ICMQ. La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 28 giugno 2024

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La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 28 giugno dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.
Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).
Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.
Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.
Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.
Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.
Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.
Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.
La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

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ICMQ: La norma UNI EN ISO 9001:2015 l’attività dei valutatori interni del Sistema di Gestione per la Qualità. 21 e 26 giugno – 9 e 10 ottobre 2024

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La norma UNI EN ISO 9001:2015 l’attività dei valutatori interni del Sistema di Gestione per la Qualità

ICMQ organizza un corso FAD di 24 ore (21 e 26 giugno, 9 e 10 ottobre), suddiviso in due moduli.


Il primo modulo ha la finalità di introdurre i partecipanti all’evoluzione della norma UNI EN ISO 9001:2015, analizzandone le caratteristiche e le modifiche rispetto alla precedente versione per comprendere le linee di sviluppo e pianificare gli adeguamenti.
Il secondo modulo è mirato all’addestramento del personale che, all’interno delle aziende, viene incaricato dall’alta direzione di gestire il Sistema Qualità e/o di eseguire le visite ispettive interne.
Le verifiche ispettive interne costituiscono un importante momento di analisi del Sistema di Gestione per la Qualità; la loro efficace esecuzione consente di cogliere eventuali problemi e punti deboli, evidenziare ambiti di rischio e proporre azioni di mitigazione, come indicato dalla nuova norma UNI EN ISO 9001:2015, di predisporre una valida base di partenza per il riesame della Direzione. La linea guida relativa all’attività di audit che, pur non essendo cogente per quanto riguarda le verifiche ispettive interne, può fornire alcuni utili suggerimenti in merito alla loro pianificazione ed esecuzione.
Il corso ha connotazioni prevalentemente pratiche; si sviluppa attraverso esempi, simulazioni di verifiche ispettive e controlli nei vari settori specifici, secondo quanto previsto nelle Guide applicative e Liste di controllo. I risultati ottenuti saranno commentati e discussi con i docenti. Il corso prevede un test di valutazione finale. Materiale didattico. Verrà fornita copia delle slide proiettate durante l’intervento; per una maggiore efficacia didattica si consiglia, agli allievi di avere a disposizione della propria copia della norma UNI EN ISO 9001:2015 e della linea guida UNI EN ISO 19011:2012, che per motivi di copyright l’ente non può fornire. Metodologia didattica del secondo modulo. I primi due incontro sono dedicati agli aspetti teorici, supportati da esempi pratici, per la gestione delle attività connesse alla pianificazione, programmazione, preparazione, esecuzione e reportistica della attività di audit interno. Gli ultimi due incontri sono dedicati allo svolgimento di una esercitazione, organizzata in più parti, che simula l’intero processo di audit.

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Per gli associati ASSIV sono previste tariffe agevolate.

ICMQ: Power BI: come organizzare e condividere i dati in team. 21 e 28 giugno, 5 e 12 luglio 2024

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Power BI: come organizzare e condividere i dati in team

Il corso di 16 ore, erogato in collaborazione con il Collegio degli ingegneri e architetti di Milano, si terrà in modalità online sincrona il 21 e 28 giugno, 5 e 12 luglio dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Power BI è una raccolta di servizi software, app e connettori che interagiscono per trasformare le origini dei dati prodotti in un’azienda o tra collaboratori in un insieme di informazioni coerenti e interattive, consentendo di connettersi facilmente alle origini dati, visualizzare e scoprire le informazioni importanti e condividerle con tutti gli utenti o con quelli necessari.
È possibile, ad esempio, usare Power BI Desktop per creare report per il team sulle statistiche relative al coinvolgimento del cliente e visualizzare l’inventario e l’avanzamento della produzione oppure creare un report impaginato delle fatture inviabili tramite posta, in base a un set di dati.
Da qui si capisce come questo strumento può essere una risorsa importante per l’azienda e i collaboratori in quanto centralizza, semplifica e ottimizza quello che altrimenti sarebbe un processo confuso, disconnesso e complesso per la progettazione e la creazione di repository e report di Business Intelligence.
Il corso è rivolto a coloro che vogliono utilizzare Power BI come sistema di supporto alle decisioni (DSS) e ad utenti che si occupano di analisi dei dati.

Power BI Desktop integra le tecnologie collaudate di Microsoft Query Engine, modellazione dei dati e visualizzazione. Analisti di dati e altri utenti possono creare raccolte di query, connessioni dati, modelli e report e condividerli facilmente.

Grazie alla combinazione di Power BI Desktop con il servizio Power BI, è possibile modellare, creare, condividere ed estendere con maggiore facilità nuove informazioni dettagliate ricavate dai dati.
Verranno rilasciati 16 Cfp agli ingegneri iscritti all’ordine professionale

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Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate.

Le prospettive per l’economia italiana nel 2024-2025

Le prospettive per l’economia italiana nel 2024-2025

Il Pil italiano è atteso crescere dell’1% nel 2024 e dell’1,1% nel 2025,in moderata accelerazione rispetto al 2023.

Nel 2024 l’aumento del Pil verrebbe sostenuto dal contributo sia della domanda interna al netto delle scorte, sia della domanda estera netta (+0,7 punti percentuali per entrambe), con un contributo delle scorte ancora negativo (-0,4 p.p.). Nel 2025 la crescita dell’economia italiana sarebbe invece trainata prevalentemente dalla domanda interna (+0.9 p.p.).

I consumi privati continuano a essere sostenuti dal rafforzamento del mercato del lavoro e dall’incremento delle retribuzioni in termini reali, ma frenati da un aumento della propensione al risparmio. Tali dinamiche determineranno per il 2024 una crescita moderata (+0,4%) dei consumi delle famiglie e delle ISP e una successiva accelerazione nel 2025 (+1%).

Per gli investimenti fissi lordi si prevede una dinamica di decelerazione nel biennio di previsione (+1,5% e +1,2% rispettivamente nel 2024 e 2025, dal +4,7% del 2023), determinata dal venire meno degli incentivi fiscali all’edilizia, che saranno compensati sia dagli effetti dell’attuazione delle misure previste dal PNRR, sia dalla riduzione dei tassi di interesse.

L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro (ULA), segnerà una crescita in linea con quella del Pil (+0,9% nel 2024 e +1,0% nel 2025) a cui si accompagnerà un calo del tasso di disoccupazione (7,1% quest’anno e 7,0% nel 2025).

Per i prossimi mesi ci si attende un graduale ritorno verso tassi di inflazione vicini ai target della BCE; tale dinamica determinerà, per il 2024 una forte decelerazione del deflatore della spesa delle famiglie residenti (+1,6% dal +5,2% del 2023) a cui seguirà un moderato incremento nel 2025 (+2,0%).

Lo scenario previsivo rimane caratterizzato dal perdurare di una elevata incertezza del quadro internazionale, determinata dall’evoluzione delle tensioni geo-politiche.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Privacy : Videosorveglianza e rilevazione presenze nel rispetto del GDPR e dello Statuto dei Lavoratori

Privacy : Videosorveglianza e rilevazione presenze nel rispetto del GDPR e dello Statuto dei Lavoratori

Il Garante per la Protezione dei dati personali, con provvedimento n. 234 dell’11 aprile 2024 ha sanzionato un datore di lavoro pubblico per un’istallazione di videocamere nei luoghi di lavoro – che riprendevano altresì i dipendenti al passaggio di rilevamento delle presenze –  non rispettosa dello Statuto dei lavoratori, né delle garanzie assicurate ai dipendenti dalla normativa in materia di privacy.

Con specifico riferimento all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici, già nel Provvedimento in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010 il Garante aveva chiarito che tali soggetti, in qualità di titolari del trattamento, possono trattare dati personali nel rispetto del principio di finalità, perseguendo scopi determinati, espliciti e legittimi per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Quando, come nel caso di specie, le videocamere installate nei luoghi di lavoro, riprendano anche il personale che transita o sosta nei luoghi di lavoro, il trattamento dei dati personali dei lavoratori può essere effettuato se è necessario per la gestione del rapporto di lavoro e nell’ambito del quadro giuridico applicabile definito dalla normativa comunitaria, da regolamenti o da contratti collettivi (artt. 6, par. 1, lett. c), e 88 del GDPR).

Tuttavia, il datore di lavoro deve rispettare le norme nazionali, che includono misure appropriate e specifiche a salvaguardia della dignità umana degli interessati in particolare per quanto riguarda la trasparenza del trattamento e i sistemi di monitoraggio sul posto di lavoro (v. artt. 6, par. 2, e 88, par. 2, del Regolamento): in forza del rinvio contenuto nell’art. 114 del Codice alle preesistenti disposizioni nazionali di settore che tutelano la dignità delle persone sul luogo di lavoro, con particolare riferimento ai possibili controlli da parte del datore di lavoro, l’osservanza dell’art. 4 della L. 300/1970 si pone quindi quale condizione di liceità del trattamento. 

Videosorveglianza nei luoghi di lavoro: Nuove indicazioni dal Garante privacy

In base a tale norma, come noto, gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla RSU o dalle RSA, ovvero, in alternativa, previa autorizzazione della sede territoriale o centrale dell’INL

Tali informazioni, inoltre, possono essere utilizzate a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal Codice.

In base all’art. 5 del GDPR, d’altro canto, il titolare del trattamento può utilizzare per ulteriori trattamenti i soli dati personali che siano stati lecitamente raccolti, con riguardo alla finalità principale e nel rispetto dei principi generali di protezione dei dati, tra cui quello di “liceità, correttezza e trasparenza”. 

Videosorveglianza & Co: facciamo il punto con l’INL

In attuazione di tale principio il titolare deve quindi adottare misure appropriate per fornire all’interessato tutte le informazioni di cui agli artt. 13 e 14 del GDPR, in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro (cfr. art. 12, par. 1, del Regolamento).

L’Autorità, nel caso di specie, era intervenuta a seguito della segnalazione di una dipendente concernente l’installazione di una telecamera nell’atrio dell’ente, in prossimità dei dispositivi di rilevazione delle presenze dei lavoratori; tramite l’utilizzo delle immagini registrate, l’amministrazione aveva contestato alla dipendente alcune violazioni dei propri doveri d’ufficio, tra cui il mancato rispetto dell’orario di servizio.

La PA, in sede di memoria difensiva innanzi al Garante, aveva affermato che la telecamera era stata installata per motivi di sicurezza, a seguito di alcune aggressioni ai danni di altri dipendenti pubblici.

Nel corso dell’istruttoria il Garante aveva tuttavia rilevato che l’ente non aveva assicurato il rispetto delle procedure di garanzia previste dalla disciplina di settore in materia di controlli a distanza, ed aveva peraltro utilizzato le immagini delle videocamere, installate nei luoghi di lavoro, per adottare un provvedimento disciplinare nei confronti della lavoratrice.

L’Autorità ha, pertanto, sanzionato l’Amministrazione per la violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e b), 6, 12, 13 e 88 del Regolamento, nonché 114 del Codice, ingiungendo, inoltre, alla stessa di fornire a tutti gli interessati (lavoratori e visitatori presso la sede comunale) un’idonea informativa sui dati personali trattati mediante l’utilizzo della telecamera in questione. 

Fonte : Garante PrivacyLavorosi

Direttiva UE 1499/2024 e 1500/2024 : nuovi poteri per gli organismi di promozione della parità

Direttiva UE 1499/2024 e 1500/2024 : nuovi poteri per gli organismi di promozione della parità

Il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 29 maggio 2024, due Direttive riguardanti la parità di genere, razziale e religiosa, negli ambiti del lavoro e della sicurezza sociale.

In particolare:

  • La Direttiva (UE) 2024/1499, del 7 maggio 2024, attiene alle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnica, tra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE;
  • La Direttiva (UE) 2024/1500, del 14 maggio 2024, attiene alle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE.  

In concreto le due direttive apportano alcune modifiche alla disciplina che definisce  i requisiti essenziali per il funzionamento delle autorità nazionali preposte a vigilare  sulla corretta attuazione dei principi sulla parità di genere.

Per l’Italia si tratta di competenze attribuite in parte al Dipartimento per le Pari Opportunità, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presieduto dal Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, e da una rete di Consiglieri regionali coordinati a livello nazionale. L’intento è di migliorare l’efficienza e assicurare l’autonomia di tali enti, rafforzando l’applicazione del principio di pari trattamento definito  dalle  direttive precedenti in materia,  2006/54/CE e 2010/41/UE , senza pregiudicare le prerogative delle parti sociali e le competenze dell’ Ispettorato o di altri organismi incaricati dell’applicazione delle norme. 

Entrambe le direttive entrano in vigore il prossimo 18 giugno , con la precisazione per cui le modifiche alle precedenti direttive si applicheranno a decorrere dal 19 luglio 2026, data entro la quale gli Stati membri dovranno provvedere al recepimento delle direttive stesse. 

Gli Stati membri, entro il 19 giugno 2031 e successivamente ogni 5 anni, dovranno fornire alla Commissione UE tutte le informazioni pertinenti relative all’applicazione delle direttive con particolare riguardo al funzionamento degli organismi per la parità, tenuto conto delle relazioni elaborate dagli stessi a norma degli art. 17, lett. b) e c) .  Inoltre è previsto che almeno ogni quattro anni una o più relazioni, contenenti raccomandazioni, sulla situazione della parità di trattamento e della discriminazione, inclusi gli eventuali problemi strutturali riscontrati.  

Le nuove direttive sottolineano la necessità che gli organismi nazionali di parità debbano offrire  la possibilità di risolvere le controversie in modo alternativo, tramite mediazione o conciliazione, secondo la normativa e le prassi nazionali, senza precludere la possibilità di intraprendere un’azione legale quando la risoluzione alternativa non si rivela proficua.  Gli Stati membri dovranno garantire termini di prescrizione sufficienti e prevedere la loro sospensione durante la procedura conciliativa.   

Viene specificato inoltre che   gli organismi nazionali deputati  all’attuazione dei principi in materia di parità di genere dovranno adoperarsi per fornire supporto con specifiche consulenze sul quadro giuridico ; procedure e mezzi di ricorso.

Gli Stati membri sono tenuti a conferire alle autorità per la parità il potere di indagare sulle violazioni dei principi di pari trattamento e, se ritenuto necessario, di avviare procedimenti per conto delle vittime o d’ufficio per difendere l’interesse pubblico.  

Fonte. Consiglio UE – Lavorosi

Webinar ASSIV – Axitea Spa sulla nuova Direttiva europea della sicurezza informativa NIS 2. 20 giugno 2024

Webinar ASSIV – Axitea Spa sulla nuova Direttiva europea della sicurezza informativa NIS 2. 20 giugno 2024

🚀 Webinar ASSIV in collaborazione con AXITEA SPA: “NIS 2: Perimetro applicativo, soggetti coinvolti, strategie e strumenti per adeguarsi alla Nuova Direttiva Europea sulla sicurezza informatica” 🚀

Siamo lieti di annunciare il nostro prossimo webinar dedicato alla nuova Direttiva europea sulla sicurezza informatica, la NIS 2. 📅

🔐 Quando?
🗓️ Data: 20 giugno 2024
⏰ Orario: 14.30 – 15.30

🌐 Di cosa parleremo?
☑ Introduzione alla Direttiva UE e agli obiettivi;
☑ Soggetti coinvolti e tempistiche;
☑Indicazioni di implementazione;
☑NIS 2 – ISO27001;
☑Controlli e misure tecniche.

👥 Relatori
🔹Maria Cristina Urbano (Presidente ASSIV Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari)
🔹Federico Alessandri (Cyber Security Specialist, Axitea Spa)
🔹Maria Formato (Lead Consultant, Axitea, Spa)


🔗 Iscriviti ora e riserva il tuo posto: [email protected]

Scarica la locandina

Calcolo dei premi assicurativi per l’anno 2024

Calcolo dei premi assicurativi per l’anno 2024

Fissati i limiti minimi di retribuzione imponibile giornaliera per il calcolo dei premi assicurativi.

Con la circolare n. 12 del 23 maggio 2024 si forniscono le necessarie istruzioni per il calcolo dei premi assicurativi sulla base dei minimali di retribuzione imponibile giornaliera per l’anno 2024. Le indicazioni riguardano i premi ordinari e i premi speciali unitari.

Scarica la circolare

Fonte: INAIL

Webinar ASSIV: “Il mercato della sicurezza privata ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Criticità ed opportunità”. 7 giugno 2024

 📢Webinar: “Il mercato della sicurezza privata ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Criticità ed opportunità” 📢

🗓 Data: 7 giugno 2024 🕒 Ora: 10.30 – 12.30

Unisciti a noi per un approfondimento esclusivo sul mercato della sicurezza privata a un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Scopriremo insieme le criticità emerse e le opportunità che si sono presentate in questo periodo di cambiamento.

👥 Relatori:
🎧 Maria Cristina Urbano (Presidente di ASSIV Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari)
🎧 avv. Matteo Valente (Studio AOR Avvocati)

🌟 Nel corso del webinar saranno approfonditi e trattati alla luce della più recente giurisprudenza:
✅Applicazione del CCNL e libertà di impresa
✅Lo scorporo dei costi della manodopera
✅Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa
✅Tra revisione prezzi e conservazione dell’equilibrio contrattuale

ICMQ riconosce 1 credito valido per il mantenimento della certificazione del Professionista Security UNI 10459

Questo webinar è imperdibile per tutti i professionisti del settore della sicurezza privata, responsabili degli appalti e manager aziendali che vogliono rimanere aggiornati sulle nuove dinamiche del mercato.

🔗 Iscriviti ora: [email protected]

Maria Cristina Urbano (Huffington Post): Un nuovo tassello per il settore della sicurezza privata

Maria Cristina Urbano (Huffington Post): Un nuovo tassello per il settore della sicurezza privata

La proposta di legge a prima firma dell’on. Caramanna, in merito alle “Disposizioni in materia di prestazione di servizi ausiliari alla sicurezza”, vuole intervenire sui processi di erogazione dei servizi, certificando la qualificazione e l’affidabilità delle imprese di sicurezza ausiliaria

In continuità con l’ordine del giorno presentato e accolto alla scorsa legge di bilancio con il quale si impegnava il governo “a valutare l’opportunità di intervenire per regolamentare il settore della sicurezza privata non armata attualmente in crisi per effetto della mancanza di un quadro normativo definito” nella giornata di ieri è stata presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge a prima firma dell’on. Gianluca Caramanna “Disposizioni in materia di prestazione di servizi ausiliari alla sicurezza”.

L’obiettivo della Pdl è promuovere la fornitura dei servizi ausiliari alla sicurezza attraverso l’adozione delle norme tecniche UNI 11925 – UNI 11926, colmando così il vuoto esistente nel quadro normativo dell’intero sistema della sicurezza privata, e prevedendo al riguardo specifiche disposizioni relative alla diffusione delle certificazioni accreditate sottese dalla normativa tecnica UNI. La UNI 11925 definisce i requisiti relativi all’attività professionale degli operatori dei servizi ausiliari alla sicurezza, ossia gli addetti di imprese incaricate della gestione del patrimonio di una organizzazione al fine di assicurarne i requisiti di fruibilità, disponibilità, funzionalità. La UNI 11926 identifica i servizi ausiliari alla sicurezza non regolamentati da norme cogenti e idonei ad assicurare le condizioni di fruibilità di beni materiali e immateriali di una organizzazione, da parte dei suoi utenti, nonché lavoratori e altre persone coinvolte.

Si tratta di un ulteriore tassello del lavoro certosino che ASSIV porta avanti da tempo attraverso il dialogo e il confronto con le istituzioni. Confronto che si è sempre posto l’obiettivo di definire ogni strumento normativo e regolamentare atto ad implementare il quadro legislativo vigente, affinché trovasse piena applicazione il principio della sussidiarietà tra Forze dell’Ordine e vigilanza privata, concetto dal quale non si può prescindere nell’ottica di una rinnovata alleanza tra pubblico e privato per garantire alti livelli di sicurezza e al contempo l’ottimizzazione nell’impiego delle risorse, umane ed economiche, specie quelle pubbliche.

Da parte nostra quindi siamo particolarmente lieti che il percorso intrapreso si stia incasellando verso l’obiettivo di avere in breve tempo una legge che intervenga sui servizi fiduciari, e in particolare sui processi di erogazione dei servizi, certificando, di fatto, la qualificazione e l’affidabilità delle imprese di sicurezza ausiliaria, percorso già da tempo intrapreso con successo, anche se con qualche difficoltà iniziale, dagli Istituti di Vigilanza Privata. 

Il nostro ringraziamento va quindi agli onorevoli Tommaso Foti e Walter Rizzetto che, insieme all’on. Gianluca Caramanna, hanno dibattuto pubblicamente sulla proposta di legge e la speranza è che l’iter di discussione del provvedimento sia rapido e immediato.

Leggi l’articolo sul blog di Maria Cristina Urbano

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