ADAPT: Il cambio appalto non è trasferimento d’azienda se sussiste discontinuità

La sentenza della Corte d’Appello di Roma n. 4260 del 12 gennaio 2026 interviene su uno dei nodi centrali del diritto del lavoro degli appalti, chiarendo i confini tra cambio di appalto e trasferimento d’azienda o di ramo. Ed invero, la diversa intensità delle tutele riconosciute ai lavoratori (continuità automatica del rapporto, conservazione dell’anzianità, divieto di licenziamento, responsabilità solidale per i crediti maturati, ecc.) dipende non tanto dalle qualificazioni formali adottate dalle parti, ma dalla verifica in concreto dell’assetto organizzativo e produttivo dell’impresa subentrante, con la conseguenza che, nei cambi di appalto, l’applicazione dell’art. 29, comma 3, del d.lgs. 276/2003 non è mai automatica potendo emergere, nei fatti, un trasferimento di azienda o di ramo soggetto all’art. 2112 c.c.

Nel confermare la decisione di primo grado, la Corte si allinea in modo esplicito alla più recente giurisprudenza di legittimità (Cass. 24 ottobre 2024, n. 27607), offrendo chiarimenti di particolare interesse su tre profili chiave.

In primo luogo, la Corte ribadisce che, alla luce dell’attuale formulazione dell’art. 29, comma 3, del d.lgs. 276/2003 (come modificato dalla legge n. 122/2016), l’esclusione del regime del trasferimento d’azienda non opera automaticamente in presenza di un cambio di appalto con riassorbimento del personale. L’inapplicabilità dell’art. 2112 c.c. è subordinata alla ricorrenza congiunta di due elementi sostanziali: da un lato, la presenza in capo al nuovo appaltatore di una propria struttura organizzativa e produttiva, autonoma rispetto al solo gruppo di lavoratori assorbiti; dall’altro, la sussistenza di elementi di discontinuità tali da determinare una specifica identità di impresa, idonei a interrompere il nesso funzionale di interdipendenza e complementarietà tra i fattori della produzione che caratterizzavano l’organizzazione precedente. In tale prospettiva, l’autonoma organizzazione imprenditoriale dovrebbe emergere, in concreto, da indici quali: la presenza di personale proprio ulteriore rispetto a quello già impiegato nell’appalto; la diversità di sede e di orario di svolgimento della prestazione; l’utilizzo di beni strumentali e attrezzature proprie, idonei a incidere sui tempi di esecuzione, sulla qualità e sulle modalità del servizio reso. Si tratta, dunque, di una valutazione eminentemente sostanziale, che non può essere aggirata mediante il mero richiamo a pattuizioni formali o a clausole contrattuali.

Il secondo profilo messo in luce dalla Corte attiene al piano probatorio. La sentenza afferma che la disciplina vigente determina un’inversione dell’onere della prova in ordine alla configurabilità del trasferimento d’azienda. In altri termini, spetta alla parte che nega l’applicabilità dell’art. 2112 c.c. – normalmente l’imprenditore subentrante – dimostrare la sussistenza degli elementi di discontinuità organizzativa e produttiva.

Da ultimo, la Corte esclude in modo netto che i CCNL possano esercitare una funzione derogatoria rispetto alla disciplina del trasferimento d’azienda. Né la normativa nazionale né quella europea attribuiscono alla contrattazione collettiva il potere di escludere l’applicazione dell’art. 2112 c.c. in presenza dei relativi presupposti. Di conseguenza, non può trovare accoglimento una tesi difensiva fondata sulla massima valorizzazione dell’autonomia negoziale, quando essa si traduca in un’elusione delle tutele inderogabili previste dall’ordinamento e dal diritto dell’Unione. Il richiamo alla direttiva 2001/23/CE rafforza ulteriormente questo approccio, imponendo una lettura conforme e sostanziale delle fattispecie di successione negli appalti.

Fonte: ADAPT

Gli “occhi della Lince”: quando la vigilanza privata diventa presidio attivo del territorio

Un recente articolo pubblicato da La Nazione “Gli occhi della Lince. La sfida continua delle guardie giurate”, ha acceso i riflettori su una realtà ben nota agli operatori del settore ma spesso poco conosciuta dall’opinione pubblica: il lavoro quotidiano delle guardie particolari giurate che operano nelle ore notturne.

Il reportage, ambientato a La Spezia, racconta l’attività dell’istituto di vigilanza La Lince offre uno spaccato concreto di cosa significhi garantire sicurezza 24 ore su 24, tra pattugliamenti, interventi su allarme, coordinamento con la centrale operativa e collaborazione con le forze dell’ordine.

Oltre la semplice sorveglianza

La narrazione giornalistica mette in evidenza un aspetto fondamentale: la vigilanza privata non è mera presenza statica o risposta passiva a un evento, ma rappresenta un presidio dinamico e organizzato del territorio.

Nelle ore notturne, quando le attività produttive sono chiuse e le aree urbane si svuotano, il rischio percepito aumenta. È in questo contesto che entrano in gioco:

  • la pianificazione preventiva dei servizi;
  • il monitoraggio costante da parte delle centrali operative;
  • la capacità di analisi del rischio;
  • la tempestività dell’intervento.

Le guardie giurate operano in un sistema strutturato, dove tecnologia e fattore umano si integrano: impianti di allarme, sistemi di videosorveglianza, geolocalizzazione delle pattuglie e protocolli operativi condivisi sono strumenti che supportano la professionalità degli operatori.

Professionalità e formazione continua

Dal racconto emerge chiaramente un altro elemento chiave: la competenza.
La gestione di un intervento notturno richiede lucidità, conoscenza delle procedure, capacità di valutazione e, non da ultimo, equilibrio.

La formazione delle guardie particolari giurate – iniziale e continua – rappresenta un pilastro del settore. Non si tratta soltanto di preparazione tecnica, ma anche di aggiornamento normativo, gestione delle emergenze, primo intervento e capacità relazionale.

In molti casi, infatti, gli interventi non riguardano esclusivamente tentativi di intrusione o reati, ma situazioni di emergenza o di supporto alla cittadinanza, dove la prontezza e il senso di responsabilità fanno la differenza.

Vigilanza privata e sicurezza integrata

L’articolo richiama il valore della collaborazione tra vigilanza privata e forze dell’ordine, in una logica di sicurezza integrata. I protocolli di collaborazione territoriale, come quelli sviluppati in diverse province italiane, dimostrano come la presenza strutturata degli istituti di vigilanza contribuisca a rafforzare il controllo del territorio.

La vigilanza privata non sostituisce le forze di polizia, ma rappresenta un moltiplicatore di presidio, prevenzione e segnalazione qualificata.

Una narrazione che valorizza il settore

Per il comparto della sicurezza, articoli come quello pubblicato da La Nazione assumono un valore significativo:

  • contribuiscono a migliorare la percezione pubblica del ruolo delle guardie giurate;
  • evidenziano la complessità organizzativa degli istituti;
  • mostrano il contributo concreto del settore alla sicurezza delle comunità locali.

Raccontare il lavoro notturno, spesso invisibile, significa riconoscere l’impegno di migliaia di professionisti che operano con responsabilità e dedizione.

Fonte: Gli occhi della Lince. La sfida continua delle guardie giurate, La Nazione, edizione La Spezia, 22 febbraio 2026.

CONFINDUSTRIA: Congiuntura Flash – Export e consumi zavorrano l’industria. Positivi, potenzialmente, gli impatti del decreto energia

Peggiora lo scenario a inizio 2026. In Italia, dopo il buon 4° trimestre 2025 (+0,3% il PIL) trainato dagli investimenti del PNRR, a gennaio migliora la fiducia delle famiglie e accelerano i servizi. La dinamica dell’industria resta volatile e la risalita lenta, penalizzata dal dollaro più svalutato e da consumi ancora fragili. Il costo dell’energia alto e in salita può scendere grazie alle norme approvate dal Governo.

Positivo il decreto “bollette”. Continua il rincaro del prezzo del petrolio: 71 dollari al barile a febbraio (63 a dicembre). Dopo la fiammata a gennaio, il prezzo del gas resta a 33 euro/MWh (da 28 a fine 2025). Il dollaro più svalutato sull’euro (1,18 a febbraio), sull’attesa di una FED più incline ai tagli, attenua solo in parte i rincari (e frena l’export). Il decreto varato dal Governo può ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese in modo sostanziale, se approvato dalla Commissione europea.

Risale il costo del credito. A febbraio il tasso sui BTP italiani cala di poco (3,36%), mentre si è fermato l’aumento del Bund in Germania (2,97%): lo spread si restringe ancora (+39 punti base, appena +15 in Spagna). La BCE, intanto, è ferma da metà 2025 a un tasso di riferimento del 2,00%, anche se l’inflazione nell’Eurozona è scesa su valori moderati (+1,7% a gennaio). In tale contesto, il tasso pagato dalle imprese italiane ha esaurito il calo e inverte la rotta (3,58% a dicembre, da 3,38% a settembre).

Investimenti: i segnali restano positivi. Gli indicatori congiunturali evidenziano una tendenza favorevole per gli investimenti in impianti e macchinari: a gennaio migliora la fiducia delle imprese manifatturiere in totale e, in particolare, nella componente dei beni strumentali. Peggiora invece per il terzo mese consecutivo la fiducia delle imprese di costruzioni, penalizzata dai giudizi sugli ordini, sebbene siano favorevoli le attese sui piani di costruzione nei prossimi tre mesi.

Consumi: inizio d’anno ancora lento. A dicembre le vendite al dettaglio sono calate (-0,9% in volume), quasi azzerando la crescita nel 4° trimestre (+0,1%); a gennaio, però, aumentano gli acquisti di autovetture. La fiducia delle famiglie migliora un po’ a inizio 2026, mentre il numero di occupati, pur contraendosi lievemente a fine 2025, cresce comunque di +0,3% nel 4°. Cala molto, invece, la fiducia delle imprese nel commercio, sebbene i giudizi sulle vendite restino positivi.

Servizi in accelerazione. A dicembre la spesa dei turisti stranieri cresce poco (+2,5% tendenziale). Nel primo mese del 2026 l’HCOB-PMI, già in zona espansiva, indica un rafforzamento del settore (52,9 da 51,5). Anche la fiducia delle imprese nei servizi segna un aumento robusto a gennaio (103,4 da 100,2).

Industria: debole recupero. A dicembre la produzione industriale è tornata a calare (-0,4%, dopo +1,5%), ma il 4° trimestre è rimasto positivo (+0,9%): c’è una risalita ma fragile, perché i dati mensili sono molto volatili e la domanda (da export e consumi) rimane debole. A gennaio il PMI migliora lievemente, restando in area recessiva (48,1 da 47,9), in lento aumento anche la fiducia delle imprese (89,2 da 88,5).

Export volatile. L’export italiano di beni, seppur in crescita a dicembre (+0,6%, a prezzi costanti), cala nel 4° trimestre (-1,9%). In modesta espansione l’import (+0,1% mensile e +0,4% trimestrale). Dinamiche molto eterogenee tra paesi e settori nel 2025 evidenziano una rapida riconfigurazione degli scambi dopo gli shock: l’export è stato trainato dai farmaci verso gli USA, dai metalli in Svizzera; la filiera farmaceutica ha anche generato gran parte del balzo dell’import da Cina e USA. Le prospettive a gennaio 2026 restano deboli secondo gli ordini esteri manifatturieri, seppure in lieve miglioramento.

Eurozona: segnali di timida ripartenza. Nel 4° trimestre il PIL dell’Area è cresciuto dello 0,3% e l’occupazione dello 0,2%, con risultati positivi nelle principali economie. A dicembre la produzione industriale è diminuita molto (-1,4%), ma restando in lieve aumento nel 4° trimestre (+0,3%). A gennaio gli indici PMI segnalano un’espansione solo dei servizi in Germania e dell’industria in Francia; migliorano anche la fiducia e le aspettative sull’occupazione in tutta l’Area.

USA: bene l’economia ma debole il lavoro. La produzione industriale a dicembre continua a crescere (+0,4%), proseguendo la dinamica positiva da inizio 2025: il 4° trimestre si chiude a +0,2% e gli indici PMI e ISM manifatturieri confermano un profilo espansivo a gennaio 2026. Anche la creazione di posti di lavoro è migliorata, ma rimane debole (+130 mila unità), dopo un 4° trimestre 2025 in calo (-51 mila).

India: manifattura in espansione. A dicembre la produzione industriale ha accelerato al +7,8% annuo (da +7,2%), sopra le attese; a gennaio il PMI sale a 55,4 (da 55,0), segnalando un miglioramento di ordini, output e occupazione. Sul fronte commerciale, l’accordo USA-India riduce i dazi americani al 18% in media (dal 50%), ma restano dubbi su regole di origine e sull’impegno ad acquisti da parte dell’India per 500 miliardi di dollari in 5 anni, su beni che oggi ammontano a 23.

Industria: bene farmaci e metalli, male auto e moda

Ancora giù, ma qualcosa è cambiato. L’industria italiana, in aggregato, nel corso del 2025 è transitata lentamente prima a una fase di “fine caduta”, poi verso fine anno a quella di un “parziale e debole recupero”: non siamo ancora arrivati a una netta inversione di tendenza. Nella media dell’anno, inoltre, l’industria ha registrato comunque una nuova riduzione in termini di produzione, seppur molto contenuta (-0,2%), dopo l’ampia caduta del biennio 2023-2024 (-2,0% e -4,0%).

Vari settori tornano a crescere. Ci sono indizi di un miglioramento anche a livello settoriale: il numero di settori industriali in crescita è aumentato nel 2025, rispetto al 2024: sono saliti a 9, da 4. Questo perché 6 settori hanno cambiato segno da negativo a positivo (tra cui i macchinari, a un modesto +0,04%) e solo 1 da positivo a negativo (la carta, a un moderato -0,1%).

Ma la strada è lunga. Tuttavia, solo 3 settori manifatturieri (su 22) sono cresciuti sia nel 2024 che nel 2025, troppo pochi per una dinamica aggregata robusta. Viceversa, ben 12 settori hanno registrato cali in entrambi gli anni. Il campo di variazione, almeno, è divenuto meno ampio nel 2025, da -10% a +4%, (rispetto al “-23%, +8%” del 2024), soprattutto perché i cali maggiori nel 2025 sono stati più contenuti.

Automotive e “moda” in difficoltà. Questi due settori hanno vissuto due anni di caduta, anche se attenuata nel 2025. Per il settore auto (-10,3%), tra i motivi ci sono i prezzi in salita, l’incertezza sulle normative, l’aumento dell’import. Il tessile-abbigliamento-pelli (-5,5% in aggregato) è penalizzato dal calo dell’export e dalla fiducia delle famiglie ancora bassa, in un’economia che cresce poco. La chimica è l’unica che, in controtendenza, segna un calo nel 2025 (-2,6%) più ampio del 2024: è un settore con problematiche strutturali, perché risente dell’energia cara utilizzata anche come materia prima e registra in tutta Europa chiusure di impianti e casi di conversione a nuove produzioni (bioraffinerie, accumulo di energia).

Farmaceutica e metallurgia si rilanciano. La farmaceutica, tra i settori in crescita (+3,8%), ha visto salire fortemente l’export: +28,5% su base annua, il più elevato tra tutti i comparti, con un surplus estero di 11,4 miliardi che conferma una forte specializzazione internazionale; spicca la crescita verso gli USA (+54%), legata all’accumulo di scorte. Anche il settore metallurgico (+4,0%) è stato sostenuto moderatamente nel 2025 dal canale dell’export, nonostante gli elevati dazi imposti dagli USA (su acciaio e alluminio).

Alimentare in controtendenza. Il settore alimentare è cresciuto in entrambi gli anni (+2,6% in media la produzione nel 2024-2025), tra i pochi a non aver subito cadute, insieme agli “altri mezzi i trasporto”, nonostante entrambi rallentino nel 2025. Si conferma una caratteristica storica dell’alimentare, cioè l’essere un settore “anti-ciclico”, che va bene nei periodi difficili per l’economia. Considerata la sua stazza (15,2% dell’industria, come produzione venduta), l’alimentare dà in tali periodi un vitale supporto al resto dell’attività.

Fattori di ostacolo e di spinta. Ci sono dei fattori trasversali che frenano tutti i settori industriali (anche se con diverse intensità), così come l’intera economia italiana: l’energia cara; il dollaro debole, i dazi e quindi l’export di beni in calo; l’elevata incertezza, l’alta quota di risparmio delle famiglie e quindi i consumi fiacchi. Viceversa, aiutano l’industria i tassi di interesse minori rispetto al 2023, il credito per le imprese che è ripartito, la buona dinamica degli investimenti (specie in macchinari) che crea domanda per vari settori.

Prospettive migliori per il 2026. Per l’anno appena iniziato non sono ancora disponibili hard data di fonte Istat, ma solo alcuni indicatori congiunturali relativi al primo mese, che suggeriscono un lieve miglioramento. La dinamica che dovrebbe prevalere nel 2026, per l’aggregato della manifattura italiana, è di una moderata crescita, tornando quindi al segno positivo dopo 3 anni negativi: si tratterebbe, in realtà, di un parziale recupero dei livelli persi negli ultimi anni. In un simile scenario, alcuni settori potrebbero smettere di perdere produzione, mentre potrebbe aumentare ancora il numero di settori che registrano un aumento. Non abbastanza, in alcuni casi, per sanare le perdite recenti, ma almeno l’inizio di un sentiero positivo.

Fonte: Confindustria

Security marittima nei porti italiani: prevenzione, normativa e tecnologia al centro del Punto Podcast ASSIV

In occasione di Sicurezza 2025 – Fiera Milano, ASSIV ha registrato una nuova puntata del Punto Podcast ASSIV dedicata alla security marittima, settore strategico per la protezione delle infrastrutture portuali e dei flussi passeggeri.

Ospite dell’episodio è l’ing. Maurizio Anrico, Direttore Tecnico ex DM 269/2010 e Senior Security Manager di Vigili dell’Ordine, che ha illustrato modelli operativi, quadro normativo e innovazioni tecnologiche applicate alla sicurezza nei porti italiani.

Security marittima: dai contesti internazionali ai porti italiani

L’analisi parte da scenari complessi come il Golfo di Aden e il Golfo di Guinea, per concentrarsi poi sul sistema portuale italiano, caratterizzato da:

  • elevati flussi turistici e crocieristici
  • traffico traghetti e passeggeri
  • diversità strutturali tra scali
  • necessità di prevenzione quotidiana delle vulnerabilità

L’obiettivo non è solo reagire al rischio, ma costruire un modello di sicurezza preventiva nei porti.

DM 154/2009 e Codice ISPS: il quadro normativo della sicurezza portuale

Elemento centrale della puntata è l’applicazione coerente del DM 154/2009 e del Codice ISPS, fondamentali per garantire standard omogenei di sicurezza marittima.

Le differenze operative tra porto e porto incidono sia sull’organizzazione dei servizi sia sulla percezione di sicurezza dei passeggeri. Per questo è essenziale un approccio tecnico qualificato e adattabile ai diversi contesti.

Formazione delle GPG e figure apicali nella security marittima

Il cuore del modello illustrato riguarda la selezione e la formazione continua delle Guardie Particolari Giurate (GPG).

Centinaia di operatori certificati in ambito marittimo operano con il supporto di figure qualificate come:

  • Direttori Tecnici
  • Security Manager
  • PFSO (Port Facility Security Officer)

La professionalità degli operatori, unita alla collaborazione con la Polizia di Frontiera, rappresenta un fattore determinante per la protezione dei porti italiani.

Tecnologia e intelligenza artificiale nei controlli portuali

La puntata affronta anche il ruolo delle tecnologie di sicurezza:

  • scanner RX di nuova generazione
  • sistemi dual view
  • intelligenza artificiale integrata

Questi strumenti supportano le GPG nel controllo di migliaia di bagagli, migliorando l’individuazione di oggetti non consentiti e riducendo i tempi di attesa, senza compromettere i livelli di sicurezza.

L’episodio offre esempi concreti, tra cui l’aneddoto del passeggero “troppo armato per sentirsi sicuro”, che evidenzia quanto competenza e capacità valutativa siano decisive anche nelle situazioni apparentemente ordinarie.


Il Punto Podcast ASSIV continua così a offrire un contributo qualificato al dibattito professionale, valorizzando le esperienze degli operatori e promuovendo una cultura della sicurezza fondata

Buona visione!

Body cam e protezione dei dati: il Garante boccia il progetto della Polizia locale di Pescara

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere negativo sulla valutazione di impatto (DPIA) presentata dal Comune di Pescara per l’utilizzo delle body cam da parte della Polizia locale.

Secondo l’Autorità, il progetto presentava criticità rilevanti sotto il profilo della sicurezza del trattamento e della protezione dei dati personali, in particolare con riferimento alla gestione delle informazioni da parte del fornitore tecnologico e al possibile trasferimento di dati verso Paesi extra UE.

Il provvedimento richiama l’esigenza di garantire piena conformità alla normativa europea e nazionale applicabile ai trattamenti effettuati per finalità di prevenzione e repressione dei reati, nonché di assicurare adeguate misure tecniche e organizzative a tutela dei diritti degli interessati.

In un contesto di crescente digitalizzazione delle attività di controllo del territorio, il rispetto delle regole in materia di protezione dei dati si conferma elemento centrale nella progettazione e gestione degli strumenti tecnologici a supporto della sicurezza.

Scuole più sicure nel IV Municipio di Roma grazie alla vigilanza privata a costo zero

Nel IV Municipio di Roma è stato avviato un progetto volto a rafforzare la sicurezza degli edifici scolastici attraverso l’attivazione di servizi di vigilanza privata nelle ore notturne, con l’obiettivo di prevenire atti vandalici e intrusioni.

L’iniziativa è stata formalizzata tramite un protocollo di collaborazione con Italpol Vigilanza S.p.A., istituto di vigilanza incaricato di garantire il presidio delle strutture scolastiche interessate. Il progetto si distingue per l’assenza di costi aggiuntivi a carico dell’Amministrazione municipale.

La presenza di professionisti della vigilanza privata rappresenta un importante strumento di prevenzione e deterrenza, contribuendo alla tutela del patrimonio scolastico e al rafforzamento della sicurezza urbana.

L’esperienza del IV Municipio conferma il ruolo strategico della vigilanza privata quale componente integrata del sistema di sicurezza del territorio, in grado di collaborare con le istituzioni locali per rispondere in modo concreto alle esigenze della collettività.

Fonte: Abitare a Roma – “Scuole sicure nel IV Municipio: vigilanza privata contro i vandali a costo zero”
https://abitarearoma.it/scuole-sicure-nel-iv-municipio-vigilanza-privata-contro-i-vandali-a-costo-zero/

Art. 4 Statuto dei Lavoratori e GPS: indicazioni operative per le aziende del settore vigilanza

Con nota prot. n. 1511 del 2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro è intervenuto in merito all’installazione dei sistemi di geolocalizzazione sulle guardie particolari giurate, in relazione a quanto previsto dal Decreto Ministeriale n. 269/2010.

L’Ispettorato ha chiarito che tali dispositivi non possono essere considerati strumenti necessari alla prestazione lavorativa ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 300 del 1970.

Ne consegue che l’installazione dei sistemi GPS resta soggetta alla procedura prevista dall’art. 4, comma 1, dello Statuto dei lavoratori, ossia accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato territoriale competente.

Legal interno e crescita aziendale: l’esperienza di Axitea

Continua la pubblicazione dei podcast registrati a Sicurezza 2025. In questa nuova puntata abbiamo avuto il piacere di ospitare l’avvocato Monica Cassi, General Counsel di Axitea Spa, per un confronto approfondito sul ruolo del legale d’impresa nel settore della sicurezza privata.

Un dialogo che ha messo in luce come, nelle organizzazioni complesse e in costante evoluzione, la funzione legale non sia più solo presidio di conformità, ma leva strategica a supporto del business.

Vivere il diritto “dentro” l’impresa

Dopo esperienze in multinazionali e grandi studi internazionali, Monica Cassi ha scelto di portare la propria competenza all’interno di Axitea, vivendo il diritto non più come consulenza esterna ma come funzione integrata nei processi aziendali.

La conoscenza diretta delle persone, dei flussi operativi e delle dinamiche organizzative consente al legale interno di:

  • prevenire rischi prima che si trasformino in criticità;
  • supportare le decisioni strategiche con tempestività;
  • interpretare le norme alla luce delle reali esigenze operative;
  • garantire continuità e coerenza nelle scelte aziendali.

Nel settore della sicurezza, dove tecnologia, compliance, contrattualistica e gestione del personale si intrecciano quotidianamente, questa prossimità diventa un fattore determinante.

M&A, private equity e crescita aziendale

Particolarmente significativo il passaggio dedicato alle operazioni straordinarie. Dopo l’ingresso di un nuovo fondo di private equity, Axitea è impegnata in un percorso di crescita anche attraverso acquisizioni.

In questo contesto, la funzione legale evolve e si rafforza:
dalle attività di due diligence alla gestione dei contratti, dall’integrazione societaria al coordinamento con advisor esterni, il legal interno assume un ruolo centrale nel garantire solidità, visione e tutela degli interessi aziendali.

Il confronto con i professionisti esterni — spesso altamente qualificati — resta fondamentale, ma la presenza di un presidio legale interno consente di colmare quella distanza fisiologica che può esistere tra consulenza e operatività quotidiana.

Il legale come alleato

Uno dei messaggi più forti emersi dall’intervista riguarda la cultura aziendale. Il legale, sottolinea Cassi, deve essere coinvolto prima dei problemi e non dopo.

Quando la consulenza giuridica viene percepita come parte integrante dei processi decisionali, diventa un motore di crescita e non un ostacolo. Anticipare le criticità, leggere il contesto e valutare i rischi con lucidità permette all’impresa di muoversi con maggiore sicurezza e competitività.

Una riflessione per il settore della sicurezza

La testimonianza di Axitea offre uno spunto importante per tutto il comparto rappresentato da ASSIV: in un mercato sempre più regolato, tecnologico e competitivo, la funzione legale interna può rappresentare un vantaggio strategico concreto.

Non solo tutela, ma visione. Non solo controllo, ma supporto allo sviluppo.

Un contributo prezioso che arricchisce il dibattito su governance, organizzazione e crescita sostenibile nel settore della sicurezza privata.

Buona visione!

Piantedosi presiede al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Droni e rafforzamento della videosorveglianza con impiego dell’AI, tra le misure analizzate dopo i recenti episodi di danneggiamento alle linee ferroviarie

Droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l’impiego dell’intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security–Forze dell’ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell’Alta Velocità.

Sono alcune delle misure analizzate, dopo i recenti episodi di danneggiamento, dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. 

Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull’intera rete, insieme al potenziamento del programma “Stazioni Sicure” nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

Viminale, i rappresentanti di Fs e altri partecipanti al Comitato nazionale per l'ordine pubblico

Fonte: Ministero dell’Interno

Infostealer, la minaccia invisibile che apre la strada agli attacchi cyber. Primo report ACN

Un caso reale del CSIRT Italia e indicazioni pratiche per individui e organizzazioni

Negli ultimi anni, gli infostealer si sono affermati come uno dei principali strumenti utilizzati dalla criminalità informatica per la sottrazione di credenziali digitali e altre informazioni sensibili. Famiglie come LummaC2, RedLine Stealer e DcRat figurano tra le più attive nell’esfiltrazione di dati riconducibili a soggetti italiani e rappresentano spesso il vettore di compromissione iniziale di attacchi informatici più articolati. Tali strumenti si inseriscono in un ecosistema criminale strutturato e altamente specializzato, nel quale diversi attori operano su specifiche fasi della catena di attacco – dalla diffusione del malware alla monetizzazione dei dati sottratti – con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza e la scalabilità delle operazioni malevole. Nei fatti, la sottrazione di una singola credenziale può rappresentare il primo passo di una catena di eventi che conduce a compromissioni su larga scala.

L’ACN presenta il primo report dedicato esclusivamente a questa tipologia di malware. Un’analisi approfondita della minaccia infostealer, software malevoli progettati per raccogliere ed esfiltrate informazioni sensibili dai dispositivi compromessi. Illustrando l’evoluzione di questa categoria di malware, il report analizza le principali strategie di attacco utilizzate dagli infostealer attraverso il modello della Cyber Kill Chain e l’ecosistema criminale che ruota attorno a questa minaccia nonché fornisce, attraverso un caso studio reale gestito dal CSIRT Italia, un esempio di come gli infostealer costituiscano spesso il punto di partenza per attacchi più complessi, inclusi ransomware.

Il report si conclude con raccomandazioni strutturate per diversi livelli di maturità cibernetica, rivolte sia a individui che a organizzazioni, fornendo misure preventive concrete per innalzare la resilienza contro questa minaccia in continua evoluzione.

Analisi sullo stato della minaccia

Fonte: ACN Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale