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Il Centro Studi Confindustria (CSC) vi invita al convegno di presentazione del rapporto “Dove va l’economia italiana e gli scenari di politica economica”.
L’evento avrà luogo il 7 ottobre alle ore 10.00 in Confindustria.
Per l’occasione verrà presentata la previsione del Centro Studi Confindustria sull’economia italiana e la crescita del PIL nel 2019 e 2020 e il confronto con le ultime previsioni di marzo 2019. Inoltre, saranno discussi gli scenari di politica economica, in vista dell’imminente sessione di bilancio.
Programma in corso di definizione.
La partecipazione al seminario è gratuita. Per motivi organizzativi è necessario iscriversi al seguente link https://www.confindustria.it/Aree/opp184.nsf/iscrizione?openform
CONGIUNTURA FLASH
L’economia italiana è ferma: l’industria è in affanno, i servizi solo in lieve recupero; gli investimenti sono attesi in calo, migliora di poco lo scenario per i consumi. I tassi sovrani sono scesi ai minimi storici, ma lo spread resta ampio. Rischia di fermarsi l’export, per la flessione degli scambi mondiali e la Germania in panne. I mercati finanziari segnalano frenata a livello internazionale: peggiora il rischio hard-Brexit, c’è meno crescita USA e gli emergenti sono senza slancio.
Assiv, nella persona del suo Presidente Maria Cristina Urbano, che S News incontra, approfondisce il tema relativo ai disegni di legge per l’introduzione del salario minimo nel mondo del lavoro e alle gare d’appalto al massimo ribasso.
Quale, Presidente Urbano, la vostra visione in merito alla discussione in Senato dei disegni di legge per l’introduzione del salario minimo nel mondo del lavoro?
Pur comprendendo pienamente le ragioni sottese a tali iniziative legislative, non le nascondo che il mondo delle imprese è molto preoccupato per le modalità con le quali tale disposizione sarà introdotta.
Se è giusto assicurare ai dipendenti maggiore stabilità economica, infatti, è altrettanto vero che è fondamentale mettere le aziende, che poi saranno tenute a pagarli, nella condizione di poter erogare gli stipendi. Da anni stiamo assistendo alla graduale riduzione dei margini operativi risultato dell’attività aziendale.
A cosa si riferisce, nello specifico?
Mi riferisco in particolare ai modi con i quali sono costruite le gare d’appalto e ai criteri di aggiudicazione delle stesse. Il d.lgs. 50/2016 sulla materia specifica ha avuto il merito di recepire molte indicazioni che arrivavano ad Anac dagli operatori economici e da autorevoli studiosi e docenti universitari.
Tuttavia il “nuovo” codice dei contratti pubblici non ha risolto il problema che più affligge il mondo delle imprese dei servizi alle aziende: l’aggiudicazione degli appalti al massimo ribasso.
Da tempo, in effetti, Assiv si prodiga su questo fronte. Cosa vi preoccupa in particolare?
Se è vero che il “nuovo” codice dei contratti pubblici prevede il ricorso a tale pratica solo in specifiche situazioni, per lo più caratterizzate da standardizzazione dei processi, la realtà di fatto testimonia altro e il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, basata su formule che realmente premino i progetti migliori, e realistici, rimane un miraggio.
Per portarle alcuni esempi concreti nel settore che rappresento, quello della vigilanza privata, ancora negli scorsi mesi sono state bandite gare per la vigilanza armata nei tribunali con costi orari a ribasso d’asta che addirittura partivano da una base di €15.00/h. Una Guardia Particolare Giurata, una GPG, ha un costo medio orario di €19.17. Capirà bene che le aziende molto spesso rientrano a mala pena, o non rientrano affatto, dei costi, incomprimibili oltre una certa soglia, per un settore che si caratterizza per essere labour intensive.
Cosa possono fare le aziende, in questi casi?
Per le nostre aziende l’unica arma di difesa è impugnare le gare e farle annullare, con dispendio di risorse per lo Stato e servizi non erogati. Stiamo parlando di problemi che affliggono le imprese perbene, quelle che rispettano i CCNL di categoria e non ricorrono a escamotage vari, che si configurano come dumping contrattuale. A queste aziende la politica ha il dovere di dare risposte e offrire soluzioni, se non altro per non vanificare gli alti standards qualitativi conseguiti e non disperdere risorse professionali altamente qualificate. D’altra parte se l’alternativa è fallire un qualche problema etico si pone. Le enormi difficoltà che il comparto sta incontrando per giungere al rinnovo del contratto nazionale, scontano proprio tale stato di cose.
Cosa è necessario venga fatto dalla parte politica?
Pur riconoscendo all’attuale governo che il decreto “Sblocca Cantieri” recentemente approvato ha intuito il problema e cercato di indicare una via di soluzione, definendo, speriamo una volta per tutte, che i servizi caratterizzati da alta intensità di mano d’opera devono andare in gara solo con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, tuttavia è necessario che la politica acceleri i suoi processi e apra il prima possibile tavoli di confronto che portino a documenti condivisi, sottoscritti dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei vari comparti, allo scopo di garantire modalità di gara che assicurino alle aziende margini ragionevoli, tali da rendere possibile non solo il rispetto delle norme vigenti a tutela dei lavoratori, ma anche l’innalzamento qualitativo dei servizi di sicurezza e l’adeguamento dei salari, doveroso per chi svolge servizi che sono definiti complementari e sussidiari a quelli delle Forze dell’Ordine.
a cura di Monica Bertolo
Per l’economia italiana si conferma la crescita zero, con qualche segnale di miglioramento nel secondo semestre del 2019, grazie al calo dei tassi sovrani e a una schiarita per i consumi.Ma gli investimenti privati sono in peggioramento e la crescita dell’export è fragile, frenata da scambi mondiali fermi e industria europea in affanno. L’economia USA è resiliente, ma per la Brexit aumenta il rischio “no deal” e gli emergenti sono in stallo.
Il 12 luglio scorso è stata depositata presso la Segreteria del Consiglio ANAC la delibera n. 494 del 5 giugno 2019 contenente le Linee guida n. 15 recanti “Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici”.
Le linee guida sono suddivise in 4 Parti:
Parte I – Definizioni e ambito di applicazione del conflitto di interesse nelle procedure di gara;
Parte II – Obblighi dichiarativi e di comunicazione;
Parte III – Obbligo di astensione ed esclusione dalla gara del concorrente;
Parte IV – La prevenzione del rischio.
In allegato trovi le linee guida

In queste settimane sono in discussione in Senato alcuni disegni di legge per l’introduzione del salario minimo nel mondo del lavoro. Pur comprendendo pienamente le ragioni sottese a tali iniziative legislative, il mondo delle imprese è molto preoccupato per le modalità con le quali tale disposizione sarà introdotta. Se è giusto assicurare ai dipendenti maggiore stabilità economica, infatti, è altrettanto vero che è fondamentale mettere le aziende, che poi saranno tenute a pagarli, nella condizione di poter erogare gli stipendi.
Mi riferisco in particolare ai modi con i quali sono costruite le gare d’appalto e ai criteri di aggiudicazione delle stesse. Il d.lgs. 50/2016 sulla materia specifica ha avuto il merito di recepire molte indicazioni che arrivavano ad Anac dagli operatori economici e da autorevoli studiosi e docenti universitari. Tuttavia il “nuovo” codice dei contratti pubblici non ha risolto il problema che più affligge il mondo delle imprese dei servizi alle aziende, l’aggiudicazione degli appalti al massimo ribasso. Se è vero, infatti, che esso prevede il ricorso a tale pratica solo in specifiche situazioni, per lo più caratterizzate da standardizzazione dei processi, la realtà di fatto testimonia altro e il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, basata su formule che realmente premino i progetti migliori, e realistici, rimane un miraggio.
Per portare alcuni esempi concreti nel settore che rappresento, quello della vigilanza privata, ancora negli scorsi mesi sono state bandite gare per la vigilanza armata nei tribunali con costi orari a ribasso d’asta che addirittura partivano da una base di €15.00/h. Una guardia particolare giurata ha un costo medio orario di €19.17. È evidente quindi che le aziende molto spesso rientrano a mala pena dei costi, incomprimibili oltre una certa soglia per un settore che si caratterizza per essere labour intensive.