Comunicato Stampa: Maria Cristina Urbano confermata Presidente di ASSIV

Roma 16 luglio 2020 – Nella giornata di oggi si è riunito il Consiglio Direttivo di Assiv che ha proceduto al rinnovo delle cariche associative.

 

È stata confermata alla Presidenza, per un secondo mandato triennale, la dottoressa Maria Cristina Urbano.  

 

I componenti della nuova Giunta di Presidenza eletti risultano essere: Ing. Marco Bavazzano, dott. Antonio Fogazzaro, dott. Massimiliano Giacoletti, dott. Giulio Gravina, Dott. Carlo Matarazzo, dott. Renato Mongillo, dott. Fabio Mura e dott. Raffaele Zanè. Della compagine fa parte il dott. Matteo Balestrero in qualità di past President.

 

Consigliere delegato alla Tesoreria è stato confermato il dott. Marco Caviglioli

 

Il Presidente Urbano, grata per la fiducia che le ha voluto confermare il Consiglio Direttivo, ha ribadito di voler proseguire, con il fattivo sostegno di tutti gli Associati, nel proficuo percorso che ha portato Assiv ad essere riconosciuta dalle Istituzioni quale primario autorevole interlocutore in materia di sicurezza. Nonostante le difficoltà che il Paese è chiamato ad affrontare, il comparto della sicurezza privata saprà rispondere alle vecchie e nuove sfide con il consueto impegno.

 

Ufficio Stampa ASSIV

 

Decreto Rilancio: approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica

Decreto Rilancio: approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica

 

Con 159 voti favorevoli, 121 contrari e nessun’astensione, il Senato della Repubblica, oggi giovedì 16 luglio, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando in via definitiva il ddl n. 1874, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 34, in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, politiche sociali connesse all’emergenza da COVID-19

Qui trovi anche i dossier di documentazione:

Nota di lettura Decreto Rilancio – Vol. I

Nota di lettura Decreto Rilancio – Vol. II

 

WHO: Coronavirus disease 2019 (COVID-19) Situation Report”

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica periodicamente il “ Coronavirus disease 2019 (COVID-19) Situation Report”, un documento che riporta i dati aggiornati sulla diffusione del nuovo Coronavirus nel mondo, fornendo indicazioni e raccomandazioni alla collettività. L’allegato è l’aggiornamento del 12 luglio 2020.

 

Fonte: World Health Organization

Istat: il finanziamento delle imprese nell’emergenza sanitaria

Istat: il finanziamento delle imprese nell’emergenza sanitaria

Nel mese di maggio l’Istat ha effettuato un’indagine sulla situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria, rivolta alle unità con almeno 3 addetti che, nel complesso, rappresentano quasi il 90% del valore aggiunto e circa tre quarti dell’occupazione complessiva.

L’integrazione di tali informazioni con quelle contenute nell’indagine multi scopo nell’ambito del Censimento permanente delle imprese (2019) consente di approfondire gli aspetti strategico-operativi posti in essere in conseguenza dell’emergenza da Covid-19.

   In questa breve nota vengono esposti i punti principali dell’impatto del Covid-19 sulle strategie di finanziamento delle imprese.

L’impatto delle misure di contenimento dell’epidemia, unite al calo della domanda nazionale ed estera, ha avuto severi effetti sul sistema produttivo : tra tutti, la crisi di liquidità indotta dal calo del fatturato, che ha colpito oltre la metà delle imprese (soprattutto quelle coinvolte nel lockdown e di dimensione minore), ha indotto strategie di finanziamento in parte diverse rispetto a quelle messe in atto prima dello scoppio della pandemia.

 

 

Banca d’Italia: Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita

Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – luglio 2020

 

Pubblichiamo   l’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta tra il 25 maggio e il 17 giugno 2020 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti della Banca d’Italia.

Secondo l’indagine i giudizi sulla situazione economica generale nel secondo trimestre del 2020  sono  peggiorati rispetto alla precedente indagine condotta in marzo. 

Le imprese riportano un’ampia flessione della domanda corrente. Le attese a breve termine sulle vendite sono invece meno pessimistiche, così come quelle sulle proprie condizioni operative. La maggioranza delle imprese indica che il proprio fatturato ha subito una riduzione a causa della pandemia e prefigura che la propria attività torni ai livelli prevalenti prima della crisi sanitaria in poco meno di un anno; solo il 3 per cento delle aziende ritiene di non poter più tornare a livelli di fatturato pari a quelli precedenti la diffusione del Covid-19.

I giudizi delle imprese sulle condizioni di accesso al credito sono lievemente peggiorati rispetto al trimestre precedente. Circa metà delle imprese ha avanzato richiesta di liquidità nel quadro delle misure di supporto introdotte dai recenti decreti governativi, riuscendo ad accedervi in forma totale o parziale nel 70 per cento dei casi. Le condizioni per investire sono valutate in  peggioramento.

I piani di spesa prefigurano una riduzione degli investimenti nel complesso del 2020, riconducibile soprattutto alla caduta già registrata nella prima metà dell’anno. Le attese sull’occupazione restano sfavorevoli nel settore dell’industria in senso stretto e nei servizi, mentre sono tornate positive nell’edilizia.

Le attese sull’inflazione al consumo sono lievemente diminuite su tutti gli orizzonti temporali.

I prezzi di vendita praticati dalle imprese hanno ulteriormente rallentato rispetto al trimestre precedente e le attese per i prossimi 12 mesi ne prefigurano incrementi molto modesti.

 

Fonte: Banca d’Italia 

Inail: presentata la relazione annuale sull’andamento infortunistico

Inail: presentata la relazione annuale sull’andamento infortunistico

Nel 2019 oltre 405mila infortuni sul lavoro e 628 casi mortali, in aumento le malattie professionali denunciate

 

La Relazione annuale Inail sull’andamento infortunistico e tecnopatico e sui risultati più rilevanti ottenuti dall’Istituto sui fronti della ricerca, della prevenzione, della riabilitazione e degli investimenti, presentata a Palazzo Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico, dal presidente Franco Bettoni: “Per un deciso cambio di passo sono necessarie azioni sinergiche, determinate e responsabili da parte di tutti gli attori istituzionali, le parti sociali, il mondo produttivo e la società civile”

 

L’impegno nella lotta contro il Covid-19. Accompagnato dal vicepresidente Paolo Lazzara, dai consiglieri di amministrazione Teresa Armato, Cesare Damiano e Francesca Maione, e dal direttore generale Giuseppe Lucibello, Bettoni ha aperto la sua relazione riepilogando le numerose iniziative promosse dall’Inail negli ultimi mesi per fronteggiare la pandemia da Covid-19, dalla piena tutela garantita ai lavoratori contagiati, già a partire dal periodo di quarantena, alle azioni volte ad assicurare livelli di protezione adeguati nella fase 2 dell’emergenza. “In questo momento di estrema difficoltà – ha detto – l’Istituto ha reagito prontamente e adottato misure e soluzioni organizzative volte al contenimento e al contrasto del virus, in coerenza e in attuazione con i diversi provvedimenti che dal mese di marzo si sono susseguiti in materia. Grazie alle importanti azioni messe in campo, e tuttora in corso, è stato possibile continuare a garantire i servizi per i lavoratori e le imprese, oltre a offrire un valido sostegno alle vittime dell’epidemia e alle loro famiglie”.

Più della metà dei decessi avviene fuori dell’azienda. Per quanto riguarda il trend infortunistico, le denunce pervenute all’Inail nel 2019 sono state poco meno di 645mila, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (-0,09%). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 405mila, di cui circa il 18,6% avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè in occasione di lavoro “con mezzo di trasporto” e “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. La flessione rispetto all’anno precedente è molto più marcata per i casi mortali. I decessi denunciati nel 2019, infatti, sono 1.156 (-8,5%) e quelli accertati “sul lavoro” dall’Istituto 628 (-17,2%), di cui 362, pari al 57,6%, occorsi “fuori dell’azienda” (52 casi sono ancora in istruttoria).

“Serve un impegno straordinario per fare della sicurezza una vera priorità sociale”. “Per contrastare il dramma degli incidenti sul lavoro – ha sottolineato Bettoni – sono necessarie azioni sinergiche, determinate e responsabili da parte di tutti gli attori istituzionali, le parti sociali, il mondo produttivo e la società civile. Proseguire nel cammino tracciato è irrinunciabile, ma non ancora sufficiente. Per fare della sicurezza una vera priorità sociale e attuare, finalmente, un deciso cambio di passo occorre richiedere a tutti un impegno straordinario e, soprattutto, prestare ascolto ai numerosi e autorevoli richiami del Capo dello Stato”.

In un decennio le patologie denunciate in crescita del 40%. I dati del 2019 confermano il progressivo incremento delle denunce di malattia professionale che ha caratterizzato l’ultimo decennio, in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa. Le 61.201 malattie denunciate nel 2019 sono il 2,9% in più rispetto all’anno precedente e oltre il 40% in più rispetto al 2010. È stata riconosciuta la causa professionale al 36,7%, mentre il 2,7% dei casi è ancora in istruttoria. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43.700, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con patologia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.500, quelli deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale 1.018 (il 24,6% in meno rispetto all’anno precedente), di cui 212 per silicosi/asbestosi.

Posizioni assicurative e rendite. Nel 2019 l’Inail ha censito circa 3.769.000 posizioni assicurative territoriali, con un lieve aumento (+0,8%) rispetto al 2018. Al 31 dicembre erano in essere 692.198 rendite per inabilità permanente e ai superstiti (-2,37% rispetto al 2018). Le rendite per inabilità e ai superstiti di nuova costituzione sono complessivamente circa 17.400. Le prestazioni aggiuntive alla rendita a carico del Fondo vittime dell’amianto hanno comportato una spesa di circa 49 milioni di euro. La prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale è stata pari a circa 2,2 milioni di euro. Per il 2020 l’importo di quest’ultima prestazione è stato elevato da 5.600 a 10mila euro. Chi ne ha già beneficiato nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, inoltre, può richiedere l’integrazione di 4.400 euro.

Erogate 7,6 milioni di prestazioni sanitarie. Nel 2019 sono state fornite circa 7,6 milioni di prestazioni sanitarie, l’83% richieste a seguito di infortuni sul lavoro e il 17% per malattia professionale. Le prestazioni per “prime cure” erogate presso i 120 ambulatori dell’Inail sono state 675mila. Le prestazioni riabilitative effettuate dal Centro Protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra e dagli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni ammontano a oltre 218mila. Il Centro Protesi e le sue filiali, in particolare, hanno erogato complessivamente 10.671 prestazioni di assistenza protesica a favore di 5.979 assistiti: 4.208 infortunati sul lavoro e 1.771 tra assistiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) e privati. A queste si aggiungono 18.300 prestazioni per la fornitura di ausili per la cura e igiene personale, per l’informatica, per la mobilità e la domotica, che hanno interessato 9.182 assistiti. È proseguita inoltre l’attività di coinvolgimento delle Regioni per l’erogazione di prestazioni riabilitative, integrative rispetto a quelle garantite dal Ssn, in favore dei disabili da lavoro, in attuazione dell’accordo quadro del 2012. Grazie alle convenzioni attuative stipulate, nel 2019 sono state erogate 485.315 prestazioni integrative riabilitative a circa 18mila assistiti.

L’estensione della copertura assicurativa ai rider. A gennaio di quest’anno, per effetto della legge n. 128 del 2 novembre 2019, la copertura assicurativa Inail è stata estesa ai rider, i ciclofattorini delle imprese di “delivery” addetti alle consegne a domicilio, che ora possono fruire delle prestazioni previste in caso di infortunio sul lavoro, anche di lieve entità, o di malattia professionale. Per il presidente dell’Istituto, “è doveroso sottolineare il valore di questo intervento, che vede l’Italia come primo Paese in Europa a procedere in tale direzione, confermata, purtroppo, dalla pandemia che ha acceso di nuovo i riflettori su questa categoria di lavoratori, particolarmente esposti al rischio di contagio perché costretti a incontrare quotidianamente un gran numero di persone e, in alcuni casi, sprovvisti dei necessari dispositivi di protezione individuale”.

Attivata la polizza per i beneficiari del rdc, più tutele per gli infortuni domestici. È stata inoltre attivata la polizza per i beneficiari del reddito di cittadinanza, impegnati in progetti utili alla collettività. Il premio, pari a 90 centesimi al giorno, è a carico dei Comuni. Il 2019 è stato un anno significativo anche per la tutela degli infortuni domestici, che la legge di bilancio ha rafforzato, ampliando la platea dei beneficiari e migliorando le relative prestazioni. Oltre a predisporre la disciplina attuativa delle nuove misure, l’Istituto ha realizzato un opuscolo informativo contenente un vademecum completo su questa assicurazione.

Migliorate le prestazioni economiche per gli assistiti. La legge di bilancio 2019 ha migliorato anche le prestazioni economiche che spettano agli assistiti Inail. Nel corso dell’anno è stata applicata la nuova tabella per l’indennizzo del danno biologico in capitale, che si applica agli eventi verificatisi a partire dal primo gennaio per i quali sia stata accertata una menomazione dell’integrità psico-fisica di grado compreso tra il 6% e il 15%. Di conseguenza, il valore degli importi dei relativi indennizzi ha registrato un aumento del 40%. Si tratta, secondo Bettoni, “di piccoli passi, anche se significativi, verso un graduale miglioramento complessivo delle prestazioni economiche, che costituiscono un aspetto fondamentale della tutela dei lavoratori garantita dall’Istituto. Ora è necessario proseguire con fermezza, promuovendo ogni iniziativa utile per potenziarle ulteriormente, a partire dall’eliminazione della cosiddetta franchigia, che purtroppo esclude dalla tutela i danni di minore entità”.

Impegnati 2,2 milioni in progetti personalizzati per il reinserimento lavorativo. Le modifiche apportate dal quadro normativo e regolamentare in tema di reinserimento socio-lavorativo di infortunati e tecnopatici hanno incentivato gli interventi per la conservazione del posto di lavoro o l’inserimento in una nuova occupazione, a riprova dell’efficacia delle misure di semplificazione e delle iniziative di sensibilizzazione messe in campo dall’Istituto. Si registra, infatti, un costante incremento sia dei progetti personalizzati presi in carico dall’Inail – 153 nel triennio e 76 nel 2019 – sia delle risorse impegnate, passate da soli 44mila euro nel 2018 a oltre 2,2 milioni nel 2019. A questo proposito, Bettoni ha confermato l’impegno dell’Istituto per far conoscere le opportunità a sostegno degli interventi per la conservazione del posto di lavoro o per la ricerca di nuova occupazione, attraverso la diffusione delle informazioni nei confronti dei diversi interlocutori, il maggiore coinvolgimento dei patronati, la collaborazione con l’Anpal, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di impiego, e il potenziamento della capacità delle strutture Inail di attivare progetti personalizzati, con la formazione delle diverse figure professionali coinvolte nelle attività.

Con il nuovo sistema tariffario i tassi medi ridotti di un terzo. Nell’ambito degli interventi promossi dall’Inail a sostegno delle aziende, il 2019 è stato l’anno di concreta applicazione delle nuove tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, aggiornate dopo vent’anni per essere adeguate ai profondi cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro. L’operazione ha comportato un abbattimento dei tassi medi del 32,72% e un minor onere per le imprese stimato, a regime, in 1.700 milioni di euro annui, superando così di circa 500 milioni la riduzione lineare applicata fino al 2019, prevista dalla legge di stabilità 2014. In attesa del completamento della revisione tariffaria, per le sole gestioni premi speciali e settore agricoltura, non ancora interessate dall’aggiornamento, è stata applicata la riduzione del 15,24% dei premi e contributi dovuti dalle imprese, prevista dalla legge di stabilità 2014 per i premi e contributi dovuti dalle imprese.

Per le imprese virtuose uno “sconto” di 140 milioni per meriti di prevenzione. Per quanto riguarda l’impegno delle aziende nell’attività di mitigazione dei rischi negli ambienti di lavoro, nel 2019 si sono avute circa 28.500 istanze di riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione, con una riduzione del premio assicurativo per le imprese virtuose di circa 140 milioni di euro. In settembre è stata inoltre disposta la riduzione del 7,38% del premio dovuto per il 2019 a favore delle circa 300mila imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2017-2018, a cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Altre riduzioni del premio hanno riguardato la pesca e la navigazione. Nel frattempo è proseguito il piano per co-finanziare, con incentivi a fondo perduto fino al 65% del costo complessivo, i progetti per la sicurezza promossi dalle imprese. Grazie alle prime nove edizioni del bando Isi sono stati realizzati quasi 32mila progetti, presentati soprattutto da micro e piccole aziende con meno di 15 dipendenti.

Quasi 50mila i lavoratori regolarizzati in seguito ai controlli. Nel 2019 è proseguita l’azione di controllo amministrativo dell’Inail, per la verifica di congruità nella corresponsione dei premi di assicurazione e il contrasto all’evasione. Delle 15.503 aziende controllate, l’89,22% sono risultate irregolari. I lavoratori regolarizzati in seguito ai controlli sono stati 49.827 (+16% rispetto al 2018), di cui 45.455 irregolari e 4.372 “in nero”. Sono state inoltre accertate retribuzioni imponibili evase per circa 3,1 miliardi di euro e richiesti premi per circa 50 milioni di euro. Le indagini ispettive relative a infortuni mortali, gravi, in itinere e a malattie professionali sono state circa 2.800. I risultati raggiunti confermano l’efficacia della procedura informatica di “business intelligence” e il grande lavoro svolto dai 269 ispettori dell’Istituto (erano 284 nel 2018).

Avviato il piano delle attività di ricerca per il triennio 2019-2021. Nel primo anno del piano delle attività di ricerca 2019-2021 è stata consolidata la strategia della rete scientifica di eccellenza, attraverso il modello della ricerca in collaborazione che si concretizza, in massima parte, con i progetti attivati con il bando competitivo Bric, giunto alla quarta edizione. Si sono conclusi, in particolare, tutti i 62 progetti approvati con l’edizione del 2016. Parallelamente sono stati avviati i 14 progetti scelti con il bando del 2018 e lo scorso dicembre è terminata la procedura del bando Bric 2019, con l’affidamento di 64 nuovi progetti. In complesso negli ultimi quattro anni sono stati attivati progetti in partenariato per un totale di circa 35,8 milioni di euro.

La robotica al centro delle sperimentazioni in campo protesico e riabilitativo. Nel frattempo prosegue la sinergia con università ed enti di ricerca, confermata e rafforzata attraverso l’approvazione, alla fine del 2019, dei progetti di ricerca in campo protesico e riabilitativo che, sfruttando le potenzialità offerte dalla robotica, sono destinati a produrre risultati di impatto rilevante sulla qualità della vita delle persone con disabilità e a sperimentare trattamenti più efficaci, con l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero post-infortunio e migliorare i percorsi riabilitativi. In questo ambito, alle collaborazioni ormai consolidate con l’Istituto italiano di tecnologia, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Cnr, il Politecnico di Milano e l’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, si sono aggiunti nuovi rapporti di partenariato.

La collaborazione del Centro Protesi con la Northwestern University di Chicago. In dicembre il Centro Protesi Inail ha stipulato un contratto di ricerca con la Northwestern University di Chicago, finalizzato a sviluppare studi comparativi su tecniche idrostatiche per la realizzazione di invasature di protesi. Il progetto, finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti con due milioni e mezzo di euro, rappresenta un’ulteriore conferma della dimensione internazionale delle attività scientifiche svolte nella struttura di Vigorso di Budrio.

Il coinvolgimento nei “competence center” per il trasferimento tecnologico. L’Istituto svolge anche un ruolo di primo piano per il raggiungimento delle finalità dei “competence center”, costituiti nel 2018 dal Ministero dello Sviluppo economico in attuazione del piano nazionale Industria 4.0, per agevolare il trasferimento tecnologico verso le micro, piccole e medie imprese italiane e colmare il gap informativo/formativo tra soluzioni digitali disponibili e mancanza di adeguate professionalità dei lavoratori. L’Inail, già partner pubblico di Artes 4.0, Made e Cyber 4.0, dedicati rispettivamente agli ambiti della robotica, del settore manifatturiero e della sicurezza informatica, nel marzo di quest’anno ha aderito formalmente anche al centro di competenza Start 4.0 condotto dal Cnr e dall’Università di Genova, per la sicurezza e ottimizzazione di infrastrutture strategiche come porti, trasporti, energia e settore idrico.

Per l’edilizia scolastica stanziati 650 milioni di euro. Nell’ambito della pianificazione triennale, le attività di investimento sono state intense e rilevanti anche nel 2019. Continua, in particolare, l’impegno a sostegno dei piani di edilizia scolastica, con uno stanziamento complessivo di 650 milioni di euro. Con i piani di investimento adottati a partire dal triennio 2014-2016, l’Inail ha messo in campo una strategia articolata e ad ampio raggio, contribuendo alla messa in sicurezza e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare scolastico. Il mondo della scuola, infatti, rappresenta per l’Istituto uno degli ambiti privilegiati di intervento per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza e il valore della prevenzione, facendo leva sulla formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Al via l’istruttoria per le scuole innovative selezionate dal Miur. Per la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, nel 2019 è stata avviata l’istruttoria per tutti i 56 interventi selezionati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Sulla base della pianificazione presentata dagli enti locali coinvolti, nel corso del triennio 2020-2022 si dovrebbe giungere alla consegna e all’approvazione dei progetti esecutivi necessari per appaltare le opere. Per quanto riguarda i poli per l’infanzia, invece, sono 38 le iniziative segnalate all’Inail dal Miur e inserite nel relativo programma di attuazione.

Le iniziative immobiliari a elevata utilità sociale e gli interventi di edilizia sanitaria. Nel frattempo continua il percorso di realizzazione delle iniziative immobiliari a elevata utilità sociale inserite nei piani triennali di investimento dell’Istituto, nell’ambito del programma di interventi avviato con la legge di bilancio 2015. Nel 2019, in particolare, sono stati avviati due cantieri per la costruzione di una nuova scuola secondaria a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano, e per la realizzazione di una casa di riposo nel Comune di Pederobba, in provincia di Treviso. È proseguita, inoltre, l’istruttoria delle 33 iniziative ancora attive. Sui 49 interventi urgenti di edilizia sanitaria individuati come valutabili dall’Inail con decreto del presidente del Consiglio del 24 dicembre 2018, circa la metà delle aziende ospedaliere e sanitarie interessate ha presentato la documentazione propedeutica alla realizzazione dell’investimento, ma non sono ancora pervenuti i progetti appaltabili.

La partecipazione ai fondi di investimento. Per quanto riguarda gli investimenti in forma indiretta, proseguono le attività connesse alla partecipazione dell’Inail ai fondi di investimento immobiliari chiusi “i3-core”, “i3-Inail” e “i3-Università”, gestiti da Invimit Sgr Spa. Nel corso del 2019 è stato attivato il procedimento per un ulteriore conferimento di 11 immobili al fondo “i-3Inail”, mediante la sottoscrizione di 30 quote per l’importo complessivo di circa 17,3 milioni di euro. Continuano anche gli investimenti nel Fondo QuattroR, con contributi per circa 25 milioni.

Positivo il risultato economico-finanziario, le riserve tecniche oltre quota 34 miliardi. I dati del preconsuntivo 2019 mostrano che l’Istituto ha avuto entrate di competenza per 9 miliardi e 833 milioni di euro, pari a circa 749 milioni in meno rispetto al 2018. Le uscite di competenza si sono attestate a 8 miliardi e 626 milioni, con prestazioni istituzionali in diminuzione di circa il 2%. Sono positivi il risultato finanziario e il risultato economico. Le riserve tecniche sono pari a circa 34 miliardi e 100 milioni, coperte per oltre il 91% da liquidità versata alla Tesoreria dello Stato, senza remunerazione.

Quattro impegni per il futuro di rilevanza strategica. Per il prossimo futuro sono quattro gli impegni più importanti, per rilevanza strategica, indicati dal presidente dell’Inail: il completamento della revisione tariffaria, il miglioramento delle prestazioni economiche, l’ulteriore rafforzamento delle azioni finalizzate al reinserimento socio-lavorativo e l’estensione della tutela dell’Istituto ai soggetti non assicurati. “Dopo la recente introduzione dell’obbligo assicurativo per i rider – ha sottolineato Bettoni a questo proposito – bisogna estendere la stessa protezione agli oltre tre milioni e mezzo di lavoratori che tuttora non possono accedere a rendite o indennizzi in caso di infortunio o malattia professionale. La sentenza della Cassazione dello scorso gennaio, che ha riconosciuto la possibilità di applicare tutele rafforzate anche alle forme di lavoro di nuovo profilo che si collocano tra subordinazione e autonomia, la rende un’ipotesi concretamente percorribile. L’Istituto, per quanto gli compete, è pronto come sempre a fare la sua parte”.

“Superare vincoli normativi che incidono su operatività e autonomia dell’Istituto”. Per rendere concrete queste intenzioni e portare a termine le altre iniziative destinate a lavoratori e imprese, l’auspicio di Bettoni è che “l’attuale sistema di vincoli normativi, che continua a incidere sulle potenzialità operative dell’Istituto e sulla sua autonomia, possa essere superato, consentendo all’Inail di attingere a una parte dei 31 miliardi accantonati nel corso degli anni presso la Tesoreria dello Stato”.

 

Fonte: Inail

Mediterraneo, Sicurezza, Europa: il dialogo tra Italia e Francia passa anche dalla difesa

 

 

 

Europa Atlantica: Mediterraneo, Sicurezza, Europa: il dialogo tra Italia e Francia passa anche dalla difesa

Si è svolto a Roma l’incontro tra il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e la sua collega francese Florence Parly. Molti i temi di attualità trattati.

Italia e Francia sono due paesi fondatori dell’Unione Europea e della NATO, oltre che due delle maggiori potenze industriali e militari europee. Entrambi guardano con interesse e attenzione il progetto della Difesa europea e lo sviluppo delle iniziative comuni in materia di sicurezza e difesa. Inoltre entrambi sono paesi proiettati verso il Mediterraneo, con rilevanti interessi sulla sponda Sud e in Africa.

L’Italia, anche nel quadro degli impegni delle proprie missioni internazionali, guarda con sempre maggiore attenzione non solo i paesi del Medio Oriente, del Golfo e dell’area del Corno d’Africa, dove il nostro impegno è consolidato da diversi anni a partire da Libano, Iraq, Afghanistan, Somalia e Oceano Indiano, ma sempre di più anche verso il Sahel e il Nord Africa, aree in cui il confronto con Parigi è strategico e decisivo.

Per questi motivi il dialogo tra i due paesi è molto importante. La partita in gioco, tra Mediterraneo, Africa ed Europa, soprattutto nel tempo della pandemia da Covid-19, è sempre più rilevante e i risultati saranno determinati per gli assetti strategici dei due paesi. Anche per evitare errori, come in passato, confrontarsi e dialogare, tra i due paesi europei alleati più prossimi e più impegnati nella delicata partita in atto nel “Mare Nostrum”, è per questo fondamentale. Ma lo è anche per quanto riguarda il rilancio del progetto e del percorso comune in Europa, per il superamento della crisi determinatasi con la Pandemia e la ricostruzione del dopo Covid e la condivisione di una prospettiva più forte sul piano politico per l’UE.

Terminato il lockdown, che tra i suoi effetti aveva determinato anche una sospensione degli incontri bilaterali e delle riunioni diplomatiche “in presenza”, appena rientrato da un’altra importante missione in Turchia, il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha incontrato a Roma, in una riunione bilaterale, la sua collega francese Florence Parly, recentemente confermata Ministro della Difesa nel nuovo esecutivo Castex.

Fin dall’apertura dei lavori dell’incontro da entrambi i ministri è stata espressa “Grande soddisfazione per lo stato delle eccellenti relazioni”. I contatti tra i due ministri sono infatti rimasti stabili e costanti per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, Italia e Francia sono stati tra i paesi più colpiti in Europa e insieme in questi mesi avevano condiviso l’impegno per rafforzare il profilo “solidale dell’Unione e costruire un massiccio intervento in sostegno dei paesi più colpiti dalla crisi. Non a caso, anche sul versante della Difesa, proprio Guerini e Parly erano stato tra i firmatari di una lettera congiunta, insieme ai colleghi di Germania e Spagna, che lo scorso 29 maggio è stata inviata in sede europea per richiamare l’UE al massimo impegno economico e politico e alla massima attenzione sul versante della difesa comune, anche nel dopo Covid.

Nell’incontro bilaterale ovviamente grande spazio è stato occupato dai temi che riguardano Mediterraneo e Libia. La necessità del contrasto al traffico di armi verso il paese nordafricano e il richiamo alle decisioni e alle posizioni assunte a Berlino per la soluzione del conflitto e la risoluzione pacifica della crisi sono state riaffermate nel confronto, in cui non poteva non essere affrontato anche il tema dell’importanza della missione Irini (di cui i due ministri hanno anche visitato il comando a Roma). Ma la necessità del dialogo e della cooperazione in sede internazionale sono state ribadite anche in riferimento alla discussione che ha interessato l’area del Mediterraneo orientale, zona dove sono concentrati notevoli interessi strategici di entrambi i paesi e su cui, da mesi, sono in atto tensioni tra diversi attori.

Oltre al Mediterraneo, anche il tema della sicurezza nel Sahel è stato oggetto del confronto: un’ area fondamentale per la sicurezza europea, su cui l’Italia sta aumentando i propri sforzi anche nel quadro nelle missioni internazionali e che diventa sempre più rilevante sul piano strategico soprattutto nel contrasto al terrorismo. L’Italia è impegnata da alcuni anni infatti a rafforzare la sua posizione nella regione, che è una delle aree dell’Africa dove è più forte e strutturata anche la presenza e il ruolo di Parigi. La partecipazione italiana alle attività orientate al contrasto del terrorismo, per la sicurezza e la stabilità dei paesi della fascia sahelina, è importante anche ai fini della collaborazione con la Francia. In proiezione futura per l’Italia è assolutamente essenziale rivolgere già oggi attenzione e interesse verso Nord Africa e Sahel, viste anche le penetrazioni delle potenze straniere nella regione e visti i crescenti interessi presenti, ma anche per prevenire eventuali minacce alla sicurezza o nuove crisi umanitarie. Affinchè la nostra presenza nell’area possa essere rafforzata, è utile anche un costante dialogo tra Roma e Parigi.

Infine il tema della Difesa europea e della cooperazione in campo industriale. Temi strettamente legati, che vedono Italia e Francia come assoluti protagonisti nel percorso europeo a partire dalla PESCO e dai progetti finanziati dal Fondo Europeo di Difesa.  E non da ultimo per importanza, ovviamente, oltre alla difesa europea, anche la NATO, su cui è venuta la conferma del massimo impegno per il suo ruolo, e in generale per il rilancio delle relazioni transatlantiche.

Per l’Italia, come testimoniato negli ultimi mesi dall’impegno costante del ministro Guerini, il rilancio essenziale della dimensione atlantica può e deve passare anche da un rafforzamento del percorso comune sulla Difesa in Europa. Del resto in questi mesi, anche durante la crisi del Covid, grazie anche al lavoro svolto dal Ministro della Difesa, sfruttando gli ottimi canali di dialogo con il Pentagono e con i suoi colleghi europei, l’Italia ha mantenuto fermo il suo collocamento euro-atlantico. E indubbiamente proprio nel quadro della collocazione uro-atlantica del paese, il dialogo con la Francia è utile sia nell’ottica del rilancio del progetto europeo e di quello atlantico sul piano politico, che del rafforzamento della visione strategica di un’Europa sempre più presente e protagonista anche nel Mediterraneo.

Europa Atlantica

Banca d’Italia: pubblicato il bollettino economico (luglio 2020)

Banca d’Italia: pubblicato il bollettino economico (luglio 2020)

Gli effetti della pandemia continuano a pesare sull’economia globale

La contrazione degli scambi internazionali si è accentuata in aprile. Nelle ultime settimane sono emersi segnali di ripresa, ma restano significativi i rischi: da maggio l’epidemia si è intensificata in alcune economie emergenti e negli Stati Uniti. Le misure espansive hanno favorito un rientro delle tensioni sui mercati finanziari, che rimangono tuttavia sensibili alle notizie sulla diffusione del contagio.

 

Il Consiglio della BCE ha rafforzato lo stimolo monetario

 

Il Consiglio direttivo della BCE ha rafforzato l’orientamento espansivo della politica monetaria ampliando la dimensione e l’;orizzonte temporale del programma di acquisti mirato a contrastare gli effetti della pandemia, che proseguirà fino a quando non sarà superata la crisi.

 

In Italia sono emersi segnali di recupero in maggio, ma la ripresa è graduale

 

In Italia il calo del prodotto si sarebbe intensificato nel secondo trimestre, collocandosi in base alle informazioni attualmente disponibili attorno al 10 per cento. La stima rispecchia l’andamento sfavorevole nel mese di aprile; gli indicatori congiunturali segnalano che in maggio si è avviata una ripresa dell’attività.

 

Aumenta l’erogazione di prestiti alle imprese

 

Le misure adottate dalla BCE e dal Governo hanno sostenuto il credito alle imprese. In Italia la crescita dei prestiti alle società non finanziarie in maggio ha raggiunto l’11,5 per cento (in ragione d’anno sui tre mesi). L’espansione del credito si è estesa alle imprese familiari con la progressiva riduzione dei ritardi nell’implementazione delle misure adottate dal Governo.

 

L’attività economica dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà dell’anno

 

In questo Bollettino si aggiornano le analisi di scenario per l’economia italiana. In uno scenario di base, nell’ipotesi che la pandemia rimanga sotto controllo, il PIL si contrarrebbe del 9,5 per cento nella media di quest’anno e recupererebbe in maniera graduale nel prossimo biennio (4,8 per cento nel 2021 e 2,4 nel 2022). Sviluppi più negativi potrebbero manifestarsi se emergessero nuovi rilevanti focolai epidemici a livello nazionale o globale.

 

Le iniziative europee potrebbero favorire la crescita

 

Un miglioramento delle prospettive di crescita potrebbe derivare dal rafforzamento delle politiche espansive attualmente in esame. L’approvazione e l’utilizzo efficace degli strumenti in discussione per l’Unione europea può incidere direttamente sulla domanda, sulla capacità produttiva e sulla fiducia di famiglie e imprese. L’ammontare di risorse di cui sarà possibile beneficiare e il conseguente stimolo alla crescita dipenderanno dalla capacità di proporre e mettere in atto progetti di investimento validi.

 

Fonte: Banca d’Italia

 

 

Contrasto al Covid 19: è condotta antisindacale violare i protocolli stipulati in materia di salute e sicurezza 

Contrasto al Covid 19: è condotta antisindacale violare i protocolli stipulati in materia di salute e sicurezza

 

E’ antisindacale la condotta che esclude dal Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole di Protocollo (art. 13 del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19) la presenza di una componente sindacale e/o rappresentanza per la sicurezza.

E’ quanto ha sancito il Tribunale di Treviso in una sentenza di Luglio, che ha riconosciuto il carattere vincolante del Protocollo di cui al DPCM 11 marzo 2020, con il preciso obiettivo di perseguire l’efficacia della tutela, attraverso la costituzione di Comitati ad hoc (art. 13 Protocollo condiviso). Per il Tribunale  è necessaria la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ma anche di quella sindacale.

La circostanza riguardava una società di pulizia, che, subentrata in un appalto per la pulizia, sanificazione e smaltimento dei rifiuti di un ospedale, riteneva non vincolante l’accordo sindacale stipulato con la precedente affidataria del servizio, che prevedeva la presenza dei rappresentanti  dei lavoratori al fine di garantire la “sicurezza nei cantieri”, negando anche la cogenza del Protocollo condiviso del 14 marzo 2020. Infatti per l’azienda era sufficiente la costituzione di un unico comitato a livello centrale.

Fonte: Bollettino Adapt

 

Scarica l’articolo di Marco Lai e la sentenza

 

Covid-19, nella nuova nota Inail l’impatto della pandemia su trend infortunistico e mercato del lavoro

Covid-19, nella nuova nota Inail l’impatto della pandemia su trend infortunistico e mercato del lavoro

Nell’istantanea scattata dal mensile curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, il punto della situazione sull’emergenza da nuovo Coronavirus e sulle sue ripercussioni senza precedenti a livello economico e sanitario

Dal ruolo svolto dall’Istituto nella gestione dell’emergenza alle diverse tipologie di maschere e mascherine per il contenimento dei contagi, il nuovo numero del periodico statistico Dati Inail è interamente dedicato alla pandemia da Covid-19 e alle sue ricadute su economia, mercato del lavoro e andamento infortunistico. Dalla fotografia scattata dalla Consulenza statistico attuariale emerge, in particolare, che il totale degli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail tra l’inizio dell’anno e il 15 giugno, data dell’ultima rilevazione sui contagi da nuovo Coronavirus di origine professionale, ha presentato, rispetto allo stesso periodo del 2019, una flessione pari a circa il 25%.

L’effetto lockdown sulla riduzione delle denunce di infortunio. A influenzare il trend sono i cali registrati tra marzo e maggio, con una riduzione di circa 60mila infortuni denunciati rispetto allo stesso trimestre del 2019 (-35,4%), causata soprattutto della sospensione su tutto il territorio nazionale di ogni attività produttiva considerata non necessaria. Lo stop a molte attività in settori importanti per la nostra economia, infatti, ha determinato l’assenza di un elevato numero di lavoratori sul posto di lavoro e sulle strade, con conseguente diminuzione del rischio di infortunio. Al netto delle denunce di infezione sul lavoro da Covid-19, la riduzione degli infortuni tra gennaio e il 15 giugno sarebbe stata pari a circa il 40%, misura che ad oggi rappresenta una stima dell’effetto lockdown.

Nel primo trimestre il Pil in calo del 4,7%. Il blocco delle attività ha penalizzato in misura maggiore le micro (3-9 addetti) e piccole (10-49 addetti) imprese, che da sole hanno rappresentato più del 70% del totale delle chiusure, creando un’incertezza senza precedenti che ha avuto effetti immediati anche sulla produzione. Secondo i dati Istat di contabilità nazionale, infatti, nel primo trimestre dell’anno il Pil ha registrato una contrazione del 4,7%. Da una rilevazione condotta dall’Istituto di statistica, che ha interessato un campione di circa 90mila imprese appartenenti ai settori dell’industria, del commercio e dei servizi, che producono quasi il 90% del valore aggiunto nazionale, è emerso che nella fase di lockdown il 45% delle aziende ha interrotto la propria attività senza riprenderla prima del 4 maggio. Oltre il 70% delle imprese intervistate in questo studio ha dichiarato una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Al 15 giugno denunciati 49mila contagi e 236 decessi. Tra aprile e giugno l’Inail ha diffuso i primi cinque Report dedicati al fenomeno delle infezioni sul lavoro da Covid-19, con aggiornamento dei dati rispettivamente al 21 aprile, al 4 maggio, al 15 maggio, al 31 maggio e al 15 giugno. Al 21 aprile sono stati rilevati 28 mila contagi (di cui 98 con esito mortale), alla data del 4 maggio i contagi denunciati sono risultati essere 37mila (129), salendo poi a 43mila (171) alla rilevazione del 15 maggio, a 47mila (208) al 31 maggio e a 49mila (236) al 15 giugno. Oltre la metà (26.025 casi, pari al 53,1%) delle 49.021 denunce presentate all’Istituto, riguarda contagi sul lavoro avvenuti nel mese di marzo, il 36,8% (18.054) in aprile, il 7,6% (3.730) in maggio, lo 0,8% (410) nei primi 15 giorni di giugno e il restante 1,6% nel mese di febbraio. Per le denunce con esito mortale, dei 236 decessi registrati al 15 giugno, 89 (pari al 37,7%) sono riferibili a lavoratori deceduti a causa del contagio nel mese di marzo, 136 (57,6%) in aprile, 10 (4,2%) in maggio, mentre solo un caso ricade nei primi 15 giorni di giugno. 

Tre casi su quattro riguardano gli operatori sanitari. Prendendo in considerazione le professioni svolte dai lavoratori contagiati, codificate secondo la classificazione Istat-CP2011, tre denunce su quattro hanno riguardato operatori sanitari: il 40,9% tecnici della salute (prevalentemente infermieri), il 21,3% operatori sociosanitari del “personale qualificato nei servizi sanitari e sociali”, il 10,7% medici (internisti, cardiologi e anestesisti-rianimatori più di altri) e quasi il 5% ausiliari ospedalieri, inservienti in case di riposo, barellieri del “personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari”. A questi operatori sanitari si aggiunge la quota significativa di denunce (8,5%) degli operatori socio-assistenziali, operanti normalmente in strutture sanitarie e di assistenza. Tra le 236 denunce di contagio con esito mortale l’incidenza del personale sanitario e socio-assistenziale è pari invece al 40%. Come per gli infortuni in complesso, i più colpiti sono i tecnici della salute (per lo più infermieri), con il 12,8% dei casi codificati, e i medici, con il 9,9%, cui seguono gli operatori socio-sanitari (7,8%), gli operatori socio-assistenziali e gli specialisti nelle scienze della vita (tossicologi e farmacologi), con il 4,2% per entrambe le categorie, mentre il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliari, portantini, barellieri) pesa per il 3,5%.

Milano e Bergamo le province più colpite. A livello territoriale, le province più colpite risultano essere quelle di Milano, per gli infortuni in complesso, e di Bergamo, per i decessi. Con 5.316 denunce, infatti, la provincia di Milano ha registrato il 10,8% di tutte le denunce di contagio sul lavoro da Covid-19 presentate all’Inail al 15 giugno, mentre i 30 casi mortali della provincia di Bergamo corrispondono al 12,7% del totale dei decessi. La Lombardia, con quattro province tra le prime cinque per numero di infezioni di origine professionale – oltre a Milano, Brescia (2.719 casi), Bergamo (2.351) e Cremona (1.368) – conferma il suo primato negativo tra le regioni, con il 36% delle denunce complessive e il 43,2% dei casi mortali. Un terzo dei decessi, inoltre, riguarda le stesse quattro province. Quella di Bergamo, infatti, è seguita da Milano (22 casi), Brescia e Cremona (14 per entrambe).

I giovani più esposti alle conseguenze economiche del virus. Se dal punto di vista sanitario sono le fasce di età più elevate dei lavoratori a essere maggiormente vulnerabili al virus – l’età media dei contagiati è di 47 anni e sale a 59 per i decessi – i giovani sono più esposti alle conseguenze economiche della pandemia, partendo dall’interruzione dell’istruzione e della formazione, passando per la perdita dell’occupazione e del reddito, per arrivare alle maggiori difficoltà che potranno incontrare nel prossimo futuro per trovare un impiego. Nel momento in cui è iniziata la crisi, i giovani lavoratori impiegati a livello globale nei settori più colpiti erano 178 milioni, pari a oltre il 40% di quelli occupati nel mondo. Secondo un recente sondaggio globale sui lavori formali per i giovani dell’Organizzazione internazionale del lavoro, oltre un intervistato su sei ha smesso di lavorare dall’inizio della crisi e, tra quelli che sono rimasti in servizio, l’orario di lavoro è diminuito del 23%.

Fonte: INAIL