Ad Arezzo la situazione sulla sicurezza nel comparto orafo

All’incontro in prefettura ha partecipato il sottosegretario Prisco

Il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha partecipato, ieri in prefettura ad Arezzo, a un incontro con i rappresentanti della Consulta orafa, alla presenza del prefetto Clemente Di Nuzzo, del questore e dei vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.

La riunione è stata dedicata alla sicurezza delle aziende del comparto orafo aretino. È stato evidenziato come le misure adottate, unite alla collaborazione con le associazioni di categoria, abbiano consentito nell’ultimo anno di innalzare i livelli di protezione del settore, anche alla luce degli impegni assunti dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in occasione della manifestazione OroArezzo.

Prisco ha ringraziato le Forze dell’ordine per i risultati raggiunti e ha sottolineato il valore della sinergia tra istituzioni e imprese come modello efficace per garantire standard sempre più elevati di sicurezza.

Fonte: Ministero dell’Interno

Assenze dei dipendenti, stop del Garante della privacy alla divulgazione dei motivi mediante bacheca aziendale

Stop del Garante Privacy alla prassi aziendale di divulgazione dei dati personali relativi ai motivi dell’ assenza dal lavoro del proprio personale tramite bacheche e email interne.

Le informazioni relative alle assenze venivano rese conoscibili non solo ai responsabili della gestione del personale, ma a tutto il personale, mediante affissione delle tabelle dei turni di servizio sulle bacheche aziendali, posizionate presso i depositi aziendali, nonché tramite l’invio di una e-mail ai dipendenti dell’azienda. Le motivazioni venivano indicate mediante sigle sintetiche (“MAL” in luogo di malattia, “104” in luogo di “permesso assistenza disabili, l. n. 104/1992”, “SOSP” in luogo di sospensione/sanzione disciplinare, ecc.)

L’ iter, sfociato nell’adozione del provvedimento n. 363/2025, trae origine dal reclamo del sindacato che ha segnalato l’ illecito trattamento. La società, interpellata dall’ Autorità con una richiesta di chiarimenti, ha fornito diverse argomentazioni a sua difesa.

In primo luogo, ad essere richiamato l’art. 10 della legge n. 138/1958, che prevede l’obbligo di affissione dei turni di servizio in modo che il personale ne possa prendere conoscenza. Secondo la società, la prassi di pubblicare i turni, con l’uso di sigle e acronimi, sarebbe stato funzionale a garantire trasparenza e a mostrare che non vi erano trattamenti di favore nella turnazione, oltre a tornare utile nella gestione dei rapporti tra colleghi evitando possibili conflitti.

Il Garante, pur prendendo atto della scelta da parte dell’azienda di modificare la prassi, ha applicato una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000 euro.

Nel provvedimento l’ Autorità ricorda che la normativa sulla protezione dei dati personali ammette che il datore di lavoro tratti i dati dei propri dipendenti, compresi quelli appartenenti alle categorie particolari – come i dati sulla salute o sull’appartenenza sindacale – ma solo se ciò risulta strettamente necessario per la gestione del rapporto di lavoro o per adempiere a specifici obblighi previsti da leggi, regolamenti, normative comunitarie o contratti collettivi (art. 6, parag. 1, lett. c) , art. 9, parag. 2, lett. b) e 4 ; 8 del Regolamento).

In ogni caso, il datore di lavoro, in qualità di titolare del trattamento, deve sempre attenersi ai principi fondamentali fissati dal Reg. ( UE) 2016/679, tra cui la liceità, correttezza e trasparenza e soprattutto la minimizzazione, che impone di limitare il trattamento ai soli dati adeguati, pertinenti e realmente necessari rispetto alle finalità perseguite ( art. 5, par. 1, lett. a) e c) ).

Nel caso oggetto del provvedimento, la minimizzazione del trattamento non è stata rispettata in quanto le informazioni sono state rese liberamente conoscibili a tutti i dipendenti, ben oltre i soggetti legittimati a trattarle, configurando così una “ comunicazione illecita “ di dati personali ai sensi dell’ art. 2, comma 4, del Codice.

I dati personali dei dipendenti, infatti, non possono essere resi conoscibili a soggetti diversi da quelli che fanno parte del rapporto contrattuale. Allo stesso modo, non possono essere trattati da chi, pur operando all’interno dell’impresa, non è autorizzato ad accedere a tali informazioni in ragione delle mansioni svolte.

Fonte: Garante PrivacyLavorosi.it

Scarica il provvedimento 363/2025

ICMQ: La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 7 Ottobre 2025

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La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 7 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.

Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).

Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.

Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.

Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.
Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.

Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.

Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.

La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Informazioni e iscrizioni a questo link.

Mercato del lavoro: ad agosto calano gli occupati, cresce l’inattività

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I dati provvisori ISTAT su occupazione e disoccupazione – Agosto 2025

Ad agosto 2025 il mercato del lavoro registra un calo degli occupati su base mensile, accompagnato da un aumento degli inattivi e da una sostanziale stabilità del tasso di disoccupazione. È quanto emerge dai dati provvisori diffusi da ISTAT.

Occupazione in flessione nel breve periodo

Nel confronto con luglio 2025, gli occupati diminuiscono dello 0,2%, pari a 57 mila unità. La riduzione riguarda uomini e donne, i lavoratori dipendenti – sia permanenti sia a termine – e tutte le classi di età fino ai 49 anni. Cresce invece l’occupazione tra gli autonomi e tra gli over 50.

Il tasso di occupazione scende al 62,6%, con una flessione di 0,2 punti percentuali.

Disoccupazione stabile, ma aumenta quella giovanile

Le persone in cerca di lavoro aumentano leggermente su base mensile (+0,4%, pari a +7 mila unità), con un incremento concentrato tra gli uomini e nella fascia 25-49 anni. Il tasso di disoccupazione complessivo resta stabile al 6,0%, mentre quello giovanile sale al 19,3%, segnando un aumento di 0,6 punti.

Inattività in crescita

Ad agosto cresce anche il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,5%, pari a +60 mila unità). L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e soprattutto i 15-34enni, mentre diminuisce tra chi ha almeno 35 anni. Il tasso di inattività sale al 33,3% (+0,2 punti).

Il confronto trimestrale e annuale

Nel confronto tra il trimestre giugno-agosto 2025 e quello marzo-maggio 2025, si osserva un incremento degli occupati (+0,2%, pari a +42 mila unità), a fronte di una diminuzione dei disoccupati (-4,4%) e di un lieve aumento degli inattivi.

Su base annua, il quadro resta complessivamente positivo: ad agosto 2025 gli occupati sono 103 mila in più rispetto ad agosto 2024 (+0,4%). La crescita riguarda uomini, donne e lavoratori con almeno 50 anni, mentre continua la flessione nelle classi di età più giovani. Il tasso di occupazione cresce di 0,1 punti percentuali in un anno.

Dinamiche contrattuali

Il calo congiunturale dell’occupazione è il risultato della diminuzione dei dipendenti permanenti (-0,2%) e soprattutto dei dipendenti a termine (-1,5%), a fronte di una crescita degli autonomi (+0,1%).

Nel confronto annuo, invece, aumentano i dipendenti permanenti (+1,3%) e gli autonomi (+2,7%), mentre cala in modo significativo il lavoro a termine (-8,9%).

Il commento ISTAT

Ad agosto 2025 gli occupati sono 24 milioni e 170 mila. Diminuiscono i dipendenti permanenti (16 milioni 432 mila) e quelli a termine (2 milioni 516 mila), mentre aumentano gli autonomi (5 milioni 223 mila).

Nel confronto con agosto 2024, l’occupazione cresce grazie all’aumento dei dipendenti permanenti (+208 mila) e degli autonomi (+139 mila), nonostante la forte riduzione dei contratti a termine (-245 mila).

Su base mensile, il tasso di occupazione cala al 62,6%, il tasso di disoccupazione resta al 6,0% e il tasso di inattività sale al 33,3%.

Il mercato del lavoro in Italia – II trimestre 2025

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Nel secondo trimestre 2025 il mercato del lavoro italiano mostra segnali di stabilità complessiva, con dinamiche differenziate tra le varie componenti.

Secondo i dati diffusi da Istat, l’input di lavoro complessivo – misurato dalle ore lavorate in Contabilità Nazionale – è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% su base annua.

Occupazione

Il numero di occupati resta pressoché invariato rispetto al primo trimestre, attestandosi a 24 milioni 169 mila unità. Alla diminuzione dei dipendenti a tempo indeterminato (-21 mila, -0,1%) e a termine (-45 mila, -1,7%) fa da contraltare l’aumento degli indipendenti (+74 mila, +1,4%).

Il tasso di occupazione si conferma stabile al 62,6%, con dinamiche diverse: cresce tra le donne, i 50-64enni e nel Mezzogiorno, mentre cala per gli uomini, gli under 50 e nel Nord.

Disoccupazione e inattività

Il tasso di disoccupazione si attesta al 6,3%, stabile sul trimestre e in lieve calo su base annua (6,6%). Da segnalare la progressiva riduzione dei disoccupati di lunga durata, che scendono al 52,0% del totale (884 mila persone).

Il tasso di inattività si ferma al 33,0% (32,8% nei dati non destagionalizzati), in flessione soprattutto nel Mezzogiorno e tra i 50-64enni.

Imprese e posizioni lavorative

Nelle imprese dell’industria e dei servizi le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% su base annua. La crescita è più marcata per i contratti part time (+0,5%) rispetto ai full time (+0,3%).

In calo, invece, le posizioni in somministrazione (-1,7% sul trimestre, -3,6% in un anno), mentre continuano a crescere quelle con contratto intermittente (+1,9% e +6,1%).

Ore lavorate e costo del lavoro

Le ore lavorate per dipendente segnano una diminuzione sia congiunturale (-0,5%) sia tendenziale (-0,3%). Le ore di cassa integrazione calano di 0,8 ogni mille ore lavorate rispetto al 2024.

Il costo del lavoro per Ula registra un incremento dello 0,6% sul trimestre e del 3,6% su base annua, trainato soprattutto dall’aumento dei contributi sociali (+4,9%).

In sintesi

Il quadro del secondo trimestre 2025 restituisce un mercato del lavoro stabile, con una sostanziale tenuta dell’occupazione, un calo dei disoccupati di lunga durata e una crescita dell’input di lavoro complessivo. Permangono però elementi di fragilità, come il calo delle ore lavorate e la riduzione delle posizioni in somministrazione, che evidenziano la necessità di politiche mirate a sostenere la qualità e la stabilità dell’occupazione.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Ad Arezzo la situazione sulla sicurezza nel comparto orafo

All’incontro in prefettura ha partecipato il sottosegretario Prisco

Il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha partecipato, ieri in prefettura ad Arezzo, a un incontro con i rappresentanti della Consulta orafa, alla presenza del prefetto Clemente Di Nuzzo, del questore e dei vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.

La riunione è stata dedicata alla sicurezza delle aziende del comparto orafo aretino. È stato evidenziato come le misure adottate, unite alla collaborazione con le associazioni di categoria, abbiano consentito nell’ultimo anno di innalzare i livelli di protezione del settore, anche alla luce degli impegni assunti dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in occasione della manifestazione OroArezzo.

Prisco ha ringraziato le Forze dell’ordine per i risultati raggiunti e ha sottolineato il valore della sinergia tra istituzioni e imprese come modello efficace per garantire standard sempre più elevati di sicurezza.

Fonte: Ministero dell’Interno

VALE Srl e CSL: CORSO WEBINAR PER SECURITY MANAGER

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Vale srl, società di formazione e consulenza specializzata nel settore della vigilanza privata e Centro di Formazione Scuola Lavoro, ente di formazione accreditato, organizzano in collaborazione con ASSIV, Quaser Certificazioni e EMQ-DIN, la quattordicesima edizione del corso Security Manager ai sensi della normativa UNI 10459:2017.

Il percorso formativo si propone di formare esperti nel settore della sicurezza pubblica e privata, che abbiano una buona conoscenza del business e che siano in grado di operare in modo trasversale nei processi aziendali.

Il corso per Professionisti della Security permetterà ai partecipanti l’acquisizione dei requisiti professionali richiesti dai DM 269/10 e DM 56/2015, in materia di organizzazione e requisiti minimi dei servizi offerti dagli Istituti di Vigilanza Privata.

Il titolo conseguito sarà funzionale alla certificazione delle competenze, in conformità alla UNI 10459:2017 – Funzioni e Profilo del Professionista della Security Aziendale, così come richiesta dal Decreto 1° dicembre 2010, n. 269. Ai fini della Certificazione delle Competenze è stata attivata una convenzione con un Ente di Certificazione.

Il Security Manager è la figura di riferimento per l’organizzazione, la gestione e l’assunzione di responsabilità della sicurezza all’interno di un’organizzazione di qualsiasi tipo. È una figura professionale nata recentemente che si sta affermando con grande velocità.

I destinatari del corso sono:

  • Diplomati, Laureati e/o Laureandi, che intendano intraprendere una carriera lavorativa in ambito dirigenziale o consulenziale nel settore della Security Aziendale
  • Responsabili e Manager delle imprese di vigilanza privata e di servizi fiduciari
  • Imprenditori e Consulenti nel settore della Security
  • Organizzazioni pubbliche e private che intendano attribuire ai propri dipendenti e collaboratori una specifica preparazione nel settore della Security Aziendale
  • Consulenti, avvocati, ingegneri gestionali
  • Appartenenti a: Forze dell’Ordine, Forze Armate, Polizia Municipale, Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco, Guardia Forestale, Protezione Civile e Croce Rossa Italiana
  • Soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla UNI

Il corso ha una durata complessiva di 120 ore di formazione interamente on line, suddivise secondo tale schema:

  • 80 ore di formazione in modalità webinar sincrono;
  • 40 ore di formazione in modalità e-learning asincrona (accessibile in qualsiasi momento, 7 giorni su 7).

Il corso avrà inizio venerdì 17 ottobre 2025 e terminerà venerdì 23 gennaio 2025.

Le lezioni in modalità webinar sincrono si svolgeranno attraverso la piattaforma Zoom, il venerdì dalle 14,30 alle 18,30 e il sabato dalle 9,30 alle 13,30.

Tutte le lezioni saranno registrate per permetterne la visione agli eventuali assenti e per essere approfondite dai presenti. 

Scadenza iscrizioni 14 ottobre 2025.

Al termine del percorso formativo, previo superamento dell’esame finale, sarà rilasciato un attestato di frequenza ai sensi della normativa UNI 10459:2017 e dei D.M. 269/2010 e D.M. 56/2015.Il possesso di tale attestato è requisito per conseguire la qualifica di Professionisti della Security ai sensi della Norma UNI 10459:2017.

Agli associati ASSIV è riservata una tariffa agevolata.

Info e iscrizioni disponibili a questo link

Centro Studi ITASFORUM e Università degli Studi di Milano-Bicocca: Corso di Alta Formazione “Security Management for Business and Society” – durata 4 mesi

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Il Centro Studi ITASFORUM in collaborazione con il Dipartimento di Economia, Metodi Quantitativi e Strategie d’Impresa dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca presenta il Corso in Security Management for Business and Society.

Il corso mira a formare figure professionali esperte nella Security per l’impresa e per la società fornendo tutte le conoscenze necessarie al raggiungimento di questo obiettivo.

In termini più specifici, il corso si propone di:

1. formare chi intende esercitare funzioni di Security in ambito privato e pubblico, offrendo le conoscenze di base e gli strumenti per valutare e gestire i rischi da un punto di vista manageriale e gestionale di Security e considerando i concorrenti profili di Safety che possono compromettere gli assets umani, immateriali e materiali delle imprese private e pubbliche.

2. soddisfare questa esigenza formativa attraverso la frequenza delle lezioni e il superamento di un corso istituzionale gestito a livello universitario focalizzato sulla analisi del rischio e sulla conoscenza delle problematiche della pianificazione e della gestione della Security aziendale, al fine del perfezionamento delle competenze tecnico specialistiche richieste da questo specifico ruolo. In questo senso, il corso è indirizzato anche a formare i ruoli di vertice degli Istituti di Vigilanza Privata.

Il Corso è conforme alle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17024:20 – UNI 10459:2017, al Decreto Ministero Interno 269/2010, aggiornato con DM del 25.02.2015 nr. 56, al Decreto Ministero Interno 115/2014, al Disciplinare Capo della Polizia 2015 allegato C. Al termine del percorso di formazione, è possibile accedere alla certificazione della figura professionale secondo la norma UNI 10459 tramite l’ente di Certificazione DNV.

Il corso, di 160 ore, presenterà una struttura Executive e avrà una erogazione blend-mista con lezioni svolte in presenza, presso l’Università Bicocca di Milano e lezioni tenute da remoto, attraverso l’utilizzo della piattaforma didattica della stessa Università.

Il corso si articolerà attraverso i seguenti cinque moduli:

1. Economia d’impresa e security

2. Profilo del Security Manager, Risk Assessment and Management, Crisis Management

3. Sistemica di security elettronica (attiva), fisica (passiva), security informatica, preventiva, deterrente e correttiva

4. Impresa, intelligence e counterintelligence

5. Impresa ed elementi di diritto

Il corso è aperto a tutte le lauree triennali, magistrali, vecchio ordinamento, diplomi universitari e diplomi di scuola secondaria di secondo grado ed è prevista una selezione di ingresso.

Il corso avrà una durata di quattro mesi. Inizierà il 3 ottobre 2025 e terminerà il 6 febbraio 2026. Le lezioni si terranno a fine settimana alterni con il seguente orario:

• Il Venerdì, dalle ore 8:30 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 17:30

• Il Sabato, dalle ore 8:30 alle 12:30.

Il costo per la partecipazione al Corso è di € 2.700 e le iscrizioni, che avverranno esclusivamente on line, termineranno il giorno 10 settembre 2025.

Info e iscrizioni a questo link  

Video sorveglianza e dispositivi IoT: rischi e consigli utili da ACN

Il bollettino di CSIRT Italia con 12 buone pratiche ad uso domestico e 20 per le organizzazioni pubbliche o private

Lo scorso giugno l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha pubblicato un bollettino sui rischi derivanti dalla compromissione di dispositivi e servizi connessi ad Internet – telecamere IP, IOT, controllori, router e sistemi di supervisione industriali –, che possono diventare la porta d’ingresso per attacchi informatici se non si adottano adeguate misure di prevenzione e protezione.

CSIRT Italia, durante la costante attività di monitoraggio svolta, osserva un elevato numero di casi in cui tali dispositivi e servizi vengono resi accessibili direttamente dalla rete pubblica, senza adeguate misure di protezione e senza una preventiva valutazione del livello di rischio correlato, generando rischi di compromissione da parte dei criminali informatici.

I recenti fatti di cronaca, che hanno riguardato l’accesso abusivo a telecamere ad uso privato, confermano l’attualità del problema e l’importanza di adottare adeguate misure di protezione anche verso questi dispositivi, i cui rischi connessi, come ad esempio la violazione della privacy o l’utilizzo di tali dispositivi come ponte per ulteriori attacchi, non vengono immediatamente percepiti come tali.

Le raccomandazioni di ACN

Per ridurre i rischi, l’Agenzia raccomanda 12 buone pratiche applicabili in ambienti domestici, e 20 per organizzazioni strutturate, in cui l’esposizione di servizi remoti costituisce un rischio critico.

Ambiente domestico

  1. Cambiare le credenziali predefinite su router, telecamere, NAS e altri dispositivi.
  2. Evitare l’uso delle configurazioni di default, personalizzando porte, utenti, nomi di rete e impostazioni di sicurezza.
  3. Utilizzare l’autenticazione a più fattori ogni volta che è disponibile.
  4. Utilizzare password forti, uniche per ogni dispositivo (min. 12 caratteri, maiuscole, minuscole, lettere, numeri, caratteri speciali).
  5. Aggiornare regolarmente il firmware dei dispositivi, abilitando gli aggiornamenti automatici quando disponibili.
  6. Disattivare l’UPnP (Universal Plug and Play) sul router, che può esporre servizi automaticamente su Internet.
  7. Limitare l’accesso remoto: disabilitare il controllo da remoto se non strettamente necessario.
  8. Isolare i dispositivi IoT su una rete guest, separandoli da PC, smartphone e dispositivi personali.
  9. Monitorare l’attività del router: verificare connessioni aperte e traffico anomalo, tramite pannello di gestione o app.
  10. Utilizzare DNS sicuri per filtrare contenuti indesiderati e migliorare la sicurezza.
  11. Configurare il firewall del router per bloccare connessioni in ingresso non autorizzate.
  12. Utilizzare l’accesso remoto in modo sicuro, evitando l’apertura di porte sul router/firewall per servizi come RDP, VNC o SSH; preferire invece l’uso di soluzioni VPN dedicate per accedere alla rete domestica.

Contesti aziendali, industriali o istituzionali

  1. Formazione continua del personale su sicurezza informatica e riconoscimento di tentativi di attacco.
  2. Impostazione di password robuste e univoche, con gestione centralizzata delle credenziali.
  3. Applicazione rigorosa della politica del Least Privilege, limitando gli accessi solo al personale e ai sistemi strettamente necessari.
  4. Aggiornamento tempestivo e continuo di firmware, software e patch di sicurezza per tutti i dispositivi e servizi.
  5. Utilizzo obbligatorio di autenticazione multifattoriale (MFA) per ogni accesso remoto.
  6. Segmentazione di rete e isolamento dei sistemi critici, utilizzando ad esempio VLAN o subnet fisiche dedicate.
  7. Impiego di VPN aziendali sicure per tutti gli accessi remoti, vietando l’esposizione diretta di servizi (RDP, SSH, VNC ecc.) su Internet.
  8. Disabilitazione di servizi non necessari e chiusura delle porte non utilizzate.
  9. Implementazione di firewall con regole restrittive e sistemi di prevenzione intrusioni (IPS/IDS).
  10. Monitoraggio continuo e centralizzato degli accessi e dei log tramite soluzioni SIEM.
  11. Applicazione di politiche di controllo accessi basate su ruolo (RBAC) e revisione periodica delle autorizzazioni.
  12. Adozione di sistemi di protezione avanzata, come endpoint detection and response (EDR) e antivirus aggiornati.
  13. Configurazione di sistemi di notifica e allarme per accessi sospetti o anomalie di rete.
  14. Adozione di un Incident Response Plan (IRP) formalizzato e testato, per gestire rapidamente e efficacemente eventuali incidenti di sicurezza.
  15. Implementazione di geofencing o whitelist IP per limitare gli accessi da aree geografiche o indirizzi IP non autorizzati in particolare per sistemi critici.
  16. Utilizzo di DNS sinkhole o firewall DNS per bloccare domini malevoli noti.
  17. Analisi e test di vulnerabilità periodici, inclusi penetration test sui servizi esposti.
  18. Implementazione di soluzioni di Zero Trust Network Access (ZTNA) per una verifica continua delle identità e dei dispositivi.
  19. Backup regolari e sicuri delle configurazioni e dei dati critici per permettere il rapido ripristino in caso di compromissione.
  20. Adozione di policy di sicurezza documentate e audit periodici di conformità normativa.

Bollettino CSIRT Italia

Giovani e impresa: in arrivo i nuovi contributi a fondo perduto fino a 50mila euro

È ufficiale: con il Decreto 11 luglio 2025 del Ministero del Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine agosto, prende il via la nuova stagione di incentivi per l’autoimprenditorialità giovanile. Si tratta delle misure Autoimpiego e Resto al Sud 2.0, introdotte dal Decreto Coesione, pensate per favorire l’avvio di attività autonome e imprenditoriali da parte dei giovani under 35.

Obiettivi e destinatari

Il programma punta a sostenere i giovani che desiderano mettersi in proprio, con un’attenzione particolare a chi si trova in una condizione di inoccupazione, inattività o disoccupazione. Potranno accedere ai contributi anche i beneficiari del programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori e coloro che vivono situazioni di marginalità sociale o vulnerabilità.

Attività finanziabili

Le agevolazioni riguardano diverse forme di iniziativa economica:

  • apertura di partita IVA per attività di lavoro autonomo;
  • costituzione di impresa individuale o società (SNC, SAS, SRL, cooperative);
  • avvio di attività libero-professionali, anche in forma associata.

Il decreto prevede inoltre servizi di accompagnamento, formazione e tutoraggio, con l’obiettivo di rafforzare le competenze necessarie per trasformare un’idea in un progetto d’impresa concreto.

Contributi previsti

Gli incentivi assumono la forma di voucher a fondo perduto, con diverse modalità di erogazione:

  • Autoimpiego
    • fino a 30.000 euro a copertura totale dell’investimento;
    • fino a 40.000 euro se l’investimento riguarda beni e servizi innovativi, tecnologici o sostenibili;
    • per programmi di investimento fino a 120.000 euro: contributo fino al 65% della spesa ammessa;
    • per programmi tra 120.000 e 200.000 euro: contributo fino al 60%.
  • Resto al Sud 2.0
    • riservato a chi avvia la propria attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
    • contributo fino a 40.000 euro per iniziativa;
    • importo elevabile a 50.000 euro se si investe in innovazione, digitalizzazione o sostenibilità ambientale.

Una spinta all’occupazione giovanile

Con queste misure, il Governo intende favorire l’inclusione attiva e creare nuove opportunità di lavoro attraverso l’autoimprenditorialità. Una chance importante, dunque, per migliaia di giovani che desiderano intraprendere un percorso autonomo e contribuire allo sviluppo economico del Paese. 

Scarica il decreto 11 luglio 2025 – Ministero del Lavoro

Fonte: Lavorosi.itMinistero del Lavoro e delle Politiche sociali