ASSIV sull’innalzamento del limite all’utilizzo del contante

ASSIV sull’innalzamento del limite all’utilizzo del contante

di Maria Cristina Urbano 

L’innalzamento del limite all’utilizzo del contante, seppure ancora non abbia trovato il veicolo tecnico definitivo per divenire legge, è di particolare interesse per ASSIV e in generale per il comparto della Vigilanza Privata.

Questa, come altre, è una misura fortemente identitaria dei partiti che compongono il Governo Meloni. Ciò non rappresenta un motivo sufficiente però perché sia sic et simpliciter biasimata da chi, richiamandosi ad una coalizione riformista-progressista (mai meglio definita, seppur tale precisazione sarebbe assai necessaria a garantire una corretta e propositiva dialettica politica), si contrappone con poche argomentazioni di merito, limitandosi allo spuntato refrain del “sono fascisti” nei confronti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

A suo tempo un personaggio al di sopra di ogni sospetto, Yves Mersch, ex membro del Consiglio Direttivo BCE, in una lettera indirizzata all’allora Ministro dell’Economia Gualtieri, aveva affermato che l’iniziativa portata avanti dall’allora governo Conte 2, di un graduale divieto di utilizzo dei contanti per pagamenti superiori a 1.000 euro e il contestuale meccanismo del cashback, fosse “sproporzionata alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti ed in quanto compromette l’obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili”. 

La questione oggi non è cambiata nella sua essenza rispetto ad allora: se da un lato infatti non è dimostrato che la limitazione all’uso del contante generi un risultato significativo nella lotta all’evasione, dall’altro, come ricordato dallo stesso Mersch, “la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali, che, per varie legittime ragioni, preferiscono utilizzare il contante piuttosto che altri strumenti di pagamento. Il contante è altresì generalmente apprezzato come strumento di pagamento in quanto, quale corso legale, è ampiamente accettato, è rapido e agevola il controllo sulla spesa di chi paga, […] i pagamenti in contanti agevolano l’inclusione dell’intera popolazione nell’economia consentendo a qualsiasi soggetto di regolare in contanti qualsiasi tipo di operazione finanziaria”.

Chi si contrappone, oggi, ad una previsione normativa che innalza la possibilità di pagare in contanti fino a 5.000 euro dovrebbe quanto meno produrre studi, ricerche, documenti capaci di certificare da un punto di vista scientifico (o quantomeno con metodo scientifico) come una misura del genere abbia un rapporto diretto di causa-effetto rispetto ad abitudini che, consapevolmente o meno, sono a tutti gli effetti illegali e gravemente dannose per la comunità nazionale (gli ultimi dati del Ministero dell’Economia evidenziano circa 80 miliardi di euro l’anno di evasione fiscale, cifra monstre alla luce dei numeri del nostro bilancio). Affibbiare genericamente, a chi ricorre al contante, un gene o una tara antropologica che ne fa un evasore naturale, sinceramente appare superficiale ed impedisce di comprendere le dinamiche alla base di determinati comportamenti e porvi quindi rimedio.

Dal punto di vista ASSIV, certamente parziale ma non per questo meno valido, posso immaginare che il settore del trasporto valori e del trattamento di denaro, riservato dalla norma in via esclusiva agli Istituti di Vigilanza Privata, (qualora non vi provvedano le forze dell’ordine), potrà godere nel medio periodo di un rimbalzo positivo in termini quantitativi a seguito della previsione normativa in oggetto, dopo che le politiche restrittive alla circolazione del contante portate avanti dai Governi che si sono succeduti nelle ultime legislature, sommate alla profonda crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, avevano avuto un impatto negativo esponenziale. E così aziende che hanno investito molto nella formazione del proprio personale, in mezzi e tecnologie all’avanguardia, in centrali operative e caveau tra i più moderni, si sono trovate costrette ad accelerare un processo di ristrutturazione in un momento di contingenza negativa per tutto il comparto degli IVP, ovvero degli Istituti di Vigilanza Privata.

Ritengo assai scarsamente interessanti le schermaglie tra opposte tifoserie rispetto una norma che per gli uni favorirebbe il nero, per gli altri la libertà di impresa.

Debbo dire però che, nello scontro ideologico tra bianchi e neri, la mia personale opinione collima sostanzialmente con le ben argomentate affermazioni di Mersch. Non si tratta di favorire l’economia sommersa né di limitare la libertà di impresa. Trattandosi in fin dei conti di economia, ci si dovrebbe limitare a valutare costi e benefici della misura. Sarebbe utile, in proposito, acquisire i dati dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza in merito agli effettivi benefici alla lotta all’economia sommersa derivati dalla limitazione a 1.000 euro nei pagamenti in contanti. Limitarsi a superficiali affermazioni di principio non solo è fuorviante, ma le conseguenti azioni normative rischiano di affossare segmenti importanti dell’economia reale.

Lo Stato deve occuparsi dell’educazione finanziaria dei suoi cittadini, garantendo al contempo piena e certa applicazione delle norme vigenti, non deve certamente comprimere la libertà di persone e imprese, anche soltanto sulla scelta di uno strumento di pagamento a corso legale.

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Messaggio Inps n. 4159 del 17 novembre 2022: indennità una tantum pari a 150 euro per i lavoratori dipendenti

Messaggio Inps n. 4159 del 17 novembre 2022: indennità una tantum pari a 150 euro per i lavoratori dipendenti prevista dall’articolo 18 del decreto-legge n. 144/2022. Precisazione sulla determinazione della retribuzione imponibile

L’articolo 18 del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, prevede che venga riconosciuta, per il tramite dei datori di lavoro, nella retribuzione erogata nel mese di novembre 2022, un’indennità una tantum di importo pari a 150 euro “ai lavoratori dipendenti, con esclusione di quelli con rapporto di lavoro domestico, aventi una retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022 non eccedente l’importo di 1.538 euro”.

Con il presente messaggio, che segue la circolare n. 116/2022, con cui l’Istituto ha fornito le istruzioni applicative in materia, si chiarisce, d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che la retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022, in relazione al limite retributivo previsto dalla norma in questione, è da considerare al netto della tredicesima mensilità, o ratei della stessa, stante la particolare natura di tale mensilità aggiuntiva, laddove l’erogazione avvenga nella competenza del mese di novembre 2022.

Si ricorda, che il lavoratore titolare di più rapporti di lavoro (anche a tempo parziale) dovrà presentare la dichiarazione di cui all’articolo 18 del decreto-legge n. 144/2022 al solo datore di lavoro che provvederà al pagamento dell’indennità. L’indennità, infatti, spetta nella misura di 150 euro una volta sola e la verifica della retribuzione imponibile, nella competenza del mese di novembre 2022, che non deve eccedere l’importo di 1.538 euro, è da effettuare in relazione al singolo rapporto di lavoro per il quale la dichiarazione è resa.

Si chiarisce, infine, che nelle ipotesi in cui i datori di lavoro non avessero erogato l’indennità con la retribuzione di novembre 2022 per motivi gestionali, nonostante il diritto dei lavoratori a percepirla, potranno esporre il conguaglio anche sul flusso di competenza di dicembre 2022.

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Fonte: INPS

Posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi – Stime preliminari (3° trimestre 2022)

Posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi – stime preliminari

L’Istat rende disponibili on line le stime preliminari del tasso di posti vacanti riferite al terzo trimestre 2022, per tutte le imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi (serie disponibile a partire dal 2016) e anche per il sottogruppo di quelle con almeno 10 dipendenti (serie disponibile a partire dal 2004).

Nel terzo trimestre 2022, il tasso di posti vacanti destagionalizzato – per il totale delle imprese con dipendenti – si attesta al 2%, valore registrato sia per il settore dell’industria sia per quello dei servizi. Rispetto al trimestre precedente, il tasso segna una diminuzione (-0,2 punti percentuali per il complesso dell’economia), che risulta più marcata nei servizi (-0,3 punti percentuali) rispetto all’industria (-0,1 punti percentuali). Per le imprese con almeno 10 dipendenti, il tasso di posti vacanti è pari all’1,8%, sintesi di un incremento nell’industria (+0,1 punti percentuali) e di un decremento nei servizi (-0,1 punti percentuali).

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Fonte: Istat

Osservatorio sul precariato: i dati di agosto 2022

Osservatorio sul precariato: i dati di agosto 2022

L’Inps ha pubblicato i dati di agosto 2022 dell’Osservatorio sul precariato.

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 5.466.819, con un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2021 e una crescita di tutte le tipologie contrattuali. Nel dettaglio, sono state registrate 937.352 attivazioni per i contratti a tempo indeterminato, che hanno registrato la crescita più accentuata (+31%). Significativo è anche l’aumento delle diverse tipologie di contratti a termine: intermittenti, +28%; apprendistato, +20%; a tempo determinato, +19%; stagionali, +12%; somministrati, +7%. Dopo il 2015 non si era mai registrato, nei primi otto mesi dell’anno, un numero così elevato di assunzioni a tempo indeterminato.

Le trasformazioni da tempo determinato sono risultate 489.026, in fortissimo incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+65%). Nello stesso periodo, le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (76.902) risultano essere aumentate del 9% rispetto all’anno precedente. Nei primi otto mesi del 2022 l’insieme delle variazioni contrattuali a tempo indeterminato (da rapporti a termine e da apprendistato) ha raggiunto il livello massimo degli ultimi dieci anni, superando anche il precedente livello elevato registrato nel 2019.

Le cessazioni sono state 4.571.139, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+28%) per tutte le tipologie contrattuali: intermittenti, +46%; stagionali, +33%; a tempo determinato, +28%; apprendistato, +27%; a tempo indeterminato, +24%; in somministrazione, +20%. Per le cessazioni a tempo indeterminato si tratta, con riferimento ai primi otto mesi dell’anno, del valore più elevato dell’ultimo decennio.

FOCUS RAPPORTI IN SOMMINISTRAZIONE

Nel corso dei primi otto mesi del 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021, le assunzioni in somministrazione sono aumentate per entrambe le tipologie contrattuali, in particolare sono state registrate 29.963 assunzioni a tempo indeterminato (+58%) e 651.561 a termine (+6%). Anche per le cessazioni si rileva un aumento per le due tipologie contrattuali, con andamento analogo alle assunzioni.

IL LAVORO OCCASIONALE

I lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) ad agosto 2022 sono stati 12.712 (in diminuzione del 8% rispetto allo stesso mese del 2021). L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 273 euro.

I lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF) sono stati invece 8.976, in diminuzione del 9% rispetto a luglio 2021. L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 166 euro.

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Fonte: INPS

Detassazione premi di produttività: disponibile il report aggiornato al 15 novembre 2022

Detassazione premi di produttività: disponibile il report aggiornato al 15 novembre 2022

È disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Report sull’andamento dei premi di produttività, ricavato dalla procedura per il deposito telematico dei contratti aziendali e territoriali che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha attivato a seguito del Decreto Interministeriale 25 marzo 2016, relativo alla detassazione dei premi di produttività.

Il Report, con i dati aggiornati a martedì 15 novembre 2022, si compone di due parti: la prima fornisce l’indicazione della tendenza della misura e della sua diffusione territoriale; la seconda, invece, svolge il monitoraggio dei soli contratti “attivi”.

Alla data di chiusura del Report, i depositi di conformità compilati, redatti secondo l’articolo 5 del Decreto, sono stati 77.819. Dei 13.038 riferiti a contratti tuttora attivi, 10.342 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 8.025 di redditività, 6.590 di qualità, mentre 1.549 prevedono un piano di partecipazione e 7.878 prevedono misure di welfare aziendale.

Prendendo in considerazione la distribuzione geografica delle aziende che hanno depositato i contratti – analizzata in base all’ITL competente – il 75% è concentrato al Nord, il 17% nelle regioni centrali e l’8% al Sud.

L’analisi per settore di attività economica, inoltre, evidenzia come il 60% dei contratti depositati sia riferito ai servizi, il 39% all’industria e l’1% all’agricoltura.

Per la consultazione integrale dei dati, scarica il report

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

ICMQ – Corso di Risk Analysis e Risk Management – 5 Dicembre 2022

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La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati

Il corso di 8 ore, organizzato da ICMQ, si terrà in modalità online il 5 dicembre.

Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.

Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.

Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.

Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.

Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.

La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Iscrizione on line

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ICMQ – Formazione a distanza: migliorare Salute e Sicurezza sul Lavoro con la UNI ISO 45001 – 28 novembre e 6 dicembre 2022

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ICMQ formazione a distanza

Migliorare Salute e Sicurezza sul Lavoro con la Uni ISO 45001

28 novembre 2022 mattina e 6 dicembre 2022 pomeriggio

ICMQ organizza un corso che ha lo scopo di presentare ai partecipanti il contenuto della UNI ISO 45001, che ha sostituito la Bs Ohsas 18001, affinché si possa valutare l’applicazione ex novo della UNI ISO 45001, rendendo più concreta la possibilità di adottare un sistema unico e integrato per gestire qualità, ambiente e sicurezza.

Il 12 marzo 2018, dopo un iter di sviluppo durato 5 anni, è stata pubblicata la norma ISO 45001 che porta il tema della salute sicurezza sul lavoro nel mondo della normazione a livello globale. La struttura di base del nuovo standard è la High Level Structure comune ad altri sistemi di Gestione ampiamenti diffusi come la ISO 9001 e la ISo 14001.

Il corso ha lo scopo di presentare ai partecipanti il contenuto della ISO 45001. Oltre ai benefici legati alla prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro (con conseguente abbattimento dei costi derivanti da malattie professionali, incidenti e infortuni) e a quelli organizzativi, quali, ottimizzazione delle risorse, migliore integrazione delle competenze e semplificazione dei processi (che comporta riduzione di incidenti grazie all’attenta pianificazione), le aziende che optano per una certificazione UNI ISO 45001 otterranno l’accesso a importanti opportunità finanziarie; quali: riduzioni sul premio assicurativo Inail, possibilità di usufruire di agevolazioni e contributi a fondo perduto per investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro (requisito preferenziale), nonché benefici assicurativi in sede di gara d’appalto.

Prerequisiti – D.lgs 81.2008 Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro.

L’intervento di formazione è basato su una analisi specifica dei requisiti dello standard UNI EN ISO 45001:2018 (confrontati con quelli della OH SAS 18001:2007) e corredato da esempi e documentazione di supporto di taglio molto pratico ed operativo; e permetterà di acquisire elementi per valutare l’implementazione di un Sistema conforme alla UNI EN ISO 45001:2018; comprendere gli elementi ed i requisiti di base della norma e le modalità per la loro applicazione.

Scarica la locandina del corso

Accordi per l’innovazione, oltre 500 milioni per le imprese

Accordi per l’innovazione, oltre 500 milioni per le imprese

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha sbloccato 500 milioni di euro, a valere sul Fondo nazionale complementare al PNRR, per finanziare progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito del secondo sportello dedicato agli Accordi per l’innovazione, la cui apertura è prevista il 31 gennaio 2023.

“È fondamentale rendere le nostre imprese più innovative e al passo con i tempi” dichiara il ministro Adolfo Urso “Dobbiamo facilitare l’azione delle imprese, incentivare lo sviluppo tecnologico, allargare la base produttiva e premiare il merito. Con la ricerca e l´innovazione possiamo tornare ad avere un ruolo propulsivo per invertire la tendenza recessiva e riattivare i meccanismi della crescita“.

A questo intervento, previsto dal decreto 14 novembre 2022, si potranno aggiungere ulteriori risorse a seguito della sottoscrizione, entro il 18 gennaio 2023, di Accordi quadro con Regioni e province autonome interessate.

Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, anche in forma congiunta, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria nonché attività di ricerca. Le imprese agricole potranno partecipare nell’ambito di progetti congiunti.

Tra i criteri di approvazione delle domande previsti per questo secondo sportello sono state introdotte alcune novità ovvero l’introduzione del divieto per un soggetto proponente di presentare più istanze in qualità di mono proponente o di soggetto capofila di un partenariato e l’ammissione in istruttoria delle domande non in ordine cronologico bensì in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito, nel caso in cui le risorse finanziarie disponibili non consentano l’accoglimento di tutte le domande presentate nello stesso giorno. La graduatoria di merito terrà conto degli aspetti economico-finanziari dei soggetti proponenti e dell’impatto del progetto.

A partire dal 17 gennaio 2023, nel sito internet di Mediocredito centrale (Soggetto attuatore), sarà possibile procedere con la compilazione guidata della domanda di agevolazione e della ulteriore documentazione.

Per maggiori informazioni

Fonte: MISE

Brescia apre “Mille occhi sulla città”

Brescia apre “Mille occhi sulla città”

Coinvolgere la rete di vigilanza privata nell’ottica di potenziare il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine. Con questo obiettivo è stata siglato ieri a Brescia in prefettura il protocollo “Mille occhi sulla città”. Firmatari dell’intesa il prefetto Maria Rosaria Laganà, il sindaco di Brescia Emilio del Bono, unitamente ai rappresentanti degli istituti di vigilanza: Axitea, Fidelitas, G4 Vigilanza, Sicurezza del cittadino srl, Sicuritalia, VCB Securitas P. A., Vedetta 2 Mondialpol, Vigilanza Group Soc. Coop.

Il protocollo prevede che, attraverso il NUE 112, potranno essere segnalati eventi particolari, tra i quali, a titolo esemplificativo: la presenza di mezzi di trasporto o di persone sospette; l’eventuale fuga di mezzi o persone dal luogo del delitto; veicoli rubati o abbandonati; la presenza di bambini, persone anziane, persone in stato confusionale o in evidente difficoltà; la presenza di ostacoli sulle vie di comunicazione.

Gli elementi informativi raccolti verranno condivisi, in via generale, con la sala operativa della questura nel caso di segnalazioni riguardanti il capoluogo di provincia e con la centrale operativa del comando provinciale dei Carabinieri negli altri casi. Per quanto riguarda, invece, i profili concernenti fattispecie potenziali illeciti economico-finanziari, gli stessi verranno inviati alla sala operativa del comando provinciale della Guardia di Finanza. Le informazioni che riguardano, invece, la sicurezza urbana, saranno comunicate alle centrali operative delle Polizie Locali.

Fonte: Ministero dell’Interno

ASSIV: perché non utilizzare le GPG per il “decreto anti-rave”?

ASSIV: perché non utilizzare le GPG per il “decreto anti-rave”?

di Maria Cristina Urbano

Di certo i primi provvedimenti assunti dal Governo Meloni non sono passati inosservati, neanche a noi di ASSIV. E la discussione politica che li ha seguiti non è sempre stata lucidissima. In primo luogo, per parlare di una norma, occorre averla ben presente. Pertanto vorrei iniziare questa mia riflessione riportando per intero l’articolo 5 (Norme in materia di occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali) del decreto-legge 31 ottobre 2022, ovvero il primo provvedimento del Governo Meloni:

1.     Dopo l’articolo 434 del Codice penale è inserito il seguente:

«Art. 434-bis (Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica). – L’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica.
Chiunque organizza o promuove l’invasione di cui al primo comma è punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000.
Per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena è diminuita.
È sempre ordinata la confisca ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato di cui al primo comma nonché di quelle utilizzate nei medesimi casi per realizzare le finalità dell’occupazione».

In merito a tale disposizione, l’inevitabile semplificazione giornalistica ha parlato di “decreto anti-rave”, la politica a sinistra ha urlato inorridita ad un provvedimento di stampo fascista, a destra ha argomentato che si tratta di una misura resasi necessaria dopo alcuni gravi episodi di cronaca, verificatisi negli ultimi mesi, di occupazione di terreni privati per organizzare feste a base di alcool e droghe. Esimi giuristi di ambo i campi si sono quindi scontrati a colpi di fioretto, in alcuni casi di ascia bipenne, per stabilire se una norma del genere fosse davvero necessaria, e non piuttosto un’inutile ridondanza rispetto fattispecie già presenti nel nostro ordinamento e per le quali le Forze dell’Ordine già possono ricorrere allo sgombro e alla forza, e se per tale materia si potesse o meno ricorrere alla decretazione d’urgenza ex art. 77 della Costituzione.

Lascio ai giuristi risolvere la questione. Da parte mia, invece, ritengo che la necessità del Governo fosse semplicemente quella di approvare immediatamente alcune norme identitarie, facilmente riconoscibili dal proprio elettorato di riferimento, ed ecco quindi il “decreto anti-rave”, l’irrigidimento sullo sbarco dei clandestini ad opera delle navi delle ONG, l’aumento al limite all’utilizzo del contante. La necessità, insomma, di segnare in maniera inequivocabile una discontinuità rispetto il passato. A dirla tutta, mi pare che sia più rilevante il messaggio in trama, che non la norma in sé.

Mi preme in proposito sottolineare un aspetto, come pure è stato fatto da quanti hanno precedentemente apprezzato il Governo Draghi perché a loro parere si caratterizzava per la stessa capacità: l’autorevolezza di un Governo non dipende sempre da cosa fa o non fa, piuttosto da quello che dà la sensazione che sarebbe disposto a fare in determinati frangenti e a determinate condizioni. A livello europeo, ad esempio, quando i Governi hanno dato la sensazione di essere disposti a trovare un accordo sul price cap al costo del gas, ne hanno determinato automaticamente un deprezzamento senza che fosse necessaria la norma.

Mi si obietterà che nel caso del Governo Meloni la norma è stata effettivamente approvata. È vero. Ma dovremmo spingere oltre il ragionamento, argomentando come forse non sia un caso che si tratti di una misura ridondante rispetto quanto già previsto dal nostro ordinamento, anche se assai raramente applicato, come a segnalare che da oggi in poi quel reato sarà punito ex lege, che non si sarà più disposti a chiudere un occhio, una sorta di “avviso ai naviganti”. Ad ogni modo la rinnovata attenzione al tema della sicurezza, in tutte le sue declinazioni, ci lascia sperare che il Governo Meloni non voglia lasciare inutilizzate le enormi risorse professionali ed imprenditoriali rappresentate dalla Vigilanza Privata. L’auspicio di ASSIV è che si voglia costruire un sistema-sicurezza Paese moderno ed efficiente, anche grazie all’impiego delle Guardie Particolari Giurate (GPG) per tutti quei servizi sussidiari e complementari alle Forze dell’Ordine che possono essere espletati efficacemente dal privato in sinergia con il pubblico, a vantaggio della collettività. Perché non ripartire da qui, dall’utilizzo delle GPG per il “decreto anti-rave”?

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