Webinar ANIE – Greenwashing e Greenclaims: Analisi delle nuove discipline europee per la corretta comunicazione ambientale – 27 febbraio 9:30-13:00

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Le nuove Direttive europee sul Greenwashing e Green Claims si pongono l’obiettivo di definire le condizioni per cui una dichiarazione ambientale possa definirsi lecita e quando invece possa essere dichiarata e sanzionata come mendace o incorretta.

Tramite il webinar ANIE verrà quindi effettuata una disamina della normativa di riferimento esistente ed in via di sviluppo, inoltre saranno illustrati esempi pratici e possibili cautele per le imprese che vogliano operare una adeguata e veritiera comunicazione in tema di sostenibilità ambientale a clienti e consumatori.

Obiettivo

Obiettivo del corso è quello di analizzare i nuovi provvedimenti legislativi comunitari in modo da poter operare una adeguata e veritiera comunicazione ambientale evitando accuse e sanzioni di greenwashing.

A chi è rivolto

Il webinar è rivolto ad addetti e responsabili ufficio legale, addetti e responsabili sostenibilità, addetti e responsabili marketing e comunicazione.

Per info e iscrizioni è possibile visitare la pagina dell’evento.

Via libera della Commissione Europea ai bonus Giovani e Donne

La Commissione Europea approva le nuove misure con cui l’Italia sostiene l’occupazione di donne e giovani e apre la strada per l’approvazione dei decreti attuativi dei bonus Giovani e Donne previsti dal Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024, convertito con modificazioni nella legge 4 luglio 2024 n. 95).

Le disposizioni notificate alla Commissione prevedono una spesa di 1,1 miliardi di euro, in parte finanziati attraverso FSE+, per l’esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro in caso di assunzione, entro il 31 dicembre 2025, di giovani sotto i 35 anni mai contrattualizzati a tempo indeterminato e di donne, residenti nel Mezzogiorno, prive di un impiego regolare nel semestre precedente. L’esonero ha un tetto massimo di 500 euro al mese per singolo lavoratore, che sale a 650 euro mensili nel caso di giovani residenti al Sud e donne.

La Commissione europea ha autorizzato la misura italiana come aiuto di Stato a favore dell’occupazione compatibile ai sensi dell’articolo 107(3)(c) del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Un importante traguardo per il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e per il Ministro degli Affari Europei, le Politiche di Coesione e per il PNRR poiché è la prima decisione di autorizzazione ottenuta al di fuori dei Quadri Temporanei, con regole più rigorose di quelle applicabili nel periodo della crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 e del conflitto in Ucraina.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Norma CEI 79-3 sui sistemi di allarme intrusione e rapina: un ulteriore elemento di crescita per il settore della sicurezza privata

Da poco più di un mese è in vigore la norma CEI 79-3 sui sistemi di allarme intrusione e rapina, che rappresentano una parte importantissima dei segnali gestiti dalle centrali operative degli Istituti di Vigilanza. La presidente Maria Cristina Urbano ha chiesto ad Andrea Dommi, titolare di A4 Sicurezza srl, di illustrare le principali novità contenute nel documento. Ecco la sua sintesi.

Nel Dicembre 2024 il CEI ( Comitato Elettrotecnico Italiano) ha pubblicato la norma CEI 79-3-24: “Sistemi di allarme- Prescrizioni particolari per gli impianti di allarme intrusione e rapina”. Tale norma è entrata in vigore dal 01/Gennaio/2025. Per i progetti e le realizzazioni di impianti già in corso è stato concesso tutto il 2025, ove non modificabili, per la rispondenza alla conformità della precedente norma 79-3-2012.

Ritengo che questa norma ponga le basi per una svolta pragmatica e ordinata nella realizzazione di impianti di rivelazione intrusione e rapina (I&HAS acronimo usato nelle equivalenti norme europee).

Una delle principali novità è il passaggio dal metodo analitico, per il calcolo del livello di prestazione (LDP), al metodo tabellare. Le varie tabelle seguono una serie di fasi progressive che partendo dalle esigenze del Committente, arrivano alla consegna e collaudo dell’impianto e successivamente alla manutenzione dell’impianto. In sintesi le fasi sono:

-1- Analisi delle esigenze del Committente. La norma precisa tre possibili richieste da parte del Committente per la realizzazione dell’impianto I&HAS: -a) Il Committente fornisce al Fornitore un progetto dettagliato dell’impianto da realizzare, assumendosene la responsabilità. Il Fornitore comunque dovrà valutare il LDP da condividere con il Committente. -b) Il Committente richiede uno specifico livello di LDP senza fornire il relativo progetto, assumendosene la responsabilità. Il Fornitore procede alla progettazione in funzione del LDP richiesto. NB: nel caso che il risultato dei calcoli dia un LDP superiore a quello richiesto il Committente dovrà prendere le decisioni conseguenti. -c) Il Committente richiede al Fornitore di eseguire tutte le attività dalla progettazione alla realizzazione dell’impianto.

-2- Sopralluogo preliminare dell’area con acquisizione delle informazioni del Committente necessarie all’Analisi del Rischio.

-3- Valutazione dei rischi da cui si determina il LDP (il Livello Di Prestazione impianto varia da 1 a 4, oltre al livello   non classificabile che equivale a impianto non conforme). Questa è la fase più importante in cui si dovrà tener conto della tipologia del bene e della sua valorizzazione e delle interazioni logistiche dell’area in cui insiste e/o si sposta (criticità percepita). Nella valutazione delle contromisure il sistema tabellare valorizza gli aspetti di sicurezza fisica (porte, serrature, vetrate, partizioni blindate, ecc), di sicurezza attiva (video sorveglianza, controllo accessi, ecc.) e di sicurezza organizzativa (Reception/portineria, guardie GPG armate, guardie non armate).  

-4- Indice di Integrazione di Sicurezza (IIS). Questo indice considerato opzionale alla determinazione del LDP è invece molto importante per la valutazione del rischio residuo e per ottimizzare le contromisure a protezione del bene. Il sistema tabellare permetterà di valorizzare questo indice in modo oggettivo. Ad esempio vengono valutati i sistemi nebbiogeni e la video sorveglianza (analisi video e termo camere).

-5- Accettazione del Committente del LDP con formalizzazione della richiesta di procedere nella progettazione. Questa fase permetterà di terminare la fase progettuale del sistema di sicurezza e di condividerla con il Committente per la relativa approvazione. La fase finale del processo di progettazione è la formalizzazione di una offerta tecnico economica.

-6- A seguito della accettazione dell’offerta tecnico economica da parte del Committente, il Fornitore dell’impianto potrà pianificare: sopralluogo operativo con eventuale revisione del progetto preliminare, approvvigionamento materiali, destinare le risorse operative e iniziare la installazione dell’impianto I&HAS.

-7- Al termine dell’installazione, configurazione e verifica funzionale dell’impianto, l’impianto verrà consegnato al Committente con prove funzionali e corredato della documentazione impianto. Da questo momento inizia un periodo di prova (la cui durata è da concordare con il Cliente ed è influenzato anche dalle specificità dell’impianto).

-8- Terminato positivamente il periodo di prova l’impianto entra in esercizio operativo e inizia il ciclo di “vita” in cui va sottoposto a manutenzione. I servizi di manutenzione potranno essere svolti anche da un Fornitore diverso rispetto a chi ha eseguito l’installazione, questa è una scelta che rimane nelle decisioni del Committente.

La nuova norma CEI 79-3 24 precisa inoltre, tramite un allegato specifico (.Allegato K) le competenze sia organizzative che professionali  in merito alle persone e alle aziende che operano nel settore della realizzazione di impianti sicurezza.

La norma appena entrata in vigore, con il suo nuovo approccio di valutazione, avrà necessità di essere assimilata da tutti gli attori coinvolti direttamente e indirettamente, richiedendo quindi un notevole impegno, ma, ne sono convinto, rappresenterà un elemento di crescita e qualificazione per il nostro settore.

Andrea Dommi

A4 Sicurezza srl

Fucecchio e sicurezza: la proposta di Marco Cordone per la vigilanza privata sull’esempio di Ravenna

La recente proposta di Marco Cordone, Segretario Comunale della Lega a Fucecchio, di valutare un accordo con istituti di vigilanza privata per contrastare l’aumento della criminalità nel territorio, trova riscontro in iniziative analoghe già attuate in altre realtà italiane. Un esempio significativo proviene da Ravenna, dove, a seguito di un furto avvenuto al Pala De André durante una partita di volley di Serie A2 tra la Consar Ravenna e la formazione calabrese di Palmi, la società sportiva ha deciso di dotarsi di un servizio di sorveglianza e sicurezza per prevenire futuri episodi criminosi.

Questa scelta evidenzia come l’implementazione di servizi di vigilanza privata possa rappresentare una risposta efficace e immediata alle crescenti esigenze di sicurezza. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati del settore della sicurezza permette di rafforzare il presidio sul territorio, garantendo una maggiore protezione per cittadini e attività economiche.

Nel contesto di Fucecchio, caratterizzato da un incremento di episodi delinquenziali, l’adozione di misure simili potrebbe contribuire a prevenire crimini e a migliorare la percezione di sicurezza tra i residenti. L’esperienza di Ravenna dimostra che tali iniziative non solo fungono da deterrente per i malintenzionati, ma offrono anche una risposta concreta e tempestiva alle problematiche legate alla sicurezza urbana.

È dunque auspicabile che l’amministrazione comunale di Fucecchio prenda in seria considerazione la proposta avanzata da Marco Cordone, valutando la possibilità di instaurare collaborazioni con istituti di vigilanza privata. Tali partnership possono rappresentare un valido strumento per garantire un ambiente più sicuro e protetto per tutti.

https://www.gonews.it/2025/02/01/sicurezza-cordone-lega-delinquenza-sempre-piu-aggressiva-a-fucecchio-valutare-accordo-con-vigilanza-privata

Direttiva (UE) 2022/2557 CER sulla resilienza dei soggetti critici: implicazioni per le imprese di sicurezza privata

La Direttiva (UE) 2022/2557 CER del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla resilienza dei soggetti critici e che abroga la direttiva 2008/114/CE del Consiglio, adottata il 14 dicembre 2022, rappresenta un significativo avanzamento nel quadro normativo europeo per garantire la resilienza dei soggetti critici, ovvero quegli enti pubblici e privati che erogano servizi essenziali per il funzionamento delle società e delle economie moderne. L’Italia ha recepito questa Direttiva attraverso il Decreto Legislativo 134/2024, che mira a rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche e a garantire la continuità operativa in caso di minacce fisiche, naturali o antropiche.

Il Decreto Legislativo 134/2024 definisce una serie di obblighi e misure che i soggetti critici e le autorità competenti devono adottare per migliorare la loro resilienza. Tra questi, spiccano

  • la predisposizione di strategie nazionali,
  • l’istituzione di un Comitato Interministeriale per la Resilienza (CIR) e
  • l’adozione di strumenti di valutazione del rischio a livello nazionale e settoriale.

Questi elementi costituiscono il fulcro dell’adattamento italiano alla Direttiva CER (Critical Entities Resilience), evidenziando un impegno verso un approccio integrato e coordinato alla protezione delle infrastrutture critiche.

La Direttiva si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione europea, integrandosi con la Direttiva (UE) NIS2 2022/20025, focalizzata sulla cybersicurezza, e con il Regolamento Delegato (UE) 2023/2450, che stabilisce un elenco di servizi essenziali per i soggetti critici. Mentre la Direttiva CER si concentra sulla resilienza fisica e operativa dei soggetti critici, la NIS2 si occupa della sicurezza dei sistemi informatici che supportano tali entità. Questo approccio integrato riflette l’interdipendenza tra sicurezza fisica e digitale, evidenziata da crescenti minacce ibride e transfrontaliere.

Il Regolamento Delegato (UE) 2023/2450 integra la Direttiva CER, stabilendo un elenco non esaustivo di servizi essenziali che gli Stati membri possono utilizzare per identificare i soggetti critici. Tale elenco aiuta a uniformare le metodologie di valutazione del rischio e a garantire una maggiore coerenza nell’attuazione delle norme in tutta l’Unione Europea.

Direttiva CER e i soggetti critici: definizione e settori 

La Direttiva CER identifica come soggetti critici quegli enti che, attraverso infrastrutture o processi operativi, garantiscono la fornitura di servizi essenziali. Questi servizi includono:

  • Energia: produzione, distribuzione e gestione di energia elettrica, gas e petrolio.
  • Trasporti: sistemi ferroviari, aeroportuali, portuali e stradali.
  • Sanità: ospedali e centri di ricerca medica.
  • Finanza: infrastrutture di pagamento e mercati finanziari.
  • Infrastrutture digitali: data centers, reti di comunicazione e fornitori di servizi internet.
  • Acqua: gestione delle risorse idriche e dei sistemi di trattamento delle acque reflue.
  • Produzione alimentare: trasformazione e distribuzione industriale di alimenti.

L’Italia ha adottato un approccio basato sul rischio per identificare tali soggetti critici, considerando l’impatto potenziale derivante da incidenti o interruzioni, il numero di utenti coinvolti, le conseguenze economiche e ambientali e la disponibilità di alternative.

Obiettivi principali della Direttiva (UE) 2022/2557 CER e del Dlgs 134/2024

La Direttiva CER e il relativo Decreto Legislativo 134/2024 pongono come obiettivi principali:

  1. identificazione dei soggetti critici. Gli Stati membri devono identificare i soggetti critici nei settori chiave come energia, trasporti, sanità, finanza, acqua e infrastrutture digitali. Il Dlgs 134/2024 stabilisce criteri specifici per l’identificazione in Italia, coinvolgendo autorità centrali e regionali;
  2. valutazione del rischio. I soggetti critici devono effettuare valutazioni regolari dei rischi fisici ed informatici, considerando minacce naturali, accidentali ed intenzionali. Il decreto legislativo introduce linee guida dettagliate per uniformare questo processo sul territorio nazionale;
  3. piani di resilienza. Ogni soggetto critico è tenuto a sviluppare e implementare piani di resilienza per prevenire, gestire e rispondere a potenziali crisi. Il Dlgs 134/2024 specifica requisiti minimi e tempistiche per l’adozione di tali piani;
  4. cooperazione e comunicazione. La normativa promuove una stretta collaborazione tra autorità nazionali, soggetti critici e imprese private. In Italia, il decreto prevede la creazione di piattaforme di condivisione delle informazioni e l’organizzazione di esercitazioni congiunte.

Opportunità per le imprese di sicurezza privata

La Direttiva CER, ed il Dlgs 134/2004, che introducono nel nostro ordinamento concetti e metodologie ben conosciuti a chi di sicurezza si occupa, come ad esempio l’analisi del rischio, la business continuity, i piani di resilienza, offrono, a mio avviso, grandi e significative opportunità di sviluppo sia a professionisti quali i security managers, sia alle imprese di sicurezza, che potranno beneficiare di una importante espansione del mercato. Le norme di cui parliamo, per essere applicate in maniera costruttiva e non semplicemente burocratica, esigono un cambiamento di approccio culturale nei confronti del rischio e della protezione, cambiamento che coinvolgerà molteplici aspetti quali la formazione, che dovrà puntare su tecnologie e procedure. Ad esempio, gli operatori che lavorano in infrastrutture critiche dovranno essere addestrati a gestire sia minacce fisiche che informatiche, garantendo una risposta coordinata in situazioni di emergenza. Dovranno anche essere adottate tecnologie avanzate, quali quelle che si avvalgono dell’AI, cosa che stimolerà innovazione e sviluppo per migliorare l’efficienza e la precisione dei servizi di sicurezza. E ancora, le imprese di sicurezza potranno offrire servizi di consulenza specializzata ai soggetti critici, per aiutarli a sviluppare strategie di resilienza personalizzate. Questo include l’elaborazione di piani di gestione del rischio e la formazione dei dipendenti dei soggetti critici, aumentando così il valore percepito dei servizi di sicurezza offerti. Inoltre dovranno essere sviluppati sistemi di protezione integrata, che gestiscano non solamente la protezione fisica da eventi dolosi, ma anche la prevenzione ed il contenimento dei rischi da eventi accidentali. Infine, l’applicazione della normativa per la resilienza dei soggetti critici porterà ad una più stretta collaborazione fra pubblica amministrazione e soggetti economici privati, https://www.snewsonline.com/assiv-sicurezza-urbana-intensificare-collaborazione-gpg-forze-ordine/favorendo quell’integrazione pubblico – privato, che rappresenta e rappresenterà un ulteriore fattore di crescita e qualificazione per il nostro comparto.

Conclusioni

In definitiva, penso che l’attuazione della Direttiva (UE) 2022/2557 CER e del Dlgs 134/2024 rappresenti sia una sfida che una opportunità per le imprese di sicurezza privata, che potranno contribuire, in modo organico e multidisciplinare alla resilienza nazionale, rafforzando nel contempo la propria posizione competitiva in un mercato sempre più interconnesso. Certo, la regolamentazione di settore dovrà seguire con duttilità le nuove esigenze, favorendo con le opportune modifiche la possibilità, per le aziende di sicurezza, di sviluppare appieno le potenzialità già presenti in modo da poter svolgere, all’interno di una cornice normativa chiara ed adeguata, gli innumerevoli compiti che il progetto di resilienza nazionale richiede. Ma questo, come sappiamo, rappresenta un altro capitolo delle necessità del comparto.

Maria Cristina Urbano – 3 Febbraio 2025

#Assiv#Cybersecurity#Intelligenza Artificiale #Normative #Sicurezza Pubblica #Vigilanza

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Castelfiorentino: Due Furti Sventati in 20 Minuti – Il Ruolo Cruciale della Vigilanza Privata

Nella notte del 2 febbraio 2025, a Castelfiorentino, due tentativi di furto sono stati sventati nel giro di venti minuti grazie all’intervento tempestivo della vigilanza privata.

Questo episodio sottolinea una realtà troppo spesso trascurata: il ruolo cruciale che le guardie giurate svolgono nella sicurezza del territorio. E’ fondamentale quindi riconoscere che la vigilanza privata rappresenta un supporto essenziale nella prevenzione della criminalità. Con la loro costante presenza, il monitoraggio degli obiettivi sensibili e il pronto intervento in caso di emergenza, le guardie giurate costituiscono un deterrente efficace contro i malintenzionati.

Le guardie giurate non si limitano a segnalare anomalie: agiscono concretamente per impedire che i crimini vengano portati a termine, come dimostrato dall’intervento di Castelfiorentino. Senza il loro pronto intervento, il danno economico e il senso di insicurezza tra cittadini e imprenditori sarebbero ben maggiori.

Di fronte all’aumento di furti e atti vandalici, il potenziamento della vigilanza privata non deve essere visto come una semplice misura complementare, ma come una strategia imprescindibile per la tutela del territorio. È necessario valorizzare e supportare il lavoro delle guardie giurate, riconoscendo la loro funzione pubblica nella difesa della sicurezza collettiva.

L’episodio di Castelfiorentino non è solo un caso di cronaca: è la prova tangibile di come la vigilanza privata, operando in sinergia con le forze dell’ordine, possa fare la differenza nel garantire la sicurezza di cittadini e attività economiche. Investire nella sicurezza significa proteggere il futuro delle nostre comunità, e le guardie giurate ne sono un pilastro fondamentale.

qui trovi l’articolo pubblicato su Valdelsa.net: https://www.valdelsa.net/news/castelfiorentino-sventati-due-furti-in-20-minuti-intervengono-vigilanza-privata-e-carabinieri-105912

Correttivo Codice Appalti: ripubblicato in Gazzetta ufficiale il testo con le note

E’ stato ripubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2025, S.O. n. 3/L, il testo del decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209, il c.d. “Correttivo Codice Appalti 2023”, corredato dalle note.

Si rende così maggiormente fruibile il Codice dei Contratti Pubblici, con l’integrazione e le modifiche apportate dal Correttivo Appalti 2023 a ciascuno degli originari articoli del d.Lgs. n. 36/2023

Scarica il testo ripubblicato in Gazzetta Ufficiale del Dlgs 31 dicembre 2024, n. 209

Istat: Occupati e disoccupati – dicembre 2024

A dicembre 2024, rispetto al mese precedente, gli occupati sono sostanzialmente stabili, crescono i disoccupati e calano gli inattivi.

La stabilità dell’occupazione è sintesi dell’aumento tra gli uomini, i dipendenti permanenti e i 35-49enni e del calo tra le donne, i dipendenti a termine, gli autonomi e tra chi ha meno di 25 anni di età; sostanzialmente stabili le altre classi d’età. Il tasso di occupazione cala al 62,3% (-0,1 punti).

L’aumento delle persone in cerca di lavoro (+5,8%, pari a +88mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni. Il tasso di disoccupazione sale al 6,2% (+0,3 punti), quello giovanile scende al 19,4% (-0,1 punti).

La diminuzione degli inattivi (-0,5%, pari a -58mila unità) coinvolge entrambi i generi e i 25-49enni, mentre si registra un aumento nelle altre classi d’età. Il tasso di inattività cala al 33,5% (-0,2 punti).

Confrontando il quarto trimestre con quello precedente, si osserva un incremento nel numero di occupati dello 0,1% (+27mila unità).

La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-3,7%, pari a -58mila unità) e all’aumento degli inattivi (+0,5%, pari a +59mila unità).

A dicembre 2024, il numero di occupati supera quello di dicembre 2023 dell’1,2% (+274mila unità); l’aumento coinvolge gli uomini, le donne e chi ha almeno 35 anni di età, mentre per i 15-34enni si registra una diminuzione. Il tasso di occupazione in un anno sale di 0,3 punti percentuali.

Rispetto a dicembre 2023, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-11,8%, pari a -213mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,4%, pari a +167mila).


Il Commento

A dicembre 2024, rispetto al mese precedente, il numero di occupati è sostanzialmente stabile, attestandosi a 24 milioni 65mila. L’andamento è sintesi della crescita dei dipendenti permanenti, che salgono a 16 milioni 422mila, e della diminuzione dei dipendenti a termine e degli autonomi che scendono a 2 milioni 554mila e 5 milioni 90mila rispettivamente.

Anche la crescita dell’occupazione rispetto a dicembre 2023 (+274mila occupati) è sintesi dell’aumento dei dipendenti permanenti (+687mila) e del calo dei dipendenti a termine (-402mila) e degli autonomi (-11mila).

Su base mensile, scendono il tasso di occupazione al 62,3% e quello di inattività al 33,5%, mentre quello di disoccupazione sale al 6,2%.

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Fonte: ISTAT

Huffington Post, Urbano: Prevenire e contrastare la violenza negli stadi

È necessario un approccio integrato che coinvolga diverse figure professionali. Gli istituti di vigilanza privata possono svolgere un ruolo significativo in questo contesto

Gli scontri avvenuti recentemente tra i tifosi della Turris e della Juve Stabia rappresentano un’ennesima manifestazione di violenza che nulla ha a che fare con lo sport. 

È fondamentale ribadire che tali comportamenti non possono essere giustificati in alcun modo e devono essere condannati senza se e senza ma. La violenza negli stadi e nelle aree adiacenti non solo distorce i valori autentici dello sport, ma rappresenta anche una minaccia per la sicurezza pubblica. Non si tratta di rivalità sportive, ma di atti criminali che devono essere perseguiti con la massima severità.

Per prevenire e contrastare efficacemente questi episodi, è necessario un approccio integrato che coinvolga diverse figure professionali. Gli istituti di vigilanza privata possono svolgere un ruolo significativo in questo contesto. Dotati di tecnologie avanzate per il monitoraggio e la prevenzione, oltre a personale qualificato sul campo, i nostri istituti possono supportare le forze dell’ordine nel garantire la sicurezza durante gli eventi sportivi. L’impiego di sistemi di videosorveglianza, droni e software di analisi predittiva potrebbe contribuire a identificare potenziali situazioni di rischio prima che degenerino in violenza.

Le guardie giurate, che, lo ricordiamo, non sono tali per il possesso dell’arma,  hanno, e possono potenziare, una formazione specifica che le prepara a gestire situazioni critiche e a intervenire in caso di necessità. La loro presenza, sotto il coordinamento delle forze dell’ordine, può contribuire a creare un ambiente più sicuro per tutti i partecipanti agli eventi sportivi.

In questo contesto, come ASSIV (Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari) abbiamo da tempo avviato un dialogo con le istituzioni, sottolineando la necessità di integrare la vigilanza privata nella gestione della sicurezza durante le manifestazioni sportive. Da questo punto di vista intendiamo quindi manifestare al Ministero dell’Interno la nostra disponibilità a procedere con progetti pilota che potrebbero costituire un modello innovativo di gestione della sicurezza negli stadi e nelle aree circostanti.

Questi progetti prevederebbero un utilizzo sinergico delle guardie giurate e delle tecnologie avanzate, sempre sotto la supervisione delle forze dell’ordine.

Inoltre, la collaborazione tra istituzioni locali, organizzatori di eventi e istituti di vigilanza è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e gestione della sicurezza. Il Consiglio d’Europa evidenzia l’importanza di favorire il coordinamento tra i vari servizi e livelli di autorità coinvolti per garantire una buona preparazione delle manifestazioni sportive. Solo attraverso una cooperazione strutturata e un approccio multidisciplinare sarà possibile prevenire episodi di violenza e garantire che lo sport rimanga un momento di aggregazione e condivisione.

In conclusione quindi, la violenza legata agli eventi sportivi è un problema complesso che richiede una risposta decisa e coordinata. Condannare fermamente tali comportamenti e adottare misure preventive adeguate, inclusa l’integrazione di istituti di vigilanza qualificati, sono passi fondamentali per preservare l’integrità dello sport e garantire la sicurezza di tutti. Lo sport deve tornare a essere un luogo di passione e divertimento, non un pretesto per scontri e atti criminali.

Maria Cristina Urbano

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Istat: Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali (IV trimestre 2024)

A dicembre 2024, l’indice delle retribuzioni contrattuali fa registrare una diminuzione su base annua che riflette l’anticipo dell’importo relativo al 2024 dell’indennità di vacanza contrattuale, erogato a dicembre 2023 per i dipendenti a tempo indeterminato delle amministrazioni statali, come previsto dal DL 145. Nel settore privato, invece, la dinamica retributiva si conferma superiore al 4% per il terzo trimestre consecutivo.

Nella media del 2024, in concomitanza con una crescita molto debole dei prezzi, le retribuzioni contrattuali, dopo due  anni di marcato arretramento in termini reali, fanno registrare un primo sensibile miglioramento. A livello settoriale la crescita è robusta nel settore privato, in particolar modo nel comparto industriale. Nel settore della pubblica amministrazione, a causa della mancanza di rinnovi contrattuali, la dinamica risulta pressocché stazionaria.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT