Ministero dell’Interno: Il trend dei reati nella fase 2 del Covid

Ministero dell’Interno: Il trend dei reati nella fase 2 del Covid

I dati illustrati nel Report della direzione centrale della Polizia criminale

Sono 645.203 i reati commessi nel periodo gennaio-maggio 2020 contro i 953.002 dell’analogo periodo 2019, con una flessione quindi del 32,3%. E’ quanto risulta dal Report della direzione centrale della Polizia criminale.

Si riducono, in particolar modo, i furti (- 43,8%) e le rapine (- 34,6%). In controtendenza i reati informatici che passano dai 6.475 commessi nel 2019 ai 7.283 nel 2020 (+12,5%).
Le truffe e le frodi informatiche fanno registrare, invece, una flessione del 14,3%, comunque minore rispetto a quella registrata dagli altri reati.

Il numero dei reati commessi ha fatto registrare una riduzione del 54,3 % nel periodo marzo-aprile 2020 in cui sono state applicate le misure di lockdown.

Come prevedibile, con la fase 2 e la ripresa graduale delle attività economiche e sociali, il trend dei reati ha fatto registrare una ripresa nel mese di maggio, anche se rispetto allo stesso mese del 2019 vi è stata una flessione del 36,4% (61.585 a maggio 2019 a fronte dei 39.150 di quest’anno).

Sensibile calo delle rapine nei primi 5 mesi del 2020: 6.800 rispetto alle 10.403 dell’analogo periodo dell’anno precedente, con una diminuzione del 34,6%. Nel mese di maggio di quest’anno, si registra un incremento dello stesso reato passando dalle 604 rapine del mese di aprile alle 1.093 di maggio.

Per quanto riguarda, poi, i furti, tra gennaio e maggio 2020 il numero totale è stato pari a 247.265, a fronte dei 440.022 dell’analogo periodo del 2019, con una diminuzione del 43,8%.
In particolare, nei mesi di marzo e aprile 2020, corrispondente al periodo di limitazione degli spostamenti e delle attività, i furti hanno fatto registrare una netta diminuzione rispetto all’anno precedente (da 79.229 a 18.284), per poi evidenziare, nel mese di maggio, un inevitabile incremento a 37.023, con la nuova fase della riapertura.

Fonte: Ministero dell’Interno

Banca d’Italia: Aggiornamento sull’evoluzione della pandemia Covid-19

Banca d’Italia: Aggiornamento sull’evoluzione della pandemia Covid-19

 

Pubblichiamo  la nota ” Aggiornamento sull’evoluzione della pandemia Covid-19“, curata da ricercatori della Banca d’Italia.

Le strette misure di contenimento adottate in Italia e in molti altri paesi dell’Unione europea tra marzo e aprile hanno permesso di ridurre il contagio da SARS-CoV-2 e di mantenere l’epidemia sotto controllo nella maggior parte della regione anche dopo l’allentamento delle restrizioni.

Tra maggio e giugno la pandemia ha colpito sempre più altre aree del pianeta, come l’America Latina, il subcontinente indiano e il Medio Oriente.

Il contagio è inoltre ripreso a ritmi elevati nelle zone degli Stati Uniti meno colpite nella prima fase, nelle quali le misure di contenimento erano state meno stringenti o in vigore per un periodo più limitato.

Secondo le informazioni disponibili, che risentono di una forte eterogeneità nelle metodologie di rilevazione tra paesi, questa seconda fase dell’epidemia sembra caratterizzarsi per aumento più rilevante nel numero di contagi a fronte di una letalità relativamente più contenuta.

Molti fattori potrebbero aver concorso a determinare questa evoluzione, incluse le caratteristiche demografiche dei paesi emergenti principalmente coinvolti in questa fase.

L’Italia resta uno dei paesi più colpiti dal contagio in termini di incidenza della mortalità per Covid-19 nella popolazione. Il rigido lockdown nazionale, in vigore dal 10 marzo al 4 maggio, ha consentito una riduzione del contagio e dei decessi, portando a un progressivo allentamento delle restrizioni. A distanza di due mesi dalle prime riaperture, le evidenze a disposizione sembrano indicare che l’epidemia si è mantenuta sotto controllo, anche se il ritmo di riduzione del contagio è rallentato rispetto al periodo di lockdown e sono emersi alcuni focolai di infezione per ora geograficamente circoscritti.

La possibilità di continuare a mantenere sotto controllo la diffusione del virus nei prossimi mesi dipende in misura cruciale dalle politiche di prevenzione, di test e di tracciamento dei contatti.

Il numero dei test in rapporto al contagio è cresciuto in tutte le regioni e appare complessivamente adeguato. Persiste un’eterogeneità regionale nelle politiche di testing e non è al momento chiaro se tutte le regioni siano dotate di sistemi informativi di sorveglianza adeguati per il monitoraggio e il tracciamento dei contatti per i casi sospetti. Il rischio di ripresa del contagio potrebbe continuare a rimanere elevato in presenza di un’ampia diffusione del virus al di fuori dei confini nazionali.

 

Fonte: Banca d’Italia

Confindustria: Nota al Decreto Semplificazioni 

Confindustria: Nota al Decreto Semplificazioni

Il 16 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 76/2020, che reca misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione (cd Decreto Semplificazioni). Le nuove norme entrano in vigore il 17 luglio 2020.

Di seguito riportiamo una prima nota redatta a cura di Confindustria.

“Adottato per “fronteggiare le ricadute economiche conseguenti all’emergenza epidemiologica”, il DL contiene misure di semplificazione amministrativa per il rilancio degli investimenti, pubblici e privati. Tra gli altri, interviene sui seguenti ambiti:

  1. i) contratti pubblici ed edilizia;
  2. ii) procedimento amministrativo e responsabilità dei funzionari pubblici;
  3. iii) amministrazione digitale;
  4. iv) attività di impresa, ambiente e green economy.

Per quanto riguarda le opere pubbliche, secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, i tempi di tutte le fasi di affidamento (dalla pubblicazione del bando all’inizio dei lavori) variano da 4 mesi per le opere sotto i 150mila euro a 14 mesi per le opere sopra la soglia Ue. Contando anche la fase di progettazione e di esecuzione, per un’opera sopra ai 5,5 milioni di euro servono quasi 5 anni (58 mesi), che scendono a 19 mesi per importi inferiori ai 150mila euro. Oltre alla lunghezza delle procedure, vi è un chiaro problema nei tempi di completamento delle opere (tempi di esecuzione superiori a quanto previsto nel contratto): analizzando gli scostamenti, emerge che il 50% dei lavori presenta dei ritardi e il tempo medio di esecuzione è il doppio rispetto a quanto previsto nel contratto.

Il decreto impatta su importanti nodi – strutturali e procedimentali – dell’azione pubblica, che rallentano lo svolgimento delle procedure e bloccano la realizzazione degli investimenti. Sebbene orientato soprattutto a sostenere questi ultimi, recependo anche diverse proposte formulate nel tempo da Confindustria, il provvedimento non affronta temi altrettanto rilevanti, come le semplificazioni in ambito fiscale, che potrebbero alleggerire il carico burocratico sulle imprese, e la capacità amministrativa, che andrebbe rafforzata per garantire una risposta pubblica più coordinata e qualificata.

A un primo esame, è possibile esprimere una valutazione nel complesso positiva sul DL, seppur con alcuni caveat. Infatti, esso contiene misure volte a razionalizzare i procedimenti amministrativi e a renderne più certi i tempi di conclusione, rafforzando il ricorso a istituti come il silenzio-assenso e alla “leva” digitale. Inoltre, riguardo agli interventi diretti a rilanciare gli investimenti, cioè quelli riguardanti i due principali ambiti dei contratti pubblici e dell’ambiente, il DL amplia il novero degli strumenti a disposizione delle amministrazioni per velocizzare le procedure e, in questo modo, incrementare la spesa per investimenti, pubblici e privati. L’efficacia di questi strumenti dipenderà anche dall’immediatezza dell’attuazione e dalle scelte che la politica, a monte, e le singole amministrazioni, a valle, saranno in grado di realizzare per dar seguito alle novità del provvedimento.

In questo contesto, e quanto ai caveat, non si può non rimarcare che alcune delle scelte compiute riguardo alla materia dei contratti pubblici, comportano un sacrificio, sebbene con alcuni temperamenti, delle ragioni della concorrenza e dell’efficienza del mercato, “motivato” proprio dall’esigenza di accelerazione delle procedure. Su questo, come su alcune timidezze negli interventi – nel complesso positivi – in materia ambientale, l’auspicio è che in sede di conversione sia possibile, attraverso un dibattito aperto e senza pregiudizi, apportare i necessari correttivi puntuali al provvedimento. Da apprezzare, invece, le scelte fatte per contrastare il fenomeno della c.d. burocrazia difensiva:

la limitazione della responsabilità erariale (sebbene a tempo) alle sole fattispecie dolose, con la contestuale conferma della colpa grave per le condotte omissive, nonché la delimitazione del perimetro del reato di abuso di ufficio, rappresentano riforme da tempo invocate dal sistema imprenditoriale e aggrediscono la manifestazione più evidente di un’amministrazione pubblica troppo attenta alla legittimità formale degli atti e troppo poco, invece, alla logica del risultato”

In allegato l’illustrazione e il commento delle misure di maggiore interesse.

Fonte Confindustria

Decreto Semplificazioni: pubblicato il testo sulla Gazzetta Ufficiale

Decreto Semplificazioni: pubblicato il testo sulla Gazzetta Ufficiale

 

Sul supplemento ordinario n. 24/L alla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio 2020 è stato pubblicato il Decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” che è già in vigore da oggi venerdì 17 luglio 2020.  

Il Provvedimento approvato con la formula “Salvo intese” dal Consiglio dei Ministri consta di 65 articoli suddivisi nei seguenti Titoli e Capi:

  • Titolo I – Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia
    • Capo I (artt. 1-9) – Semplificazioni in materia di contratti pubblici
    • Capo II (artt. 10-11) – Semplificazione e altre misure in materia edilizia e per la ricostruzione pubblica nelle aree colpite da eventi sismici
  • Titolo II – Semplificazioni procedimentali e responsabilità
    • Capo I (artt. 12- 16) – Semplificazioni procedimentali
    • Capo II (artt. 17- 18) Semplificazioni in materia di Enti locali e stato di emergenza
    • Capo III (art. 19-20) – Semplificazioni concernenti l’organizzazione del sistema universitario r disposizioni concernenti il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco
    • Capo IV (artt. 21-23) – Responsabilità erariale
  • Titolo III – Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale
    • Capo I (artt. 24-30) – Cittadinanza digitale e accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione
    • Capo II (artt. 31-32) – Norme generali per lo sviluppo dei sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni e l’utilizzo del digitale nell’azione amministrativa
    • Capo III (artt. 33-35) – Strategia di gestione del patrimonio informativo pubblico per fini istituzionali
    • Capo IV (artt. 36-37) – Misure per l’innovazione
  • Titolo IV – Semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy
    • Capo I (artt. 38-49) – Semplificazioni in materia di attività di impresa e investimenti pubblici
    • Capo II (artt. 50-55) – Semplificazioni in materia ambientale
    • Capo III (artt. 56-65) – Semplificazioni in materia di green economy.

Qui trovate il testo del decreto-legge  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Comunicato Stampa: Maria Cristina Urbano confermata Presidente di ASSIV

Roma 16 luglio 2020 – Nella giornata di oggi si è riunito il Consiglio Direttivo di Assiv che ha proceduto al rinnovo delle cariche associative.

 

È stata confermata alla Presidenza, per un secondo mandato triennale, la dottoressa Maria Cristina Urbano.  

 

I componenti della nuova Giunta di Presidenza eletti risultano essere: Ing. Marco Bavazzano, dott. Antonio Fogazzaro, dott. Massimiliano Giacoletti, dott. Giulio Gravina, Dott. Carlo Matarazzo, dott. Renato Mongillo, dott. Fabio Mura e dott. Raffaele Zanè. Della compagine fa parte il dott. Matteo Balestrero in qualità di past President.

 

Consigliere delegato alla Tesoreria è stato confermato il dott. Marco Caviglioli

 

Il Presidente Urbano, grata per la fiducia che le ha voluto confermare il Consiglio Direttivo, ha ribadito di voler proseguire, con il fattivo sostegno di tutti gli Associati, nel proficuo percorso che ha portato Assiv ad essere riconosciuta dalle Istituzioni quale primario autorevole interlocutore in materia di sicurezza. Nonostante le difficoltà che il Paese è chiamato ad affrontare, il comparto della sicurezza privata saprà rispondere alle vecchie e nuove sfide con il consueto impegno.

 

Ufficio Stampa ASSIV

 

Decreto Rilancio: approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica

Decreto Rilancio: approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica

 

Con 159 voti favorevoli, 121 contrari e nessun’astensione, il Senato della Repubblica, oggi giovedì 16 luglio, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando in via definitiva il ddl n. 1874, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 34, in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, politiche sociali connesse all’emergenza da COVID-19

Qui trovi anche i dossier di documentazione:

Nota di lettura Decreto Rilancio – Vol. I

Nota di lettura Decreto Rilancio – Vol. II

 

WHO: Coronavirus disease 2019 (COVID-19) Situation Report”

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica periodicamente il “ Coronavirus disease 2019 (COVID-19) Situation Report”, un documento che riporta i dati aggiornati sulla diffusione del nuovo Coronavirus nel mondo, fornendo indicazioni e raccomandazioni alla collettività. L’allegato è l’aggiornamento del 12 luglio 2020.

 

Fonte: World Health Organization

Istat: il finanziamento delle imprese nell’emergenza sanitaria

Istat: il finanziamento delle imprese nell’emergenza sanitaria

Nel mese di maggio l’Istat ha effettuato un’indagine sulla situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria, rivolta alle unità con almeno 3 addetti che, nel complesso, rappresentano quasi il 90% del valore aggiunto e circa tre quarti dell’occupazione complessiva.

L’integrazione di tali informazioni con quelle contenute nell’indagine multi scopo nell’ambito del Censimento permanente delle imprese (2019) consente di approfondire gli aspetti strategico-operativi posti in essere in conseguenza dell’emergenza da Covid-19.

   In questa breve nota vengono esposti i punti principali dell’impatto del Covid-19 sulle strategie di finanziamento delle imprese.

L’impatto delle misure di contenimento dell’epidemia, unite al calo della domanda nazionale ed estera, ha avuto severi effetti sul sistema produttivo : tra tutti, la crisi di liquidità indotta dal calo del fatturato, che ha colpito oltre la metà delle imprese (soprattutto quelle coinvolte nel lockdown e di dimensione minore), ha indotto strategie di finanziamento in parte diverse rispetto a quelle messe in atto prima dello scoppio della pandemia.

 

 

Banca d’Italia: Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita

Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – luglio 2020

 

Pubblichiamo   l’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta tra il 25 maggio e il 17 giugno 2020 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti della Banca d’Italia.

Secondo l’indagine i giudizi sulla situazione economica generale nel secondo trimestre del 2020  sono  peggiorati rispetto alla precedente indagine condotta in marzo. 

Le imprese riportano un’ampia flessione della domanda corrente. Le attese a breve termine sulle vendite sono invece meno pessimistiche, così come quelle sulle proprie condizioni operative. La maggioranza delle imprese indica che il proprio fatturato ha subito una riduzione a causa della pandemia e prefigura che la propria attività torni ai livelli prevalenti prima della crisi sanitaria in poco meno di un anno; solo il 3 per cento delle aziende ritiene di non poter più tornare a livelli di fatturato pari a quelli precedenti la diffusione del Covid-19.

I giudizi delle imprese sulle condizioni di accesso al credito sono lievemente peggiorati rispetto al trimestre precedente. Circa metà delle imprese ha avanzato richiesta di liquidità nel quadro delle misure di supporto introdotte dai recenti decreti governativi, riuscendo ad accedervi in forma totale o parziale nel 70 per cento dei casi. Le condizioni per investire sono valutate in  peggioramento.

I piani di spesa prefigurano una riduzione degli investimenti nel complesso del 2020, riconducibile soprattutto alla caduta già registrata nella prima metà dell’anno. Le attese sull’occupazione restano sfavorevoli nel settore dell’industria in senso stretto e nei servizi, mentre sono tornate positive nell’edilizia.

Le attese sull’inflazione al consumo sono lievemente diminuite su tutti gli orizzonti temporali.

I prezzi di vendita praticati dalle imprese hanno ulteriormente rallentato rispetto al trimestre precedente e le attese per i prossimi 12 mesi ne prefigurano incrementi molto modesti.

 

Fonte: Banca d’Italia 

Inail: presentata la relazione annuale sull’andamento infortunistico

Inail: presentata la relazione annuale sull’andamento infortunistico

Nel 2019 oltre 405mila infortuni sul lavoro e 628 casi mortali, in aumento le malattie professionali denunciate

 

La Relazione annuale Inail sull’andamento infortunistico e tecnopatico e sui risultati più rilevanti ottenuti dall’Istituto sui fronti della ricerca, della prevenzione, della riabilitazione e degli investimenti, presentata a Palazzo Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico, dal presidente Franco Bettoni: “Per un deciso cambio di passo sono necessarie azioni sinergiche, determinate e responsabili da parte di tutti gli attori istituzionali, le parti sociali, il mondo produttivo e la società civile”

 

L’impegno nella lotta contro il Covid-19. Accompagnato dal vicepresidente Paolo Lazzara, dai consiglieri di amministrazione Teresa Armato, Cesare Damiano e Francesca Maione, e dal direttore generale Giuseppe Lucibello, Bettoni ha aperto la sua relazione riepilogando le numerose iniziative promosse dall’Inail negli ultimi mesi per fronteggiare la pandemia da Covid-19, dalla piena tutela garantita ai lavoratori contagiati, già a partire dal periodo di quarantena, alle azioni volte ad assicurare livelli di protezione adeguati nella fase 2 dell’emergenza. “In questo momento di estrema difficoltà – ha detto – l’Istituto ha reagito prontamente e adottato misure e soluzioni organizzative volte al contenimento e al contrasto del virus, in coerenza e in attuazione con i diversi provvedimenti che dal mese di marzo si sono susseguiti in materia. Grazie alle importanti azioni messe in campo, e tuttora in corso, è stato possibile continuare a garantire i servizi per i lavoratori e le imprese, oltre a offrire un valido sostegno alle vittime dell’epidemia e alle loro famiglie”.

Più della metà dei decessi avviene fuori dell’azienda. Per quanto riguarda il trend infortunistico, le denunce pervenute all’Inail nel 2019 sono state poco meno di 645mila, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (-0,09%). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 405mila, di cui circa il 18,6% avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè in occasione di lavoro “con mezzo di trasporto” e “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. La flessione rispetto all’anno precedente è molto più marcata per i casi mortali. I decessi denunciati nel 2019, infatti, sono 1.156 (-8,5%) e quelli accertati “sul lavoro” dall’Istituto 628 (-17,2%), di cui 362, pari al 57,6%, occorsi “fuori dell’azienda” (52 casi sono ancora in istruttoria).

“Serve un impegno straordinario per fare della sicurezza una vera priorità sociale”. “Per contrastare il dramma degli incidenti sul lavoro – ha sottolineato Bettoni – sono necessarie azioni sinergiche, determinate e responsabili da parte di tutti gli attori istituzionali, le parti sociali, il mondo produttivo e la società civile. Proseguire nel cammino tracciato è irrinunciabile, ma non ancora sufficiente. Per fare della sicurezza una vera priorità sociale e attuare, finalmente, un deciso cambio di passo occorre richiedere a tutti un impegno straordinario e, soprattutto, prestare ascolto ai numerosi e autorevoli richiami del Capo dello Stato”.

In un decennio le patologie denunciate in crescita del 40%. I dati del 2019 confermano il progressivo incremento delle denunce di malattia professionale che ha caratterizzato l’ultimo decennio, in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa. Le 61.201 malattie denunciate nel 2019 sono il 2,9% in più rispetto all’anno precedente e oltre il 40% in più rispetto al 2010. È stata riconosciuta la causa professionale al 36,7%, mentre il 2,7% dei casi è ancora in istruttoria. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43.700, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con patologia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.500, quelli deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale 1.018 (il 24,6% in meno rispetto all’anno precedente), di cui 212 per silicosi/asbestosi.

Posizioni assicurative e rendite. Nel 2019 l’Inail ha censito circa 3.769.000 posizioni assicurative territoriali, con un lieve aumento (+0,8%) rispetto al 2018. Al 31 dicembre erano in essere 692.198 rendite per inabilità permanente e ai superstiti (-2,37% rispetto al 2018). Le rendite per inabilità e ai superstiti di nuova costituzione sono complessivamente circa 17.400. Le prestazioni aggiuntive alla rendita a carico del Fondo vittime dell’amianto hanno comportato una spesa di circa 49 milioni di euro. La prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale è stata pari a circa 2,2 milioni di euro. Per il 2020 l’importo di quest’ultima prestazione è stato elevato da 5.600 a 10mila euro. Chi ne ha già beneficiato nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, inoltre, può richiedere l’integrazione di 4.400 euro.

Erogate 7,6 milioni di prestazioni sanitarie. Nel 2019 sono state fornite circa 7,6 milioni di prestazioni sanitarie, l’83% richieste a seguito di infortuni sul lavoro e il 17% per malattia professionale. Le prestazioni per “prime cure” erogate presso i 120 ambulatori dell’Inail sono state 675mila. Le prestazioni riabilitative effettuate dal Centro Protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra e dagli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni ammontano a oltre 218mila. Il Centro Protesi e le sue filiali, in particolare, hanno erogato complessivamente 10.671 prestazioni di assistenza protesica a favore di 5.979 assistiti: 4.208 infortunati sul lavoro e 1.771 tra assistiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) e privati. A queste si aggiungono 18.300 prestazioni per la fornitura di ausili per la cura e igiene personale, per l’informatica, per la mobilità e la domotica, che hanno interessato 9.182 assistiti. È proseguita inoltre l’attività di coinvolgimento delle Regioni per l’erogazione di prestazioni riabilitative, integrative rispetto a quelle garantite dal Ssn, in favore dei disabili da lavoro, in attuazione dell’accordo quadro del 2012. Grazie alle convenzioni attuative stipulate, nel 2019 sono state erogate 485.315 prestazioni integrative riabilitative a circa 18mila assistiti.

L’estensione della copertura assicurativa ai rider. A gennaio di quest’anno, per effetto della legge n. 128 del 2 novembre 2019, la copertura assicurativa Inail è stata estesa ai rider, i ciclofattorini delle imprese di “delivery” addetti alle consegne a domicilio, che ora possono fruire delle prestazioni previste in caso di infortunio sul lavoro, anche di lieve entità, o di malattia professionale. Per il presidente dell’Istituto, “è doveroso sottolineare il valore di questo intervento, che vede l’Italia come primo Paese in Europa a procedere in tale direzione, confermata, purtroppo, dalla pandemia che ha acceso di nuovo i riflettori su questa categoria di lavoratori, particolarmente esposti al rischio di contagio perché costretti a incontrare quotidianamente un gran numero di persone e, in alcuni casi, sprovvisti dei necessari dispositivi di protezione individuale”.

Attivata la polizza per i beneficiari del rdc, più tutele per gli infortuni domestici. È stata inoltre attivata la polizza per i beneficiari del reddito di cittadinanza, impegnati in progetti utili alla collettività. Il premio, pari a 90 centesimi al giorno, è a carico dei Comuni. Il 2019 è stato un anno significativo anche per la tutela degli infortuni domestici, che la legge di bilancio ha rafforzato, ampliando la platea dei beneficiari e migliorando le relative prestazioni. Oltre a predisporre la disciplina attuativa delle nuove misure, l’Istituto ha realizzato un opuscolo informativo contenente un vademecum completo su questa assicurazione.

Migliorate le prestazioni economiche per gli assistiti. La legge di bilancio 2019 ha migliorato anche le prestazioni economiche che spettano agli assistiti Inail. Nel corso dell’anno è stata applicata la nuova tabella per l’indennizzo del danno biologico in capitale, che si applica agli eventi verificatisi a partire dal primo gennaio per i quali sia stata accertata una menomazione dell’integrità psico-fisica di grado compreso tra il 6% e il 15%. Di conseguenza, il valore degli importi dei relativi indennizzi ha registrato un aumento del 40%. Si tratta, secondo Bettoni, “di piccoli passi, anche se significativi, verso un graduale miglioramento complessivo delle prestazioni economiche, che costituiscono un aspetto fondamentale della tutela dei lavoratori garantita dall’Istituto. Ora è necessario proseguire con fermezza, promuovendo ogni iniziativa utile per potenziarle ulteriormente, a partire dall’eliminazione della cosiddetta franchigia, che purtroppo esclude dalla tutela i danni di minore entità”.

Impegnati 2,2 milioni in progetti personalizzati per il reinserimento lavorativo. Le modifiche apportate dal quadro normativo e regolamentare in tema di reinserimento socio-lavorativo di infortunati e tecnopatici hanno incentivato gli interventi per la conservazione del posto di lavoro o l’inserimento in una nuova occupazione, a riprova dell’efficacia delle misure di semplificazione e delle iniziative di sensibilizzazione messe in campo dall’Istituto. Si registra, infatti, un costante incremento sia dei progetti personalizzati presi in carico dall’Inail – 153 nel triennio e 76 nel 2019 – sia delle risorse impegnate, passate da soli 44mila euro nel 2018 a oltre 2,2 milioni nel 2019. A questo proposito, Bettoni ha confermato l’impegno dell’Istituto per far conoscere le opportunità a sostegno degli interventi per la conservazione del posto di lavoro o per la ricerca di nuova occupazione, attraverso la diffusione delle informazioni nei confronti dei diversi interlocutori, il maggiore coinvolgimento dei patronati, la collaborazione con l’Anpal, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di impiego, e il potenziamento della capacità delle strutture Inail di attivare progetti personalizzati, con la formazione delle diverse figure professionali coinvolte nelle attività.

Con il nuovo sistema tariffario i tassi medi ridotti di un terzo. Nell’ambito degli interventi promossi dall’Inail a sostegno delle aziende, il 2019 è stato l’anno di concreta applicazione delle nuove tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, aggiornate dopo vent’anni per essere adeguate ai profondi cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro. L’operazione ha comportato un abbattimento dei tassi medi del 32,72% e un minor onere per le imprese stimato, a regime, in 1.700 milioni di euro annui, superando così di circa 500 milioni la riduzione lineare applicata fino al 2019, prevista dalla legge di stabilità 2014. In attesa del completamento della revisione tariffaria, per le sole gestioni premi speciali e settore agricoltura, non ancora interessate dall’aggiornamento, è stata applicata la riduzione del 15,24% dei premi e contributi dovuti dalle imprese, prevista dalla legge di stabilità 2014 per i premi e contributi dovuti dalle imprese.

Per le imprese virtuose uno “sconto” di 140 milioni per meriti di prevenzione. Per quanto riguarda l’impegno delle aziende nell’attività di mitigazione dei rischi negli ambienti di lavoro, nel 2019 si sono avute circa 28.500 istanze di riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione, con una riduzione del premio assicurativo per le imprese virtuose di circa 140 milioni di euro. In settembre è stata inoltre disposta la riduzione del 7,38% del premio dovuto per il 2019 a favore delle circa 300mila imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2017-2018, a cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Altre riduzioni del premio hanno riguardato la pesca e la navigazione. Nel frattempo è proseguito il piano per co-finanziare, con incentivi a fondo perduto fino al 65% del costo complessivo, i progetti per la sicurezza promossi dalle imprese. Grazie alle prime nove edizioni del bando Isi sono stati realizzati quasi 32mila progetti, presentati soprattutto da micro e piccole aziende con meno di 15 dipendenti.

Quasi 50mila i lavoratori regolarizzati in seguito ai controlli. Nel 2019 è proseguita l’azione di controllo amministrativo dell’Inail, per la verifica di congruità nella corresponsione dei premi di assicurazione e il contrasto all’evasione. Delle 15.503 aziende controllate, l’89,22% sono risultate irregolari. I lavoratori regolarizzati in seguito ai controlli sono stati 49.827 (+16% rispetto al 2018), di cui 45.455 irregolari e 4.372 “in nero”. Sono state inoltre accertate retribuzioni imponibili evase per circa 3,1 miliardi di euro e richiesti premi per circa 50 milioni di euro. Le indagini ispettive relative a infortuni mortali, gravi, in itinere e a malattie professionali sono state circa 2.800. I risultati raggiunti confermano l’efficacia della procedura informatica di “business intelligence” e il grande lavoro svolto dai 269 ispettori dell’Istituto (erano 284 nel 2018).

Avviato il piano delle attività di ricerca per il triennio 2019-2021. Nel primo anno del piano delle attività di ricerca 2019-2021 è stata consolidata la strategia della rete scientifica di eccellenza, attraverso il modello della ricerca in collaborazione che si concretizza, in massima parte, con i progetti attivati con il bando competitivo Bric, giunto alla quarta edizione. Si sono conclusi, in particolare, tutti i 62 progetti approvati con l’edizione del 2016. Parallelamente sono stati avviati i 14 progetti scelti con il bando del 2018 e lo scorso dicembre è terminata la procedura del bando Bric 2019, con l’affidamento di 64 nuovi progetti. In complesso negli ultimi quattro anni sono stati attivati progetti in partenariato per un totale di circa 35,8 milioni di euro.

La robotica al centro delle sperimentazioni in campo protesico e riabilitativo. Nel frattempo prosegue la sinergia con università ed enti di ricerca, confermata e rafforzata attraverso l’approvazione, alla fine del 2019, dei progetti di ricerca in campo protesico e riabilitativo che, sfruttando le potenzialità offerte dalla robotica, sono destinati a produrre risultati di impatto rilevante sulla qualità della vita delle persone con disabilità e a sperimentare trattamenti più efficaci, con l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero post-infortunio e migliorare i percorsi riabilitativi. In questo ambito, alle collaborazioni ormai consolidate con l’Istituto italiano di tecnologia, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Cnr, il Politecnico di Milano e l’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, si sono aggiunti nuovi rapporti di partenariato.

La collaborazione del Centro Protesi con la Northwestern University di Chicago. In dicembre il Centro Protesi Inail ha stipulato un contratto di ricerca con la Northwestern University di Chicago, finalizzato a sviluppare studi comparativi su tecniche idrostatiche per la realizzazione di invasature di protesi. Il progetto, finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti con due milioni e mezzo di euro, rappresenta un’ulteriore conferma della dimensione internazionale delle attività scientifiche svolte nella struttura di Vigorso di Budrio.

Il coinvolgimento nei “competence center” per il trasferimento tecnologico. L’Istituto svolge anche un ruolo di primo piano per il raggiungimento delle finalità dei “competence center”, costituiti nel 2018 dal Ministero dello Sviluppo economico in attuazione del piano nazionale Industria 4.0, per agevolare il trasferimento tecnologico verso le micro, piccole e medie imprese italiane e colmare il gap informativo/formativo tra soluzioni digitali disponibili e mancanza di adeguate professionalità dei lavoratori. L’Inail, già partner pubblico di Artes 4.0, Made e Cyber 4.0, dedicati rispettivamente agli ambiti della robotica, del settore manifatturiero e della sicurezza informatica, nel marzo di quest’anno ha aderito formalmente anche al centro di competenza Start 4.0 condotto dal Cnr e dall’Università di Genova, per la sicurezza e ottimizzazione di infrastrutture strategiche come porti, trasporti, energia e settore idrico.

Per l’edilizia scolastica stanziati 650 milioni di euro. Nell’ambito della pianificazione triennale, le attività di investimento sono state intense e rilevanti anche nel 2019. Continua, in particolare, l’impegno a sostegno dei piani di edilizia scolastica, con uno stanziamento complessivo di 650 milioni di euro. Con i piani di investimento adottati a partire dal triennio 2014-2016, l’Inail ha messo in campo una strategia articolata e ad ampio raggio, contribuendo alla messa in sicurezza e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare scolastico. Il mondo della scuola, infatti, rappresenta per l’Istituto uno degli ambiti privilegiati di intervento per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza e il valore della prevenzione, facendo leva sulla formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Al via l’istruttoria per le scuole innovative selezionate dal Miur. Per la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, nel 2019 è stata avviata l’istruttoria per tutti i 56 interventi selezionati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Sulla base della pianificazione presentata dagli enti locali coinvolti, nel corso del triennio 2020-2022 si dovrebbe giungere alla consegna e all’approvazione dei progetti esecutivi necessari per appaltare le opere. Per quanto riguarda i poli per l’infanzia, invece, sono 38 le iniziative segnalate all’Inail dal Miur e inserite nel relativo programma di attuazione.

Le iniziative immobiliari a elevata utilità sociale e gli interventi di edilizia sanitaria. Nel frattempo continua il percorso di realizzazione delle iniziative immobiliari a elevata utilità sociale inserite nei piani triennali di investimento dell’Istituto, nell’ambito del programma di interventi avviato con la legge di bilancio 2015. Nel 2019, in particolare, sono stati avviati due cantieri per la costruzione di una nuova scuola secondaria a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano, e per la realizzazione di una casa di riposo nel Comune di Pederobba, in provincia di Treviso. È proseguita, inoltre, l’istruttoria delle 33 iniziative ancora attive. Sui 49 interventi urgenti di edilizia sanitaria individuati come valutabili dall’Inail con decreto del presidente del Consiglio del 24 dicembre 2018, circa la metà delle aziende ospedaliere e sanitarie interessate ha presentato la documentazione propedeutica alla realizzazione dell’investimento, ma non sono ancora pervenuti i progetti appaltabili.

La partecipazione ai fondi di investimento. Per quanto riguarda gli investimenti in forma indiretta, proseguono le attività connesse alla partecipazione dell’Inail ai fondi di investimento immobiliari chiusi “i3-core”, “i3-Inail” e “i3-Università”, gestiti da Invimit Sgr Spa. Nel corso del 2019 è stato attivato il procedimento per un ulteriore conferimento di 11 immobili al fondo “i-3Inail”, mediante la sottoscrizione di 30 quote per l’importo complessivo di circa 17,3 milioni di euro. Continuano anche gli investimenti nel Fondo QuattroR, con contributi per circa 25 milioni.

Positivo il risultato economico-finanziario, le riserve tecniche oltre quota 34 miliardi. I dati del preconsuntivo 2019 mostrano che l’Istituto ha avuto entrate di competenza per 9 miliardi e 833 milioni di euro, pari a circa 749 milioni in meno rispetto al 2018. Le uscite di competenza si sono attestate a 8 miliardi e 626 milioni, con prestazioni istituzionali in diminuzione di circa il 2%. Sono positivi il risultato finanziario e il risultato economico. Le riserve tecniche sono pari a circa 34 miliardi e 100 milioni, coperte per oltre il 91% da liquidità versata alla Tesoreria dello Stato, senza remunerazione.

Quattro impegni per il futuro di rilevanza strategica. Per il prossimo futuro sono quattro gli impegni più importanti, per rilevanza strategica, indicati dal presidente dell’Inail: il completamento della revisione tariffaria, il miglioramento delle prestazioni economiche, l’ulteriore rafforzamento delle azioni finalizzate al reinserimento socio-lavorativo e l’estensione della tutela dell’Istituto ai soggetti non assicurati. “Dopo la recente introduzione dell’obbligo assicurativo per i rider – ha sottolineato Bettoni a questo proposito – bisogna estendere la stessa protezione agli oltre tre milioni e mezzo di lavoratori che tuttora non possono accedere a rendite o indennizzi in caso di infortunio o malattia professionale. La sentenza della Cassazione dello scorso gennaio, che ha riconosciuto la possibilità di applicare tutele rafforzate anche alle forme di lavoro di nuovo profilo che si collocano tra subordinazione e autonomia, la rende un’ipotesi concretamente percorribile. L’Istituto, per quanto gli compete, è pronto come sempre a fare la sua parte”.

“Superare vincoli normativi che incidono su operatività e autonomia dell’Istituto”. Per rendere concrete queste intenzioni e portare a termine le altre iniziative destinate a lavoratori e imprese, l’auspicio di Bettoni è che “l’attuale sistema di vincoli normativi, che continua a incidere sulle potenzialità operative dell’Istituto e sulla sua autonomia, possa essere superato, consentendo all’Inail di attingere a una parte dei 31 miliardi accantonati nel corso degli anni presso la Tesoreria dello Stato”.

 

Fonte: Inail