Ministero dell’Interno: Erogazione del contributo a fondo perduto e prevenzione antimafia

Erogazione del contributo a fondo perduto e prevenzione antimafia

 

La circolare per l’attuazione del protocollo di legalità tra Viminale, Mef e Agenzia delle Entrate

È stato inviato ai prefetti il protocollo di intesa, sottoscritto lo scorso 8 giugno 2020, dal ministro dell’Interno, dal ministro dell’Economia e delle Finanze e dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, per l’adozione delle misure di prevenzione amministrativa antimafia nei confronti dei beneficiari del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto legge 34/2020.

Nel solco disegnato dal protocollo d’intesa con la Sace dello scorso 5 maggio, si è inteso assicurare la celerità nell’erogazione delle risorse e, in parallelo, garantire la sussistenza delle condizioni di legalità nell’utilizzo di risorse pubbliche. Ciò al fine di evitare che rallentamenti procedurali possano vanificare le misure governative adottate per rilanciare il sistema produttivo nazionale.

In tale direzione, il protocollo prevede, quale fattore di semplificazione, che non si proceda a nuovi accertamenti antimafia nel caso in cui l’operatore economico risulti iscritto alle cosiddette White List, ovvero all’Anagrafe antimafia degli esecutori predisposta per gli interventi di ricostruzione post sisma in centro Italia. In tali casi, infatti, l’iscrizione tiene conto delle verifiche del codice Antimafia.

Due le procedure individuate a seconda dell’importo del contributo:

o    per le erogazioni di valore non superiore a 150 mila euro, l’Agenzia delle Entrate procederà alla comunicazione antimafia per un campione delle istanze ricevute, corrispondendo comunque il contributo sotto condizione risolutiva legata all’esito dei successivi accertamenti antimafia;

o    per le erogazioni superiori a 150 mila euro, l’Agenzia delle Entrate è tenuta ad acquisire l’autocertificazione e poi a procedere all’assegnazione del contributo richiesto in via d’urgenza, ai sensi dell’art  92, comma 3, del codice Antimafia, sotto condizione risolutiva.

Nell’ottica di un miglior funzionamento del sistema, il protocollo disciplina anche le modalità di consultazione della Banca dati nazionale unica antimafia da parte dell’Agenzia delle Entrate.
La durata del protocollo è collegata alla definizione delle procedure di erogazione del contributo a fondo perduto.

Fonte: Ministero dell’Interno

 

ISTAT: il mercato del lavoro (I trimestre 2020)

ISTAT: il mercato del lavoro (I trimestre 2020)

Le dinamiche del mercato del lavoro misurate nel primo trimestre 2020 risentono, a partire dall’ultima settimana di febbraio, delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria.

Nel primo trimestre 2020, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una forte diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-7,5%), sia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-7,7%). Tali dinamiche risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, ha risentito degli effetti della crisi sanitaria, con una flessione del Pil pari a -5,3% in termini congiunturali.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2020 il numero di persone occupate diminuisce in termini congiunturali (-101 mila, -0,4%), a seguito dell’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato e del forte calo di quelli a termine e degli indipendenti. Il tasso di occupazione è pari al 58,8%, in diminuzione di 0,2 punti rispetto al quarto trimestre 2019. Nei dati più recenti del mese di aprile 2020, al netto della stagionalità, l’effetto dell’emergenza Covid-19 è più evidente: gli occupati calano di 274 mila unità (-1,2%) rispetto a marzo 2020 e il tasso di occupazione scende al 57,9% (-0,7 punti in un mese).

Nell’andamento tendenziale, rallenta la crescita del numero di occupati (+0,2%, +52 mila rispetto al primo trimestre 2019), ancora una volta per effetto dell’aumento dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato a fronte del calo di quelli a termine e degli indipendenti. La crescita è più accentuata tra gli occupati a tempo parziale; per il 63,0% di questi lavoratori si tratta di part time involontario. Diminuiscono, inoltre, gli occupati che hanno lavorato per almeno 36 ore a settimana (57,8%, -8,8 punti), a seguito delle assenze dal lavoro e della riduzione dell’orario dovute all’emergenza sanitaria.

Nel confronto annuo, per il dodicesimo trimestre consecutivo, a ritmi ancora più intensi, si riduce il numero di persone in cerca di occupazione (-467 mila in un anno, -16,3%). Dopo la diminuzione nei due precedenti trimestri, aumenta a un ritmo sostenuto il numero di inattivi di 15-64 anni (+290 mila in un anno, +2,2%).

Il tasso di disoccupazione è in diminuzione rispetto sia al trimestre precedente sia a un anno prima e si associa all’aumento, anch’esso congiunturale e tendenziale, del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. Nel mese di aprile 2020 si accentuano ulteriormente il calo del tasso di disoccupazione e la crescita di quello di inattività.

Dal lato delle imprese, si registra una diminuzione della domanda di lavoro su base congiunturale, con un calo delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente, a fronte di un aumento dello 0,6% su base annua. La riduzione delle posizioni lavorative è associata a una notevole diminuzione delle ore lavorate per dipendente, pari a -8,8% su base congiunturale e a -9,4% su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione registra una variazione positiva pari a 68,6 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti diminuisce di 0,9 e 1,1 punti percentuali, rispettivamente su base congiunturale e su base annua. Il costo del lavoro registra un aumento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’andamento del costo del lavoro è determinato dalla crescita delle retribuzioni (+0,4%) e degli oneri sociali (+1,0%) su base congiunturale e dal proseguimento della crescita su base annuale, sia delle retribuzioni (+0,7%) sia degli oneri sociali (+1,2%).

 

Fonte Istat 

8 luglio 2020 – Formazione a distanza – L’applicazione del Protocollo Anticontagio Covid 19 in azienda

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L’APPLICAZIONE DEL PROTOCOLLO
ANTICONTAGIO COVID-19
IN AZIENDA
Focus Vigilanza Privata

8 luglio 2020
Formazione a distanza (FAD)

 

Per la ripresa e gestione delle attività, in questa complessa fase di convivenza con il Covid-19, nel rispetto delle disposizioni e garantendo le condizioni di tutela della salute delle persone, le organizzazioni ricercano supporto e informazioni approfondite per l’applicazione delle misure di contenimento e contagio

Il Protocollo nazionale, emesso in prima battuta il 14 marzo con il DPCM, successivamente revisionato il 24 aprile e contenuto ora nell’ultimo DPCM del 17 maggio, ha introdotto misure per il contrasto e contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro

C’è bisogno di dimostrare ai lavoratori, ai clienti, a tutti gli stakeholders che il management aziendale ha posto in essere tutte le misure previste dal protocollo.

Sono state recentemente definite “Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19” a valere su tutto il territorio nazionale, con indicazioni dettagliate sulle misure da assumere per lo svolgimento dei diversi servizi forniti dalle aziende.

Saranno rilasciati 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione delle figure professionali.

Il corso è realizzato attraverso la collaborazione CERSA/ASSIV e pertanto ai clienti CERSA e agli associati ASSIV sono riservate quote d’iscrizione convenzionate.

Il corso è a numero chiuso. Le iscrizioni sono aperte fino al 25/06/2020 all’indirizzo: [email protected]

 

Scarica la locandina 

 

 

Agenzia delle Entrate: Contributo a Fondo perduto dal 15 giugno al via le domande

Contributo a fondo perduto. Un Provvedimento delle Entrate definisce le modalità per ottenerlo.

Dal pomeriggio del 15 giugno possibile inviare la domanda

 

L’Agenzia delle Entrate fornisce le istruzioni per richiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Dl Rilancio. In attuazione dell’articolo 25 del Decreto, un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, definisce i passi da compiere per richiedere e ottenere il contributo a fondo perduto a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalle conseguenze economiche del lockdown. In particolare, il provvedimento approva il modello per la richiesta, che potrà essere predisposto e inviato – dal primo pomeriggio del 15 giugno 2020, anche avvalendosi di un intermediario – mediante il canale telematico Entratel oppure mediante un’apposita procedura web che l’Agenzia delle Entrate attiverà all’interno del portale Fatture e Corrispettivi del sito www.agenziaentrate.gov.it. Una guida dell’Agenzia delle Entrate, già consultabile online, spiega inoltre tutti i dettagli della misura, dai soggetti interessati, del calcolo del contributo nonché le indicazioni per richiederlo.

Come richiedere il contributo, la procedura web delle Entrate

Il Bonus a fondo perduto potrà essere richiesto compilando elettronicamente una specifica istanza da presentare fra il 15 giugno e il 24 agosto. Per predisporre e trasmettere l’istanza, si potrà usare un software e il canale telematico Entratel/Fisconline ovvero una specifica procedura web, nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi. Il contribuente potrà avvalersi degli intermediari che ha già delegato al suo Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione delle fatture elettroniche. Sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns). Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà due elaborazioni successive relative ai controlli formali e sostanziali. L’esito delle due elaborazioni sarà comunicato con apposite ricevute restituite al soggetto che ha trasmesso l’istanza.

 

A chi spetta il contributo 

Il contributo a fondo perduto può essere richiesto dalle imprese, dalle partite Iva o dai titolari di reddito agrario, a patto che siano in attività alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo. In particolare, il “Decreto Rilancio” precisa che non possono fruire del Bonus a fondo perduto i soggetti la cui attività risulta cessata nella data di presentazione della domanda, i soggetti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (le cosiddette casse previdenziali), gli intermediari finanziari e le società di partecipazione (art. 162-bis del Tuir), i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori dello spettacolo introdotti dal Decreto Cura Italia e gli enti pubblici (art. 74 del Tuir).

I requisiti per ottenere il Bonus 

La guida dedicata delle Entrate spiega nel dettaglio quali sono le condizioni per ottenere il contributo. In sintesi, il contributo a fondo perduto spetta qualora siano soddisfatti due requisiti. Il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro. Il secondo requisito da soddisfare per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019. Ma ci sono due eccezioni a questo caso generale: il primo in cui il soggetto interessato abbia avviato la propria attività a partire dal 1° gennaio 2019 (il contributo spetta allora a prescindere dal calo del fatturato). Lo stesso per i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), ancora in emergenza al 31 gennaio 2020 (dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).

Come si calcola il contributo?

Calcolare l’ammontare del contributo non è difficile.  Alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi:

  • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro

  • 15%  se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro

  • 10%  se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

 

Maria Cristina Urbano: Bene il Piano Colao per il rilancio dell’Italia, ma la sicurezza?

 

 

 

Blog di Maria Cristina Urbano

11 giugno 2020

Bene il Piano Colao per il rilancio dell’Italia, ma la sicurezza?

Bene il Piano Colao per il rilancio dell'Italia, ma la

Ci troviamo certamente nel momento di passaggio da una tempesta, quella sanitaria dovuta al Covid-19, a quella economico-sociale che, conseguenza della prima, attende solo di esplodere in tutta la sua gravità.

Le autorevoli stime sin qui avanzate non consentono di nutrire grandi speranze: PIL nazionale in calo nel 2020 tra il 10% e il 15%; disoccupazione in accelerazione; tessuto economico e imprenditoriale (soprattutto le piccolissime imprese e le PMI) in profonda crisi di liquidità e senza immediate prospettive di ripresa; crollo degli investimenti e ripercussioni anche di medio-lungo termine sull’export.

Gli scenari peggiori tratteggiati nelle scorse settimane dal FMI, che assumono a loro fondamento un prolungarsi del periodo di lockdown in vaste aree del pianeta e una seconda ondata del Covid a cavallo tra 2020 e 2021, delineano uno scenario la cui gravità è addirittura difficile da immaginare, mai conosciuta dalle generazioni chiamate ad affrontarla.

Situazioni straordinarie richiedono scelte straordinarie che, nel caso di un mondo interconnesso come mai prima, vanno ben oltre l’orizzonte del singolo paese. Ma noi dobbiamo fare il nostro, guardarci in casa, scevri da condizionamenti ideologici e convenienze politiche, per affrontare e sciogliere i nodi che rallentano lo sviluppo dell’Italia, nel perseguimento degli obiettivi di equità sociale, sostenibilità ambientale, efficienza economica ed efficacia nell’azione della Pubblica Amministrazione.

Accogliamo pertanto con interesse il complesso lavoro prodotto dalla task force di esperti in materia economica e sociale voluta dalla Presidenza del Consiglio e presieduta da Vittorio Colao.

Moltissime delle questioni affrontate nelle proposte per il rilancio del nostro Paese colgono nel segno: efficientamento dei sistemi produttivi e nuova centralità del fattore lavoro; infrastrutture e ambiente intese quali volano della ripresa; innovazione, ricerca ed istruzione a fondamento dello sviluppo; una Pubblica Amministrazione maggiormente attenta alle concrete esigenze del cittadino e dell’impresa; strumenti fiscali che aiutino a garantire liquidità al sistema produttivo; riforma del Codice dei contratti pubblici in senso minimalista; solo per ricordarne alcune. Firmiamo e sottoscriviamo. Se solo la metà delle proposte saranno attuate per metà, nel volgere di qualche anno l’Italia potrebbe vivere una trasformazione culturale, economica e sociale paragonabile a quella del secondo dopoguerra, proiettata finalmente nel terzo millennio.

Ma dalla mia particolare prospettiva, mi chiedo: e la sicurezza? Possibile che in ogni ambito si osi proporre di buttare il cuore oltre l’ostacolo, e per quanto riguarda questo comparto non si riesca neppure ad applicare l’innovativo quadro normativo esistente?

Mi riferisco all’ambizioso e lungimirante sistema sicurezza delineato dal TULPS a partire dal 2008, che vede nella partnership tra pubblico e privato (altamente qualificato e professionalizzato) il driver di sviluppo per servizi di alto livello, efficienti ed efficaci, capaci di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e liberarne di consistenti (sia economiche che umane) a vantaggio delle Forze dell’Ordine, per l’espletamento dei compiti che a queste precipuamente spettano. Quella che può ancora essere una best practice, segna il passo, nell’indifferenza di istituzioni e politica.

Anzi, si propongono misure che, se adottate senza la necessaria moderazione, colpiranno a morte un importante segmento della vigilanza privata: il trasporto valori. Un settore che ha investito in misura significativa nell’implementazione delle strutture, dei mezzi e del personale per svolgere con elevato grado di professionalità tale essenziale servizio, che ha già sofferto gravemente a causa delle misure di lockdown (l’ultimo dato parla di una riduzione del 50% nei prelievi nel corso dei mesi di marzo-maggio).

Un refrain, ripetuto forse senza troppo approfondire, vuole nell’utilizzo del contante la matrice dell’evasione fiscale, mentre il denaro contante non è che uno strumento, il cui utilizzo dipende dal contesto di riferimento. La lotta al nero, come spesso si riconosce, andrebbe invece perseguita con misure capaci di rendere fiscalmente conveniente al cittadino l’emersione delle proprie spese, nella consapevolezza che il ricorso al contante, se spesso è determinato da ragioni culturali, in molte altre circostanze dipende da motivi oggettivi (disponibilità dei device, surcharge ingiustificati, una PA ancora tecnologicamente arretrata, etc…).

In tale ottica, la proposta della task force governativa di introdurre incentivi all’utilizzo del denaro elettronico e disincentivi al prelievo di contante, non sembra cogliere il segno. La dimostrazione consiste nel fatto che, seppure negli anni è cresciuta significativamente la domanda di servizi digitali di pagamento (tuttavia ancora ampiamente sotto la media europea), non si riduce contestualmente la perdita di gettito fiscale da evasione. Anche in questo caso, verrebbe da affermare, in medio stat virtus.

 

Huffingtonpost.it 

 

 

 

Covid 19 #Fase 2: presentato il piano Colao

Covid 19 #Fase 2: presentato il piano Colao

Il comitato di esperti nominato dal governo e guidato Vittorio Colao ha consegnato al Presidente del Consiglio un documento di 121 pagine intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, e che è stato subito ribattezzato “piano Colao”.

È un elenco di 102 proposte per favorire la ripresa economica del nostro paese duramente colpito dall’epidemia da Covid 19.

Il piano propone obiettivi generali ed individua sei ambiti fondamentali per il rilancio dell’Italia: Imprese e Lavoro, Infrastrutture e Ambiente, Turismo, Arte e Cultura, Pubblica Amministrazione, Istruzione, Ricerca e Competenze e Individui e Famiglie.

Info dalle regioni e dalle province autonome 8 giugno 2020

DALLE REGIONI E DALLE PROVINCE AUTONOME

Regione Abruzzo
Ordinanza n. 70 del 7 giugno 2020

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus
COVID-19 – Approvazione ulteriori Protocolli di Sicurezza.

 

Regione Basilicata
Ordinanza n. 26 del 4 giugno 2020

ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 e dell’articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Disposizioni ai sensi dell’articolo 1, comma 16, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33. Ingresso delle persone fisiche in Regione Basilicata

Regione Calabria
Ordinanza n. 49 del 3 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Disposizioni riguardanti la ripresa degli spostamenti extraregionali delle persone fisiche di cui all’art. 1 del Decreto Legge 16 maggio 2020, n. 33.
Il Dirigente Generale Reggente del Dipartimento Tutela della Salute

Regione Campania
Ordinanza n. 55 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19

Regione Emilia Romagna
Decreto n. 98 del 6 giugno 2020

Ulteriore Ordinanza ai sensi dell’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid 19

 

Regione Friuli Venezia Giulia
Ordinanza n.16/c del 3 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

 

Regione Liguria
Ordinanza n. 36 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 relative alla attuazione sul
territorio della regione Liguria delle disposizioni di cui al d.P.C.M.17 maggio 2020

 

Regione Lombardia
Ordinanza n. 563 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19

Regione Marche
Decreto n. 188 del 5 giugno 2020

Misure per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid – 19 in materia di formazione.

 

Regione Sardegna
Ordinanza n. 28 del 7 giugno 2020

Ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da COVID-2019 nel territorio regionale della Sardegna. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica.

Regione Sicilia
Ordinanza n. 24 del 6 giugno 2020

 

Regione Umbria
Ordinanza n. 31 del 5 giugno 2020

Ordinanza della Presidente della Giunta regionale 18 maggio 2020, n. 26. Ulteriori
disposizioni, per il periodo 8 giugno 2020 – 14 giugno 2020, relative al trasporto pubblico
locale a seguito dell’emergenza coronavirus

Regione Valle d’Aosta
Ordinanza n. 231 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da
COVID-2019. Riavvio di ulteriori attività economiche, produttive e sociali. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Revoca dell’ordinanza n. 207 del 1 7 maggio 2020.

Regione Veneto
Decreto n. 56 del 4 giugno 2020

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus COVID-19. Ulteriori
disposizioni

Provincia autonoma di Bolzano
Ordinanza n. 29 del 6 giugno 2020

Ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19

Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19

Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19

Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali del settore della Vigilanza Privata continuano la propria azione per affrontare la pesante situazione emergenziale che sta attraversando il Paese, anche in questo comparto la cui attività rappresenta un tassello fondamentale per la sicurezza del Paese e dei cittadini.    

L’Accordo Quadro definito oggi affronta il delicato problema della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, alla luce delle indicazioni contenute nel Protocollo generale sottoscritto dalle Parti Sociali con il Governo il 24 aprile scorso.

Si definiscono le “Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19” a valere su tutto il territorio nazionale, con indicazioni dettagliate sulle misure da assumere per lo svolgimento dei diversi servizi forniti dalle aziende.

In ciascuna impresa si darà luogo alla costituzione dei Comitati aziendali, con la partecipazione del Rappresentante Servizio Prevenzione e Protezione, del Medico Competente e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

L’intesa assume particolare rilevanza tenuto conto che gli addetti della Vigilanza Privata hanno continuato a svolgere la propria attività durante l’intera fase di lockdown, garantendo ancora oggi servizi ausiliari di controllo per l’accesso alle imprese private e agli Enti Pubblici in condizioni di sicurezza rispetto alle prescrizioni sanitarie disposte dalle Autorità.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS esprimono un giudizio positivo per l’accordo raggiunto, che fornisce un percorso univoco e omogeneo per garantire la tutela della salute e la sicurezza nel lavoro di oltre 100.000 addetti. Inoltre esso si affianca all’altra intesa raggiunta nelle settimane scorse che ha previsto l’intervento solidaristico da parte dell’Ente Bilaterale Vigilanza Privata (EBINVIP) destinando 2 milioni di euro in favore dei lavoratori maggiormente colpiti dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

Le Associazioni Datoriali Assiv, Anivp, Univ, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative e Agci ritengono che l’adozione di efficaci e condivise procedure di tutela sanitaria, rappresentino un valore aggiunto a salvaguardia, in particolare, delle risorse umane aziendali e delle competenze e qualificazioni professionali da queste espresse, elementi fondanti del patrimonio delle imprese.

Ufficio Stampa ASSIV

 

Comunicato Stampa ASSIV – Vigilanza privata: lavoro in sicurezza e solidarietà

COMUNICATO STAMPA
Vigilanza privata: lavoro in sicurezza e solidarietà

Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali del settore della Vigilanza Privata continuano la propria azione per affrontare la pesante situazione emergenziale che sta attraversando il Paese, anche in questo comparto la cui attività rappresenta un tassello fondamentale per la sicurezza del Paese e dei cittadini.    

L’Accordo Quadro definito oggi affronta il delicato problema della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, alla luce delle indicazioni contenute nel Protocollo generale sottoscritto dalle Parti Sociali con il Governo il 24 aprile scorso.

Si definiscono le “Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19” a valere su tutto il territorio nazionale, con indicazioni dettagliate sulle misure da assumere per lo svolgimento dei diversi servizi forniti dalle aziende.

In ciascuna impresa si darà luogo alla costituzione dei Comitati aziendali, con la partecipazione del Rappresentante Servizio Prevenzione e Protezione, del Medico Competente e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

L’intesa assume particolare rilevanza tenuto conto che gli addetti della Vigilanza Privata hanno continuato a svolgere la propria attività durante l’intera fase di lockdown, garantendo ancora oggi servizi ausiliari di controllo per l’accesso alle imprese private e agli Enti Pubblici in condizioni di sicurezza rispetto alle prescrizioni sanitarie disposte dalle Autorità.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS esprimono un giudizio positivo per l’accordo raggiunto, che fornisce un percorso univoco e omogeneo per garantire la tutela della salute e la sicurezza nel lavoro di oltre 100.000 addetti. Inoltre esso si affianca all’altra intesa raggiunta nelle settimane scorse che ha previsto l’intervento solidaristico da parte dell’Ente Bilaterale Vigilanza Privata (EBINVIP) destinando 2 milioni di euro in favore dei lavoratori maggiormente colpiti dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

Le Associazioni Datoriali Assiv, Anivp, Univ, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative e Agci ritengono che l’adozione di efficaci e condivise procedure di tutela sanitaria, rappresentino un valore aggiunto a salvaguardia, in particolare, delle risorse umane aziendali e delle competenze e qualificazioni professionali da queste espresse, elementi fondanti del patrimonio delle imprese.

Ufficio Stampa ASSIV

 

Decreto Liquidità: approvato in via definitiva

Decreto Legge Liquidità: approvato in via definitiva

Con 156 voti favorevoli, 119 contrari e nessuna astensione, il Senato della Repubblica, giovedì 4 giugno, ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in via definitiva il ddl n. 1829, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, in materia di accesso al credito per le imprese (decreto liquidità), sul quale il   Governo aveva posto la questione di fiducia.

Per agevolarne la lettura pubblichiamo  il dossier di documentazione:  «A.S. 1829: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali” (Approvato dalla Camera dei deputati)» a cura del Servizio del bilancio del Senato della Repubblica.

 

Fonte: Senato della Repubblica