FMI: mitiga la stima dell’economia italiana del 2020, ma riduce la crescita nel 2021

FMI: mitiga la stima dell’economia italiana del 2020, ma riduce la crescita nel 2021

Il Fondo Monetario Internazionale aggiorna il World economic outlook

Per l’Italia il Fmi rivede al ribasso la stime di crescita nel 2021. Dopo una contrazione inferiore alle attese nel 2020, quando il Pil è calato del 9,2% rispetto al -10,6% previsto in ottobre, l’economia quest’anno crescerà del 3,0%, ovvero 2,2 punti percentuali in meno delle previsioni precedenti.

Policy Support and Vaccines Expected to Lift Activity

  • Although recent vaccine approvals have raised hopes of a turnaround in the pandemic later this year, renewed waves and new variants of the virus pose concerns for the outlook. Amid exceptional uncertainty, the global economy is projected to grow 5.5 percent in 2021 and 4.2 percent in 2022. The 2021 forecast is revised up 0.3 percentage point relative to the previous forecast, reflecting expectations of a vaccine-powered strengthening of activity later in the year and additional policy support in a few large economies.
  • The projected growth recovery this year follows a severe collapse in 2020 that has had acute adverse impacts on women, youth, the poor, the informally employed, and those who work in contact-intensive sectors. The global growth contraction for 2020 is estimated at -3.5 percent, 0.9 percentage point higher than projected in the previous forecast (reflecting stronger-than-expected momentum in the second half of 2020).
    • The strength of the recovery is projected to vary significantly across countries, depending on access to medical interventions, effectiveness of policy support, exposure to cross-country spillovers, and structural characteristics entering the crisis (Figure 1).

  • Policy actions should ensure effective support until the recovery is firmly underway, with an emphasis on advancing key imperatives of raising potential output, ensuring participatory growth that benefits all, and accelerating the transition to lower carbon dependence. As noted in the October 2020 World Economic Outlook (WEO), a green investment push coupled with initially moderate but steadily rising carbon prices would yield needed emissions reductions while supporting the recovery from the pandemic recession.
  • Strong multilateral cooperation is required to bring the pandemic under control everywhere. Such efforts include bolstering funding for the COVAX facility to accelerate access to vaccines for all countries, ensuring universal distribution of vaccines, and facilitating access to therapeutics at affordable prices for all. Many countries, particularly low-income developing economies, entered the crisis with high debt that is set to rise further during the pandemic. The global community will need to continue working closely to ensure adequate access to international liquidity for these countries. Where sovereign debt is unsustainable, eligible countries should work with creditors to restructure their debt under the Common Framework agreed by the G20.
World Economic Outlook Update, January 2021, Table 1

Fonte: Fondo Monetario Internazionale

Recovery Fund: cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Recovery Fund: cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

I servizi studi della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica hanno analizzato il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), licenziato dal Governo italiano il 12 gennaio us ora all’esame parlamentare.

I dossier che segnaliamo offrono un’analisi approfondita del PNRR punto per punto, dalle sei missioni in cui è articolato alle riforme di contesto che lo accompagnano: giustizia, fisco, evasione fiscale, lavoro e concorrenza e fiscalità ambientale.

Il Piano dovrà essere presentato in Europa entro il 30 aprile 2021.

Fonte: Senato della Repubblica

Covid 19, Ministero dei Trasporti: proroga termini sulla validità delle abilitazioni alla guida

Covid 19, Ministero dei Trasporti: proroga termini sulla validità delle abilitazioni alla guida

Il 14 gennaio 2021 è stata pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica il decreto legge 14 gennaio 2021, n. 2, recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di
svolgimento delle elezioni per l’anno 2021”, con il quale viene prorogato al 30 aprile 2021 il termine dello stato d’emergenza.

Il Ministero ha ritenuto necessario aggiornare la circolare MIT 4.12.2020 per dare attuazione all’art. 103 del DL 18/2020, convertito con modificazione nella Legge 27/2020.

In particolare, si dispone che:

  • la validità  dei documenti di identità, con scadenza dal 31.01.2020, è prorogata fino al 30.04.2021; la patente di guida, è un documento di identità, ma anche un documento di abilitazione alla guida e quindi, come specifica il MIT è necessario tenere distinti i due profili, tuttavia precisa che è valida fino alla data suddetta;
  •  tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, …(omissis)… in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”. Tenuto conto che la cessazione dello stato di emergenza è fissata al momento al 30.04.2021, la validità sarà prorogata fino al 29.07.2021;
  • tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi suddetti scaduti tra il 1° agosto 2020 ed il 4 dicembre 2020 sono prorogati al 29.07.2021;
  • per certificati di formazione dei conducenti e i certificati di consulente per la sicurezza è confermata la validità degli stessi al 28.02.2021;
  • le patenti di guida, aventi scadenza dal 1.02.2020 e il 31.08.2020 si intendono prorogate per un periodo di 7 mesi che decorrono dalla data della loro scadenza, come previsto dal Regolamento UE/2020/698, su tutto il territorio UE, compresa l’Italia; mentre, per la circolazione sul territorio nazionale, le patenti in scadenza tra il 31 gennaio e il 30 aprile 2021, sono prorogate fino per i 90 giorni successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza fissato al 30 aprile 2021 e pertanto fino al 29 luglio 2021 e per quelle rilasciate in Italia con scadenza tra il 1° febbraio 2020 ed il 31 agosto 2020 sono valide negli altri Paesi UE per i 7 mesi successivi alla data di scadenza; la patente di guida come documento di identità vale fino al 30.04.2021;
  • per gli esami di revisione della patente di guida risultano sospesi i termini per sottoporsi a tali esami nel periodo intercorrente tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020.

Leggi la circolare

Maria Cristina Urbano: La situazione del governo si stabilizza? Va bene. Andiamo a votare tra pochi mesi? Va bene lo stesso

La situazione del governo si stabilizza? Va bene. Andiamo a votare tra pochi mesi? Va bene lo stesso

Cosa significa per il comparto della sicurezza privata una crisi di governo in questo momento? Probabilmente è la domanda che in queste ore si pone la maggior parte di coloro che hanno una responsabilità direttiva o di gestione all’interno di associazioni, enti, semplici imprese, quando la rassegna stampa della mattina racconta delle incomprensioni all’interno alla maggioranza e delle difficoltà a trovare una sintesi per evitare le elezioni anticipate.

Non spetta a me svolgere considerazioni di carattere prettamente politico, o, meglio, partitico, non posso tuttavia esimermi dal ragionare su quanto una instabilità istituzionale impatterebbe su un settore che risente notoriamente con qualche mese di ritardo delle crisi economiche che determinano la chiusura di aziende, centri commerciali o negozi di vicinato.

Il presupposto stesso della vigilanza privata è infatti garantire la sicurezza a chiunque ne abbia bisogno, siano queste istituzioni pubbliche, che attraverso bandi di gara si rivolgono a privati non avendo la possibilità di affidare il servizio alle Forze dell’Ordine (principio di sussidiarietà); o aziende grandi e piccole che ritengono necessario tutelare i propri beni; o ancora singoli cittadini preoccupati dal persistere della micro-criminalità sui territori.

La situazione del governo si stabilizza? Va bene. Andiamo a votare tra pochi mesi? Va bene lo

I trasferimenti a fondo perduto che in questi mesi il governo ha garantito a chiunque dimostrasse di averne bisogno, parallelamente al divieto di licenziamento (salvo specifici casi) che continua a essere procrastinato, hanno certamente avuto il merito di sopire sul nascere quelle che altrimenti sarebbero state manifestazioni di disagio forse anche di natura violenta, ma la domanda da porsi è la seguente: fino a quando? Fino a quando sarà possibile scaricare su future riforme e soprattutto sulle future generazioni il dramma di una pandemia come quella da Covid-19?

La bacchetta magica non la possiede nessuno e d’altronde si è trattato di provvedimenti ineludibili, ma a questo punto la politica dovrebbe mettere da parte i rancori personali, o i sotterfugi per rimanere in sella, con il solito corollario del “mercato delle vacche”; coloro che sono investiti attualmente delle maggiori responsabilità, di governo o di partito, dovrebbero indicare una strada chiara da percorrere e a quel punto una sana dialettica tra la maggioranza e le opposizioni dovrebbe portare a un governo stabile oppure ad elezioni in tempi rapidi.

È facile affermare che sarebbe meglio non portare il paese al voto in piena pandemia e con una campagna vaccinale lanciata da poco, ma è altrettanto difficile immaginare come un governo che ha dimostrato di godere di una maggioranza estremamente esigua in almeno uno dei due rami del parlamento potrebbe gestire in modo efficace i fondi del Recovery Plan che l’Italia attende con impazienza dall’Europa.  

D’altronde, un paese europeo come l’Olanda andrà a elezioni politiche il prossimo marzo, tanto è vero che nel testo finale del regolamento per la presentazione alla Commissione europea dei singoli piani nazionale la scadenza del 30 aprile, precedentemente tranchant, viene ora indicata come as rule, di regola. Ciò significa che la stessa Commissione immagina ci possano essere slittamenti connessi a circostanze esogene. Non che questo sia augurabile, ovvio.

Ciò che intendo è che qualunque cosa accadrà nei prossimi giorni, è necessario fare presto. L’Europa non pare più essere la semplice somma di Stati che nel 2010-2011 indicava l’austerity come la soluzione a tutti i mali, oggi è altro, oggi ha messo a disposizione centinaia di miliardi di euro per rilanciare l’economia dei 27, a patto che siano il presupposto di investimenti e riforme strutturali non più rinviabili. L’Italia deve essere all’altezza di questo compito.

Per concludere quindi: la situazione del governo si stabilizza? Va bene. Andiamo a votare tra pochi mesi? Va bene lo stesso. 

L’importante è fare presto. Non riempire i quotidiani con interviste dei più disparati cacicchi che “gestiscono” uno o due voti in Senato, ma prima immaginare e poi programmare gli interventi per l’Italia di domani.  

Segui il blog del nostro Presidente:

https://m.huffingtonpost.it/entry/la-situazione-del-governo-si-stabilizza-va-bene-andiamo-a-votare-tra-pochi-mesi-va-bene-lo-stesso_it_600ea6e6c5b6a0d83a1cfa8b?ncid=other_homepage_tiwdkz83gze&utm_campaign=mw_entry_recirc

Ministero del Lavoro e Banca d’Italia avviano un’analisi congiunta sull’instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro

Ministero del Lavoro e Banca d’Italia avviano un’analisi congiunta sull’instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Banca d’Italia hanno avviato una collaborazione al fine di produrre analisi periodiche relative alla instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro alle dipendenze, sulla base dei dati amministrativi delle Comunicazioni obbligatorie.

Il primo numero analizza l’andamento delle posizioni lavorative nel 2020, con riferimento anche alle tendenze locali.

Nonostante l’ampiezza della crisi in atto il bilancio complessivo del 2020 è solo lievemente negativo. Si evidenziano tuttavia andamenti eterogenei tra tipologie contrattuali, settori e territori.

I contratti a tempo indeterminato hanno continuato ad aumentare, per effetto della dinamica ancora positiva delle trasformazioni e del blocco dei licenziamenti. Sono diminuite le posizioni a termine e quelle di apprendistato, soprattutto in alcuni settori (in particolare il turismo). Questo ha accentuato le difficoltà delle donne e dei giovani ad accedere al mercato del lavoro.

Rispetto alla media nazionale le regioni del Nord hanno fatto registrare perdite occupazionali più marcate, mentre in molte aree del Mezzogiorno il saldo è stato lievemente positivo.

Fonte: Banca d’Italia

Covid-19, Ministro Speranza firma nuove ordinanze su misure di contenimento e gestione emergenza

Covid-19, Ministro Speranza firma nuove ordinanze su misure di contenimento e gestione emergenza

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato tre nuove Ordinanze, il 22 gennaio una per la Regione Sardegna e una per Calabria, Emilia Romagna e Veneto, il 23 gennaio per la Regione Lombardia, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia (DM 30 aprile 2020), che si è riunita il 22 gennaio 2021.

Le Ordinanze, che saranno in vigore dal 24 gennaio 2021, collocano in area arancione le Regioni Lombardia e Sardegna e confermano sempre in area “arancione” Calabria, Emilia Romagna e Veneto.

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome nelle aree gialla, arancione e rossa è la seguente, a partire dal 24 gennaio:

area gialla: Campania, Basilicata,  Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana;
area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta;
area rossa: Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia. 

Ordinanze 

Leggi

Cabina di regia

Monitoraggio

Consulta

Fonte: Ministero della Salute

Emergenza Coronavirus, i contagi sul lavoro denunciati all’Inail sono 131mila

Emergenza Coronavirus, i contagi sul lavoro denunciati all’Inail sono 131mila

Il nuovo report mensile elaborato dalla Consulenza statistico attuariale rileva alla data del 31 dicembre un aumento di quasi 27mila casi rispetto alla fine di novembre (+25,7%). A conferma dell’impatto più intenso della seconda ondata dell’epidemia, il 57,6% delle denunce è concentrato nel trimestre ottobre-dicembre

ROMA – I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data dello scorso 31 dicembre sono 131.090, pari al 23,7% delle denunce di infortunio pervenute all’Istituto nel 2020 e al 6,2% dei contagiati nazionali totali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. A rilevarlo è il 12esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da nuovo Coronavirus elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, pubblicato oggi insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento regionali, da cui emerge un incremento di 26.762 casi (+25,7%) rispetto al monitoraggio precedente al 30 novembre, di cui 16.991 riferiti a dicembre, 7.901 a novembre e altri 1.599 a ottobre, complice la seconda ondata dell’epidemia, che ha avuto un impatto più intenso della prima anche in ambito lavorativo.

In novembre il record negativo con quasi 36mila infezioni segnalate all’Istituto. Oltre 75mila denunce, pari al 57,6% del totale, sono concentrate nel trimestre ottobre-dicembre contro le circa 50mila (38,5%) del trimestre marzo-maggio. Novembre, in particolare, con quasi 36mila denunce è il mese del 2020 col maggior numero di casi segnalati all’Istituto. Nei mesi estivi tra la prima e la seconda ondata si era invece registrato un ridimensionamento del fenomeno, con giugno, luglio e agosto al di sotto dei mille casi mensili, anche in considerazione delle ferie per molte categorie di lavoratori, e una leggera risalita a settembre (poco più di 1.800 casi, pari all’1,4%), che lasciava prevedere la ripresa dei contagi dei mesi successivi.   

I morti sono 423, in maggioranza uomini (83,2%) e con un’età tra i 50 e 64 anni (70,2%). I casi mortali denunciati al 31 dicembre sono 423, 57 in più rispetto alla rilevazione del mese precedente e pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno, con un’incidenza dello 0,6% rispetto ai morti da Covid-19 comunicati dall’Iss alla data del 31 dicembre. A differenza del complesso delle denunce, per i casi mortali è la prima ondata dei contagi ad avere avuto un impatto più significativo della seconda. Quasi otto decessi su 10 (79,0%), infatti, sono avvenuti nel trimestre marzo-maggio contro il 18,0% del trimestre ottobre-dicembre. I casi mortali riguardano soprattutto gli uomini (83,2% del totale) e le fasce di età 50-64 anni (70,2%) e over 64 anni (19,9%).

Sette lavoratori contagiati su 10 sono donne. Prendendo in considerazione il complesso delle denunce, il rapporto tra i generi si inverte. Il 69,6% dei contagiati, infatti, sono donne, la cui quota nel mese di dicembre sale al 71,6%. L’età media dall’inizio dell’epidemia è di 46 anni per entrambi i sessi. Il 42,2% delle infezioni di origine professionale denunciate riguarda la classe 50-64 anni. Seguono le fasce 35-49 anni (37,0%), under 34 anni (19,0%) e over 64 anni (1,8%). L’85,7% dei contagi riguarda lavoratori italiani. Il restante 14,3% sono stranieri (otto su 10 donne), concentrati soprattutto tra i lavoratori rumeni (pari al 20,9% dei contagiati stranieri), peruviani (14,0%), albanesi (7,9%), ecuadoregni (4,7%) e moldavi (4,2%).

Un quarto dei decessi nel settore della sanità e assistenza sociale. Rispetto alle attività produttive coinvolte dalla pandemia, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – con il 68,8% delle denunce e un quarto (25,2%) dei decessi codificati precede l’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), in cui ricadono il 9,1% delle infezioni denunciate e il 10,7% dei decessi. Gli altri settori più colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, il commercio, il trasporto e magazzinaggio, le attività professionali, scientifiche e tecniche (consulenti del lavoro, della logistica aziendale, di direzione aziendale) e altre attività di servizi (pompe funebri, lavanderia, riparazione di computer e di beni alla persona, parrucchieri, centri benessere…).

Più colpiti infermieri, operatori socio-sanitari e medici. L’analisi per professione dell’infortunato evidenzia la categoria dei tecnici della salute come quella più coinvolta da contagi con il 38,7% delle denunce (in tre casi su quattro sono donne), l’82,2% delle quali relative a infermieri, e il 10,0% dei casi mortali codificati. Seguono gli operatori socio-sanitari con il 19,2% delle denunce (l’80,9% sono donne), i medici con il 9,2% (il 48,0% sono donne), gli operatori socio-assistenziali con il 7,4% (l’85,1% donne) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliario, portantino, barelliere) con il 4,7% (tre su quattro sono donne). Il restante personale coinvolto riguarda, tra le prime categorie professionali, impiegati amministrativi (4,1%, di cui il 68,9% donne), addetti ai servizi di pulizia (2,3%, il 78,3% donne), conduttori di veicoli (1,2%, con una preponderanza di contagi maschili pari al 91,9%) e direttori e dirigenti amministrativi e sanitari (0,9%, di cui il 45,8% donne).

L’incidenza del fenomeno nelle varie fasi della pandemia. Con riferimento all’analisi dei dati per mese di accadimento, si osserva una progressiva riduzione dell’incidenza dei casi di contagio per le professioni sanitarie tra le prime due fasi dell’epidemia e una risalita nella terza. La categoria dei tecnici della salute (prevalentemente infermieri), per esempio, dal 39,2% del primo periodo è passata al 23,5% del trimestre giugno-settembre, per poi ritornare al 39,2% nel trimestre ottobre-dicembre, così come i medici, scesi dal 10,1% nella fase di “lockdown” (fino a maggio compreso) al 5,4% in quella “post lockdown” (da giugno a settembre), per poi registrare l’8,8% nella seconda ondata dei contagi tra ottobre e dicembre. Altre professioni, come gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, gli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia o gli artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari, hanno invece visto aumentare l’incidenza dei casi di contagio tra le prime due fasi e registrato una riduzione nella terza.

I maggiori incrementi percentuali rilevati in alcune province del Sud. L’analisi territoriale conferma che le denunce ricadono soprattutto nel Nord del Paese: il 47,5% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 28,4%), il 23,0% nel Nord-Est (Veneto 9,7%), il 13,8% al Centro (Lazio 5,6%), l’11,5% al Sud (Campania 5,4%) e il 4,2% nelle Isole (Sicilia 2,7%). Le province con il maggior numero di contagi da inizio pandemia sono Milano (11,1%), Torino (7,5%), Roma (4,5%), Napoli (3,8%), Brescia e Varese (2,8%), Genova e Verona (2,6%), Bergamo, Cuneo e Monza e Brianza (2,1%). La provincia di Milano è anche quella con il maggior numero di contagi professionali denunciati nel mese di dicembre, seguita da Torino, Roma, Verona e Varese. Sono però le province meridionali di Vibo Valentia, Oristano e Sud Sardegna a registrare i maggiori incrementi percentuali rispetto alla rilevazione di novembre.

Nel Nord-Ovest più della metà dei casi mortali. Limitando l’analisi ai soli casi mortali, la percentuale del Nord-Ovest sale al 51,3% (prima la Lombardia con il 37,6%), mentre il Sud con il 18,9% dei decessi (Campania 9,5%) precede il Centro (13,9%), il Nord-Est (12,1%) e le Isole (3,8%). Le province che contano più decessi dall’inizio della pandemia sono quelle di Bergamo (10,4%), Milano (9,2%), Napoli (6,6%), Brescia (6,1%), Roma (5,4%), Cremona (4,3%), Torino e Genova (entrambe 3,5%)

Fonte: INAIL

La società La Patria acquisisce Vigilanza Sevi

La Patria Spa società in portafoglio di A&M Capital Europe (AMCE), primario operatore di private equity con sede a Londra, ha acquisito Vigilanza Sevi Srl, operatore di eccellenza in provincia di Modena nei servizi ispettivi, di pronto intervento allarmi e sorveglianza tecnologica.

COVID-19: lavoratori in quarantena e lavoratori fragili

Con il Messaggio n. 171 del 15 gennaio 2021, l’INPS fornisce indicazioni relative alle tutele dei lavoratori dipendenti posti in quarantena e dei c.d. lavoratori fragili, alla luce delle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020).

In particolare, l’Istituto ricorda che la Legge di Bilancio ha apportato modifiche all’art. 26 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni in L. 24 aprile 2020, n. 27, in tema di tutele riconosciute ai lavoratori sottoposti a provvedimenti di quarantena con sorveglianza attiva o di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva (comma 1) e a quelli ritenuti particolarmente a rischio per specifiche patologie, c.d. lavoratori fragili (comma 2 e 2 bis).

Per quanto attiene i lavoratori dipendenti del settore privato posti in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, ai fini del riconoscimento della prestazione da parte dell’Istituto, la Legge di Bilancio 2021 ha eliminato dal 1° gennaio 2021 l’obbligo per il medico curante di indicare sulla certificazione “gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”, precedentemente previsto per l’anno 2020.

Con riferimento, invece, alla tutela dei lavoratori dipendenti pubblici e privati cosiddetti fragili, oltre che per i lavoratori con disabilità grave di cui all’art. 3, comma 3, della L. n. 104/1992, è stato introdotto un nuovo periodo di tutela decorrente dal 1° gennaio 2021 fino al 28 febbraio 2021. In proposito, si rammenta che tale tutela consiste nell’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero nonché nello svolgimento di norma della prestazione lavorativa in smartworking, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Per maggiori dettagli, consulta il Messaggio.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Ministero dell’Interno: Circolare ai prefetti sulle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’epidemia Covid-19

Ministero dell’Interno: Circolare ai prefetti sulle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’epidemia Covid-19

È stata inviata ai prefetti la circolare a firma del capo di Gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi contenente indicazioni per l’attuazione del decreto-legge n.2 del 14 gennaio 2021 (Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 10, dello stesso giorno) recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021”, e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2021, adottato di seguito, (Gazzetta ufficiale, Serie generale, n.11, del 15 gennaio 2021), con il quale sono state introdotte misure urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del Coronavirus.

Fonte: Ministero dell’Interno