La Camera avvia l’esame del disegno di legge per consentire la protezione degli assets italiani all’estero da parte dei nostri Istituti di vigilanza.

COMUNICATO STAMPA

La Commissione Affari Costituzionali della Camera avvierà questa settimana l’esame della proposta di legge dell’On. Lollobrigida (FdI) recante “Disposizioni in materia di impiego delle guardie giurate all’estero”.

“Si tratta di un intervento normativo lungamente atteso dal comparto – commenta la dott.ssa Maria Cristina Urbano, Presidente dell’ASSIV, l’associazione che rappresenta la vigilanza privata e i servizi fiduciari in Confindustria -, capace di sviluppare un circolo virtuoso a beneficio delle aziende che potranno svolgere all’estero le attività di vigilanza, delle aziende che beneficeranno dei servizi di sicurezza e dell’intero sistema Paese.

E’ appena il caso di ricordare – prosegue la dott.ssa Urbano – che le imprese italiane di vigilanza negli ultimi anni hanno affrontato un radicale ed impegnativo percorso, nel contesto dell’innovativo quadro normativo nazionale, che ha consentito il raggiungimento di elevati standard qualitativi. Gli investimenti in strumenti, tecnologie e nella formazione del personale consentiranno, una volta che la legge sarà stata approvata – come ci auguriamo – agli Istituti di vigilanza di farsi trovare pronti anche per affrontare le ulteriori sfide in termini di formazione e ricerca di competenze che i contesti operativi esteri richiedono. D’altronde è già obbligo di legge per le aziende italiane che operano all’estero (pari a circa il 60% del totale) garantire la sicurezza del proprio personale, specialmente in contesti a rischio medio-alto. Tali attività, oggi appaltate esclusivamente ad imprese straniere, potranno finalmente essere affidate agli Istituti di vigilanza, che potranno ricorrere anche all’impiego del personale altamente qualificato in uscita dalle forze armate.

Qualità dei servizi, occupazione, tutela delle informazioni sensibili delle nostre imprese, sicurezza dei lavoratori impiegati dalle aziende italiane all’estero e fiscalità generale (per un settore che, secondo l’ONU, vale 250 miliardi di dollari l’anno), tutti trarranno indiscutibili benefici dalla norma in discussione.

In rappresentanza dei principali Istituti di vigilanza italiani, e degli oltre 40mila dipendenti da questi impiegati, siamo grati all’on. Lollobrigida e a Fratelli d’Italia per aver voluto porre con forza la materia all’ordine del giorno del Parlamento. E’ nostra intenzione – conclude la dott.ssa Urbano – non far mancare ogni possibile sostegno a questa meritoria iniziativa, nell’auspicio che lo spirito della norma possa essere condiviso da tutte le forze politiche, nell’interesse del Paese”.

Roma, lì 24 giugno 2019

Imposta sulla pubblicità e livree sui mezzi aziendali: una storia infinita

Segnaliamo l’Ordinanza 21 maggio 2019, n. 13636, in materia di imposta sulla pubblicità e insegne identificative sui mezzi di servizio degli IVP. L’argomento è stato molto dibattuto e oggetto di provvedimenti di segno opposto. Il 6 marzo del 2018 Assiv ha pubblicato l’interessante lavoro dell’avvocato Massimiliano Marche, che faceva il punto sulla controversa questione, rinviando alla prossima sentenza della Corte di Cassazione. In effetti siamo difronte  ad una ordinanza di rinvio che cassa la sentenza impugnata (oggetto del precedente commento) e rinvia alla CTR del Piemonte, che si dovrà pronunciare di nuovo. La Cassazione ribadisce che le insegne sulle auto di servizio sono un obbligo sancito dalla legge, e quindi non un mezzo pubblicitario, ma che oltre una certa dimensione, l’obbligo cede al fine pubblicitario.  Il provvedimento recita: “le norme vigenti fanno obbligo a tutti gli istituti di vigilanza privata operanti in Italia di dotare i propri autoveicoli con contrassegni distintivi ed identificativi dell’istituto stesso e le dimensioni di tali contrassegni non sono rimesse alla discrezionalità dell’istituto privato ma devono avere caratteristiche dimensionali, per altro autorizzati dall’autorità di PS, tali da consentire l’immediata riconoscibilità degli stessi: pertanto la norma de qua, pur prevedendo l’esenzione dal pagamento dell’imposta ove l’esposizione di un logo o di una targa configuri un obbligo ex lege, mostra tuttavia di considerare rilevante il rispetto di un limite dimensionale superato il quale deve ritenere comunque sussistere un’ipotesi di veicolazione di messaggio pubblicitario”.  Limite da individuarsi nelle disposizioni di cui al d.lgs. n. 507/1993, art. 17, comma I, lettera i), a meno che, ad avviso di chi scrive, l’autorizzazione della Prefettura, oltre a comprendere “i contrassegni distintivi ed il logo” (cit. DM 269/2010, allegato D), disponga anche le dimensioni necessarie ad una corretta identificazione in strada.

 

Maria Cristina Urbano

 

In allegato trovi l’Ordinanza della Corte di Cassazione del 21 maggio 2019, n. 13636

Spending review: imparare dal passato e favorire la crescita

Piergiorgio Carapella, Alessandro Fontana, Andrea Montanino
  • Il 5 giugno la Commissione europea ha concluso che la procedura per disavanzi eccessivi nei confronti dell’Italia sarebbe giustificata: per la violazione della regola del debito nel 2018 e gli elevati rischi di violazione nel 2019 e 2020. L’11 giugno si è riunito il Comitato Economico e Finanziario chiedendo all’Italia di dettagliare le modalità per il rientro del debito.
  • La Commissione sottolinea che nel Documento di Economia e Finanza di aprile non sono presenti misure dettagliate per evitare l’aumento dell’IVA, se non un generico riferimento a una revisione della spesa.
  • L’analisi e valutazione della spesa pubblica (spending review) è il processo che ha come obiettivo la riallocazione delle risorse per conseguire una maggiore qualità ed efficienza della spesa.
  • È tempo di avviare una nuova revisione della spesa, che inizi oggi e finisca con la legislatura, estesa anche agli enti territoriali. Si tratta finalmente di impostare un approccio di tipo generale e replicabile, che modifichi radicalmente le modalità di definizione dei programmi di spesa pubblica e il loro monitoraggio. Un investimento organizzativo e metodologico di questo tipo ha infatti senso se mira alla costruzione di un approccio permanente, piuttosto che ad un esercizio di valutazione una tantum.
  • Il coordinamento dovrebbe essere affidato alla Presidenza del Consiglio con un Sottosegretario ad hoc per dare un forte input politico. Fissati obiettivi quantificabili e verificabili ex-post e condivisi questi con cittadini e imprese, una delivery unit, a cui riportano dei team specializzati, dovrebbe dettagliare la metodologia in un apposito manuale in modo da consentire l’applicazione di pratiche uniformi. Per superare le resistenze, un sistema di incentivi ai singoli funzionari e alle amministrazioni coinvolte è necessario.
  • L’attuale normativa è confusa e non organica perché prevede tre diverse forme di spending. Le continue innovazioni non hanno dato stabilità al processo. Peraltro, non è stato fatto il bilancio delle esperienze passate che è negativo perché non sono riuscite a ridurre le risorse pubbliche a parità di servizi pubblici offerti, a ridefinire il perimetro dell’azione pubblica e neanche ad aumentare l’efficienza.

Leggi tutta la nota che trovi in allegato

Convegno Palazzo Beccaria “La sicurezza partecipata – Milano 6 Giugno 2019

Giovedì 6 Giugno si è tenuto in Milano, presso Palazzo Beccaria, sede della Polizia Municipale, il convegno “La sicurezza partecipata. Partnership Pubblico-Privato. Opportunità e Vantaggi per la sicurezza integrata”, organizzato da S News in collaborazione con AIPSA, ASIS, Assiv, AssoSicurezza, AICIS e con il Patrocinio del Comune di  Milano.

Fra gli interventi quello del Presidente Assiv Maria Cristina Urbano.

 

26 giugno 2019. Milano. Nist Privacy Framework: Rischi e misure di Sicurezza

https://www.profice.it/corso60_NIST-Privacy-Framework-Rischi-e-Misure-di-sicurezza.html

Corso di aggiornamento professionale “Le nuove minacce alla sicurezza aerea”

Segnaliamo il corso di aggiornamento professionale per Istruttori Certificati ed Aviation Security Manager “Le nuove minacce alla sicurezza aerea”, autorizzato con provvedimento ENAC del 18 Aprile 2019, ed  organizzato dall’azienda Security & Training.

L’evento vuole essere un momento di aggiornamento e di riflessione sulle tematiche emergenti nel settore dell’aviation security con particolare riferimento alle nuove minacce per l’aviazione civile, fornendo un quadro dell’attuale situazione con riferimento sia alla minaccia terroristica sia agli sviluppi che l’industria e le istituzioni stanno compiendo per combattere tale minaccia mediante la ricerca di sempre più sofisticate tecnologie e innovazioni normative.

Il corso è ispirato all’esigenza di razionalizzare le esperienze comuni di tutti gli istruttori certificati Enac e degli altri player della security e consentire ai partecipanti di aggiornarsi sulle nuove tematiche disciplinate dai recenti Regolamenti europei ed approfondite nei programmi di sviluppo e nelle documentazioni analizzate dalle Commissioni europee.

Un corpo docenti di elevata qualità professionale tratterà i numerosi argomenti didattici in un Programma di lezioni che vedrà alternare interventi in modalità frontale e Conferenze con l’azione di specialisti di affermata competenza.

Il corso si terrà nei giorni 12, 13, 14 Giugno 2019 a Roma  

Per ulteriori informazioni, sui costi e per la registrazione al corso può visitare il link

https://www.stponline.it/corso-di-aggiornamento-professionale-per-istruttori-certificati-ed-aviation-security-manager/

 

Agli Associati Assiv è riservato uno sconto del 20% sulla quota di iscrizione.

 

La informiamo, inoltre, che la partecipazione a questo corso è riconosciuta da CERSA srl – Organismo di certificazione, anche ai fini del mantenimento e rinnovo della certificazione delle figure professionali certificate – Professionista Security UNI 10459/2017, mediante il rilascio di nr. 24 crediti formativi.

In allegato il programma e la locandina informativa.

Cordiali saluti.

La Segreteria di Presidenza

Gentile Associato,

 

 

Circolare MinInterno del 28 maggio 2019 “Modalità di rilascio dei certificati medici per rilascio armi che devono essere presentati dai detentori di armi. Ordinanza cautelare del TAR Lazio 14 maggio 2019, n 2807”

Il 29 maggio 2019 il Ministero dell’Interno ha emanato una circolare,  a firma del Prefetto Stefano Gambacurta, ad oggetto: “Modalità di rilascio dei certificati medici necessari che devono essere presentati dai detentori di armi. Ordinanza cautelare del TAR Lazio 14 maggio 2019, n. 2807/2019”.

L’atto fa seguito ad una precedente circolare del Ministero dell’Interno, datata 12 settembre 2018, esplicativa del  Decreto Legislativo 10 Agosto 2018, n.  104, di cui ASSIV ha dato conto il 10 Settembre 2018, ed avente ad oggetto: Decreto Legislativo 10 Agosto 2018, n. 104 recante “Attuazione della Direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 che modifica la Direttiva 91/477/CEE del Consiglio relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi”.

La presente circolare del maggio 2019 porta a conoscenza del fatto che  un medico militare ha impugnato il provvedimento con il quale la Questura di Venezia aveva ritenuto non validi i certificati da lui emessi in considerazione del suo stato di quiescenza.

Il TAR Lazio, con ordinanza cautelare 2807 del 15 maggio us ha sospeso non solo il provvedimento impugnato in via principale, ma anche la circolare del 12 settembre 2018 in parte qua.

Il Ministero dell’Interno ha avviato tutte le procedure per interporre appello al Consiglio di Stato verso l’ordinanza emessa dal Giudice amministrativo di primo grado.

Nelle more della definizione del procedimento, il Ministero dell’Interno fornisce alcune necessarie indicazioni sull’ambito di applicazione della citata Ordinanza del TAR Lazio. In particolare: “Il provvedimento cautelare produce effetti tra le parti, sicchè l’Amministrazione (Questura di Venezia), in questa fase non può rifiutare di prendere in considerazione i certificati rilasciati dal medico militare in ausiliaria che ha proposto il ricorso in argomento”.

Difatti “la sospensione dell’esecuzione di un atto a contenuto generale è naturaliter limitata tra le parti in causa e a beneficio soltanto di alcuni soggetti, e cioè di quelli che abbiano richiesto la sospensione”.

Il Ministero quindi sottolinea che ad eccezione dei rapporti con il soggetto che ha proposto il gravame su cui si è pronunciato il TAR Lazio, la circolare del 12 settembre 2018 deve al momento considerarsi in vigore anche nella parte in cui stabilisce che il certificato previsto per l’adempimento dell’obbligo di cui all’art. 38, TULPS può essere rilasciato solo dal medico militare, dalla polizia di Stato e dei Vigili del fuoco in servizio.