La sentenza n. 60/2026 della Corte costituzionale: un richiamo all’uniformità nazionale nella tutela del lavoro e nei contratti pubblici

di Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV – Associazione Italiana Vigilanza e Servizi di Sicurezza

La sentenza n. 60 del 2026 della Corte costituzionale segna un passaggio rilevante per chi opera nei settori ad alta intensità di manodopera, come la vigilanza privata, la sicurezza e i servizi fiduciari. Con essa, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge regionale toscana n. 30/2025, che imponeva l’inserimento, nei bandi di gara pubblici della Regione e dei suoi enti, di un criterio premiale basato sull’applicazione di un salario minimo orario non inferiore a nove euro lordi.

La motivazione: la concorrenza “per il mercato” è materia dello Stato

La Corte, nel richiamare una consolidata giurisprudenza (Sentenze Corte Cost,  n. 4/2022 e  n. 80/2025), ha ribadito che la disciplina delle procedure di gara, dei criteri di selezione e di aggiudicazione rientra nella competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione.
Si tratta della cosiddetta tutela della concorrenza “per il mercato”, che richiede uniformità di regole su tutto il territorio nazionale per evitare frammentazioni regolatorie e dislivelli competitivi tra imprese operanti in regioni diverse.

La norma toscana – pur mossa da finalità sociali condivisibili – è stata ritenuta idonea a incidere sugli esiti delle gare e, indirettamente, sull’accesso al mercato, determinando una restrizione territoriale della concorrenza. La Corte ha dunque riaffermato che solo il legislatore statale può fissare criteri premiali di natura economica o sociale, definendo il punto di equilibrio tra libertà d’impresa, tutela del lavoro e interesse pubblico.

Il quadro nazionale già tutela i lavoratori

È interessante notare che la Corte ha riconosciuto come non vi sia alcun “vuoto normativo” sul piano statale. Con il Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) e il successivo decreto correttivo n. 209/2024, il legislatore ha:

  • individuato i costi della manodopera nelle tabelle ministeriali (art. 41), inderogabili nei bandi e nelle offerte;
  • introdotto il principio del contratto collettivo “leader” (art. 11), con conseguente obbligo di applicazione o di equivalenza economico‑normativa;
  • previsto clausole sociali forti anche nei subappalti (art. 119, comma 12).

Tali strumenti, osserva la Consulta, realizzano già una tutela uniforme e non negoziabile dei lavoratori coinvolti in appalti pubblici, impedendo il cosiddetto dumping contrattuale. In questo sistema, l’aggiunta di un parametro regionale “a nove euro” appare asistematica e potenzialmente distorsiva.

Le implicazioni per il settore della vigilanza e dei servizi di sicurezza

Per la vigilanza privata, la decisione conferma l’esigenza di un equilibrio nazionale tra tutela del lavoratore e sostenibilità economica delle imprese.
Il settore vive da anni una competizione esasperata sui ribassi, spesso in contrasto con la qualità e la sicurezza dei servizi erogati. Tuttavia, la risposta – dice ora la Corte – non può venire da singole regioni, ma deve trovare soluzioni legislative e contrattuali uniformi.

Ciò rafforza il ruolo delle parti sociali e delle associazioni di categoria, chiamate a garantire attraverso la contrattazione collettiva un livello retributivo equo e sostenibile, coerente con l’articolo 36 della Costituzione e con le nuove direttive europee sui salari adeguati.

Questo è lo spirito che sottende al D.L. “primo maggio”, che persegue la politica premiale per la “buona contrattazione” messa in atto dalle parti sociali comparativamente più rappresentative, in grado di evitare il dumping contrattuale anche in materia di contratti pubblici.

Per questo, occorre vigilare affinché i valori minimi tabellari e i CCNL qualificati diventino riferimento cogente anche nelle gare pubbliche, evitando scorciatoie locali ma valorizzando la qualità del lavoro come componente essenziale dell’offerta.

Una prospettiva di riforma

ASSIV ritiene che la sentenza n. 60/2026 debba essere letta non come ostacolo ma come sollecitazione al legislatore nazionale per accelerare l’adozione di regole certe sul costo del lavoro, e sull’annoso tema della misurazione dell’effettivo peso delle sigle nei diversi comparti che renderebbe definito  il sistema dei contratti collettivi “leader”.
Solo una cornice chiara e uniforme potrà consentire una competizione leale tra imprese e una tutela effettiva della dignità del lavoro in tutto il Paese.

La decisione della Corte costituzionale riafferma infine un principio di fondo: la qualità del lavoro è una leva di competitività e legalità, ma deve essere perseguita attraverso norme generali e condivise, non frammentate su base territoriale.

Inflazione in aumento ad aprile 2026: pesano energia e alimentari

Secondo le stime preliminari diffuse da ISTAT, ad aprile 2026 l’inflazione torna ad accelerare, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) che registra un aumento del +2,8% su base annua, rispetto al +1,7% di marzo.

A incidere maggiormente sulla crescita dei prezzi sono soprattutto i beni energetici e gli alimentari freschi. In particolare, i prezzi degli energetici non regolamentati segnano un forte rialzo (+9,9%), mentre quelli degli energetici regolamentati crescono del +5,7%. In accelerazione anche gli alimentari non lavorati, che passano dal +4,7% al +6,0%.

Rallenta invece la dinamica dei prezzi dei servizi, soprattutto nei comparti ricreativi, culturali e dei trasporti.

L’inflazione “di fondo”, cioè al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende al +1,6% dal +1,9% del mese precedente, confermando come l’attuale aumento dell’inflazione sia legato prevalentemente alle tensioni sui costi energetici e alimentari.

In crescita anche il cosiddetto “carrello della spesa”: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano del +2,5%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono del +4,3%.

Su base mensile, l’indice generale dei prezzi registra un incremento del +1,2%, trainato soprattutto dall’aumento dei carburanti, dei prodotti alimentari freschi e dei servizi legati ai trasporti e al tempo libero.

Secondo le stime preliminari, l’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al +2,4%.

Anche l’indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia un’accelerazione, attestandosi al +2,9% su base annua.

Scarica la nota ISTAT

ANAC aggiorna il Bando Tipo n. 1: obbligo di dichiarare l’uso dell’Intelligenza Artificiale negli appalti pubblici

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha aggiornato il Bando Tipo n. 1 per l’affidamento di contratti pubblici di servizi e forniture sopra soglia europea, introducendo importanti novità.

Con la delibera n. 148 del 1° aprile 2026, ANAC ha modificato il testo già aggiornato nel settembre 2025 dopo il decreto correttivo al Codice dei contratti pubblici, recependo inoltre le indicazioni contenute nel parere n. 61 del 13 gennaio 2026 del Consiglio di Stato.

Tra gli aspetti di maggiore interesse vi è l’introduzione, all’interno del bando tipo e della domanda di partecipazione, di specifiche clausole che obbligano gli operatori economici a dichiarare se abbiano utilizzato sistemi di Intelligenza Artificiale nella predisposizione dell’offerta oppure se intendano impiegarli nella fase di esecuzione del contratto. Le dichiarazioni dovranno essere rese in conformità alla Legge n. 132 del 23 settembre 2025 e al Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act, segnando così uno dei primi ingressi strutturati della disciplina sull’Intelligenza Artificiale nel sistema degli appalti pubblici italiani. La novità assume particolare rilevanza per il comparto della sicurezza privata, dove l’utilizzo di tecnologie avanzate, algoritmi di analisi, sistemi di videosorveglianza intelligente, strumenti predittivi e piattaforme automatizzate di gestione operativa è sempre più diffuso sia nella predisposizione delle offerte tecniche sia nell’organizzazione dei servizi.

L’obbligo dichiarativo introdotto da Anac rafforza i principi di trasparenza, responsabilità e controllo umano, chiarendo implicitamente che l’eventuale utilizzo dell’IA non riduce in alcun modo la responsabilità dell’operatore economico rispetto ai contenuti dell’offerta e alle modalità di esecuzione del servizio. L’aggiornamento del Bando Tipo affronta inoltre il tema dell’inversione procedimentale, prevedendo la possibilità di mettere a disposizione la documentazione amministrativa dei primi cinque classificati anche prima della verifica definitiva della stazione appaltante, recependo le indicazioni formulate dal Consiglio di Stato.

Si tratta di un intervento che conferma la crescente attenzione del legislatore e delle autorità di regolazione verso l’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale negli appalti pubblici, con effetti destinati a incidere in modo significativo sull’organizzazione delle imprese, sui processi di compliance e sulla gestione delle gare.

ICMQ: Corso La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse – 18 giugno, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 in modalità online sincrona

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.

OBIETTIVI

Formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto/intervento, attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere, sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso farà riferimento ai concetti della Norma UNI ISO 31000/2018.

PROGRAMMA DEL CORSO

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.

Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).

Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management.

Il corso è valido come aggiornamento formativo per il mantenimento della certificazione di Project Manager, di BIM Manager.

QUOTA

Clienti ICMQ: Euro 250,00 + IVA

Altri: Euro 300,00 + IVA

E’ prevista una riduzione del 10% per l’iscrizione di 2 partecipanti, del 15% fino a 5 partecipanti, del 20% oltre 5 partecipanti della stessa società.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

ICMQ: Corso Gestione del rischio di viaggio: la gestione della sicurezza nelle trasferte all’estero – 9 giugno dalle ore 9.00 alle ore 18.00 in modalità online sincrona

Ogni viaggio di lavoro comporta rischi naturali, penali, sanitari, accidentali, sociali e informatici che non possono essere trascurati. La sicurezza dei lavoratori in trasferta è un preciso dovere giuridico del Datore di Lavoro e rappresenta un elemento strategico per le aziende italiane con personale all’estero.  ICMQ in collaborazione con Scuola Internazionale Etica & Sicurezza Milano – L’Aquila, ha organizzato un percorso formativo dedicato alla gestione del rischio nelle trasferte internazionali. E’ possibile seguire l’intero percorso o partecipare ad un singolo modulo.

OBIETTIVI DEL CORSO

In questo corso, stimolando costantemente un sguardo interfunzionale al rischio, verrà definito in modo chiaro ed esaustivo il quadro normativo italiano in materia di sicurezza nelle trasferte all’estero; verranno analizzati gli scenari internazionali attuali attraverso casi ed esempi e sarà presentata la metodologia integrata per valutare e gestire i rischi delle trasferte secondo la UNI ISO 31030, nonché gli strumenti e le attività di cui le aziende possono avvalersi nelle fasi pre, durante e post viaggio. 

PROGRAMMA DEL CORSO

Il corso della durata di 8 ore, si svolge il 9 giugno dalle ore 9.00 alle ore 18.00, costituisce il Modulo A del percorso formativo di Travel Risk.

• Il contesto internazionale: scenari di rischio ed eventi emergenziali 
• Obblighi aziendali nell’ambito della normativa vigente
• Cenni di contrattualistica
• Impostare il sistema di gestione della sicurezza nelle trasferte all’estero secondo lo standard
UNI ISO 31030:2021
• Attività e strumenti aziendali prima, durante e dopo una trasferta
• Fattore umano e rischio: percezione e stress
• Q&A Conclusioni 
 
TEST FINALE DI VALUTAZIONE DELL’APPRENDIMENTO  

QUOTA

Clienti ICMQ          350 Euro + IVA

Altri:                       450 Euro + IVA

Per tutti i professionisti che si iscriveranno a due o più corsi del percorso di Travel Risk, verrà applicata la tariffa PROMO PIU’ (si veda la locandina allegata)

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

ICMQ: Corso Compliance integrata per la sicurezza delle informazioni: strumenti operativi per gestire NIS2, GDPR e AI Act

La ISO/IEC 27001 non è solo uno standard per la certificazione: è uno strumento operativo per costruire e governare la sicurezza delle informazioni in modo sistematico, misurabile e coerente con le normative vigenti. In un contesto in cui NIS 2 e GDPR e AI Act impongono misure specifiche, conoscere ed applicare consapevolmente i controlli della norma diventa un atto strategico, non solo tecnico. Si propone, quindi, un percorso formativo organizzato in tre diversi corsi, dettagliati nel seguito.

OBIETTIVI DEL CORSO

Aiutare a capire chi è soggetto agli obblighi, quali misure adottare e come la NIS 2 si relaziona alle altre normative e standard — in particolare ISO/IEC 27001, GDPR, AI ACT ed ogni schema che ragioni di protezione delle informazioni (compresa la proprietà intellettuale).

PROGRAMMA DEL CORSO

Durata complessiva percorso: 24 ore

I corsi si svolgeranno in modalità FAD nei giorni e orari indicati. 

NIS 2: LE NUOVE REGOLE DELLA SICUREZZA IN EUROPA CAPIRE LA DIRETTIVA, IDENTIFICARE GLI OBBLIGHI, CONNETTERSI ALLE ALTRE NORME

La Direttiva NIS 2 ha ridisegnato il panorama europeo della sicurezza delle informazioni, ampliando significativamente il perimetro dei soggetti obbligati e innalzando il livello delle misure richieste. Con il recepimento italiano attraverso il D.Lgs. 138/2024, organizzazioni di settori essenziali e importanti si trovano a dover valutare la propria posizione, riorganizzare la governance e allineare processi e sistemi di sicurezza a un quadro normativo sempre più articolato.

Questo corso offre una lettura ragionata della Direttiva e del decreto di recepimento, con un approccio operativo che aiuta a capire chi è soggetto agli obblighi, quali misure adottare e come la NIS 2 si relaziona alle altre normative e standard — in particolare ISO/IEC 27001, GDPR, AI ACT ed ogni schema che ragioni di protezione delle informazioni (compresa la proprietà intellettuale)  –  oggetto dei moduli successivi del percorso.

 Questo corso, modulo A, si svolge il 5 maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.00

ISO 27001:2022 – I CONTROLLI DELLO STANDARD COME BUSSOLA PER LA CONFORMITÀ NORMATIVA INTEGRATA

La ISO/IEC 27001 non è solo uno standard per la certificazione: è uno strumento operativo per costruire e governare la sicurezza delle informazioni in modo sistematico, misurabile e coerente con le normative vigenti. In un contesto in cui NIS 2 e GDPR impongono misure specifiche, conoscere ed applicare consapevolmente i controlli della norma diventa un atto strategico, non solo tecnico.

Il percorso in due sessioni — un modulo introduttivo di 4 ore e un approfondimento di 8 ore — offre prima una visione d’insieme del Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni, poi un’analisi strutturata di tutti i controlli nelle quattro aree logiche della norma (people, physical, technological, organizational). L’approccio è pratico: teoria, strumenti applicativi, esempi concreti ed errori da non commettere.

Questo corso, suddiviso in due moduli, B1 e B2, si svolge rispettivamente il 5 giugno dalle 9.00 alle 13.00, e il 10 giugno dalle 9.00 alle 18.00

GDPR, NIS 2 E AI ACT: UNA SOLA COMPLIANCE PER PROTEGGERE DATI, SISTEMI E PERSONE

Il GDPR non è invecchiato, si è arricchito di contesto. L’entrata in vigore della Direttiva NIS 2 e dell’AI Act ha ridisegnato il perimetro degli obblighi di sicurezza e introdotto nuovi ruoli, nuove responsabilità e nuove logiche di rischio che si intrecciano con la protezione dei dati personali. Rileggere il GDPR oggi significa capire dove le normative si sovrappongono, dove si rafforzano e dove impongono scelte organizzative diverse.

Questo corso offre una lettura ragionata e aggiornata del Regolamento, con un’attenzione particolare all’interazione con NIS 2 e AI Act: dall’analisi dei ruoli (titolari, responsabili, DPO, CISO, deployers e providers AI) agli obblighi di sicurezza, dalla gestione degli incidenti alle sanzioni. L’approccio è operativo: ogni tema è affrontato con esempi concreti e strumenti applicativi.

Questo corso, modulo C, si svolge il 9 luglio dalle 9.00 alle 18.00

ATTESTATI E CREDITI FORMATIVI

Saranno riconosciuti 4 crediti formativi al superamento del test finale relativo al modulo A, al modulo B1 e 8 crediti formativi al superamento del test finale relativo al modulo B2 e modulo C, validi per il mantenimento delle certificazioni Professionisti Security UNI 10459, DPO – Data Protection Officer UNI 11697, Periti liquidatori assicurativi UNI 11628, Project Manager UNI 11648.

QUOTA

Modulo A o Modulo B 1 – 4ore                          € 300,00 + IVA                            

Modulo A o Modulo B 1 – 4ore –  Clienti –    € 250,00 + IVA

Modulo B2 o Modulo C – 8 ore                                         € 450,00 + IVA

Modulo B2 o Modulo C – 8 ore  – Clienti                      € 350,00 + IVA             

Moduli A + Modulo B1 –  8 ore                                          € 550,00 + IVA

Moduli A + Modulo B1 –  8 ore – Clienti                        € 450,00 + IVA

Moduli (A o B1)+(B2 o C) – 12 ore                                   € 700,00 + IVA

Moduli (A o B1)+(B2 o C) – 12 ore  – Clienti                € 600,00 + IVA

Moduli (A + B1)+(B2 o C) – 16 ore                                   € 850,00 + IVA

Moduli (A + B1)+(B2 o C) – 16 ore – Clienti                € 750,00 + IVA

Moduli (B2 o C)+(A+B) – 20 ore                                        € 1.000,00 + IVA

Moduli (B2 o C)+(A+B) – 20 ore – Clienti                     € 900,00 + IVA

Percorso completo – 24 ore                                             € 1.150,00 + IVA

Percorso completo – 24 ore – Clienti                            € 1.050,00 + IVA

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

ICMQ: Corso Project Manager certificato ai sensi della norma Uni 11648 –5, 10, 16, 19 e 25 giugno 2026  – ore 9.00 – 13:00 e 14.00 – 18:00 in modalità online sincrona

Attualmente molti Enti Pubblici, per appalti di servizi e/o di lavori, gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, richiedono, in sede di offerta, per alcune figure la certificazione di Project Manager e/o attribuiscono alla medesima sino a 10 punti in sede di offerta tecnica. La certificazione di Project Manager è dunque certamente qualificante per liberi professionisti e società di ingegneria anche per l’ottenimento dell’incarico di supporto al RUP. La certificazione a cui prepara il presente corso, ai sensi della Norma UNI 11648:2022 (e della UNI ISO 21500:2021 e UNI ISO 21502:2021) e in conformità alla Legge 4/2013, consente di essere registrati nell’apposito elenco di Accredia, con valenza internazionale.

OBIETTIVI DEL CORSO

L’obiettivo è di far apprendere i concetti e le metodologie essenziali del Project Management, in linea con gli standard nazionali e internazionali, applicati al settore delle costruzioni e degli impianti. Si mira a formare una figura professionale capace di operare nel coordinamento progettuale, nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche e private, in tutte le fasi del processo degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali.

PROGRAMMA DEL CORSO

Il corso risponde al D.Lgs. 36/2023, che prevede all’allegato I.2 art.4 comma 4  che i RUP: “nelle procedure di affidamento di lavori particolarmente complessi, il RUP possiede, oltre a un’esperienza professionale di almeno cinque anni nell’ambito delle attività di programmazione, progettazione, affidamento o esecuzione di appalti e concessioni di lavori, una laurea magistrale o specialistica nelle materie oggetto dell’intervento da affidare nonché adeguata competenza quale Project Manager, acquisita anche mediante la frequenza, con profitto, di corsi di formazione in materia di Project Management”. Il Corso di Project Manager per il settore civile ed impiantistico è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico­manageriali, in grado di elaborare la sempre crescente complessità delle fasi tecnico economiche dell’intervento; la figura di un professionista Project Manager certificato quale supporto al RUP, ai sensi dell’allegato I.2 art.2 comma 3, D.Lgs. 36/2023, con incarico diretto al di sotto di 140 mila euro. Il corso prepara i partecipanti per la certificazione di Project Manager, da effettuarsi presso un Organismo di Certificazione Accreditato, come ICMQ.

Il corso della durata di 40 ore si svolge nelle seguenti date e orari: 5, 10, 16, 19 e 25 giugno 2026 – ore 9.00 – 13:00 e 14.00 – 18:00

Il corso è valido come aggiornamento formativo per il mantenimento della certificazione di BIM Manager, BIM Coordinator.

QUOTA

Clienti ICMQ:   Euro 900 euro + IVA

Altri:  Euro 1.100 euro + IVA

E’ prevista una riduzione del 15% per l’iscrizione di 2 partecipanti, del 20% per 3 partecipanti, del 25% per 4 o più partecipanti della stessa società.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

Intelligenza artificiale, pubblicata la norma UNI che individua 12 professioni chiave per l’ IA

L’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando in modo profondo il mercato del lavoro con nuovi ruoli, competenze e responsabilità, spesso in modo molto più veloce della capacità di lavoratori, imprese e istituzioni di adattarsi al cambiamento. Di fronte a queste trasformazioni la contrattazione collettiva sconta un’evidente ritardo dovuto a tempi di negoziazione legati a cicli pluriennali.

In questo contesto si inserisce una novità importante, destinata a incidere concretamente su aziende, pubbliche amministrazioni e lavoratori: la pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026 redatta dall’ Ente Italiano di Normazione.  Si tratta del primo standard nazionale in Europa a definire in modo sistematico e strutturato i profili di ruolo professionale che operano nel settore dell’Intelligenza Artificiale, offrendo un quadro di riferimento condiviso per la definizione e la valorizzazione delle competenze.

La pubblicazione della norma si inserisce in un momento di profonda evoluzione del quadro regolatorio europeo sull’Intelligenza Artificiale, in particolare a seguito del Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act, che prevede l’adozione di misure volte a garantire che i sistemi di IA siano sviluppati e gestiti da soggetti dotati di competenze digitali adeguate.

In questo scenario, la norma UNI 11621-8 rappresenta lo strumento tecnico-normativo che traduce gli obblighi legislativi in un insieme strutturato di ruoli professionali e competenze di riferimento, fornendo indicazioni utili a imprese, amministrazioni pubbliche, enti formativi e organismi di certificazione.

In coerenza con questo indirizzo, la Legge 23 settembre 2025, n. 132, che recepisce tali principi nell’ordinamento italiano, promuove percorsi di alfabetizzazione, formazione e certificazione delle competenze sull’IA.

I dodici profili professionali  individuati delineano un ecosistema professionale dedicato all’IA che spazia dalla governance strategica alla ricerca, includendo sviluppo, gestione dei dati, sicurezza e progettazione delle soluzioni. Per ogni profilo sono specificati missione, compiti principali, risultati attesi, competenze, conoscenze, abilità, nonché indicatori chiave di prestazione (KPI).

La norma UNI 11621-8 si rivolge a un ampio ecosistema di soggetti coinvolti nello sviluppo e nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, a partire dalle imprese o professionisti che intendono strutturare team AI con competenze certificate, alle pubbliche amministrazioni impegnate nell’attuazione della Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024–2026, sino a università e enti chiamati a progettare percorsi formativi allineati alle richieste del mercato del lavoro.

Fonte: lavorosi.it

TFR al Fondo Tesoreria INPS: versamenti senza sanzioni fino al 16 luglio

L’INPS ha disposto una proroga dei termini per i datori di lavoro interessati dal nuovo obbligo di versamento del TFR al Fondo Tesoreria.

Con il messaggio n. 1511 del 6 maggio 2026, l’Istituto ha chiarito che i datori di lavoro che, al 31 dicembre 2025, occupano una media di almeno 60 dipendenti potranno regolarizzare entro il 16 luglio 2026 i versamenti relativi al primo semestre dell’anno senza applicazione di sanzioni, interessi o somme aggiuntive.

La proroga recepisce quanto previsto dall’art. 16 del DL n. 62/2026 e riguarda l’estensione dell’obbligo di conferimento del TFR al Fondo Tesoreria INPS introdotta dalla Legge di bilancio 2026.

In precedenza, la circolare INPS n. 12/2026 aveva fissato il termine per la regolarizzazione al 16 maggio 2026. Con il nuovo intervento normativo, le aziende interessate avranno quindi due mesi in più per adeguarsi agli adempimenti contributivi previsti.

Documenti INPS

La Lince sventa due furti a Porto Venere grazie al pronto intervento

Intervento tempestivo della radio pattuglia dell’istituto di vigilanza La Lince a Porto Venere, dove nei giorni scorsi sono stati sventati due tentativi di furto ai danni di una villa e di uno stabilimento balneare nella zona dell’Olivo.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX La Spezia, l’allarme collegato alla centrale operativa ha consentito l’immediato invio della pattuglia sul posto. La presenza della guardia giurata ha messo in fuga il presunto malintenzionato, mentre le Forze dell’Ordine sono state prontamente allertate.

L’episodio conferma l’importanza della vigilanza privata e del pronto intervento sul territorio, elementi fondamentali per la prevenzione dei reati e la tutela di cittadini e attività economiche.