Istat: rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione ATECO 2025

Istat: rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione ATECO

La Rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione Ateco è stata predisposta al fine di verificare le attività economiche svolte dalle imprese a seguito del processo di revisione della classificazione Ateco in cui l’Istat è attualmente impegnato.
La nuova classificazione Ateco 2025 entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2025 per la produzione e la divulgazione di tutte le statistiche economiche realizzate dall’Istat.  

Chi risponde

Le imprese del Registro statistico delle imprese attive, comprese le imprese della sicurezza privata.

Si tratta di una rilevazione campionaria che coinvolge circa 150 mila unità in possesso di credenziali di accesso al sistema del Portale delle Imprese a cui occorre far riferimento per rispondere alla rilevazione stessa.

Qual è il periodo di rilevazione

La rilevazione si svolge dal 15 aprile al 31 luglio 2024

Come fornire i dati e le informazioni richieste

Attraverso il Portale statistico delle imprese si accede alla  sezione “Rilevazioni del Portale” e compilare il questionario “Rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione ATECO 2025”.

Come consultare i risultati dell’indagine

Non è prevista alcuna pubblicazione dei risultati d’indagine trattandosi di una rilevazione che ha come obiettivo prioritario quello di consentire la riclassificazione delle unità del Registro statistico delle imprese attive (Asia) in base alla nuova classificazione ATECO 2025 migliorandone la qualità del contenuto informativo.

Tutela della riservatezza

Base giuridica: i dati sono trattati per la produzione di informazione statistica ufficiale e, quindi, per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico affidato all’Istat (art. 1, comma 2, e art. 15 d.lgs. n. 322/1989); Regolamento (UE) 2019/2152 che disciplina i registri di imprese a fini statistici; Decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 art. 15, comma 1 lett. e “L’Istat provvede alla predisposizione delle nomenclature e metodologie di base per la classificazione e la rilevazione dei fenomeni di carattere demografico, economico e sociale. Le nomenclature e le metodologie sono vincolanti per gli enti ed organismi facenti parte del Sistema statistico nazionale”.

Le informazioni raccolte, tutelate dal segreto statistico (art. 9 d.lgs. n. 322/1989), potranno essere utilizzate, anche per successivi trattamenti, dai soggetti del Sistema statistico nazionale, esclusivamente per fini statistici, e potranno essere comunicate alla Commissione europea (EUROSTAT) (Regolamento n. 2152/2019).

Titolare dei dati e responsabile del trattamento

I dati saranno diffusi in forma aggregata in modo tale che non sia possibile risalire ai soggetti a cui si riferiscono, assicurando così la massima riservatezza.

I responsabili del trattamento statistico dei dati raccolti nell’ambito della presente indagine sono il Direttore della Direzione Centrale per le statistiche economiche e il Direttore della Direzione centrale per la raccolta dati.

Contatti

Per informazioni e/o chiarimenti
Numero verde gratuito
800.188.847 
dal lunedì al venerdì ore 9.00 – 13.00

Fonte: ISTAT

Inail: Infortuni in crescita. I dati aggiornati al primo trimestre 2024

Inail: Infortuni in crescita. I dati aggiornati al primo trimestre 2024

Il primo trimestre  del 2024 ha visto un incremento marginale nelle denunce di infortunio sul lavoro presentate all’INAIL, ammontanti a 145.130, rappresentando un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il numero di infortuni con esito fatale è diminuito del 2,6%, contabilizzando un totale di 191 casi. In parallelo, si osserva un significativo aumento del 24,5% nelle segnalazioni di malattie di natura professionale.

L’INAIL ha reso pubblici i dati relativi alle denunce di infortunio, incluse quelle con esito mortale, e alle malattie professionali pervenute entro il mese di marzo tramite la sezione “Open data” del proprio sito web. Questi dati sono forniti insieme a tabelle di confronto tra i dati di marzo 2023 e marzo 2024, nonché tra i periodi gennaio-marzo 2023 e gennaio-marzo 2024.

Tuttavia, è importante notare che i dati mensili sono considerati provvisori e richiedono una valutazione cauta, soprattutto per quanto riguarda gli infortuni fatali, poiché possono essere influenzati da picchi occasionali e dai tempi di elaborazione delle pratiche. Per ottenere una valutazione accurata del fenomeno, comprese le denunce confermate dall’istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati relativi all’intero anno 2024, comprendente il completamento delle procedure amministrative e sanitarie associate a ciascuna segnalazione.

Le denunce di infortunio includono anche le comunicazioni obbligatorie effettuate dai datori di lavoro e dai loro intermediari per fini statistici e informativi, riguardanti gli infortuni che causano almeno un giorno di assenza dal lavoro, escludendo il giorno dell’evento.

In sintesi, nel primo trimestre del 2024 si evidenzia un leggero aumento complessivo delle denunce di infortunio, una diminuzione delle segnalazioni mortali e un incremento delle malattie professionali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Denunce di Infortuni

Nel primo trimestre del 2024, le denunce di infortunio presentate all’INAIL hanno raggiunto un totale di 145.130, registrando un aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tuttavia, ciò rappresenta una diminuzione del 7,9% rispetto al 2019 e del 25,2% rispetto al 2022.

A livello nazionale, si è osservato un lieve decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro (-0,3%), mentre quelli in itinere sono aumentati del 4,7%. Questo trimestre ha visto una variazione differenziata tra i settori, con incrementi nei settori tradizionalmente più rischiosi come Costruzioni, Sanità e assistenza sociale, Noleggio e servizi di supporto alle imprese, Commercio, e Trasporto e magazzinaggio.

L’analisi territoriale indica un aumento delle denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+1,3%) e nel Centro (+1,0%), mentre si è registrato un calo nel Sud (-2,2%) e nelle Isole (-1,0%). Tra le regioni, si evidenziano incrementi significativi in provincia autonoma di Trento, Molise, Toscana e provincia autonoma di Bolzano, mentre le diminuzioni più rilevanti si riscontrano in Basilicata, Abruzzo, Campania e Sardegna.

L’incremento complessivo è stato trainato dalla componente maschile (+0,6%), mentre quella femminile ha presentato una leggera diminuzione (-0,1%). Tra i lavoratori, si è osservato un aumento tra gli under 15, nella fascia 25-29 anni e tra gli 60-74 anni, mentre si è registrato un calo tra i 15-24enni e tra i 30-59enni.

Casi Mortali

Nel primo trimestre del 2024, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’INAIL sono state 191, cinque in meno rispetto al 2023 ma con una variazione significativa rispetto agli anni precedenti. A livello nazionale, si è osservato un aumento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, mentre si è registrato un calo di quelli in itinere.

L’analisi territoriale ha evidenziato incrementi al Sud, nel Nord-Ovest e nelle Isole, mentre si sono registrati cali nel Nord-Est e al Centro. Tra le regioni, la Lombardia e la Puglia presentano i maggiori incrementi, mentre il Veneto e il Piemonte registrano i cali più significativi.

La diminuzione delle denunce mortali è stata osservata solo tra la componente femminile, mentre quella maschile è aumentata. Si è verificata una diminuzione delle denunce dei lavoratori italiani e un aumento tra gli extracomunitari e i comunitari.

L’analisi per classi di età ha mostrato aumenti tra i 30-39enni, i 45-54enni e i 65-74enni, mentre si sono registrate diminuzioni tra gli under 30 e i 55-64enni.

Denunce Malattie Professionali

Nel primo trimestre del 2024, le denunce di malattia professionale protocollate dall’INAIL sono state 22.620, mostrando un significativo aumento del 24,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questo incremento è stato ancora più marcato rispetto agli anni precedenti.

A marzo di ogni anno, si sono osservati aumenti nelle gestioni Industria e servizi, Agricoltura e Conto Stato. L’incremento delle patologie denunciate ha interessato tutte le regioni, ad eccezione della Lombardia.

In termini di genere, si è registrato un aumento significativo sia nelle denunce dei lavoratori che in quelle delle lavoratrici, con incrementi anche tra i lavoratori italiani, i comunitari e gli extracomunitari.

Le principali categorie di malattie professionale denunciate rimangono quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da patologie del sistema nervoso e dell’orecchio, del sistema respiratorio e tumori. 

Scarica il bollettino trimestrale I trimestre 2024

Fonte: INAIL – Lavorosi

Appalti: le principali novità dopo la conversione del DL PNRR IV°

Appalti : le principali novità dopo la conversione del DL PNRR IV°

La Legge 29 aprile 2024, n. 56, pubblicata sul Supplemento ordinario n. 19 della Gazzetta ufficiale n.19 del 30 aprile, ha convertito in legge il DL 2 marzo 2023 n. 19 ( il cd. DL PNRR IV° ).  

DL PNRR IV°, tutte le novità della Legge di conversione

Nel procedere alla conversione, la predetta legge n.56/2024 ha, da una parte, confermato e, dall’altra, modificato il testo inziale dell’art. 29 che nell’ambito del decreto legge reca “Le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare” iniziale del decreto legge. 

Per quanto concerne gli aspetti giuslavoristici della nuova disciplina degli appalti di opere e servizi possono  riassumersi nei seguenti termini: 

– trattamento dei lavoratori dipendenti dall’appaltatore e dal subappaltatore: al personale impiegato nell’appalto e nel subappalto di opere o servizi è dovuto un un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale e territoriale stipulato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, applicato nel settore e per la zona strettamente connessi con l’attività oggetto dell’appalto e del subappalto (disposizioni, queste, che dopo la legge di conversione in tale formulazione risultano collocate nel comma 1-bis dell’art. 29 del d.lgs. n.276/203 che, innovato in questo e in altri passaggi, comunque rimane la fonte principale della regolazione degli appalti nei settori privati); 

– Responsabilità solidale : l’obbligazione solidale del committente per i trattamenti retributivi e per i contributi previdenziali non pagati dall’appaltatore o dal subappaltatore è estesa anche ai casi in cui ricorre una somministrazione di lavoro illecita o di appalto non genuino per mancanza dei requisiti di cui all’art. 29, comma 1, d.lgs. n. 276/2003 (disposizione che ora compare fin dall’entrata in vigore del decreto legge come ultimo periodo del comma 2 dell’appena citato art. 29); 

– Verifica della congruità della manodopera nell’edilizia : negli appalti di realizzazione di lavori edili, in capo al committente grava l’obbligo di verificare, prima di procedere al saldo finale, la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva secondo quanto previsto dal decreto del Ministro del lavoro (DM n.143 del 25 giugno 2021) (lo stabilisce l’art. 29, comma 10, del decreto legge); 

– Saldo finale e verifica della congruità : negli appalti di valore complessivo pari o superiore a 500.000 euro, il versamento del saldo finale, in assenza di esito positivo della verifica delle regolarità o di previa regolarizzazione della posizione da parte dell’impresa affidataria dei lavori, comporta a carico del committente la sanzione amministrativa da euro 1000 ad euro 5000 (lo stabilisce l’art. 29, comma da 12, del decreto legge).  

Fonte: lavorosi

“Decreto Coesione” in Gazzetta Ufficiale

“Decreto Coesione” in Gazzetta Ufficiale

È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio il decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60 “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione”.

Si tratta del DL Coesione, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 2 maggio scorso, al fine di implementare le politiche di coesione europea 2021 – 2027, mirate a ridurre i divari territoriali in svariati settori dalle infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente, ai rifiuti e trasporti e della mobilità sostenibile, dell’energia, del sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde.

Per i programmi di investimento per il solo ciclo di programmazione 2021 – 2027 sono stati stanziati complessivamente 74 miliardi , di cui 42 miliardi di euro provenienti da Fondi europei e 32 miliardi nazionali.

Centralità assumono anche le numerose norme in materia di lavoro con misure di sostegno all’occupazione che vanno dalla riqualificazione dei lavoratori dipendenti nelle crisi di grandi imprese ; agli incentivi per nuove assunzioni di giovani , donne e lavoratori impiegati nella nuova Zona Economica Speciale del Mezzogiorno ( ZES ).

Non mancano misure incentivanti dell’autoimpiego nel lavoro autonomo e nelle libere professioni affiancate a disposizioni volte a migliorare il sistema delle politiche attive attraverso migliorie al funzionamento del sistema informativo SIISL, dove attualmente devono essere ancora definite le modalità e le condizioni attraverso cui viene consentito ai datori di lavoro di pubblicare le posizioni vacanti all’interno delle proprie aziende.  

LAVORO DIPENDENTE : INCENTIVI ALL’ASSUNZIONE 

Il decreto prevede agli articoli 22; 23 e 24 tre incentivi per le assunzioni hanno l’obiettivo di sostenere l’inclusione nel mercato del lavoro, accelerando lo sviluppo occupazionale nel territorio nazionale attraverso la concessione di una decontribuzione totale per chi assume particolari categorie di lavoratori.  Per tutti e tre gli incentivi bisognerà attendere l’autorizzazione dell’ Unione Europea affinché diventino effettivamente operativi. Sino a quel momento tutte le assunzioni dovranno essere considerate come “ordinarie”.

Giovani –  Al fine di agevolare l’occupazione giovanile, dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, ai datori di lavoro che procedono con nuove assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da tempo determinato viene riconosciuto un esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro – nel limite massimo di 500 euro su base mensile – per 24 mesi, per l’assunzione di giovani con età inferiore a 35 anni che non sono  stati mai occupati a tempo indeterminato.  Alle medesime condizioni l’esonero è riconosciuto nel limite massimo di 650 euro su base mensile se l’assunzione avviene nelle regioni della ZES unica Mezzogiorni ( Abbruzzo , Molie ; Campania ; Basilicata ; Sicilai ; Puglia ; Calabri e Sardegna )

Donne –   Al fine di favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, che prevede l’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 24 mesi – nel limite massimo di 650 euro su base mensile – per le nuove assunzioni a tempo indeterminato tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. Il bonus si applica alle donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito ( da sei mesi nella ZES unica Mezzogiorno e da ventiquattro mesi ovunque residenti ). L’esonero è riconosciuto a condizione che realizzi un incremento occupazionale netto.

Bonus ZES – Per sostenere lo sviluppo occupazionale e la riduzione dei divari territoriali nella ZES unica del Mezzogiorno, viene introdotto un esonero contributivo totale, per un periodo massimo di 24 mesi , nel limite di 650 per ciascuno lavoratore assunto, dedicato ai datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti che intendono procedere con l’assunzione di over 35 disoccupati da almeno ventiquattro mesi.  

Rispetto alla bozza di decreto circolata a inizio mese, è venuto meno lo sgravio contributivo rivolto ai datori di lavoro che intendono procedere con nuove assunzioni di lavoratori provenienti da imprese in crisi con organici superiori ai 1.000 dipendenti, garantendo un monte ore minimo di formazione per la loro riqualificazione professionale. 

AUTO-IMPRENDITORIALITA’ E LIBERA PROFESSIONE

Ai fini della promozione dell’ inclusione e dell’inserimento lavorativo il decreto introduce due specifiche misure di sostegno all’autoimprenditorialità e alla libera professione

Si tratta delle due misure previste agli art. 17 e 18 del decreto “ Autoimpiego Centro Nord “ e “ Resto al SUD 2.0 “. Entrambe supportano, con voucher e contributi a fondo perduto, l’avvio di attività imprenditoriali e libero-professionali, in forma individuale o collettiva, da parte di giovani under 35; disoccupati da almeno 12 mesi; donne inoccupate, inattive e disoccupate; disoccupati beneficiari di ammortizzatori sociali destinatari delle misure del programma GOL.

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali entro 60 giorni sarà chiamato ad emanare di concerto con il Ministro degli affari europei, il sud le politiche di coesione e il PNRR, le modalità attuative delle due misure.

POLITICHE ATTIVE

In materia di politiche attive (art. 25 e 26) , il DL Coesione revisiona il Funzionamento del SIISL, ossia il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa che consente l’incrocio fra domanda e offerta di lavoro. Il Ministero del Lavoro dovrà ridefinire le modalità con cui le aziende pubblicano le posizioni vacanti ; sviluppare strumenti di intelligenza artificiale per favorire il matching e fornire nuove indicazioni in merito alle modalità di interazione degli utenti in ricerca di occupazione.

Per popolare ulteriormente il sistema i percettori di indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL verranno iscritti automaticamente stipulando il patto di attivazione digitale con la compilazione del proprio curriculum vitae

Fonte: Gazzetta Ufficiale Lavorosi 

Il decreto PNRR è legge: le novità in materia di lavoro

Il decreto PNRR è legge: le novità in materia di lavoro

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 29 aprile 2024, n. 56, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 2 marzo 2024, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Sulle previsioni in materia di lavoro inserite nel D.l. n. 19/2024 (qui il dettaglio), in sede di conversione sono intervenute le seguenti modifiche:

  • in materia di trattamento del personale impiegato nell’appalto di opere o servizi e nel subappalto, si prevede l’obbligo di corrispondere un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale e territoriale stipulato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (il testo originario del Decreto faceva riferimento a quello maggiormente applicato) applicato nel settore e per la zona strettamente connessi con l’attività oggetto dell’appalto e del subappalto;
  • in materia di patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che intendano operare nell’ambito dei cantieri edili, è previsto che la patente possa essere estesa ad altri ambiti di attività individuati con decreto di questo Dicastero, sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavori e dei lavoratori comparativamente più rappresentative. Restano esclusi dall’obbligo del possesso della patente i soggetti che eseguono mere forniture o prestazioni di natura intellettuale e quelli in possesso di un documento equivalente di un altro Stato e le imprese in possesso dell’attestato di qualificazione SOA. Un decreto di questo Ministero (sentito l’INL) individuerà le modalità di presentazione della domanda, i contenuti informativi della patente, presupposti e procedimento per l’adozione del provvedimento di sospensione della patente, l’individuazione di criteri di attribuzione di crediti ulteriori rispetto al punteggio iniziale, nonché le modalità di recupero dei crediti decurtati. La patente avrà un punteggio iniziale di 30 crediti, e non sarà consentito operare con una dotazione inferiore a 15 crediti, salvo il completamento dell’attività oggetto di appalto o subappalto in corso di esecuzione, quando i lavori eseguiti sono superiori al 30% del valore del contratto (tale deroga non opera, comunque, in caso di sospensione della patente da parte di INL). Il punteggio della patente è decurtato in caso di provvedimenti definitivi (sentenze passate in giudicato e ordinanze-ingiunzione di sanzioni amministrative divenute definitive) emanati nei confronti dei datori di lavoro, dirigenti e preposti delle imprese, o nei confronti dei lavoratori autonomi, nei casi e nelle misure indicati nell’allegato della legge;
  • aumentato al 20% della retribuzione lorda annua la quota parte degli introiti derivanti dai provvedimenti sanzionatori irrogati in sede di vigilanza da poter corrispondere al personale ispettivo sul territorio nazionale;
  • sono introdotte nuove disposizioni per la sicurezza nei cantieri per la ricostruzione in Italia centrale a seguito degli eventi sismici del 2016.

Per tutti i dettagli consulta la legge 29 aprile 2024, n. 56

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Sicurezza urbana a Pistoia: riunione in prefettura sul tema della mala movida

Sicurezza urbana a Pistoia: riunione in prefettura sul tema della mala movida

Condivise strategie di prevenzione e contrasto del fenomeno

Il prefetto di Pistoia, Licia Donatella Messina, ha presieduto una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui hanno preso parte il sindaco di Montecatini Terme, i vertici provinciali delle Forze di polizia, insieme a rappresentanti della Provincia, del comune di Pistoia, di Confcommercio e Confesercenti.

Al centro dell’incontro, la messa in campo di strategie condivise di prevenzione e contrasto del fenomeno della mala movida nei luoghi del territorio provinciale che esprimono particolare vocazione turistica e presso i quali si registra una maggiore concentrazione di locali ed esercizi pubblici in grado di favorire le occasioni di svago e i momenti di aggregazione.

Il prefetto ha rimarcato la particolare attenzione prestata sul tema dalle Forze di polizia che, mediante la programmazione dei servizi di controllo coordinato del territorio, assicurano con costanza l’impegno congiunto di diverse risorse e specialità nelle aree interessate dalla movida.

In questa direzione, le associazioni di categoria hanno assicurato il massimo impegno nella sensibilizzazione dei propri iscritti a segnalare tempestivamente alle Autorità preposte ai controlli ogni situazione di irregolarità.

A margine della riunione, il comitato ha espresso parere favorevole rispetto ai progetti di ampliamento della videosorveglianza presentati dai comuni di Serravalle Pistoiese e Uzzano.

Fonte: Ministero dell’Interno

On line la relazione annuale 2023 dell’Agenzia per la cybersecurity nazionale

On line la relazione annuale 2023 dell’Agenzia per la cybersecurity nazionale

In un contesto in cui le minacce informatiche sono in costante aumento e interessano sempre più da vicino le vite di numerosi cittadini, nonché le funzioni essenziali dello Stato, la cybersicurezza è diventata cruciale per garantire l’interesse del Paese. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), anche nel 2023, è stata in prima linea per accompagnare il Paese in uno sforzo multidimensionale volto ad assicurare una maggiore sicurezza e resilienza cibernetica.

L’ACN ha, infatti, contribuito a gestire la minaccia cyber a tutela degli interessi nazionali nello spazio cibernetico, mettendo in atto un coordinamento istituzionale capace di anticipare e rispondere a minacce sistemiche. Indispensabile è stato lo sforzo volto a garantire l’utilizzo di reti e sistemi sicuri, specialmente se sono funzionali all’operatività delle infrastrutture cruciali per la tenuta del Sistema Paese.

L’Agenzia ha coltivato, inoltre, ogni possibile sinergia con gli operatori privati, con le amministrazioni pubbliche e con il mondo dell’università, della ricerca e dell’innovazione, così da promuovere, a tutti i livelli, un innalzamento della postura di cybersicurezza che contribuisca a ridurre le vulnerabilità e prevenire eventuali rischi e favorisca l’emergere di soluzioni tecnologiche innovative, a sostegno dell’autonomia tecnologica nazionale ed europea. In tal senso, particolare attenzione è stata dedicata alla formazione a tutti i livelli e all’accrescimento della consapevolezza cyber di base di tutti i cittadini.

Per rispondere a tutte queste sfide, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha proseguito il suo percorso verso la piena operatività, dotandosi di competenze, strumenti e procedure per assolvere al meglio alle sue funzioni istituzionali.

Attività 2023

Eventi e incidenti cibernetici

Nel corso del 2023, in un contesto caratterizzato dal considerevole incremento della minaccia cyber, l’Agenzia ha rafforzato il proprio impegno per garantire la diffusione di informazioni sui rischi cyber oltre che per fornire assistenza alle vittime. Grazie anche a un’opera di rilevamento, analisi e allertamento su possibili attacchi e vulnerabilità, è stata portata avanti una costante e puntuale attività di prevenzione, non disgiunta dal supporto, sia da remoto che in loco, in caso di incidenti.

In tale contesto, le periodiche riunioni del Nucleo per la cybersicurezza hanno consentito all’Agenzia di assicurare la condivisione informativa in merito allo stato della minaccia cyber, nonché il coordinamento interistituzionale a livello tecnico-operativo tra le varie amministrazioni coinvolte. A livello europeo, l’ACN ha contribuito al consolidamento dei meccanismi europei per la prevenzione e preparazione alle crisi cibernetiche, attraverso la partecipazione alla rete CyCLONe e alle numerose esercitazioni.

Resilienza infrastrutture digitali

Il rafforzamento della resilienza cyber del Paese è tra i primari obiettivi dell’Agenzia, che contribuisce alla protezione degli asset critici nazionali attraverso un approccio sistemico orientato alla prevenzione, gestione e mitigazione del rischio. Ciò sia mediante il mantenimento di un quadro normativo aggiornato e coerente, sia con misure, strumenti e controlli che possano contribuire a rendere l’ecosistema digitale più sicuro e resiliente.

L’ACN, nel corso del 2023, è stata impegnata per rafforzare la capacità di far fronte alle minacce cyber attraverso il potenziamento della cybersicurezza e della resilienza, in particolare di quelle componenti più rilevanti per la tenuta del Paese. Tale obiettivo ha richiesto uno sforzo volto a ridurre i rischi connessi all’uso di strumenti digitali, tramite soluzioni di certificazione e di scrutinio tecnologico che garantiscano alti standard di sicurezza. A ciò si aggiunge, oltre al coinvolgimento dell’ACN nelle attività correlate all’esercizio dei poteri speciali (c.d. Golden Power), il ruolo svolto nei processi relativi alla transizione al cloud della PA e nella valorizzazione della crittografia come strumento di cybersicurezza.

Il percorso volto all’innalzamento dei livelli di sicurezza e resilienza cyber del Paese passa anche attraverso le prescrizioni del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (PSNC), nonché attraverso quelle che discendono dalla normativa europea sulla sicurezza dei Network and Information Systems, e cioè dalla Direttiva NIS del 2016 e la successiva Direttiva NIS 2 del 2022, che la sostituisce integralmente.

Investimenti PNRR

Nel quadro delle riforme per la digitalizzazione dell’Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dedica significativa attenzione alla sicurezza cibernetica, proponendo, tra le varie attività, un percorso di miglioramento della postura di sicurezza del sistema Paese nel suo insieme, a partire dalla Pubblica Amministrazione.

L’Investimento 1.5 “Cybersecurity” della Missione 1 – Componente 1 – Asse 1 del PNRR, a titolarità DTD e di cui l’Agenzia è Soggetto attuatore, prevede una dotazione di 623 milioni di euro al fine di migliorare le difese del Paese ponendo la cybersicurezza e la resilienza a fondamento della trasformazione digitale della PA, così come del settore privato. Ciò mira a rafforzare l’ecosistema digitale nazionale potenziando le capacità dell’Agenzia e sostenendo la crescita dell’autonomia tecnologica nazionale.

In quest’ottica, l’ACN sta coordinando diverse progettualità dedicate principalmente a potenziare la resilienza cyber delle PA, sviluppare servizi cyber nazionali e sostenere la creazione di una rete nazionale di laboratori di scrutinio e certificazione tecnologica.

Cooperazione internazionale

Il 2023 ha visto un’intensa attività internazionale dell’ACN, che ha approfondito le proprie relazioni in molteplici direzioni, sia a livello bilaterale che multilaterale, oltre che nell’articolato quadro della governance cyber dell’Unione europea. In costante raccordo con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), le attività dell’Agenzia hanno sostenuto la più ampia proiezione internazionale, privilegiando il rafforzamento dei rapporti non solo con omologhe agenzie dei Paesi like-minded, ma anche con quelle del vicinato strategico, in particolare del Mediterraneo allargato e dei Balcani.

Il potenziamento del ruolo internazionale dell’ACN, a tutti i livelli, ha permesso di consolidare un rapporto di fiducia e collaborazione con altri Paesi, con un impatto diretto sugli obiettivi di resilienza e sicurezza cyber, ad esempio attraverso il dialogo e lo scambio informativo e di buone prassi per affrontare sfide comuni e transnazionali.

Allo scopo di accrescere la cooperazione a favore della resilienza dello spazio cibernetico, l’ACN ha invitato le agenzie e i centri responsabili per la cybersicurezza dei paesi G7 a riunirsi per la prima volta a Roma durante la Presidenza italiana del 2024.

Ricerca e innovazione, formazione, consapevolezza

Un indispensabile snodo della strategia dell’ACN per affrontare le sfide di cybersicurezza riguarda la necessità di dotare Pubbliche Amministrazioni, imprese e cittadini di un’adeguata capacità per cogliere al meglio le opportunità dischiuse dalle evoluzioni tecnologiche. Altrettanto imprescindibile è il contributo del sistema universitario e scolastico nel suo complesso, dal quale dovranno emergere non solo i professionisti della cybersicurezza del domani, ma anche cittadini più informati dei rischi cyber e dunque più capaci di porvi rimedio. Si tratta di uno sforzo a tutto tondo e i cui risultati saranno apprezzabili appieno solo nel lungo periodo, ma che l’ACN considera prioritario nel percorso di rafforzamento delle difese cyber del Paese.

Inoltre, l’azione istituzionale volta al miglioramento della consapevolezza si è rafforzata nel 2023 anche attraverso la costruzione di una rete di collaborazioni che vede coinvolte le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, gli Organi costituzionali, le università e i centri di ricerca, le associazioni di categoria e il settore privato in tutte le sue molteplici forme, dalle grandi imprese, alle PMI fino alle startup.

Attuazione Strategia nazionale

In un contesto dinamico e di rapida evoluzione tecnologica, l’Agenzia ha svolto nel 2023 un ruolo centrale di indirizzo, coordinamento e monitoraggio dell’attuazione del Piano di implementazione della Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026. L’azione mirata, svolta tramite il sostegno alle amministrazioni responsabili nella definizione e pianificazione di specifici interventi di attuazione delle misure della Strategia, contribuisce a uno sforzo multilivello.

Nel corso del 2023 l’Agenzia ha seguito lo sviluppo degli interventi necessari a raggiungere gli obiettivi definiti dalla Strategia, anche grazie a fondi appositamente messi a disposizione, e ha monitorato puntualmente l’avanzamento dei relativi progetti.

Organizzazione e funzionamento

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale sta rafforzando progressivamente le proprie capacità operative così da poter assolvere al proprio mandato istituzionale, nonché ai nuovi compiti assegnati dal legislatore.

Nel 2023 sono state potenziate le risorse umane e strumentali dell’Agenzia, ingaggiando competenze qualificate al fine di assicurare a tutte le sue strutture adeguate risorse per garantire l’espletamento delle proprie mansioni e un costante aggiornamento all’evolversi della sfida tecnologica.

L’ACN si sta impegnando per valorizzare la propria proiezione esterna e per comunicare con una platea sempre più vasta di cittadini, imprese e istituzioni, contribuendo altresì ai dibattiti sullo stato e le prospettive della cybersicurezza al fine di accrescere la consapevolezza e la diffusione della cultura della sicurezza cibernetica.

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Fonte: Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Il Prefetto Paola Spena lascia la guida della Prefettura di Avellino e viene nominata Commissario straordinario per il recupero dei beni confiscati

Il Prefetto Paola Spena lascia la guida della Prefettura di Avellino e viene nominata Commissario straordinario per il recupero dei beni confiscati

Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 23 aprile 2024 ha deliberato su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, la cessazione dalle funzioni di Prefetto di Avellino del prefetto dottoressa Paola Spena, con contestuale collocamento fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini del conferimento dell’incarico di Commissario straordinario di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, in materia di recupero e rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

VCB Securitas, Crescini e il grande cambiamento della Sicurezza Privata

VCB Securitas, Crescini e il grande cambiamento della Sicurezza Privata

di Monica Bertolo – 30 Aprile 2024

VCB Securitas Dott. Francesco Crescini AD cambiamento della Sicurezza Privata

VCB Securitas è una storica azienda nel settore della Sicurezza Privata, fondata a Brescia negli anni ‘20. S News incontra Francesco Crescini, AD di VCB Securitas.

Che cosa, dottor Crescini, contraddistingue oggi un’impresa del vostro settore?

Ci sono diversi elementi che contraddistinguono un’impresa come VCB Securitas: la combinazione di una storia centenaria di affidabilità ed esperienza, il costante impegno verso i dipendenti ed i clienti e la personalizzazione dei servizi con l’attenzione rivolta anche alla responsabilità sociale e ambientale.
VCB Securitas nasce a Brescia nel 1925 e, sempre diretta dalla nostra famiglia e con una crescita graduale avvenuta solo per linee interne, si è estesa sia a livello territoriale che di offerta. Da Istituto di Vigilanza operante in provincia di Brescia è diventata un’Azienda di Sicurezza che eroga servizi di vigilanza in venti province di cinque regioni. Sviluppa, senza limiti territoriali, soluzioni avanzate integrando i servizi ausiliari con l’installazione e la manutenzione di ogni tipo di impianto.
All’interno di una politica di differenziazione hanno sempre giocato un ruolo fondamentale l’investimento costante nella formazione del proprio personale e lo sviluppo di politiche di welfare, recentemente aggiornate nel nuovo Contratto Integrativo Aziendale.
VCB Securitas ha sempre creduto nell’importanza di certificare le proprie attività ed è per questo che prosegue questa politica, iniziata nel 1995 con l’ottenimento della ISO 9001, con la certificazione UNI Pdr 125 “parità di genere” nel 2023 e, proprio nelle scorse settimane, con la certificazione UNI 11926.

VCB Securitas sede Brescia - ARC (Alarm Receiving Centre)
Parte della sede VCB Securitas di Brescia con l’ARC, Alarm Receiving Centre

Ecco, proprio di questo desideravo parlare. Avevamo affrontato il tema a Fiera Sicurezza, grazie ad ASSIV, in quell’interessante talk show che l’ha vista relatore assieme ad altri esperti di prim’ordine sull’argomento.
Quale quindi la valenza di questa certificazione UNI? Perché è così importante?

La certificazione UNI 11926 assume un’importanza cruciale nell’attuale contesto, considerando il periodo di incertezza economica dovuto all’oneroso rinnovo del C.C.N.L. che, seppur da noi ritenuto equo in termini di riconoscimento delle attività svolte dagli Operatori, è indubbiamente molto sfidante dal punto di vista della sua sostenibilità.
Nel nostro settore il rinnovamento è fondamentale e questa certificazione rappresenta una vera e propria innovazione, non tecnologica ma di processo e di approccio.
L’introduzione di questa norma, unita alla UNI 11925 per gli Operatori dei Servizi Ausiliari, porterà ad un significativo cambiamento nel paradigma del mercato. Non solo ci fornisce un quadro normativo per offrire servizi di alta qualità, ma ci consente di comunicare con chiarezza ai committenti il nostro impegno, aumentando il valore percepito dei servizi che si tradurrà in valori tariffari adeguati. Questo ci permetterà di lavorare su un vantaggio competitivo, che avrà la sua leva principale nella qualità e non nel prezzo.
Tale evoluzione mostrerà i suoi effetti anche nel mercato del lavoro, poiché renderà le nostre aziende più attraenti, permettendoci di offrire opportunità di carriera più allettanti e consolidate per i professionisti che desiderano specializzarsi nel settore della sicurezza.

Questo ci porta direttamente anche ad un ulteriore suo incarico, di recente conferitogli. Lei, infatti, è stato eletto Vice Presidente di ASSIV. Perché tale scelta?

Mi preme ricordare che la nostra azienda è da sempre associata prima alla storica ANIVP e ad ASSIV sin dalla sua costituzione nel 2006. Questo perché crediamo ancora fortemente, soprattutto in questa fase storica così delicata, che sia fondamentale condividere esperienze e visioni con imprenditori e aziende di territori e dimensioni diverse, che vivono però le stesse difficoltà.
Avendo in comune i valori di ASSIV, già nel 2016 ho avuto l’opportunità di entrare nel Consiglio Direttivo e, con la nuova consigliatura che ha visto la conferma della nostra Presidente Maria Cristina Urbano, sono stato nominato in Giunta di Presidenza. L’obiettivo che mi sono proposto è quello di dare un contributo all’azione di rappresentanza di interessi che la nostra associazione svolge quotidianamente.
Ritengo inoltre fondamentale dare supporto concreto alla Presidente per la crescita di ASSIV, sia in termini di opportunità rivolte agli associati, sia in termini di sviluppo della base associativa. Condivido pienamente la visione dell’unità della rappresentanza come valore in sé e strumento per tutelare gli interessi di tutto il nostro comparto.
Questa esperienza sarà molto utile nel mio percorso professionale, grazie alla possibilità di vedere le dinamiche del settore anche da un punto di vista diverso da quello dell’imprenditore.

Aspetto che contraddistingue VCB Securitas, Crescini, è anche il fatto che siete presenti all’estero, specificatamente in Spagna, con una vostra società partecipata. Perché avete scelto di espandervi all’estero e cosa rappresenta l’export nel settore della Sicurezza Privata?

La decisione di avviare una start-up in Spagna nasce da un desiderio coltivato dai tempi universitari, quando rimasi affascinato dalla modernità e professionalità del settore rispetto a come si presentava quello italiano. Nel 2020, a seguito dell’opportunità di avvalerci di un manager italiano di fiducia residente in Spagna, siamo partiti con lo studio delle norme e del mercato per approdare l’anno seguente all’avvio di VCB Alarm S.l., che con licenza di polizia può installare sistemi di sicurezza connessi alla Centrale Operativa.
L’esperienza di operare in un mercato straniero ed in particolare nel dinamico mercato spagnolo, patria dello “smart alarm”, ci porta a cogliere l’opportunità di confrontare le pratiche commerciali, culturali e operative, e da questo scambio continuo possiamo prepararci per il futuro anticipando le tendenze nel settore della sicurezza privata. Oltre a questo, stiamo beneficiando di un grande entusiasmo interno alla nostra Azienda italiana, poiché varie figure sono state coinvolte nel processo, portando ad una crescita sia professionale che umana.

Allargando ulteriormente l’orizzonte al settore della sicurezza nel suo insieme, quale la sua visione, da imprenditore e da Vice Presidente ASSIV, su quella che sarà l’evoluzione dello stesso? Quali i drivers di sviluppo e quali le future esigenze alle quali si dovrà dare risposta?

Non è facile prevedere l’evoluzione del nostro settore, soprattutto oggi che siamo in un’evidente situazione di passaggio. Siamo di fronte ad un grande cambiamento che, come successo con l’introduzione del D.M. 269/10, svilupperà i suoi effetti nel corso del prossimo decennio. Il nuovo C.C.N.L. porterà sicuramente grandi trasformazioni, sia lato offerta che lato domanda, insieme ad auspicabili effetti positivi nel mercato del lavoro.
Le aziende di sicurezza, di ogni dimensione, potranno svilupparsi costruendo le loro offerte di servizio non più basandosi sulla riduzione dei costi, come spesso si è fatto fino ad ora, ma concentrandosi sulla qualità certificata delle prestazioni. Per realizzare questo obiettivo è essenziale investire per la creazione di modelli aziendali moderni, supportati da nuovi piani di marketing e comunicazione e da percorsi sempre più professionalizzanti per gli operatori impiegati.
L’approvazione delle norme di riferimento per gli operatori ausiliari alla sicurezza potrà stimolare un ulteriore percorso di crescita anche della Guardia Particolare Giurata, che rimane la figura principe del settore impegnata sempre di più in ruoli delicati di sicurezza attiva e sussidiaria.
Non dobbiamo trascurare infine l’impatto positivo della tecnologia sulle nostre attività. L’implementazione crescente dei processi tecnologici e la spinta verso la digitalizzazione supporteranno sempre di più lo sviluppo del settore, aiutandolo ad uscire dallo stereotipo che da troppo tempo imprigiona la sua immagine.

VCB Securitas - Guardia particolare Giurata e Operatore Fiduciario

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Governo: Riforma fiscale, revisione IRPEF e IRES

Governo: Riforma fiscale, revisione IRPEF e IRES

Revisione del regime impositivo dei redditi (IRPEF e IRES) (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), opera la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

–    Redditi dei terreni

Si modifica la disciplina relativa alla determinazione del reddito agrario: attualmente tale reddito è correlato esclusivamente alle attività agricole che vengono svolte sul terreno. La nuova disciplina comprende anche le attività non incentrate sullo sfruttamento diretto del terreno agricolo, quali le cosiddette “colture fuori suolo” (es. attività idroponica), anche svolte in immobili, rientranti in specifiche categorie catastali ed entro determinati limiti (la parte eccedente del reddito concorrerà alla formazione del reddito d’impresa), e le attività dirette alla produzione di beni anche immateriali mediante coltivazione, allevamento, silvicoltura che concorrono alla tutela dell’ambiente, nei limiti dei corrispettivi delle cessioni di beni registrate o soggette a registrazione a fini IVA. Di conseguenza, si qualifica reddito dominicale quello correlato agli immobili utilizzati per le colture fuori suolo, che quindi non sono produttivi di reddito di fabbricati, se non sono oggetto di locazione.

–    Redditi da lavoro dipendente

Si ampliano le componenti escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente. In particolare, sono esclusi i contributi e premi versati dal datore di lavoro per i familiari a carico dei dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie.

Inoltre, nelle more dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità, si prevede l’erogazione, nel mese di gennaio 2025, di un’indennità di 100 euro ai lavoratori dipendenti per i quali, nell’anno 2024, ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • reddito complessivo non superiore a 28.000 euro;
  • coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico, oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
  • imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

–    Redditi da lavoro autonomo

Si introduce, quale criterio generale di determinazione del reddito da lavoro autonomo, il principio di onnicomprensività (in analogia ai lavoratori dipendenti): il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni sarà costituito dalla differenza tra tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta in relazione all’attività artistica o professionale e l’ammontare delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività. Inoltre, si prevede che siano escluse dalla formazione del reddito, oltre ai contributi assistenziali e previdenziali, anche: le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate al committente e il riaddebito ad altri soggetti delle spese sostenute per l’uso comune degli immobili utilizzati, anche promiscuamente, per l’esercizio di tali attività e per i servizi ad essi connessi.

Si conferma il principio di cassa quale criterio di imputazione temporale dei componenti di reddito al periodo di imposta (pertanto i compensi rilevano al momento della percezione e i costi sono deducibili nell’esercizio di effettivo sostenimento della spesa), sono salve le deroghe previste (es. per ammortamenti, canoni di leasing e quote di TFR).

Si estende il regime della tassazione separata alle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in associazioni, società ed enti, comunque riferibili all’attività artistica professionale.

Si prevede un’apposita disciplina relativa alla deducibilità delle spese relative a beni ed elementi immateriali sostenute nell’esercizio di arti e professioni.

Si introduce il principio di neutralità fiscale (non realizzando quindi plusvalenze o minusvalenze) con riferimento a: operazioni straordinarie concernenti i conferimenti, trasformazioni, fusioni e scissioni relativi a società tra professionisti; apporti in associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società semplici; apporti delle posizioni partecipative nelle associazioni professionali o società semplici in altre associazioni o società costituite per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società tra professionisti.

In merito al regime temporale di applicazione delle nuove misure:

  • in materia di redditi da lavoro autonomo, l’applicazione è prevista a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • in relazione alle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente, si istituisce un regime transitorio in base al quale fino al 31 dicembre 2024 continuano ad applicarsi le disposizioni in vigore anteriormente alle modifiche apportate dal decreto, riguardanti la deducibilità delle spese e la concorrenza alla formazione del reddito delle relative somme percepite a titolo di rimborso delle medesime;
  • in materia d’imputazione temporale dei compensi assoggettati a ritenuta, le nuove disposizione hanno effetto anche per i periodi di imposta antecedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, se le relative dichiarazioni, validamente presentate, risultano conformi alla nuova disciplina. Restano comunque fermi gli accertamenti e le liquidazioni di imposta divenuti definitivi.

–    Redditi diversi

Si stabilisce che per i terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria acquistati per effetto di donazione, si assume come prezzo di acquisto quello sostenuto dal donante, aumentato dell’imposta sulle donazioni nonché di ogni altro costo successivo inerente. Inoltre, con riferimento alle cessioni degli immobili acquisiti per donazione da non più di cinque anni, si prevede la concorrenza alla formazione del costo di acquisto anche dell’imposta sulle donazioni nonché di ogni altro costo successivo inerente, in analogia con quanto attualmente previsto con riguardo ai terreni acquistati per effetto di successione.

–    Disposizioni in materia di redditi d’impresa

Si realizza una prima fase di attuazione della delega in materia di razionalizzazione e semplificazione dei regimi di riallineamento dei valori fiscali a quelli contabili e di modifica dei criteri di determinazione dei redditi di impresa.

In materia di determinazione della base imponibile delle società e degli enti commerciali residenti, al fine di avvicinare valori contabili e valori fiscali, si modifica il trattamento tributario:

  • delle sopravvenienze attive derivanti da proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, che potranno concorrere a formare il reddito esclusivamente nell’esercizio in cui sono incassati;
  • della valutazione delle rimanenze finali di opere, forniture e servizi;
  • delle differenze sui cambi.

Inoltre, si introduce una disciplina in materia di riallineamenti dei disallineamenti tra valori fiscali e valori contabili volta ad assicurare l’omogeneizzazione delle regole proprie dei diversi regimi di riallineamento attualmente esistenti.

Si interviene in materia di conferimenti di azienda effettuati tra soggetti residenti e nell’esercizio di imprese commerciali, introducendo la possibilità, per la società conferitaria, di optare, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale avvenga il conferimento, per l’applicazione di un’imposta sostitutiva (da versare in un’unica soluzione ed entro uno specifico termine) sui maggiori valori attribuiti in bilancio a immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta e si introduce una disciplina inerente all’entrata in vigore e al regime transitorio connesso alle nuove disposizioni in materia di riallineamento.

–    Disposizioni ulteriori

Si modifica il regime di riporto delle perdite da parte delle società residenti, ai fini della determinazione della base imponibile IRES, intervenendo, in particolare, in materia di fusione, di scissione, di scissione per scorporo, di conferimenti di partecipazioni in società e di liquidazione.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri