Sottoscritto il Protocollo per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Pubblichiamo quanto ricevuto da Confindustria in merito alla sottoscrizione del Protocollo di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro per quelle attività produttive che non sono soggette al blocco disposto dal DPCM 11 marzo 2020 .

Il Protocollo è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Come sottolinea la comunicazione di Confindustria: Il documento firmato oggi, in attuazione del DPCM dell’11 marzo 2020, contiene “linee guida” per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, necessariamente ed espressamente aperto, secondo il principio di sussidiarietà, ad integrazioni con misure equivalenti o più incisive secondo le peculiarità di ciascuna organizzazione aziendale.

Assiv vi terrà aggiornati sul proseguo delle attività del tavolo confindustriale

Scarica il Protocollo

Nota di Assiv su Problematiche relative ai rinnovi dei decreti di nomina a GPG e delle licenze di porto d’armi ex art. 138 TULPS

 

ASSIV e le altre Associazioni di categoria (UNIV, A.N.I.V.P., Assovalori, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione & Servizi e AGCI Servizi) ha inviato una nota indirizzata al Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza – ad oggetto: Problematiche relative ai rinnovi dei decreti di nomina a Guardia Particolare Giurata e delle licenze di porto d’armi ex art. 138 T.U.L.P.S.: richiesta proroga di validità per motivi di carattere straordinario.

Sotto trovi il testo della nota

 

Nota di ASSIV per l’acquisizione dei DPI da parte degli Istituti di vigilanza privata

ASSIV e le altre Associazioni di categoria (UNIV, A.N.I.V.P., Assovalori, Confcoperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione & Servizi e AGCI Servizi) ha inviato stamattina una nota urgente indirizzata alla Protezione Civile nazionale, al Ministero dell’Interno, al Ministero della Salute, al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e a tutte le Prefetture italiane ad oggetto: Acquisizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) da parte degli Istituti di Vigilanza Privata, incaricati di pubblico servizio (articolo 138 TULPS). Richiesta di adozione di provvedimenti specifici”.

 

Sotto trovi il testo della nota

ASSIV: Desk Legale per emergenza nuovo coronavirus

A tutte le aziende che operano nel settore della sicurezza.

Stiamo vivendo un momento molto difficile, caratterizzato da una grande incertezza: incertezza per il futuro del nostro tessuto sociale, della nostra economia e delle nostre aziende. Assiv ha pensato di mettere a disposizione un supporto qualificato per molte delle esigenze che si presentano e che si presenteranno da qui al prossimo futuro nelle le aziende che operano nel settore della sicurezza.

In collaborazione con lo studio legale e tributario ma/tè/ria, ASSIV lancia il desk legale per l’emergenza COVID19 con l’obiettivo di assistere con tempestività ed accuratezza aziende e persone fisiche nella soluzione di questioni giuridiche e contabili-fiscali e nella realizzazione delle azioni necessarie per far fronte alla situazione di emergenza sanitaria determinata dal COVID-19.

L’epidemia produce, quotidianamente, gravissime ripercussioni dirette ed indirette sulla vita delle aziende e dei lavoratori, facendo sorgere interrogativi e necessità del tutto inedite ed emergenziali.

Il desk, costantemente aggiornato sulle novità normative e amministrative dettate dai provvedimenti d’urgenza, e formato da professionisti specializzati nelle rispettive aree di intervento, ed in grado di fornire soluzioni innovative, ha una competenza multidisciplinare e ricomprende le seguenti aree di attività giuridico-fiscali:

• area lavoro e relazioni sindacali
• fiscale e contabilità
• legale e Societario
• salute, sicurezza sul lavoro e privacy

L’associazione Assiv ha attivato un numero telefonico dedicato 351 8037785 e un account di posta elettronica [email protected]; ai quali inviare i quesiti o formulare richieste di intervento.

Il team assicura una prima consulenza telefonica gratuita.

Ove nel corso del parere telefonico l’analisi della questione facesse sorgere la necessità di un intervento più complesso, il team incaricato lo assicurerà, previa definizione di preventivo di spesa a tariffe agevolate.

Ministero dell’Interno: Diffuso il modulo autodichiarazione degli spostamenti

E’ stato diffuso dal Ministero dell’Interno il nuovo modulo di autodichiarazione degli spostamenti in linea con il DPCM 9 marzo 2020.

 Riteniamo che il personale (Gpg e personale fiduciario) lo possa utilizzare sulla base degli ordini di servizio ricevuti.

Governo: Firmato nella notte il DPCM 9 marzo 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale.

Il provvedimento estende le misure di contenimento di cui all’art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale.

È inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

In ultimo, è modificata la lettera d dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive

Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020*.

In allegato il testo del decreto

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ordinanza Protezione Civile 646 dell’8 marzo 2020_ Alcuni chiarimenti al DPCM 8 marzo 2020

Pubblichiamo l’Ordinanza della Protezione Civile n. 646 dell’8 marzo 2020 ad oggetto “Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” che si pone lo scopo di chiarire alcuni punti del DPCM dell’ 8 marzo 2020 recante “ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale”.
In particolare, l’Ordinanza interviene e chiarisce le prescrizioni relative allo spostamento dei beni e delle persone, all’attività dei pubblici uffici e al coordinamento Stato-Regioni.

In allegato i testi dell’Ordinanza delle Protezione Civile e del DPCM 8 marzo 2020

Ministero dell’Interno_Direttiva ai prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato”

Il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha adottato la direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato”.

La direttiva prevede*:

1) La convocazione immediata, anche da remoto, dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’assunzione delle necessarie misure di coordinamento.

2) Indicazioni specifiche per i controlli relativi alla limitazione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita e all’interno dei territori “a contenimento rafforzato”:

a) gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.

b) I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali.

c) Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi “termoscan”. Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni.

d) Negli aeroporti delle aree dei territori “a contenimento rafforzato”, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito.

e) Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.

f) Analoghe controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza.

3) La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli.

4) La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)

5) Viene richiamata l’attribuzione del prefetto al monitoraggio dell’attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni. Per quanto concerne le prescrizioni finalizzate a uniformare gli interventi per contrastare l’epidemia sul resto del territorio nazionale.

In allegato il testo dell’atto.

* Fonte Ministero dell’Interno

Covid 19, firmato stanotte il DPCM 8 marzo 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato stanotte il nuovo Dpcm recante ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale.

Il testo identifica alcune aree del Centro-Nord (l’intera regione Lombardia e poi le province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli e Asti), dove vengono imposte limitazioni stringenti ed introduce alcune restrizioni preventive anche sul resto del Paese proprio per evitare che si creino altri focolai di Covid-19 o comunque il contatto stretto tra le persone che potrebbero essere state contagiate ma essere asintomatiche. Le disposizioni sono valide da oggi, 8 marzo, al 3 aprile 2020, “salvo diverse disposizioni”.

In allegato il testo adottato.

Centro Studi Confindustria: nelle stime di produzione industriale per il 1° bimestre l’effetto COVID-19 ancora modesto

NELLE STIME DI PRODUZIONE INDUSTRIALE PER IL 1° BIMESTRE L’EFFETTO COVID-19 ANCORA MODESTO  

La produzione industriale nel primo bimestre mostra una forte oscillazione. In gennaio si è avuto un incremento dell’1,9% dovuto sia a una ricostituzione delle scorte sia a un effetto base (si confronta con livelli molto bassi a dicembre derivanti dalla forte caduta rispetto a novembre); in febbraio si è rilevato un calo dello 0,5%, spiegato solo in minima parte dagli effetti delle misure di contenimento della diffusione, in Italia, del Covid-19. In particolare, l’impatto principale deriverebbe dalle interruzioni lungo le catene globali del valore a partire dalla Cina; l’effetto del blocco delle attività nella zona rossa, invece, è limitato poiché ha inciso solo per pochi giorni (dal 23 febbraio) e ha interessato un’area ristretta. Le informazioni disponibili preannunciano un impatto più significativo nella produzione industriale di marzo e, soprattutto, in quella del secondo trimestre, quando si faranno sentire sull’industria gli effetti della caduta della domanda nel terziario. L’impatto del Covid-19 interviene in un contesto di estrema debolezza dell’economia italiana, che già si muoveva sull’orlo della recessione. Con i dati disponibili fino ad oggi questo rischio si materializza: il PIL è atteso in calo già nel primo trimestre e vi sono elevate probabilità di una caduta più forte nel secondo.

Come sta andando la produzione industriale in Italia

ll Centro Studi Confindustria rileva una diminuzione della produzione industriale dello 0,5% in febbraio su gennaio, quando è aumentata dell’1,9% su dicembre 2019. Nel primo trimestre 2020 la variazione acquisita è di -0,2% congiunturale (da -1,4% nel quarto 2019). La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in febbraio del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2019; in gennaio è diminuita del 2,6% sui dodici mesi. Gli ordini in volume scendono dello 0,6% in febbraio su gennaio (-1,4% su febbraio 2019), quando sono aumentati dello 0,2% su dicembre (-0,6% annuo).

Il primo bimestre 2020 registra una variazione acquisita della produzione di -0,2% rispetto al quarto 2019. Fino a febbraio l’impatto delle misure di contenimento della diffusione in Italia del Covid-19 risulta essere ancora limitato nell’industria ed è riconducibile quasi esclusivamente alle interruzioni lungo le catene globali del valore, originate dalla mancata produzione in diversi distretti della Cina. Per quanto riguarda invece gli effetti diretti, dipendenti dal blocco delle attività deciso dalle autorità in alcuni comuni italiani, in febbraio al momento sono marginali per due ragioni: il decreto è entrato in vigore il 23 febbraio e ha interessato un’area ristretta, con una quota di industria pari a circa il 20% del tessuto produttivo locale (<0,1% del valore aggiunto nazionale). A fronte di un limitato shock negativo sul fronte dell’offerta nel periodo di rilevazione, l’economia italiana si trova ad affrontare uno shock della domanda i cui effetti sono iniziati alcune settimane fa e oggi sono diffusi e profondi nel comparto dei servizi: in alcuni settori (ristorazione, alloggi, trasporti, attività di intrattenimento e di divertimento) il calo della domanda si è accentuato drammaticamente dopo la scoperta dei focolai di Covid-19 in Italia. In particolare hanno contribuito il forte e repentino rallentamento dei flussi turistici verso l’Italia e le crescenti preoccupazioni che hanno modificato radicalmente i comportamenti delle famiglie. Gli effetti della diminuzione dell’attività nel terziario non sono ancora stati colti dalle statistiche sull’industria in febbraio, ma saranno già evidenti da marzo e, ancora di più, nei mesi primaverili. Nei prossimi mesi, inoltre, inizieranno a farsi sentire in Italia le conseguenze della diffusione del virus nel resto d’Europa e saranno tanto più forti quanto più le misure saranno radicali nei Paesi legati da relazioni commerciali con l’Italia (blocco delle attività e dei movimenti di persone). Alla luce delle informazioni disponibili fino ad oggi, c’è da attendersi un calo del PIL italiano già nel trimestre in corso, specie a causa della caduta del valore aggiunto nei servizi, e – se la situazione non migliorerà rapidamente (uno scenario che al momento appare improbabile) – un peggioramento della dinamica nel secondo, quando anche l’industria registrerà importanti contraccolpi. Un’indagine condotta presso le imprese associate a Confindustria conferma questo scenario, evidenziando un calo della domanda (per la maggior parte di quelle intervistate) che si ripercuoterà sull’attività dei prossimi mesi. L’entità dell’impatto sul PIL è difficile da quantificare e dipenderà dalla durata e dalla diffusione della crisi sanitaria a livello nazionale e internazionale. In assenza di misure efficaci e tempestive di politica economica – non solo in Italia – il rischio peggiore è che si verifichi un avvitamento tra shock della domanda e dell’offerta in grado di provocare una forte e prolungata recessione.

Indagine rapida CSC – febbraio 2020 – tabella in variazioni % e grafico produzione industriale