Conferenza stampa: Invisibili negli appalti, indispensabili per il paese – 20 maggio 2025 ore 13:00

La Consulta dei Servizi, di cui ASSIV fa parte, vi invita alla conferenza stampa

INVISIBILI NEGLI APPALTI, INDISPENSABILI PER IL PAESE
per una riforma urgente della revisione prezzi nei contratti di servizi

Martedì 20 maggio 2025 – ore 13:00
SALA STAMPA – CAMERA DEI DEPUTATI
PALAZZO MONTECITORIO – VIA DELLA MISSIONE 8, ROMA

La neonata Consulta dei Servizi, che riunisce 19 associazioni nazionali e 3 rappresentanze di filiera, espressione delle principali imprese italiane che operano nel settore dei servizi – dando seguito all’iniziativa che li ha visti promuovere il Manifesto dell’Economia dei Servizi – Vi invita alla conferenza stampa indetta per martedì 20 maggio 2025 alle ore 13, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio.

Per la prima volta, le forze più rappresentative del settore si presentano con una voce unitaria per richiedere una riforma normativa del sistema degli appalti nei servizi, indispensabile per evitare gravi ricadute sociali in termini di sostenibilità economica, qualità del lavoro e continuità di servizi pubblici essenziali, quali pulizia di luoghi pubblici e di lavoro, igienizzazione degli ospedali, pest management, mense scolastiche, ospedaliere e socio-assistenziali, raccolta e gestione dei rifiuti, vigilanza privata, fornitura di dispositivi medici, sanificazione e sterilizzazione di dispositivi medici tessili e strumentario chirurgico, gestione di servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi.

Durante l’incontro verrà presentata la proposta di modifica e integrazione al Codice Appalti, con una normativa specifica per i contratti di servizi, in particolare la revisione dei prezzi, strumento di fondamentale importanza per i contratti pluriennali e continuativi. Sarà inoltre presentata la richiesta di costituzione di un tavolo istituzionale che coinvolga il Parlamento, i ministeri competenti e le associazioni di rappresentanza del settore.

Alla Conferenza Stampa parteciperanno i sottoscrittori e gli aderenti al Manifesto dell’Economia dei Servizi. Sono invitati i membri dei gruppi parlamentari di Camera e Senato.

Hanno dato la loro disponibilità ad intervenire l’Onorevole Erica Mazzetti (Forza Italia), promotrice dell’iniziativa, l’Onorevole Chiara Braga (Partito Democratico) e l’Onorevole Massimo Milani (Fratelli d’Italia).

Per informazioni e per accreditarsi: [email protected]

Scarica il Manifesto dell’Economia dei Servizi.

Tentano il furto ma scatta l’allarme: ladri messi in fuga nel Frusinate

Colpo a vuoto per una banda di ladri che nei giorni scorsi ha preso di mira un’azienda di rottamazione metalli nel frusinate. I malviventi sono stati costretti alla fuga senza riuscire a portare via nulla, se non le registrazioni dell’impianto di allarme.

Un tentativo, probabilmente, di cancellare ogni prova del loro passaggio, ma non avevano fatto i conti con l’allarme collegato alla centrale operativa, che ha inviato subito la segnalazione alle forze dell’ordine.

Quello che poteva trasformarsi in un danno ben più grave si è risolto quindi con qualche spavento e nessuna perdita. L’episodio dimostra ancora una volta quanto sia importante investire in sistemi di sicurezza moderni e completi.

Per approfondire:
🔗 Frosinone Today – Tentato furto a Patrica, ladri in fuga
🔗 Informazione.it – Ladri in azione nella notte: tentato colpo

ICMQ: La norma UNI EN ISO 19011 l’attività dei valutatori interni del Sistema di Gestione – 1 e 8 luglio 2025

ICMQ organizza il corso

La norma UNI EN ISO 19011

L’attività dei valutatori interni del Sistema di Gestione

il giorno 1 e 8 luglio 2025, in modalità online sincrona, dalle ore 9:00 alle 18:00.

Il corso è mirato all’addestramento del personale che, all’interno delle aziende, viene incaricato dall’alta direzione di gestire il Sistema di gestione qualità o di altra tipologia e/o di eseguire le visite ispettive interne, nonché di fungere da elemento trainante per la diffusione in azienda della cultura del controllo e quindi della qualità. Il corso ha connotazioni prevalentemente pratiche; si sviluppa attraverso esempi, simulazioni di verifiche ispettive e controlli nei vari settori specifici, secondo quanto previsto nelle Guide applicative e Liste di controllo. I risultati ottenuti saranno commentati e discussi con i docenti.

Obiettivi del corso

·     fornire un primo approccio alle logiche sottese ai sistemi di gestione: l’approccio per processi, il miglioramento continuo, la soddisfazione del cliente esterno ed interno, il contesto operativo e l’approccio orientato al rischio;

·     conoscere le diverse modalità di qualificazione di prodotti e servizi, nonché le modalità di dichiarazione delle loro prestazioni;

·     conoscere la UNI EN ISO 19011, ovvero le linee guida per la conduzione delle verifiche ispettive;

·     acquisire un approccio metodico alla raccolta delle evidenze di qualificazione dei fornitori, dei prodotti e dei servizi, anche per l’affidamento di attività in outsourcing;

·     analizzare insieme casi pratici di predisposizione di verifiche ispettive di prima e seconda parte, con approccio orientato alla gestione dei rischi;

·     analizzare insieme casi pratici di non conformità rilevate durante verifiche ispettive di prima e seconda parte ed i relativi piani di risoluzione.

A chi si rivolge

Personale che, all’interno delle aziende, viene incaricato dall’alta direzione di gestire il Sistema Qualità e/o di eseguire le visite ispettive interne: RAQ, RSGQ, Rappresentante della Direzione

Informazioni e iscrizioni disponibili a questo link.

Sicurezza nelle campagne: serve gioco di squadra

Ancora una volta le campagne di Andria tornano a essere il nascondiglio preferito per le auto rubate. Negli ultimi giorni, diversi veicoli sono stati ritrovati abbandonati o già smontati in mezzo ai campi, segno che il traffico illecito di auto continua a colpire duro nella nostra provincia. La BAT si conferma, purtroppo, una delle zone più battute da queste bande.

Le forze dell’ordine ce la mettono tutta, su questo non ci sono dubbi. Ma il territorio è enorme, pieno di strade secondarie, di zone isolate difficili da controllare tutte insieme. E allora la domanda è inevitabile: si può fare qualcosa in più?

Forse la risposta sta proprio nella parola “sinergia”. Non solo polizia e carabinieri, ma anche vigilanza privata. Perché nelle nostre aree industriali, agricole e periferiche ci sono già le guardie giurate, che ogni giorno sorvegliano capannoni, aziende, terreni. Se queste presenze venissero coordinate meglio con le forze dell’ordine, si potrebbe davvero creare una rete di controllo più fitta, più veloce nel segnalare movimenti sospetti, più efficace nel bloccare i ladri sul nascere.

In fondo, servirebbe un vero gioco di squadra, una sicurezza diffusa in cui pubblico e privato collaborano per tenere d’occhio il territorio e prevenire i furti. Non per sostituire chi già si occupa della sicurezza, ma per potenziare i controlli proprio dove i malintenzionati pensano di agire indisturbati.

Non sarebbe nemmeno un esperimento: in altre zone d’Italia modelli simili hanno già funzionato, permettendo di individuare prima i nascondigli, ridurre i tempi di intervento e chiudere spazi d’azione alle bande criminali.

Anche nella BAT, forse, è arrivato il momento di provarci davvero. Non per togliere spazio alle forze dell’ordine, ma per affiancarle e creare una rete più ampia, più capillare, più vicina ai cittadini. Perché la sicurezza di tutti passa anche dal lavorare insieme.

https://www.teleregionecolor.com/andria-auto-rubate-ritrovate-nelle-campagne-la-provincia-bat-sempre-piu-crocevia-del-traffico-illecito-di-veicoli/

Sicurezza nei supermercati: tecnologia e vigilanza privata, un binomio indispensabile

Negli ultimi tempi i tentativi di furto nei supermercati e nei grandi magazzini sembrano non conoscere tregua. Da ultimo quella dei ladri sorpresi a forzare una cassaforte all’interno di un supermercato di Catania, fortunatamente sventato grazie all’allarme lanciato dai sistemi di sicurezza e all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. 

Questo episodio è una volta in più paradigmantico di quanto sia fondamentale la presenza della vigilanza privata nella prevenzione dei furti. Oggi la sicurezza non si basa solo su telecamere e allarmi, ma su un sistema integrato dove la tecnologia si affianca al lavoro delle guardie giurate, creando una rete di protezione capace di ridurre i rischi e, soprattutto, i danni. 

Episodi come questo dimostrano che la vigilanza privata non è solo un servizio accessorio, ma un vero e proprio deterrente contro la criminalità. La presenza visibile di pattuglie e vigilanti, le ispezioni periodiche, il controllo costante delle immagini delle telecamere sono elementi che rendono più difficile l’azione dei ladri, costringendoli spesso a rinunciare o a cercare obiettivi meno protetti. 

Va detto che la tecnologia da sola non basta. È il fattore umano a fare davvero la differenza. Una guardia giurata esperta è in grado di notare dettagli che sfuggono agli occhi elettronici, di interpretare segnali ambigui e di intervenire in maniera coordinata con la polizia. Non è un caso che molti esercizi commerciali scelgano di abbinare ai sistemi d’allarme un servizio di ronda notturna o la sorveglianza diretta durante gli orari di apertura. 

Oggi più che mai, in un contesto in cui la criminalità è sempre più organizzata e creativa, la prevenzione passa da un approccio integrato. Non si tratta solo di proteggere la merce o il denaro in cassa: un furto riuscito significa anche danni alle strutture, interruzione delle attività, costi imprevisti e una perdita di fiducia da parte dei clienti. 

Investire in sicurezza privata significa, in altre parole, investire nella continuità e nella serenità del proprio lavoro. I fatti parlano chiaro: laddove la vigilanza è attiva, professionale e ben organizzata, i tentativi di furto hanno meno probabilità di andare a segno. E, come dimostrano le cronache, spesso basta l’allerta giusta al momento giusto per trasformare un colpo studiato nei minimi dettagli in un fallimento. 

Qui gli articoli di stampa:

Ragusanews.com. Banda del buco fallisce il colpo in un supermercato.

CataniaToday. Si calano dal tetto di un supermercato per scassinare la cassaforte, ladri sorpresi e arrestati dalla polizia

Maria Cristina Urbano ospite di Panorama: “Sicurezza privata, è il momento di una riforma”

Nell’ambito del format Appuntamento in Piazza, condotto da Stefano Piazza per Panorama, la Presidente di ASSIV, Maria Cristina Urbano, è stata protagonista di un’intervista dedicata al ruolo sempre più centrale della sicurezza privata in Italia.

Durante il confronto, trasmesso l’8 maggio 2025, la Presidente Urbano ha evidenziato le principali criticità normative che il comparto si trova ad affrontare e ha rilanciato con decisione la necessità di una riforma del settore, in grado di riconoscerne il valore strategico per il Paese.

“La sicurezza privata oggi rappresenta una componente essenziale nella protezione di persone, beni e infrastrutture critiche. Tuttavia, operiamo ancora in un contesto normativo datato, che non tiene conto dell’evoluzione del rischio e delle nuove esigenze della collettività.”

Nel corso dell’intervista si è parlato anche di formazione, collaborazione con le istituzioni, innovazione tecnologica e della crescente domanda di servizi di vigilanza e fiduciari da parte di imprese e cittadini.

ASSIV rinnova il suo impegno a rappresentare con autorevolezza la voce delle aziende del settore e a promuovere il dialogo con le autorità competenti per costruire un modello di sicurezza moderno, professionale e integrato.

📺 Guarda l’intervista completa su Panorama:

👉 Appuntamento in Piazza con Maria Cristina Urbano

Confindustria: Aprile: segnali negativi dalle imprese

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

  • La rilevazione di Aprile dell’indagine rapida sulla produzione industriale, tra le imprese di grandi dimensioni associate a Confindustria, rileva aspettative in peggioramento rispetto al mese precedente. Il numero di intervistati convinti che la produzione rimarrà stabile, è pari a poco più della metà del campione (51,8%). Le imprese intervistate che credono in un aumento della produzione non superano un quarto degli intervistati (21,4%) e aumentano infine i pessimisti convinti che la produzione diminuirà (26,8%) (Grafico 1).
  • Gli industriali intervistati identificano, nonostante la grande incertezza sul commercio internazionale, la domanda e gli ordini come i principali punti di forza a sostegno della produzione. Il saldo segna una diminuzione pur restando positivo, attestandosi al +5,0% dal +6,1% di marzo (Grafico 2).
  • Le aspettative delle imprese sulla disponibilità di manodopera nei prossimi mesi, tornano ad essere favorevoli (+0,4% da -0,1%).
  • Il saldo relativo ai costi di produzione migliora pur restando in territorio negativo (-1,0% da -8,1%).
  • I giudizi riguardo le condizioni finanziarie restano pressoché stabili (+1,7% da +2,1%).
  • Sulla disponibilità di materiali aumenta il pessimismo: il saldo scende rispetto alla rilevazione di marzo (-6,4% da -3,2%).
  • Il giudizio degli industriali riguardo la disponibilità degli impianti continua ad essere positivo questo mese pur peggiorando rispetto alla precedente rilevazione (+0,3% dal +3,2%).

Confindustria: RTT chiude il 1° trimestre in riduzione

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

RTT, costruito in base ai dati sul fatturato, destagionalizzato e deflazionato, del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un moderato calo a marzo (-1,1%). L’indicatore mostra una riduzione nei servizi e nell’industria, mentre crescono le costruzioni.

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A marzo, RTT indica un moderato calo del fatturato a prezzi costanti delle imprese, pari a -1,1% (Grafico 1), che segue la forte flessione di febbraio.
  • A causa di tali flessioni, RTT registra nel 1° trimestre 2025 una variazione negativa del fatturato (-2,6%).

RTT per i macro-settori produttivi

  • Il calo moderato di RTT nell’industria (-0,8% a marzo) segnala un’attenuazione della caduta nel settore.
  • Nei servizi l’andamento è simile, con flessione maggiore a marzo, come già a febbraio (Grafico 2).
  • La variazione nel 1° trimestre 2025 risulta molto negativa sia nell’industria che nei servizi.
  • Le costruzioni sono in controtendenza: RTT in moderato aumento a marzo (+0,6%) dopo il calo a febbraio e variazione positiva nel 1° trimestre (+0,7%).

RTT per le macro-aree e le dimensioni d’impresa

  • RTT a marzo registra un calo in quasi tutte le aree geografiche, tranne il Centro (+1,8%); la maggiore flessione si ha di nuovo al Nord-Ovest (Grafico 3).
  • Le variazioni per il 1° trimestre risultano negative in tutte le aree del Paese, moderata al Centro (-0,5%).
  • RTT indica a marzo flessioni del fatturato per tutte le dimensioni di impresa: maggiore per le grandi, come già rilevato a febbraio.
  • Perciò, la variazione nel 1° trimestre è negativa per tutte le classi dimensionali, ma il calo è molto più forte per le grandi imprese.

Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali (I trimestre 2025)

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Alla fine di marzo 2025, i 40 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica riguardano il 52,7% dei dipendenti – circa 6,9 milioni – e corrispondono al 50,7% del monte retributivo complessivo.

Nel corso del primo trimestre 2025 sono stati recepiti nove contratti: logistica, servizi socio assistenziali-Uneba, ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, edilizia, energia elettrica, autoferrotranvieri e Rai.

A fine marzo 2025, i contratti in attesa di rinnovo sono 35 e coinvolgono circa 6,2 milioni di dipendenti, il 47,3% del totale.

Il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, tra marzo 2024 e marzo 2025, è passato da 29,0 a 23,1 mesi, mentre per il totale dei dipendenti aumenta da 10,1 a 10,9 mesi.

La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-marzo 2025 è cresciuta del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie a marzo 2025 segna un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 4,0% rispetto a marzo 2024; l’aumento tendenziale è stato del 4,9% per i dipendenti dell’industria, del 4,3% per quelli dei servizi privati e dell’1,7% per i lavoratori della pubblica amministrazione.

I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono: alimentari (+7,8%), settore metalmeccanico (+6,3%) e commercio (+6,1%).

L’incremento è invece nullo per farmacie private, telecomunicazioni, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale.

Il commento

Nel primo trimestre del 2025, la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali rimane sostenuta nel settore privato ed è decisamente più contenuta nel settore pubblico. In termini reali si osserva un ulteriore recupero rispetto alla perdita di potere d’acquisto che si è verificata nel biennio 2022-2023, che tuttavia rimane ancora ampia: per il totale economia, le retribuzioni contrattuali reali di marzo 2025 sono ancora inferiori di circa l’otto per cento rispetto a quelle di gennaio 2021. Perdite inferiori alla media si osservano in agricoltura e nell’industria, mentre  situazioni più sfavorevoli si registrano nei settori dei servizi privati e della pubblica amministrazione. Grazie ai rinnovi registrati nei primi tre mesi dell’anno, alla fine di marzo, solo tre dipendenti su dieci nel settore privato sono ancora in attesa del rinnovo del CCNL.

Qui il Testo integrale e la nota metodologica

Huffington Post: Un manifesto per modificare le norme sugli appalti pubblici

di Maria Cristina Urbano

L’assenza di strumenti efficaci per aggiornare i corrispettivi contrattuali in tempi rapidi costringe le imprese ad assorbire i costi derivanti da aumenti salariali, inflazione e rincari delle materie prime. Una situazione che mette a rischio la sopravvivenza di molte aziende e migliaia di posti di lavoro

Il Decreto “Correttivo Appalti”, approvato dal governo il 23 dicembre scorso, ha abbassato dal 5% al 3% la soglia per la revisione dei prezzi nel settore dei lavori pubblici, mantenendo invece invariata al 5% quella per servizi e forniture. Il rimborso dei costi eccedenti, in entrambi i casi, è previsto all’80%.

Questa modifica ha spinto, per la prima volta nella storia recente, tutte le principali sigle del settore dei servizi a unire le forze. È nato così il “Manifesto dell’Economia dei Servizi”, un documento congiunto che raccoglie le istanze di 17 associazioni datoriali del comparto – tra cui ASSIV – e ha ottenuto anche l’adesione di 3 rappresentanze della Filiera dei Servizi, con l’obiettivo di chiedere una revisione normativa che riconosca le specificità e le esigenze del settore.

Il Manifesto intende richiamare l’attenzione del governo e del Parlamento su un settore troppo spesso trascurato, ma che costituisce un vero pilastro dell’economia italiana. Parliamo di mezzo milione di lavoratori impegnati in servizi essenziali: pulizia e sanificazione di scuole e ospedali, gestione dei rifiuti, vigilanza privata. Un comparto che produce occupazione, sostiene lo sviluppo economico e contribuisce alla coesione sociale del Paese.

Il problema principale denunciato riguarda l’assenza di strumenti efficaci per aggiornare i corrispettivi contrattuali in tempi rapidi, costringendo le imprese ad assorbire i costi derivanti da aumenti salariali, inflazione e rincari delle materie prime. Una situazione che mette a rischio la sopravvivenza di molte aziende e migliaia di posti di lavoro.

C’è chi teme che non si tratti solo di una svista, ma di una precisa scelta politica volta a marginalizzare un settore già duramente colpito da anni di tagli. Il mancato adeguamento dei corrispettivi dopo la pandemia, la crisi energetica e l’instabilità internazionale sono tutti segnali di un’urgenza rimasta finora ignorata.

Le richieste delle associazioni firmatarie sono chiare:

  • modificare le norme sugli appalti pubblici;
  • rendere obbligatoria la revisione periodica dei prezzi nei contratti di servizi e forniture;
  • istituire un dipartimento dedicato alle politiche per il settore;
  • aprire un tavolo di confronto con i ministeri competenti.

Un ruolo di primo piano è stato svolto da ASSIV, che ha contribuito in maniera significativa alla stesura del Manifesto e che oggi lancia un forte allarme in merito alla situazione della vigilanza privata. Il recente rinnovo del contratto collettivo nazionale, insieme alle rigidità imposte dal Codice degli Appalti, rischia di compromettere la tenuta economica del comparto sicurezza. Se i costi del lavoro continueranno ad aumentare senza strumenti di adeguamento automatico, molte aziende non riusciranno a sopravvivere.

Affrontare con urgenza queste criticità è oggi una priorità assoluta per governo, Parlamento e parti sociali, affinché si possa costruire una riforma capace di coniugare sostenibilità economica, qualità del lavoro e sana concorrenza.

Per dare visibilità alle istanze del comparto e avviare un confronto pubblico con le istituzioni, è prevista una conferenza stampa di presentazione del Manifesto a metà maggio. Seguirà un convegno nazionale a metà giugno, con la partecipazione di rappresentanti delle imprese, delle associazioni firmatarie e delle istituzioni, dedicato ad approfondire le proposte del Manifesto e delineare soluzioni concrete per il futuro del settore. Inoltre, ognuno dei firmatari darà spazio all’iniziativa all’interno di delle proprie manifestazioni, come accadrà alla Fiera Internazionale ISSA Pulire, in programma a Rho a fine maggio.

Scarica il Manifesto dell’Economia dei Servizi

Leggi l’articolo sull’Huffington Post

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