Circolare MinInterno del 28 maggio 2019 “Modalità di rilascio dei certificati medici per rilascio armi che devono essere presentati dai detentori di armi. Ordinanza cautelare del TAR Lazio 14 maggio 2019, n 2807”

Il 29 maggio 2019 il Ministero dell’Interno ha emanato una circolare,  a firma del Prefetto Stefano Gambacurta, ad oggetto: “Modalità di rilascio dei certificati medici necessari che devono essere presentati dai detentori di armi. Ordinanza cautelare del TAR Lazio 14 maggio 2019, n. 2807/2019”.

L’atto fa seguito ad una precedente circolare del Ministero dell’Interno, datata 12 settembre 2018, esplicativa del  Decreto Legislativo 10 Agosto 2018, n.  104, di cui ASSIV ha dato conto il 10 Settembre 2018, ed avente ad oggetto: Decreto Legislativo 10 Agosto 2018, n. 104 recante “Attuazione della Direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 che modifica la Direttiva 91/477/CEE del Consiglio relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi”.

La presente circolare del maggio 2019 porta a conoscenza del fatto che  un medico militare ha impugnato il provvedimento con il quale la Questura di Venezia aveva ritenuto non validi i certificati da lui emessi in considerazione del suo stato di quiescenza.

Il TAR Lazio, con ordinanza cautelare 2807 del 15 maggio us ha sospeso non solo il provvedimento impugnato in via principale, ma anche la circolare del 12 settembre 2018 in parte qua.

Il Ministero dell’Interno ha avviato tutte le procedure per interporre appello al Consiglio di Stato verso l’ordinanza emessa dal Giudice amministrativo di primo grado.

Nelle more della definizione del procedimento, il Ministero dell’Interno fornisce alcune necessarie indicazioni sull’ambito di applicazione della citata Ordinanza del TAR Lazio. In particolare: “Il provvedimento cautelare produce effetti tra le parti, sicchè l’Amministrazione (Questura di Venezia), in questa fase non può rifiutare di prendere in considerazione i certificati rilasciati dal medico militare in ausiliaria che ha proposto il ricorso in argomento”.

Difatti “la sospensione dell’esecuzione di un atto a contenuto generale è naturaliter limitata tra le parti in causa e a beneficio soltanto di alcuni soggetti, e cioè di quelli che abbiano richiesto la sospensione”.

Il Ministero quindi sottolinea che ad eccezione dei rapporti con il soggetto che ha proposto il gravame su cui si è pronunciato il TAR Lazio, la circolare del 12 settembre 2018 deve al momento considerarsi in vigore anche nella parte in cui stabilisce che il certificato previsto per l’adempimento dell’obbligo di cui all’art. 38, TULPS può essere rilasciato solo dal medico militare, dalla polizia di Stato e dei Vigili del fuoco in servizio.   

 

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza del 21 maggio 2019 n. 8 – Criterio di aggiudicazione da applicare nelle gare per l’affidamento di servizi ad alta intensità di manodopera e standardizzati: obbligatorio il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

L’annosa questione relativa al criterio di selezione delle offerte da applicare per appalti pubblici di servizi che abbiano contemporaneamente caratteristiche di alta intensità di manodopera – ovvero il cui costo per tale voce dell’offerta sia “pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto” – e standardizzate, è giunta finalmente a conclusione. La problematica particolarmente delicata per il settore dei servizi di vigilanza è stata costantemente monitorata dall’ASSIV, che si è battuta (sia in sede istituzionale che in sede giudiziaria) per ottenere il riconoscimento dell’illegittimità della scelta del minor prezzo; la tesi dell’Associazione era volta a far emergere i risvolti negativi di detto criterio sia sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori, sia sulla loro retribuzione, sia soprattutto sulla competitività delle imprese. La sentenza in commento ha pienamente accolto la ricostruzione compiuta da Assiv in questi ultimi mesi, sopendo una volta per tutte il dibattito che aveva agitato l’intero settore.

Il Supremo Consesso amministrativo ha superato il contrasto giurisprudenziale che si è venuto a creare in ordine alla corretta interpretazione del rapporto intercorrente tra i commi dell’art. 95 del D.Lgs n. 50/2016.

In particolare, vengono in rilievo:

– il comma 2, secondo cui le stazioni appaltanti aggiudicano gli appalti in virtù del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuato quale criterio da applicare in linea generale per la selezione delle offerte, in quanto esalta non solo l’elemento prezzo, ma anche aspetti di carattere qualitativo delle stesse;

– il comma 3, il quale impone l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, escludendo qualsiasi discrezionalità nella scelta laddove si tratti di appalti relativi a servizi ad alta intensità di manodopera;

– il comma 4, che invece facoltizza le stazioni appaltanti a ricorrere al criterio del minor prezzo per aggiudicare i contratti ivi elencati, tra cui l’affidamento di servizi con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;

– il comma 5, per il quale, nelle ipotesi del comma precedente, le stazioni appaltanti sono onerate a dare un’adeguata motivazione della scelta.

Il Codice dei contratti pubblici, dunque, ha affermato una tendenziale preferenza per l’aggiudicazione tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Poi, da un lato ha escluso per i servizi previsti nel comma 3 dell’art. 95 la possibilità di fare ricorso al criterio di aggiudicazione con a base il solo prezzo, e dall’altro lato ha consentito per i servizi con caratteristiche standardizzate, ai sensi del comma 4, della norma citata, di impiegare il criterio del massimo ribasso, purché di ciò sia data adeguata motivazione.

La questione controversa sorge con riferimento alle ipotesi in cui un servizio ad alta intensità di manodopera abbia contemporaneamente caratteristiche standardizzate, perché ciò determinerebbe un concorso di disposizioni di legge tra loro contrastanti: l’una – il comma 3 dell’art. 95 – che prescrive il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, e l’altra – il comma 4 – che ammette quello del minor prezzo.

Tale conflitto deve essere risolto individuando tra le disposizioni confliggenti quella prevalente.

L’Adunanza Plenaria, dopo aver ricostruito il quadro normativo in cui la problematica si pone, richiamando sia le Direttive UE del 2014 che la Legge 28 gennaio 2016, n. 11, con cui sono state attuate in ambito nazionale, ha affermato che la preferenza accordata dal Codice dei Contratti pubblici per l’utilizzo di criteri di aggiudicazione non orientati in via esclusiva a fare conseguire all’Amministrazione risparmi di spesa, ma idonei ad individuare le offerte anche sul piano qualitativo, risponde agli obiettivi di politica generale sovranazionale di un miglioramento tecnologico, di un più efficiente utilizzo delle risorse energetiche e soprattutto della tutela delle condizioni economiche e di sicurezza del lavoro. In particolare, ha sottolineato il Consiglio di Stato che “il ricorso a criteri in grado di valorizzare aspetti di carattere qualitativo è motivato dall’esigenza di assicurare una competizione non ristretta al solo prezzo, foriera del rischio di ribassi eccessivi e di una compressione dei costi per l’impresa aggiudicataria che possa andare a scapito delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro e del costo per la manodopera, in contrasto con gli obiettivi di coesione sociale propri dell’obiettivo di crescita inclusiva enunciato dalla Commissione europea”.

In tale ottica, è evidente che i valori espressi in sede costituzionale e sovranazionale sono stati recepiti proprio nel comma 3 dell’art. 95 del Codice dei contratti pubblici, in cui il miglior rapporto

qualità/prezzo è stato elevato a criterio unico ed inderogabile di aggiudicazione per l’affidamento di servizi in cui la componente della manodopera abbia un rilievo preponderante.

Pertanto, il suddetto conflitto deve essere risolto a favore del criterio di aggiudicazione del miglior rapporto qualità/prezzo previsto dal comma 3, rispetto al quale quello del minor prezzo soggiace.

La soluzione prospettata è diretta conseguenza del carattere speciale e derogatorio della regola cristallizzata nel comma 3, che impone alle Amministrazioni un obbligo anziché una mera facoltà. Dunque, per effetto di essa, è possibile aggiudicare i contratti di appalto di servizi con caratteristiche standardizzate al massimo ribasso solo se il servizio non abbia nel contempo caratteristiche di alta intensità di manodopera.

Alla luce di tutte le suesposte argomentazioni, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha risolto la questione di diritto nei seguenti termini:

gli appalti di servizi ad alta intensità di manodopera ai sensi degli artt. 50, comma 1, e 95, comma 3, lett. a), del codice dei contratti pubblici sono comunque aggiudicati con il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo, quand’anche gli stessi abbiano anche caratteristiche standardizzate ai sensi del comma 4, lett. b), del medesimo codice”.

L’orientamento giurisprudenziale che predicava la prevalenza del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nei casi astrattamente riconducibili all’ambito applicativo dei commi 3 e 4 dell’art. 95, è stato riconosciuto l’unico costituzionalmente compatibile e conforme al dato normativo, anche nell’ottica di tutela delle condizioni economiche dei lavoratori e di sicurezza del lavoro.

La pronuncia dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in commento ha quindi messo fine all’incerta scelta del criterio di selezione che affliggeva gli appalti di servizi ad alta intensità di manodopera e lo ha fatto proprio nel senso auspicato e rivendicato dall’Assiv.

      Avv. Matteo Valente

 

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Apertura procedura di raffreddamento e conciliazione e verbale di mancato accordo

Siamo da tempo impegnati in una lunga e complessa trattativa per il rinnovo del CCNL scaduto in data 30 dicembre 2015. Il negoziato in corso, del quale Vi è stato fornito costante aggiornamento, pur con estrema difficoltà, ha comunque registrato progressi significativi, che hanno portato alla sostanziale condivisione tra le Associazioni datoriali e sindacali di bozze di testi su punti qualificanti della trattativa, quali sfera di applicazione, classificazione, sicurezza sul lavoro etc.

Nonostante gli sforzi profusi, che continueranno anche nelle previste riunioni del 12-13 e 26-27 pv, le OO.SS. hanno inopinatamente deciso di attivare  con comunicazione in data 24 maggio us (doc. 1) la “Procedura di raffreddamento e di Conciliazione” prevista dall’art. 2  della Regolamentazione Provvisoria delle prestazioni indispensabili e delle altre misure di cui all’art. 2 comma 2,1 n. 146/1990 e s.m.i. per il settore della Vigilanza Privata.

In data 28 maggio 2018 si è quindi tenuto il previsto incontro tra le Parti Sociali, nel corso del quale le OO.SS. hanno manifestato la loro insoddisfazione per i tempi a loro dire eccessivamente dilatati della trattativa, significando che qualora la stessa alla fine della tornata d’incontri calendarizzati per il mese di giugno (12-13, 26-27) non dovesse trovare definizione in un accordo di massima anche di natura economica, sia per il settore Vigilanza che per quello dei Servizi Fiduciari, si vedranno costretti a proclamare un ulteriore sciopero per l’intero comparto.

La nostra Associazione nel corso dell’incontro ha ribadito con forza la volontà di proseguire nelle trattative per il rinnovo, formulando altresì non poche riserve circa l’opportunità da parte delle OO.SS. di attivare lo strumento della “procedura di raffreddamento e conciliazione” mentre è in corso il negoziato, con modalità e giustificazioni che  sembrano  rispondere più ad esigenze di natura “politica” che sostanziali da parte delle OO.SS.  

L’incontro si è concluso con il verbale di marcato accordo che si allega (doc. 2).

Naturalmente sarà nostra cura tenerVi costantemente informati sugli sviluppi della trattativa e delle eventuali azioni di sciopero che dovessero essere proclamate dalle OO.SS.

Maria Cristina Urbano

Presidente

 

Il Gruppo Corpo Vigili Giurati di Firenze ha acquisito la Securpol di Ferrara

Si è tenuta ieri mattina la vendita all’asta dell’istituto di vigilanza ferrarese che dal 1 novembre  era stato preso in gestione dall’istituto di vigilanza fiorentino.

Il Corpo Vigili Giurati Spa, uno dei principali operatori nella gestione dei servizi di vigilanza operante nel centro Italia,  ha chiuso l’acquisizione ad  un importo pari ad 3,6 milioni di euro.

Con questa acquisizione Corpo Vigili Giurati  festeggia un traguardo importante, ritornando nel territorio da cui la famiglia Gamberini ha iniziato l’attività di vigilanza nel 1925 quando Amedeo Gamberini fondò il primo istituto nella provincia ferrarese, zona di origine della sua famiglia. Il Gruppo, operativo da oltre 90 anni, vanta la più capillare copertura del territorio su tutte le provincie della Toscana, ma è attivo anche in Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio con più di 250 pattuglie, oltre 200.000 interventi l’anno e 65.000 clienti.

 

Roma, 30 maggio 2019

Consiglio di Stato_Pronuncia del 21 maggio 2019_Appalti con manodopera con analisi qualità/prezzo

Pronuncia  fondamentale del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria del 21 maggio us, con la quale  i Giudici amministrativi affermano che in ogni caso i  servizi ad alta intensità di manodopera, ancorché standardizzati, devono essere sempre aggiudicati con il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo.

 

Universiadi di Napoli, banco di prova per la nostra preparazione in tema di sicurezza

Dal 3 al 14 luglio prossimi si terranno a Napoli le XXX Universiadi, manifestazione nella quale l’Italia eccelle, essendo costantemente tra le prime 10 nazioni a livello mondiale per numero di medaglie.

Le prossime Universiadi, tuttavia, non rappresenteranno solamente una entusiasmante sfida sportiva, ma saranno anche il banco di prova, certamente occasione tra le più importanti del recente passato, per testare la nostra preparazione in tema di sicurezza.

La manifestazione, infatti, richiederà un importante sforzo organizzativo sotto questo aspetto e la collaborazione pubblico-privato sarà fondamentale per il buon andamento della manifestazione.

Le Universiadi saranno una cartina tornasole per quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni da parte degli istituti di vigilanza privata rispetto alla qualificazione degli istituti stessi e alla formazione riservata alle guardie particolari giurate. Si tratterà peraltro di replicare le best practices nella vigilanza negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.

Soluzioni che dimostrano quanto possa essere efficace ed efficiente il coinvolgimento della vigilanza privata da parte dello Stato. In proposito Assiv ha da tempo posto all’attenzione del legislatore e della pubblica amministrazione l’opportunità di estendere, sotto il controllo e l’indirizzo da parte delle Forze dell’ordine, gli ambiti operativi delle guardie giurate.

Certamente la prossima manifestazione sportiva, con le complesse analisi di rischio e le pertinenti azioni di mitigazione dello stesso, costituirà un importante passo avanti verso forme di sicurezza integrata, oramai ineludibili per un Paese moderno.

Il fatto, poi, che il servizio di vigilanza privata sia stato assegnato ad imprese di vigilanza di primo piano e con capacità operative all’avanguardia, quali il Gruppo Security Service di Renato Mongillo ed il Gruppo Cosmopol, è certamente motivo di orgoglio per una associazione che ha puntato tutto sulla qualificazione delle proprie aziende. In bocca al lupo ai nostri atleti!

https://www.huffingtonpost.it/cultura/2019/05/23/news/universiadi_di_napoli_banco_di_prova_per_la_nostra_preparazione_in_tema_di_sicurezza-5294261

Concluso il 1° corso di aggiornamento per istruttori certificati ed aviation security manager

Il 1° corso di aggiornamento per istruttori certificati ENAC ed Aviation Security Manager, organizzato dall’azienda Security & Training, (v. comunicazione del 10 Maggio 2019) si è concluso con grande successo il 15 Maggio u.s.

Un percorso didattico di alto profilo, che ha riscosso apprezzamento e condivisione da parte dei numerosi frequentatori, ha visto alternarsi docenti di grande esperienza e professionalità su temi ed approfondimenti di attualità fornendo un quadro dell’attuale situazione con riferimento sia alla minaccia terroristica all’aviazione civile, sia agli sviluppi che l’industria e le istituzioni stanno compiendo per combattere tale minaccia mediante la ricerca di sempre più sofisticate tecnologie, procedure e innovazioni normative nel contesto della sicurezza aeroportuale.

L’evento si è confermato essere un importante momento di condivisione che è stato apprezzato da importanti figure della sicurezza privata che hanno inteso partecipare con brevi relazioni su argomenti di attualità nel settore della sicurezza aerea.

Tra questi segnaliamo:

  • Delegato alla sicurezza – Vice Capo di Gabinetto del Comune di Roma, dott. Marco Cardilli
  • Ing. Claudio Becchetti – Security & Information System Division di Leonardo spa, che ha presentato il nuovo progetto “Sistemi di controllo automatizzati tramite droni: verso la sperimentazione del volo autonomo”.
  • Dott. Damiano Toselli in rappresentanza di AIPROS – Associazione Italiana dei professionisti della sicurezza, che ha esposto alcune riflessioni sul coordinamento del sistema della security privata e dei suoi security manager.
  • Dott.ssa Maria Cristina Urbano, Presidente di ASSIV – Associazione italiana degli istituti di vigilanza che ha esposto la posizione dell’associazione in riferimento alle recenti disposizioni normative e regolamentari attinenti la formazione delle guardie giurate ed i fenomeni di abusivismo nell’esercizio delle attività di vigilanza.
  • Dott. Marco Cimaglia, Direzione security ENAC, in rappresentanza della dott.ssa Raffaella Marciani assente per servizio all’estero, la quale ha inteso estendere il suo saluto a tutti i frequentatori, ospiti ed organizzatori.
  • Giuseppe Accardi in rappresentanza del CESINTES – Centro Studi Intelligence e Sicurezza presso l’università di Tor Vergata a Roma.
  • CERSA – Organismo di certificazione per i professionisti della sicurezza che ha riconosciuto il corso attribuendo ben 24 crediti formativi utili ai fini del mantenimento della certificazione UNI 10459 dei Professionisti della sicurezza.

Le lezioni sono state integrate con 3 Conferenze di elevato spessore tecnico e professionale, i cui relatori sono stati:

  • Andrea Margelletti, Presidente del Centro studi Internazionali che ha parlato della “Minaccia jihadista nell’attuale quadro internazionale del terrorismo”.
  • Ing. Luigi Liolli del Comando prov. Vigili del fuoco di Roma, che ha parlato della “Minaccia CBRN e delle procedure di gestione”.
  • Dott. Ezio Gaetano– 1° Dirigente della Polizia di Stato, Direttore delle Divisioni Relazioni Internazionali e Contrasto della Radicalizzazione e dell’Estremismo Violento, che ci ha intrattenuti con una interessantissima relazione sul tema della “radicalizzazione come fenomeno della socializzazione all’estremismo”; intervento che ha rafforzato in tutta la platea il sentimento di condivisione delle problematiche specifiche, offrendo spunti di riflessione e di orientamento per le attività formative verso una dinamica partecipata di “contenimento” del fenomeno.

Altissima la partecipazione proattiva dei presenti.

Di prossima programmazione il secondo corso che si terrà il 12, 13, 14 Giugno 2019.

 

Scarica la scheda di partecipazione.

 

Cosa raccontano i bilanci delle imprese industriali italiane?

Il Centro Studi di Confindustria, in collaborazione con il Cerved, ha diffuso la nota n. 6/2019 con la quale risponde ad una serie di interrogativi sui bilanci delle imprese industriali italiane.

Cosa raccontano i bilanci delle imprese industriali italiane? La redditività operativa è tornata ai livelli pre-crisi? E gli investimenti?
Rispetto al 2007 le imprese hanno meno credito bancario? E’ cresciuta la liquidità?
Quanto conta la dimensione d’impresa?

 

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