese è dedicato alla presentazione e analisi di serie desta-gionalizzate delle ore lavorate pro-capite. Queste ultime, nell’attuale fase del ciclo eco-nomico, costituiscono un importante elemento informativo addizionale sull’evoluzione di breve termine del mercato del lavoro.

Fonte: Istat

Inail:  adottato il decreto che determina la tariffa per le prestazioni di sorveglianza sanitaria eccezionale rese dall’Inail

Inail:  adottato il decreto che determina la tariffa per le prestazioni di sorveglianza sanitaria eccezionale rese dall’Inail

Il provvedimento, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze,   fissa l’importo dei servizi svolti dall’Istituto in favore dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio da Covid-19

 

Ammonta a 50,85 euro l’importo unitario per singola prestazione di sorveglianza sanitaria eccezionale effettuata dall’Inail in favore dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio da Covid-19. A stabilirlo è il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, adottato il 23 luglio scorso e disponibile online, che disciplina l’ambito di applicazione e il versamento della tariffa. Tale importo è versato all’Istituto dai datori di lavoro che richiedono l’effettuazione della sorveglianza sanitaria eccezionale, come previsto dall’articolo 83 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto “Rilancio”). A partire dal 1° luglio 2020 è possibile inoltrare la richiesta di prestazione attraverso l’apposito servizio online “Sorveglianza sanitaria eccezionale”, attivo sul portale dell’Inail.

L’applicazione web per accedere alle prestazioni. L’applicativo informatico costituisce l’unico strumento consentito per l’invio delle richieste di visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale. Il suo utilizzo è consentito ai datori di lavoro in possesso delle credenziali Inail per l’accesso ai servizi on line. Gli utenti non registrati possono acquisire le credenziali tramite Spid, Inps, Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure utilizzando l’apposito modulo che può essere inoltrato attraverso i servizi online o consegnato presso le sedi territoriali dell’Istituto. Possono accedere anche i soggetti delegati dal datore di lavoro, allegando il modulo reperibile sul portale istituzionale

Fonte: INAIL

Assiv: la Sicurezza Privata che insieme possiamo costruire

Assiv: la Sicurezza Privata che insieme possiamo costruire

ASSIV, nel mese di luglio, ha proceduto al rinnovo delle proprie cariche associative, appuntamento fisiologico per l’Associazione, che tuttavia è venuto a coincidere con un frangente storico per il nostro Paese, che di consueto ha davvero poco. La conferma alla presidenza di Assiv per un nuovo mandato triennale, se da un lato rappresenta da parte degli associati un attestato di stima nei miei confronti, che accolgo con riconoscenza e gratitudine, dall’altro mi investe di responsabilità ancora maggiori, imponendomi un ulteriore cambio di passo rispetto i molti risultati pure già conseguiti nel triennio appena conclusosi. Il sostegno riconosciuto agli organi associativi e alla sottoscritta, testimonia la volontà di perseguire con maggiore tenacia e determinazione il percorso intrapreso e, nel far ciò, è mia ferma intenzione garantire il più ampio coinvolgimento possibile nella formulazione delle scelte strategiche dell’Associazione.

Provo, quindi, a delineare sinteticamente le direttrici del lavoro che ci aspetta, partendo dalla valorizzazione di quanto di buono è stato sin qui fatto ed analizzando le criticità nel frattempo emerse e gli errori tattici da non ripetere. 

Andiamo con ordine. A livello istituzionale Assiv si è posta quale imprescindibile interlocutore per le tematiche connesse alla sicurezza, certamente nei confronti del Governo ma anche, ed in misura sempre più efficace, con il Parlamento e tutte le componenti politiche che lo compongono, riuscendo a vincere barriere ideologiche e culturali nei confronti della Sicurezza Privata, che in passato hanno impedito un confronto aperto nel merito delle questioni. È un risultato fondamentale, propedeutico a futuri fecondi sviluppi anche normativi per il settore, che è stato possibile conseguire grazie alla scelta da parte dell’Associazione di sostenere istanze solide, ben argomentate, capaci di rispondere al contempo ai bisogni delle nostre imprese e all’interesse dello Stato nelle sue articolazioni e della collettività nazionale nel suo complesso.

Tuttavia, mentre alla Camera e al Senato ci viene riconosciuto l’impegno a sostenere istanze virtuose, finalizzate ad innalzare il livello professionale e di immagine del comparto, al Ministero dell’Interno qualcosa non ha funzionato. Tanto è vero che a fronte della nostra pressante, e certamente fondata, richiesta per l’apertura di un effettivo e costante canale di comunicazione con l’Amministrazione controllante, riscontriamo con sconforto che tale canale ha ormai da anni caratteristiche di unilateralità, che si estrinsecano in direttive e circolari che impattano fortemente sul settore della Vigilanza Privata, senza la minima preventiva concertazione nel merito delle misure adottate. Concertazione, è bene ribadirlo, il cui scopo ultimo è quello di fornire all’Amministrazione le informazioni e gli elementi concreti necessari a definire tali misure, la cui adozione spetta certamente in ultima istanza al Ministero, misure che siano però capaci di rispondere in maniera efficace alle esigenze per le quali vengono adottate. Tale modus operandi, ingiustificato ed ingiustificabile da parte di una amministrazione pubblica moderna e consapevole della centralità che la partnership tra pubblico e privato è venuta assumendo per il conseguimento del pubblico interesse, ha trovato molteplici negative espressioni in azioni e omissioni: tra queste ultime spicca la mancata piena attuazione del quadro normativo che, a partire dal 2008, regola il comparto; nonché la mancata adozione di misure indispensabili per garantire tipologie di servizi assai delicate (è di attualità la mancata definizione, dopo anni, del percorso formativo necessario ad espletare la vigilanza armata in funzione anti pirateria, oramai privo anche della proroga ripetutamente estesa nel tempo per mezzo dei decreti “mille-proroghe”). Letargia che contrasta con la fretta con la quale il Ministero si è inopinatamente mosso per prendere posizione sul tema della GPG come lavoratore autonomo, dimostrando di non cogliere affatto la portata destabilizzante che questo ha sul comparto e sull’intero sistema sicurezza-Paese.

D’altro canto, l’ineluttabilità della partnership pubblico-privato per garantire livelli di sicurezza pubblica sempre più elevati trova riscontro, ad esempio, nella richiesta, da parte del Ministero, di rinnovare protocolli quali “mille occhi sulla città”, per i quali sarebbe errata l’interpretazione del settore privato come meramente servente rispetto il pubblico, essendo invece più produttivo mettere in risalto il ruolo sussidiario e complementare del primo nei confronti del secondo. Tale modalità di collaborazione, che, è bene ricordare, comporta anche oneri in capo agli istituti di Vigilanza Privata, trova il suo vero elemento qualificante nella sinergia che può attivare tra Forze dell’Ordine e Vigilanza Privata.

Assiv si è peraltro distinta, nel panorama della rappresentanza di comparto, per il ruolo svolto nell’assicurare un confronto costruttivo tra le parti ogni volta che ciò è stato possibile, con un approccio sempre propositivo, mai ricorrendo a toni poco consoni al ruolo istituzionale che è chiamata ad assolvere. Siamo pertanto convinti che la forza delle nostre idee costringerà il Viminale al pieno riconoscimento reciproco, nel rispetto dei ruoli, primo passo verso un possibile e auspicato salto di qualità nel sistema sicurezza-Paese. Ecco allora delineato un primo obiettivo per il nuovo mandato: l’apertura di un canale di comunicazione costante con il Ministero dell’Interno, nella speranza che possa diventare un vero e proprio osservatorio, dedicato ad affrontare e risolvere ogni criticità che affligga il comparto.

Tornando per un attimo al lavoro di confronto avviato con il Parlamento, le proposte di legge sull’impiego delle guardie giurate all’estero presentate negli scorsi mesi su nostra istanza, fatte proprie dalle forze di maggioranza e di opposizione, sono state incardinate e calendarizzate in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, e gli incontri che ho avuto in questi giorni mi fanno pensare che a breve riprenderanno il loro iter di approvazione. Ecco quindi un secondo obiettivo: sostenere la rapida approvazione della proposta di legge sull’impiego delle GPG all’estero. Ciò consentirebbe di aprire alle nostre aziende e al nostro personale più qualificato un importante mercato, garantendo al contempo la protezione degli assets italiani all’estero e al sistema-Paese importanti vantaggi economici e strategici.

È mia intenzione, d’altra parte, tornare ad affrontare il tema della close protection, tema sul quale le istituzioni restano fredde ma che, ne sono convinta, potrà essere oggetto di nuove riflessioni. Le oggettive condizioni di mercato e la carenza di risorse umane e finanziare da parte delle istituzioni pubbliche, impongono di riconsiderare la materia senza pre-giudizi, guardando anche alle soluzioni in proposito adottate dai nostri principali partners europei. Un comparto come il nostro, al quale vengono richiesti livelli di qualificazione e di professionalità sempre crescenti, chiamato già ad operare in molteplici contesti dove (nella sostanza se non anche nella forma) si tutela l’incolumità delle persone, può e deve essere messo nelle condizioni di esplicare al massimo le proprie potenzialità, contrastando in tal modo anche fenomeni di illegalità e provvisorietà, che hanno potuto proliferare in un quadro normativo che, sulla specifica questione, non è più in grado di rispondere alla realtà della nostra società e della nostra economia. Sul punto abbiamo intenzione di avviare un dialogo con le istituzioni europee e con i comparti della sicurezza privata negli altri Stati dell’Unione Europea. Ecco quindi un ulteriore ambizioso obiettivo: avviare un dibattito politico sulla close protection, nonché una interlocuzione sul tema della sicurezza privata con Bruxelles.

Consapevoli del ruolo propulsivo sinora assolto, non vogliamo nasconderci le criticità sul tavolo. Tra queste, riveste particolare importanza il rapporto con le donne e gli uomini chiamati ad assolvere quotidianamente i delicati servizi a noi affidati. Scaduto ormai da anni, da tempo stiamo cercando di rinnovare il CCNL di settore, tuttavia, quando sembrava che fossimo ad un passo dalla firma con le organizzazioni sindacali, è intervenuta la tragedia del Coronavirus ad interrompere la trattativa e a rimettere in discussione molti degli assunti alla base del possibile accordo. Il nuovo contesto economico, i cui contorni di breve e medio periodo restano tuttora indecifrabili, conseguenza di eventi la cui evoluzione è impossibile predire, costringono le organizzazioni datoriali a valutare, oggi, con estrema cautela ogni accordo che comporti maggiori costi, quando la sopravvivenza di un settore come il nostro, che resta labour intensive, può dipendere dal garantire una certa elasticità nella gestione dei costi, in primo luogo dall’esigenza adesso imprescindibile di maggiore flessibilità del lavoro. In proposito i sindacati sono chiamati a comprendere che, essendosi modificati in brevissimo tempo molti dei presupposti della precedente trattativa, non può prescindersi dal ridefinirne l’intelaiatura di fondo. Il punto di caduta cui tutte le parti dovranno tendere è di favorire la valorizzazione delle importanti professionalità impiegate dalle nostre imprese, pur garantendo un meccanismo che consenta a queste ultime di affrontare l’ignoto che ci attende. Questo mutato scenario non deve però interrompere il confronto tra le parti, che nel frattempo avranno il modo di seguire l’evolversi del panorama economico e sociale dell’Italia, che speriamo si faccia più intellegibile. Detto questo, non voglio però esimermi dalle mie responsabilità e l’obiettivo rimane quello di siglare un nuovo CCNL di settore.

Queste le direttrici lungo le quali svilupperemo la nostra azione, puntellate come di consueto dalla redazione di studi, dossiers, analisi dei dati, incontri, dibattiti. Non è la sede opportuna per fornire un approfondimento di ciascun aspetto, ma vale ricordare come ogni attività si intersechi con tutte o molte delle altre e proceda verso gli stessi obiettivi: la promozione e qualificazione del nostro settore, l’apertura di nuovi mercati per gli istituti di vigilanza, l’implementazione della sicurezza del nostro Paese.

In sintonia con tali obiettivi, il ruolo di Assiv all’interno di Confindustria ed in particolare nella Federazione ANIE, con ANIE-Sicurezza. Il livello di autorevolezza raggiunto ha consentito di contribuire, per le parti di interesse, alla redazione dei dossiers di indirizzo che sono destinati ad essere divulgati e portati all’attenzione dei vari stakeholders. L’interscambio di comunicazioni con ANIE ha raggiunto un buon livello di efficacia e la fiducia reciproca tra i vertici delle due associazioni agevolerà certamente anche il futuro lavoro insieme. Auspichiamo, ed Assiv farà la sua parte, un ruolo sempre più incisivo di ANIE all’interno della Confederazione di viale dell’Astronomia.

Nei prossimi mesi, peraltro, presenteremo uno studio sull’applicazione del Codice dei Contratti Pubblici al settore della Sicurezza Privata, che si sta procedendo ad affinare alla luce delle novelle in deroga, inserite nel Decreto-legge Semplificazioni. Si tratta di un lavoro complesso, che si inserisce all’interno del dibattito in atto tra Confindustria ed il Governo sulla revisione del d.lgs. 50/2016: Assiv vuole dire la sua.

È stato inoltre avviato un rapporto di collaborazione con ANCI per immaginare nuove soluzioni sul tema della sicurezza urbana, che possano soddisfare le esigenze del settore pubblico (in particolare delle amministrazioni comunali, le più colpite dai tagli alle risorse di questi anni) e quello privato (gli IVP che, presenti capillarmente sul territorio, svolgono una funzione di presidio e tutela indiretti).

Infine, il completamento dei database dettagliati di tutti gli istituti di vigilanza operanti in Italia, divisi per aree, che costituiscono uno strumento oggettivo per interloquire efficacemente con la politica, per l’implementazione dei servizi e delle opportunità che Assiv offre ai suoi associati, per ottimizzare la comunicazione on-line e off-line, che supporta quanto di buono abbiamo fatto e faremo nei prossimi anni. E ancora, raccogliere e monitorare gli indici economici di settore, così da   favorire il più ampio e approfondito dibattito, con il coinvolgimento della politica, delle istituzioni, di esperti e di tutti gli stakeholders, per mezzo di workshops e convegni, sulle tematiche che caratterizzeranno la sicurezza privata del futuro, perché possa crescere la cultura della sicurezza nel nostro Paese.

Ecco, questa è la sicurezza privata che insieme possiamo costruire.

di Maria Cristina Urbano, Presidente Assiv

Articolo pubblicato su  S News   https://www.snewsonline.com/notizie/vigilanza_h24/assiv_la_sicurezza_privata_che_insieme_possiamo_costruire-7753

Comunicato Stampa – ASSIV: presentate due interrogazioni parlamentari alla Camera dei Deputati sui servizi anti pirateria marittima

Comunicato Stampa

Presentate due interrogazioni parlamentari alla Camera dei Deputati sui servizi anti pirateria marittima

 

Ieri, 5 agosto 2020, su impulso di ASSIV, sono state depositate alla Camera dei Deputati due interrogazioni parlamentari a firma dell’on. Luca Frusone (M5S) e dell’on. Alberto Pagani (PD)  per chiedere al Governo l’adozione di un ulteriore provvedimento di proroga in merito alle misure previste dalla l. 130/2011, per consentire l’impiego nei servizi antipirateria delle GPG che non abbiano ancora frequentato i previsti corsi teorico pratici ma abbiano tuttavia  partecipato, per un periodo di almeno sei mesi quali appartenenti alle Forze armate, alle missioni internazionali in incarichi operativi. La proroga, ripetutamente rinnovata nel corso degli ultimi anni per la mancata attuazione della norma da parte del Ministero dell’Interno, è scaduta il 30 giugno 2020 ma, per evidenti ragioni connesse all’emergenza pandemica, non è stato nel frattempo possibile organizzare i corsi di formazione previsti, né sono state istituite le commissioni di esame in sede prefettizia.

 Ad oggi, dunque, le nostre GPG non possono espletare i servizi antipirateria, ed il personale a tal fine imbarcato sul nostro naviglio commerciale è dovuto scendere a terra; gli armatori, che continuano ad aver bisogno di un servizio di tutela a bordo dei loro mercantili, si rivolgono pertanto a società straniere, con il risultato che le aziende italiane perderanno decine di milioni di euro di fatturato e il fisco italiano milioni di euro di tasse.

Gli interroganti, in ragione delle suddette considerazioni, hanno chiesto al Governo un intervento normativo finalizzato a sanare, con la dovuta tempestività, una situazione che con il passare dei giorni rischia di aggravarsi ulteriormente.

ASSIV ringrazia gli onorevoli Pagani e Frusone per la sensibilità dimostrata nei confronti del comparto, nell’intento di garantire la necessaria continuità ad un servizio di estrema delicatezza, svolto con riconosciuta competenza dai nostri operatori, a tutela della sicurezza del naviglio e dei marittimi italiani in aree geografiche a rischio.

 

 

Decreto Semplificazioni: la memoria dell’ANAC

 Decreto Semplificazioni: la memoria dell’ANAC 

Inviato al Senato un documento dell’Autorità nazionale anticorruzione contenente osservazioni e proposte di modifica

 Nell’ambito dell’esame del decreto legge recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale (d.l. 16 luglio 2020, n. 76), all’esame del Parlamento, l’Autorità nazionale anticorruzione ha fatto pervenire alla commissione Lavori pubblici del Senato un documento contenente osservazioni e proposte di modifica sui vari profili di competenza.

In particolare, l’ANAC nel suo documento analizza le disposizioni contenute  nel  DL Semplificazione in materia  di Contratti pubblici in tema di:

–           Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia, affrontando i profili relativi alla semplificazione del numero di procedure di gara; al principio di trasparenza, agli affidamenti diretti; alla procedura negoziata, alla possibilità di ricorso delle procedure ordinarie e al criterio di aggiudicazione;

 

  • Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sopra soglia, affrontando i profili relativi alle procedure di affidamento dei contratti sopra soglia; riduzione dei termini; alla riduzione dei termini; all’urgenza e procedura negoziata; alla deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale; alla necessità di espresso richiamo ai principi di trasparenza; alle Difficoltà operative per le stazioni appaltanti nella individuazione della normativa di riferimento; alla qualificazione degli operatori; alla fase dell’esecuzione e per le ulteriori vicende relative alla sorte del contratto; al subappalto; alla necessità di coordinamento con ulteriori disposizioni emergenziali specifiche; ai poteri in deroga dei Commissari straordinari e delle Stazioni appaltanti; all’ esclusione di modalità di affidamento diverse dall’appalto; alla Disparità di trattamento tra le procedure sotto e sopra soglia e tra istituti similari; all’applicabilità dell’art. 211 co. 1 bis e 1 ter d.lgs. 50/2016; al Responsabile unico del procedimento e, infine, ai contratti secretati.

 

  • Verifiche antimafia e protocolli di legalità. Qui si sofferma sui Protocolli di legalità; sulle semplificazioni in merito alle verifiche antimafia; sull’ equipollenza tra iscrizione negli elenchi e rilascio dell’informativa antimafia;

 

  • In merito alla sospensione dell’esecuzione dell’opera pubblica analizza l’ ambito di applicazione della norma contenuta nel DL; la sospensione o la risoluzione del rapporto; alla Crisi di impresa sui nuovi oneri per le imprese,  al disallineamento fra l’art. 110, co. 6, del codice e l’art. 5, co 4, del dl. 76/2020 e ai compiti dell’ANAC.

 

  • Collegio consultivo tecnico (CCT) quale strumento di risoluzione alternativa delle controversie: motivi di criticità, composizione, lforma giuridica delle sue decisioni, l’obbligatorietà per i contratti sopra soglia. Si Sofferma inoltre anche sulla carenza di trasparenza e pubblicità della scelta dei componenti del CCT, sull’oggetto delle sue determinazioni

 

  • Più in generale l’ANAC affronta anche altre disposizioni urgenti in materia di contratti pubblici contenute nel DL in parola, quali: il presupposto dell’urgenza, la carenza dei documenti di programmazione; il Riconoscimento dei maggiori costi per adeguamento e integrazione del piano di sicurezza e coordinamento, la qualificazione delle Stazioni appaltanti, le piattaforme telematiche, l’ inversione procedurale anche ai settori ordinari; l’ inversione procedimentale e calcolo della soglia di anomalia e le concessioni e i PPP.

 

  • Sulle misure di accelerazione degli interventi infrastrutturali analizza il ruolo dei Commissari straordinari, le procedure della ricostruzione post sisma vigilate dalla UOS;

 

  • Sulla semplificazione per la Piattaforma Digitale Nazionale Dati si sofferma sulla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND)

 

  • Esamina, infine, ulteriori problemi interpretativi e applicativi del DL semplificazione in tema di subappalto.

  Il Documenti dell’ANAC  interviene anche sulle  disposizioni contenute nel D.L. n. 76/2020 in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza e, in particolare, sul monitoraggio degli investimenti pubblici; sull’attività di vigilanza ed esercizio del potere sanzionatorio; sulla Semplificazioni in materia ambientale e, infine, sugli obblighi di trasparenza

Ministero dell’Interno sulla proroga delle patenti di guida

Ministero dell’Interno sulla proroga delle patenti di guida

 

Con  circolare del 3 agosto 2020, il Ministero dell’Interno fornisce chiarimenti relativi alla proroga delle patenti di guida, a seguito della conversione del DL n. 34/2020 Cd Decreto Rilancio

L’articolo 157 comma 7-ter del DL 34/2020 prevede  l’estensione della validità dei documenti di identità,  quindi anche della patente di guida  , fino al 31 dicembre 2020.

    Tale previsione è stata coordinata con le disposizioni del Regolamento (UE) 2020/698 – che prevede la circolazione per l’intero territorio dell’UE per i 7 mesi successivi alla scadenza con documenti di guida scaduti nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 31 agosto 2020. Questo significa che le patenti di guida che scadono dopo il 31 agosto 2020 non beneficiano della proroga per la circolazione nel territorio UE (esclusa, ovviamente, l’Italia).

In sintesi, la disciplina della proroga di validità dei documenti di guida scaduti, risulta così modificata:

  • le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2020sono prorogate di validità, anche ai fini della guida, fino al 31 dicembre 2020 (le patenti che scadono tra il 1° febbraio e il 31 agosto 2020 consentono di guidare con patente scaduta per i sette mesi successivi la data di scadenza indicata sulla patente, nel territorio dell’intera UE. Per la circolazione in Italia resta ferma, invece, la scadenza prorogata fino al 31 dicembre 2020);
  • le patenti di guida scadute o in scadenza tra il 1° giugno ed il 31 agosto 2020sono prorogate di validità, anche ai fini della guida, per i 7 mesi successivi alla scadenza indicata sulla patente (le patenti che scadono tra il 1° febbraio e il 31 agosto 2020 consentono di guidare con patente scaduta per i sette mesi successivi la data di scadenza indicata sulla patente, nel territorio dell’intera UE. Per la circolazione in Italia resta ferma, invece, la scadenza prorogata fino al 31 dicembre 2020);
  • le patenti di guida scadute o in scadenza tra il 1° settembre ed il 31 dicembre 2020sono prorogate di validità, anche ai fini della guida, fino al 31 dicembre 2020 (solo per la circolazione in Italia).

 

 

Istat: Primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul Sars Cov2

Istat: Primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul Sars Cov2

Dal 25 maggio al 15 luglio è stata condotta l’indagine di sieroprevalenza sul SARS-CoV-2 secondo quanto previsto dal decreto legge 10 maggio 2020 n. 30 “Misure urgenti in materia di studi epidemiologici e statistiche sul SARS-CoV-2”, convertito in legge il 2 luglio 2020. Titolari dell’indagine sono Istat e Ministero della Salute nelle rispettive funzioni, mentre la Croce Rossa ha condotto la rilevazione sul campo con l’aiuto delle Regioni. L’Istat ha curato il disegno statistico dello studio, la progettazione del questionario – condividendola con il Comitato Tecnico scientifico – e l’analisi dei dati. Il Ministero della Salute ha sviluppato la piattaforma di monitoraggio e coordinato la rilevazione sul campo anche nel raccordo con le Regioni, i centri prelievo e i laboratori.

L’indagine mira a definire la proporzione di persone nella popolazione generale che hanno sviluppato una risposta anticorpale contro SARS-CoV-2, attraverso la ricerca di anticorpi specifici nel siero[1]. La metodologia adottata consente, oltre che di valutare il tasso di siero-prevalenza per SARS-CoV-2 nella popolazione, di stimare la frazione di infezioni asintomatiche o subcliniche e le differenze per fasce d’età, sesso, regione di appartenenza, attività economica nonché altri fattori di rischio.

I dati di siero-prevalenza a livello regionale, da integrare con quelli di sorveglianza epidemiologica, sono particolarmente preziosi sia per conoscere la quota di popolazione che è stata infettata nei mesi precedenti, sia per la messa a punto di programmi sanitari al fine di prevenire future ondate dell’epidemia e orientare adeguatamente le politiche sanitarie.

 

Il risultato principale che emerge dall’analisi è che  1 milione 482 mila le persone, il 2,5% della popolazione residente in famiglia (escluse le convivenze), sono risultate con IgG positivo, che hanno cioè sviluppato gli anticorpi per il SARS-CoV-2.  Quelle che sono entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia, attraverso l’identificazione del RNA virale, secondo quanto prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità.

Fonte: Istat