Biella, protocollo in prefettura per rafforzare la sicurezza nelle strutture sanitarie

Previsto il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza

Siglato oggi in prefettura a Biella un protocollo d’intesa per innalzare i livelli di sicurezza nelle strutture sanitarie dell’Asl Biella e garantire maggior tutela a pazienti e personale.

In particolare l’intesa mira rafforzare la collaborazione con l’Azienda sanitaria individuando modalità di attivazione delle Forze dell’ordine che ne garantiscano interventi ancora più tempestivi.

L’accordo, oltre alle attività di vigilanza da parte delle Forze di polizia, prevede inoltre il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e di allarme. A ciò si aggiungono specifici percorsi di formazione per i lavoratori del settore sanitario in materia di prevenzione e gestione delle emergenze.

La prefettura realizzerà un monitoraggio costante delle situazioni di rischio, anche attraverso le informazioni che arriveranno dalla Asl.

Firmatari del patto, oltre al prefetto Elena Scalfaro, i vertici provinciali delle Forze dell’ordine e i rappresentanti dell’Asl.

Fonte: Ministero dell’Interno

NIS, tempo scaduto! Ma c’è una possibilità

Per i soggetti censiti si potrà terminare la registrazione fino al prossimo 10 marzo.

Il 28 febbraio è scaduto il termine per la registrazione sulla piattaforma ACN dei soggetti che rientrano nell’ambito di applicazione della disciplina NIS.

Tuttavia, chi non si è ancora registrato ma ha già completato il primo step, quello di censimento, potrà terminare la registrazione anche oltre il 28 febbraio. Avrà ancora dieci giorni per farlo, fino al prossimo 10 marzo. Inderogabilmente. Non si tratta infatti di una proroga. Abbiamo invece applicato lo stesso principio che vale per esprimere il voto ai seggi: se l’elettore fa accesso al seggio prima dell’orario di chiusura delle operazioni di voto, può sempre esercitare il suo diritto civico.

ACN esprime l’auspicio che i soggetti che ritengono di essere in ambito NIS sfruttino questa ulteriore possibilità per registrarsi. Ricordate, registrarsi è importante per la nostra sicurezza digitale!

Fonte: ANC

Buone nuove per il welfare aziendale 2025

I commi da 386 a 391 e da 395 a 398 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2025, agevolano i lavoratori dipendenti neoassunti, in relazione alle spese connesse alla locazione dell’abitazione di residenza trasferita nel comune di lavoro, e i dipendenti in generale, per la cessione di beni e servizi e per le spese da loro sostenute in relazione all’abitazione principale. Inoltre, è previsto un trattamento integrativo speciale, non imponibile, per i lavoratori di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, e del comparto del turismo, compresi gli stabilimenti termali.

Il regime in favore dei neoassunti (commi da 386 a 389) – I commi da 386 a 389 introducono un regime temporaneo di favore per i lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato dal 1°gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, stabilendo, per i primi due anni dalla data di assunzione, la non concorrenza alla formazione del reddito ai fini fiscali (e non ai fini contributivi), entro il limite complessivo di 5mila euro annui, delle somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione dei fabbricati locati dai dipendenti stessi (comma 386).

Tale agevolazione è consentita al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • importo del reddito da lavoro dipendente, percepito nell’anno precedente la data di assunzione, non superiore a 35mila euro;
  • trasferimento della residenza nel comune di lavoro qualora questo sia situato a più di cento chilometri di distanza dal comune di precedente residenza;
  • rilascio da parte del lavoratore dipendente al datore di lavoro di apposita dichiarazione, ai sensi dell’articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Dpr n. 445/2000), nella quale lo stesso attesti il luogo di residenza nei sei mesi precedenti la data di assunzione (da 387 a 389).

Il regime in favore della generalità dei dipendenti (commi 390 e 391) – I commi 390 e 391 aumentano il limite dell’importo non imponibile di alcuni valori dei lavoratori dipendenti, per il corrente periodo d’imposta e i due successivi.

Infatti, derogando al vigente limite di 258,23 euro (articolo 51, comma 3, prima parte del terzo, periodo, del Tuir), per i periodi d’imposta 2025, 2026, e 2027, non concorrono a formare il reddito, entro il limite complessivo di mille euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme, erogate o rimborsate, agli stessi lavoratori, dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, delle spese per la locazione dell’abitazione principale o per gli interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale.

Tale limite è elevato a 2mila euro per i lavoratori dipendenti con figli, compresi quelli nati fuori del matrimonio, riconosciuti e i figli adottivi, affiliati, o affidati, che posseggano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (articolo 12, comma 2, del citato Tuir).

Il beneficio di non imponibilità entro i predetti limiti si applica a condizione che il lavoratore dipendente:

  • dichiari al datore di lavoro di avervi diritto, indicando il codice fiscale dei figli
  • rilasci al datore di lavoro apposita dichiarazione, nella quale attesti il luogo di residenza nei sei mesi precedenti la data di assunzione.

Infine, rileviamo che, come chiarito dalla lettura dalle circolari dell’Agenzia delle entrate nn. 5/E del 7 marzo 2024, e 23/E del 1° agosto 2023, le predette agevolazioni si possono ritenere implicitamente applicabili anche ai redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, di cui all’articolo. 50 del Tuir (commi 390 e 391)

Il trattamento integrativo per i lavoratori di ristorazione e turismo (commi da 395 a 398) – I commi da 395 a 398, riconoscono ai lavoratori privati degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (articolo 5, legge n. 287/1991), e ai lavoratori del comparto del turismo, ivi compresi gli stabilimenti termali, per il periodo dal 1° gennaio 2025 al 30 settembre 2025, un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario, ai sensi del Dlgs n. 66, effettuate nei giorni festivi.

Il trattamento integrativo è erogato a condizione che:

  • i predetti lavoratori siano titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore a 40mila euro nel periodo d’imposta 2024
  • i lavoratori stessi ne facciano richiesta al datore di lavoro, dichiarandovi, per iscritto, l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel 2024.

In caso di erogazione delle somme, i relativi importi sono indicati nella Certificazione unica e il sostituto d’imposta recupera il credito maturato per detta erogazione tramite compensazione (commi da 395 a 398).

Scarica l’estratto della Legge di Bilancio 2025

Fonte: Lavorosi.it

Vedetta 2 Mondialpol: Open Day per il Reclutamento nella Sicurezza Privata

Il settore della sicurezza privata sta vivendo una fase di forte crescita, ma al tempo stesso è caratterizzato da una significativa carenza di risorse umane qualificate. Le aziende del settore sono costantemente alla ricerca di nuovi professionisti, offrendo opportunità di impiego e sviluppo per coloro che desiderano intraprendere un percorso lavorativo stabile e professionalizzante.

Per rispondere a questa crescente domanda, Vedetta 2 Mondialpol organizza un Open Day dedicato al reclutamento di nuovi operatori della sicurezza privata da inserire nelle proprie aziende. L’evento è rivolto a candidati motivati che vogliono inserirsi in un settore con ampie prospettive di crescita o migliorare la propria posizione lavorativa.

Durante l’Open Day, i partecipanti potranno incontrare il team delle risorse umane, conoscere le opportunità offerte dall’azienda e candidarsi per le posizioni di guardia giurata, aspirante guardia giurata e operatore dei servizi di sicurezza.

L’evento si terrà sabato 8 marzo 2025, dalle ore 09:30 alle 18:30, presso il centro commerciale Terranova di Olbia (SS). I candidati interessati sono invitati a presentarsi con il proprio curriculum vitae.

Il mercato della sicurezza privata non solo offre impieghi sempre più richiesti, ma anche reali possibilità di crescita all’interno di aziende strutturate che investono sulle proprie risorse. Le professioni della sicurezza privata rappresentano un’opportunità concreta per costruire un futuro lavorativo solido e di alta professionalità, sviluppando competenze tecniche e operative in un settore in continua evoluzione.

ANAC: Appalti e valutazione di equivalenza CCNL. Una questione sempre aperta

L’ANAC, con Delibera n. 14/2025, è intervenuta con una delle prime pronunce in tema illustrazione dei criteri indicati nel cd. ”Correttivo appalti” (D.Lgs. n. 209/2024) in merito al criterio di equivalenza tra CCNL.

Nell’ambito di una procedura aperta per l’affidamento del servizio d, l’ANAC si è espressa in merito al giudizio finale di non equivalenza del CCNL offerto dall’operatore (CONFSAL – ANISA) con il CCNL indicato negli atti di gara (FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI – ANGAF).

Nella delibera viene affermato che tale giudizio sia rimesso alla discrezionalità della Stazione appaltante ed è sindacabile dall’Autorità solo per vizi di macroscopica irragionevolezza o illogicità.

L’Autority ritiene che, in caso di adozione di diverso CCNL indicato dalla stazione appaltante, la dichiarazione di equivalenza debba “dimostrare che il diverso CCNL adottato, al di là del nomen iuris, garantisca tutele equiparabili. … La valutazione deve necessariamente avere ad oggetto sia le tutele economiche che quelle normative in quanto complesso inscindibile”. 

Tutele economiche – L’ANAC suggerisce di effettuare la valutazione di equivalenza prendendo a riferimento le componenti fisse della retribuzione globale annua costituite dalle seguenti voci:

  1. retribuzione tabellare annuale;
  2. indennità di contingenza;
  3. Elemento Distinto della Retribuzione – EDR;
  4. eventuali mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima);
  5. ulteriori indennità previste.

Tutele normative – Con riferimento alla valutazione di equivalenza delle tutele normative, invece, vengono presi a riferimento i parametri relativi a: 

  1. la disciplina concernente il lavoro supplementare e le clausole elastiche nel part-time;
  2. la disciplina del lavoro straordinario, con particolare riferimento ai suoi limiti massimi, con l’avvertenza che solo il CCNL leader può individuare ore annuali di straordinario superiori alle 250. Lo stesso non possono fare i CCNL sottoscritti da soggetti privi del requisito della maggiore rappresentatività;
  3. la disciplina compensativa delle ex festività soppresse, che normalmente avviene attraverso il riconoscimento di permessi individuali; la durata del periodo di prova;
  4. la durata del periodo di preavviso;
  5. durata del periodo di comporto in caso di malattia e infortunio;
  6. malattia e infortunio, con particolare riferimento al riconoscimento di un’eventuale integrazione delle relative indennità;
  7. maternità ed eventuale riconoscimento di un’integrazione della relativa indennità per astensione obbligatoria e facoltativa;
  8. monte ore di permessi retribuiti;
  9. bilateralità;
  10. previdenza integrativa;
  11. sanità integrativa. 

Per la valutazione corretta dell’equivalenza, l’ANAC fa espresso richiamo alla circolare 28 luglio 2020, del 28.07.2020 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la stazione appaltante può ritenere sussistente l’equivalenza in caso di scostamenti marginali in un numero limitato di parametri pari a 2. 

Sulla base di tali presupposti, considerato che nel caso in esame il suddetto numero di parametri è stato superato, la Stazione appaltante, attenendosi agli indirizzi dell’ Autorità in tema di valutazione di equivalenza delle tutele, ha ritenuto che il CCNL indicato dall’operatore economico non garantisse tutele equiparabili.  

L’ANAC, in coerenza con l’argomento dell’Istanza presentata, nel corso della pronuncia ha richiamato anche il nuovo allegato I.01 (art. 4, commi 1, 2, 3, 4) introdotto con il c.d. “Correttivo Appalti”. 

Nel corso dell’ iter parlamentare questo allegato a subito diverse modifiche  per definire in modo condiviso dei criteri per individuare le associazioni datoriali realmente rappresentative.  ABI Confcooperative, Ania, Confindustria, Confcommercio, Legacoop il 30 novembre 2024 presentarono un documento alle Commissioni Ambiente e Lavoro di Camera e Senato per evidenziare i criteri ritenuti dalle stesse più aderenti ad una verifica della maggiore rappresentatività comparata. Nel dettaglio:

  1. storicità della presenza della Confederazione/Associazione nel panorama delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva;
  2. rilevazione del numero dei rapporti di lavoro regolati, nell’ambito di ciascun settore produttivo o per forma di impresa, da un determinato CCNL di categoria;
  3. partecipazione delle associazioni sottoscriventi il contratto, ovvero delle loro articolazioni confederali, ad organismi di rappresentanza europei ed internazionali;
  4. costituzione di forme di previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa e fondi di formazione professionale, dando luogo ad uno strutturato sistema di welfare di prossimità sulle anzidette tematiche. 

a cura di WST Law & Tax

Fonte: Lavorosi.it

Sicurezza: un diritto di tutti che va oltre le divisioni politiche


La sicurezza è tema centrale nella vita di ogni cittadino e rappresenta un pilastro fondamentale per il funzionamento armonioso della società. Tuttavia, troppo spesso viene affrontata in modo polarizzante, con il rischio di ridurla a una mera bandiera politica. Questo atteggiamento può distogliere l’attenzione dalla vera essenza della questione: la sicurezza non ha colore politico e dovrebbe essere una priorità condivisa da tutte le forze politiche, indipendentemente dalla loro collocazione ideologica.

E’ quindi condivisibile quanto sottolineato dagli esponenti di Fratelli d’Italia ad Alghero dove in Consiglio Comunale maggioranza ed opposizione non hanno trovato la quadra per l’implementazione di servizi di sicurezza privati a favore della collettività. Purtroppo episodi come questo rischiano di alimentare una dialettica conflittuale che non giova alla ricerca di soluzioni efficaci e condivise. Il tema della sicurezza merita di essere affrontato con un approccio pragmatico, capace di andare oltre le divisioni partitiche.

Un esempio virtuoso di come la sicurezza possa essere trattata in modo costruttivo viene dalla nostra associazione: attraverso un confronto costante con il governo e le amministrazioni locali, ASSIV lavora per promuovere soluzioni efficaci e bilanciate, che tengano conto sia della necessità di protezione che del rispetto delle libertà individuali. Questo approccio dimostra come sia possibile affrontare il tema della sicurezza senza cadere in una contrapposizione ideologica, ma anzi favorendo un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti.

La vera sfida del nostro tempo consiste infatti nel bilanciare efficacemente sicurezza e libertà. Una società sicura non può prescindere dal rispetto delle libertà individuali, e viceversa. Questo equilibrio richiede un impegno congiunto e trasversale da parte di tutte le forze politiche, che devono collaborare per sviluppare strategie che garantiscano la protezione dei cittadini senza compromettere i diritti fondamentali.

È fondamentale che la sicurezza venga inserita nell’agenda politica di tutti i partiti, non come terreno di scontro ideologico, ma come spazio di confronto costruttivo. Solo attraverso un dialogo aperto e collaborativo è possibile elaborare programmi efficaci che rispondano alle reali esigenze della popolazione. Questo approccio richiede la volontà di superare le barriere partitiche e di riconoscere che, quando si tratta di sicurezza, ciò che conta non è l’appartenenza politica, ma l’efficacia delle soluzioni proposte.

La sicurezza non è insomma né di destra né di sinistra: è un diritto fondamentale di ogni cittadino e una responsabilità collettiva. Le forze politiche hanno il dovere di collaborare per garantire un ambiente sicuro e libero per tutti. Solo attraverso un impegno condiviso e una visione unitaria è possibile affrontare con successo le sfide legate alla sicurezza nel mondo contemporaneo.

Qui gli articoli di stampa:

Città sicure e rischi del web: la borsa di studio Merlo per gli studenti di Varese

VARESE – La sicurezza nelle città e i rischi del web nell’epoca dei social. Sono i temi su cui dovranno esprimersi i giovani partecipanti alla quarta edizione della borsa di studio promossa da Anps Varese in memoria di Mario Merlo, per decenni presidente dell’associazione. La presentazione ieri, martedì 4 marzo, in Questura (nel video qui sotto le interviste).

Quarta edizione

L’iniziativa, a cui collabora la famiglia Merlo rappresentata oggi dal figlio Angelo, vuole ricordare il poliziotto e imprenditore che nel 2005 fu nominato commendatore dal presidente Ciampi. Una figura ricordata dal questore Carlo Mazza e dal presidente di Anps Varese Agostino Scuncia per il suo impegno e spirito di abnegazione a favore della Polizia di Stato. Il concorso è riservato ai figli dei dipendenti della Polizia in servizio e in quiescenza e dei soci di Anps delle sezioni di Varese, Busto, Gallarate e Luino, con lo scopo di promuovere l’educazione scolastica e universitaria. Per partecipare al concorso c’è tempo fino al 16 marzo, data in cui si chiudono le iscrizioni.

Le premiazioni alla Festa della Polizia

Ad illustrare le tracce del concorso il vicequestore aggiunto Francesco Pino. Gli studenti delle scuole medie dovranno realizzare un disegno sul tema “città sicura”, mentre gli studenti delle scuole superiori sono chiamati a presentare un testo, di massimo 1500 battute, sul tema dell’utilizzo dei social e delle fake news in relazione all’attività di pubblica sicurezza. Gli studenti universitari invece dovranno realizzare un video, sempre sul concetto di “città sicura”. I primi tre lavori risultati vincitori saranno premiati con una borsa di studio, del valore di 800 euro per le medie, 1000 per le superiori e 1200 per gli universitari. Il conferimento avverrà in occasione della celebrazione della Festa della Polizia, che quest’anno si terrà presso le Ville Ponti di Varese il prossimo 10 aprile.

Il profilo di Merlo

Mario Merlo nasce a Busto Arsizio nel 1927. Entra giovanissimo nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, dove rimane fino al 1956. In quegli anni acquisisce i valori di “essere poliziotto”, di “servire” e di “essere fedele allo Stato”, che si consolidano e che rimangono alla base del suo essere. Nel 1957 dopo l’esperienza in Polizia entra nel mondo della vigilanza privata fondando un noto gruppo tuttora attivo sul territorio. Negli anni ’80 diventa presidente di Anps Varese, che guida per circa 30 anni. Nel 1980 viene nominato Cavaliere al Merito della Repubblica e nel 2005 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in considerazione delle particolari benemerenze lo nomina Commendatore.

Fonte: Malpensa 24

Scarica gli articoli di stampa

La Prealpina. Città Sicure e Fake news: borse di studio in memoria di Merlo

La Prealpina: Borse di studio ai figli dei poliziotti in memoria di Mario Merlo

Il Giorno. Torna il premio Mario Merlo. Borse di studio per gli studenti sul tema della sicurezza

La Questura di Varese. La Questura di Varese presenta la borsa di studio Mario Merlo 2025

ICMQ: NIS2 – SPETTRO EUROPEO E DECLINAZIONE ITALIANA – 1 aprile 2025, 09:00-18:00

ICMQ organizza il corso di formazione:

NIS2

Spettro europeo e declinazione italiana

Come rispettare e trarre vantaggio dalla Direttiva e dal D. Lgs. 138/2024,
lavorando sulla sicurezza e sulla conformità

Formazione a distanza (FAD) – 01 aprile 2025 ore 09:00-18:00

Il corso analizza i requisiti normativi della Direttiva NIS2 e gli adempimenti richiesti dalla norma italiana di recepimento: il D. Lgs 138/2024.

Durante il corso, mediante un approccio operativo alla comprensione della norma, sono fornite indicazioni su chi sia assoggettato alla norma e come adeguarsi alle misure di sicurezza richieste, attraverso la disamina di aspetti tecnici e organizzativi utili all’implementazione.
Il corso infine vuole fornire un utile raffronto tra i requisiti richiesti dalla ISO/IEC 27001 e il GDPR.

Il corso mira a trasmettere ai discenti le conoscenze approfondite atte a:
–    Comprendere se la propria organizzazione sia un soggetto passivo NIS2
–    Progettare le misure di gestione del rischio all’interno della propria organizzazione
–    Individuare opportunità di miglioramento nelle misure di sicurezza adottate dalla propria organizzazione
–    Documentare le misure adottate
–    Classificare eventuali minacce, incidenti e vulnerabilità e segnalarli nel rispetto della normativa e garantire la continuità operativa
 

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Security UNI 10459 e DPO 11927 al superamento del test di valutazione.

Le iscrizioni sono aperte fino al 25/03/2025
all’indirizzo: [email protected]

Il programma del corso e la scheda di iscrizione sono disponibili a questo link.

Agli associati ASSIV sono riservate tariffe scontate.

Città più sicure: la vigilanza privata scende in campo con i comuni

Si fa sempre più intenso il dibattito sulla necessità di stipulare accordi tra i comuni italiani e gli istituti di vigilanza privata per il presidio del territorio.

In diverse regioni, come la Toscana e le Marche, si stanno sviluppando progetti concreti in questa direzione. A Pontedera, in Toscana, le associazioni di categoria stanno valutando l’ipotesi di coinvolgere istituti di vigilanza privata per migliorare la sicurezza dei negozi. Secondo Lorenzo Nuti, presidente di Confcommercio Pontedera, negli ultimi mesi si sono verificati numerosi episodi criminosi, tra cui furti e tentativi di scasso nelle attività commerciali, che hanno evidenziato plasticamente l’urgenza di implementare misure di sicurezza più efficaci.

A Firenze Comune e Camera di Commercio hanno stanziato 260.000 Euro per contributi a fondo perduto in favore di commercianti che hanno subito la “spaccata”. L’aiuto economico, nella misura massima di 5.000 euro, potrà essere speso, oltre che per il ripristino di quanto danneggiato, per l’installazione di impianti di allarme e videosorveglianza

Nelle Marche, il Comune di Porto Sant’Elpidio sta adottando misure simili. Il sindaco Massimiliano Ciarpella, insieme agli assessori Enzo Farina e Maria Laura Bracalente, ha incontrato il prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio, per discutere del piano sicurezza. Durante l’incontro, è stata evidenziata l’importanza di implementare sistemi di videosorveglianza e, in via sperimentale, un servizio di vigilanza privata a tutela degli edifici pubblici nelle ore notturne.

Queste iniziative riflettono una crescente consapevolezza sull’importanza di rafforzare la sicurezza urbana attraverso l’impiego di guardie particolari giurate.

Come Assiv auspichiamo da tempo una maggiore collaborazione tra enti locali e istituti di vigilanza privata per potenziare la sicurezza urbana integrata. Il settore della vigilanza privata ha compiuto significativi progressi non solo nei servizi offerti alle aziende private, ma anche nelle possibili connessioni con il potenziamento della sicurezza urbana. La normativa ha valorizzato solo in parte questa opportunità, ma un sentiero battuto si può trovare all’interno del pacchetto sicurezza Minniti, il dl 14/2017.

Pontedera, Porto Sant’Elpidio, Firenze, si inseriscono quindi nel solco delle iniziative lodevoli per affrontare un problema che gli IVP possono contribuire a risolvere, ci auguriamo che sempre più comuni li seguiranno.

Qui gli articoli di stampa

https://www.cronachefermane.it/2025/02/12/lamministrazione-di-porto-santelpidio-dal-prefetto-per-il-piano-sicurezza/684661

https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2025/02/07/news/pontedera-ipotesi-vigilanza-privata-per-dare-sicurezza-ai-negozi-1.100658121

Presentata al Parlamento la Relazione annuale Intelligence 2025

La Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza evidenzia le principali direttrici di intervento lungo le quali, nel corso del 2024, gli Organismi Informativi hanno operato a tutela degli interessi nazionali, in aderenza ai principi costituzionali e agli obiettivi indicati dal Governo, e sotto il controllo del Parlamento. Come di consueto, riflette la diversificata gamma di minacce alla sicurezza nazionale che sono state alla prioritaria attenzione dell’Intelligence.

Pur con alcuni elementi innovativi, a partire dal potenziamento delle possibilità di lettura della versione digitale, l’impianto complessivo della Relazione si pone in continuità rispetto all’edizione precedente, prediligendo un’analisi di taglio strategico. Ciò, da un lato, appare conforme all’esigenza di illustrare, entro il perimetro di quanto può essere reso pubblico, la politica dell’informazione per la sicurezza; dall’altro, permette di rappresentare in un’unica narrazione l’accentuata complessità dello scenario internazionale e la tutela degli interessi nazionali che su di esso si innestano.

L’obiettivo è condividere con il Parlamento – e attraverso di esso con la comunità nazionale – i risultati dell’azione intelligence e, al contempo, restituire un’immagine quanto più fedele possibile di un quadro securitario in costante deterioramento. Al moltiplicarsi degli scenari di crisi si associa, infatti, una loro sempre più profonda interconnessione. Ne derivano fenomeni di minaccia multiformi, sfide securitarie che attraversano domini e travalicano le tradizionali distinzioni operative.

A elevare il grado di incertezza concorre la progressiva erosione dell’ordine internazionale in vigore dal secondo dopoguerra. Proposte di riforma e ipotesi di parziale riassestamento si alternano a più assertivi tentativi, corredati da attacchi sempre più forti alle fondamenta delle democrazie liberali, sia di revisione di quell’ordine, sia di indebolimento della governance globale.

Al riguardo, l’anno di Presidenza italiana ha corroborato il ruolo insostituibile del G7, che, in quanto unito da valori e principi comuni, assicura, nello scenario mondiale, un apporto fondamentale alla difesa della libertà, della democrazia e dei diritti umani. Il G7 ha dunque esteso il novero dei dossier in agenda, grazie a un ampio outreach e all’inclusione di temi innovativi come l’intelligenza artificiale: ciò, anche in virtù del sistematico contributo informativo che l’Intelligence ha garantito alla Presidenza in relazione ai temi più rilevanti in chiave di sicurezza nazionale.

Chiamando alle urne oltre metà della popolazione mondiale, il 2024 ha confermato alcuni assetti di potere e ne ha rinnovati altri, ampliando l’orizzonte dei possibili scenari di sviluppo del (dis)equilibro internazionale. L’analisi del voto globale ha inoltre evidenziato la crescente rilevanza delle questioni socio-economiche nelle scelte degli elettori più giovani, possibile segnale dello spostamento delle nuove generazioni verso un’immagine dei rapporti internazionali più competitiva che cooperativa.

Sui variegati fattori di instabilità incide la velocità della trasformazione del mondo. In un intreccio costante tra ambiente digitale e ambiente analogico, l’innovazione tecnologica ha impresso un’accelerazione significativa al cambiamento delle relazioni umane, dei rapporti sociali e delle abitudini di vita. Insieme alle indiscutibili opportunità di sviluppo emergono, da una prospettiva intelligence, spazi virtuali di possibile isolamento e radicalizzazione, nuovi interessi da tutelare, vulnerabilità che ampliano la superficie di attacco agli occhi di attori ostili.

Tali evoluzioni portano a ricomprendere fra le dimensioni essenziali dell’interesse nazionale la tutela, anche nello snodo nevralgico rappresentato dalle eccellenze universitarie, della nostra capacità di innovazione e del nostro patrimonio scientifico e tecnologico più pregiato. Le evidenze intelligence rilevano infatti strategie assai sofisticate messe in campo da attori ostili determinati ad appropriarsi delle nostre conoscenze più avanzate, allo scopo di rafforzare la loro potenza geopolitica. Coerente risposta a tale fenomeno è stato il varo di un piano d’azione nazionale volto, nel pieno rispetto del principio costituzionale della libertà della ricerca scientifica, a tutelare l’Università e la Ricerca dalle ingerenze straniere.  A livello globale affiorano, inoltre, reazioni alla velocità del cambiamento che si instradano lungo sentieri diversi da quelli tracciati nell’epoca in cui la globalizzazione aveva trovato il suo apogeo. È un amalgama di rischi e opportunità a cui si somma il potenziale sovraccarico informativo prodotto dall’enorme quantità di informazioni reperibili online e dalla velocità della loro diffusione, fattori che richiedono all’Intelligence un continuo adattamento di processi e strumenti al fine di valorizzare le informazioni rilevanti per la sicurezza nazionale.

Tutto ciò si riflette nelle due sezioni che compongono la Relazione. La prima è dedicata allo scenario internazionale e avvia dalla crescente instabilità alle porte dell’Europa: il conflitto russo-ucraino, la guerra in Medio Oriente e la minaccia jihadista che da essa ha tratto opportunità di rilancio. Allarga dunque lo sguardo all’incertezza che avvolge altri quadranti all’attenzione intelligence (Balcani e Africa) o che deriva da ulteriori fattori di rischio (la minaccia ibrida alle democrazie liberali), e poi alla competizione che accomuna l’emergente protagonismo di un “Global South” sempre più variegato, le tensioni nell’Indo-Pacifico, i mercati globali delle materie prime e, in tale contesto, la tutela degli assetti strategici nazionali.

La seconda sezione si sviluppa sulle sfide globali che, superando ampiamente l’orizzonte annuale di questo documento, attraversano e connettono gli scenari di crisi. È anche attraverso la comprensione di temi quali i trend demografici e migratori, l’innovazione tecnologica, le sfide poste dal cambiamento climatico e dagli squilibri socio-economici che l’Intelligence affina la capacità di discernere le evoluzioni della realtà internazionale e offrire scenari che migliorino il posizionamento dell’Italia sullo scacchiere globale. A queste tematiche è associato uno degli elementi innovativi della Relazione: la dashboard infografica a introduzione del documento, un pannello di controllo acceso sulle sfide globali che, anno dopo anno, ne possa seguire l’andamento attraverso l’aggiornamento costante di alcuni indicatori utili a instradare la ricerca informativa e indirizzare l’analisi strategica.  Lungo entrambi i capitoli si inseriscono inoltre le molteplici sfaccettature della sicurezza nazionale e gli approfondimenti sui tradizionali ambiti di minaccia su cui si è concentrata l’attività info-operativa. Allo stesso modo, in linea con le precedenti edizioni, a dipanarsi nel testo è una serie di analisi infografiche che hanno l’obiettivo di restituire la complessità dei temi osservati, ora aggiungendo dettaglio alla parte testuale, come nella scomposizione dei molteplici scenari di insicurezza del continente africano, ora aprendo una finestra su ulteriori dossier, ad esempio approfondendo la nuova corsa allo spazio.

Ulteriore elemento di novità è rappresentato, infine, dall’inserto dedicato all’intelligenza artificiale che, da una prospettiva intelligence, inevitabilmente indirizzata verso le possibili minacce al corretto funzionamento della vita democratica, affronta i diversi profili in cui l’IA mostra il suo potenziale dirompente, dalla trasformazione del mondo del lavoro alle applicazioni militari. La scelta di un approfondimento separato (ma annesso) alla Relazione testimonia non solo l’attenzione alla corsa in atto a livello globale per la supremazia in tale campo, ma anche la consapevolezza delle possibilità che l’IA può offrire in termini di velocità e dettaglio all’attività di informazione per la sicurezza. È anche la conferma della volontà della Comunità Intelligence di arricchire con peculiari chiavi di lettura il dibattito pubblico sugli scenari attraverso cui si schiude il cambiamento del mondo.

Le pagine che seguono mirano in definitiva a testimoniare l’impegno degli Organismi Informativi ad assolvere alla propria missione di tutela degli interessi nazionali, nell’esclusivo interesse della Nazione e delle sue istituzioni democratiche.

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RELAZIONE_ANNUALE_2025

INSERTO_2025

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Fonte: sicurezzanazionale.gov.it