Al via l’attuazione nazionale dell’EUCC, il primo sistema europeo di certificazione della cybersicurezza

ACN adotta le linee guida nazionali relative all’European Common Criteria

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha adottato le linee guida per l’attuazione nazionale del primo sistema europeo di certificazione della cybersicurezza EUCC: apre un link esterno (European Common Criteria).

Le quattro linee guida, adottate con Decreto direttoriale n. 12053 del 03 febbraio 2025 a firma del Direttore Generale, riguardano:

  • le attività di vigilanza nazionale e di autorizzazione per il sistema EUCC (linea guida NCCA n. 1);
  • le caratteristiche generali e gli attori coinvolti nel processo di certificazione dell’Organismo di Certificazione della Sicurezza Informatica (linea guida OCSI n. 1 – Sistema EUCC);
  • l’abilitazione dei laboratori per la valutazione della sicurezza per il sistema EUCC (linea guida OCSI n.2);
  • le attività di valutazione ed emissione dei certificati per il sistema EUCC (linea guida OCSI n. 3).

Il decreto direttoriale di ACN disciplina l’operatività dell’Autorità nazionale di certificazione della cybersicurezza (NCCA) e dell’Organismo di Certificazione della Sicurezza Informatica: apre un link esterno, nel contesto del primo sistema di certificazione europeo EUCC, adottato quest’ultimo con regolamento di esecuzione della Commissione europea n. 2024/482. Il decreto, inoltre, consolida l’organizzazione di ACN per lo svolgimento dei compiti di vigilanza e autorizzazione degli Organismi di Valutazione (CAB – Conformity Assessment Body) da parte dell’NCCA e di emissione dei certificati da parte di OCSI.

Le linee guida

La linea guida NCCA n.1 definisce le attività di vigilanza nazionale dell’autorità sugli organismi di valutazione della conformità accreditati (in particolare laboratori e organismi di certificazione) e sui titolari dei certificati con la possibilità di emettere sanzioni pecuniarie. Si stabiliscono, inoltre, le modalità per l’autorizzazione degli organismi di valutazione della conformità all’emissione dei certificati di livello elevato.

Le restanti linee guida disciplinano invece l’operatività OCSI, già stabilito con DPCM 30/10/2003 per sovraintendere allo Schema nazionale di certificazione della cybersicurezza, nell’emissione dei certificati di cybersicurezza EUCC (Art. 6 del d.lgs. 123 2022).

La linea guida OCSI n.1 tratta delle caratteristiche generali dell’attuazione nazionale del sistema EUCC in Italia, individuando gli attori principali. Si individua l’OCSI come unico organismo di certificazione titolato all’emissione di certificati di livello elevato per l’EUCC. La linea guida OCSI n. 2 individua le modalità di abilitazione dei laboratori di prova che intendano operare per conto dell’OCSI. La linea guida OCSI n.3 descrive il processo di certificazione e successivo monitoraggio dei certificati per la continuità delle garanzie nel tempo.

Le linee guida, infine, sono adottate in attuazione dell’art. 4, comma 2, del Decreto legislativo n.123 del 2022: apre un link esterno.

Fonte: ANC

ASSIV patrocina secsolutionforum 2025

ASSIV, Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari, aderente ad Anie Confindustria, conferma il proprio impegno nella promozione della sicurezza sostenendo con il proprio patrocinio secsolutionforum 2025, the digital event for the security industry, che si svolgerà dal 9 all’11 aprile prossimi.

“Per il settore della sicurezza e della vigilanza privata – ha affermato Maria Cristina Urbano, Presidente dell’Associazione, commentando l’ingresso di ASSIV tra i patrocinatori di secsolutionforum – l’evento rappresenta un’importante occasione per approfondire le tendenze emergenti del settore della sicurezza, con particolare attenzione alla convergenza tra sicurezza, trasformazione digitale, cybersecurity e Intelligenza Artificiale (AI). Attraverso il proprio patrocinio, ASSIV intende rafforzare il proprio impegno nella promozione della qualità, dell’innovazione e della collaborazione tra gli attori della sicurezza, contribuendo alla costruzione di un futuro più sicuro, tecnologicamente avanzato e potenziato dall’Intelligenza Artificiale.”

Edizione 2025: work in progress

Il Comitato scientifico di secsolutionforum è al lavoro per creare un palinsesto in grado di rispondere, quando non anticipare, le esigenze di impiantisti, installatori, system integrator e grandi utenti finali in ambito privato e pubblico, dai CISO ai DPO, ai security manager. Tra gi obiettivi 2025 quello di fornire best practice e risposte concrete, sempre più necessarie ai professionisti che, con ruoli differenti, operano lungo tutta la catena della sicurezza, in un contesto socio economico tuttora contrassegnato da svariati elementi di incertezza.

 Chi è ASSIV

ASSIV è l’Associazione di categoria delle imprese di Vigilanza privata e dei servizi di sicurezza. Le imprese aderenti operano in una vasta gamma di servizi, tra cui, oltre a Vigilanza armata e a Sicurezza non armata, anche Cybersecurity (protezione di infrastrutture digitali e sicurezza informatica) e Intelligenza Artificiale applicata alla sicurezza (monitoraggio predittivo, analisi avanzata dei dati e automazione dei processi di sicurezza).

La partecipazione a secsolutionforum è gratuita. Per registrarsi: https://bit.ly/48pydk9

Leggi l’articolo su secsolution.com

“Tentato furto in farmacia ad Acquaviva delle Fonti: vigilanza privata interviene e mette in fuga i ladri”


Nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 2025, un tentativo di furto presso la farmacia “Delle Fonti” ad Acquaviva delle Fonti vicino a Bari è stato sventato grazie all’intervento tempestivo di agenti della vigilanza privata. Allertati dal sistema di allarme attivatosi con l’apertura della serranda, le gpg sono giunte sul posto, costringendo i malfattori alla fuga a mani vuote.

Questo episodio mette in luce l’importanza cruciale della vigilanza privata nel garantire la sicurezza sia dei cittadini che delle attività commerciali. La presenza di personale qualificato e pronto a intervenire in situazioni di emergenza rappresenta un deterrente efficace contro la criminalità e offre una risposta immediata a eventi potenzialmente dannosi.

Le attività commerciali, in particolare, beneficiano enormemente della collaborazione con istituti di vigilanza privata. Un monitoraggio costante riduce il rischio di furti e danneggiamenti, proteggendo gli investimenti e assicurando la continuità operativa.


In periodi di crisi economica e sociale, l’importanza dei servizi di vigilanza privata diventa ancora più evidente. La diffusione di furti in case e aziende, insieme alle tensioni sociali dovute al calo del potere d’acquisto, contribuisce ad alimentare un senso di insicurezza tra la popolazione. In questo contesto, la presenza di vigilanza privata offre una risposta concreta alle esigenze di protezione e tranquillità, sia per i cittadini che per gli imprenditori.

È importante sottolineare che la vigilanza privata non si limita alla semplice sorveglianza passiva. Gli agenti sono addestrati per prevenire situazioni di rischio, evitare l’accesso a strutture da parte di persone sospette o pericolose e sventare tentativi di furto o aggressione. In caso di necessità, sono in grado di richiedere l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, garantendo così una risposta rapida ed efficace alle emergenze.

Al via il contributo di Non Autosufficienza 2025 per le lavoratrici e i lavoratori della Vigilanza privata e Servizi di Sicurezza

Anche per l’anno 2025, vista l’ampia partecipazione dello scorso anno, E.BI.N.VI.P. ha previsto un intervento riferito al tema della “non autosufficienza”, un problema che colpisce molte persone, da cui derivano anche pesanti ripercussioni economiche: per questo si è ritenuto opportuno offrire un sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza che vivono quotidianamente le difficoltà legate alla disabilità.

L’Ente mette in campo le proprie risorse per aiutare i lavoratori e le lavoratrici con disabilità al 100% o in possesso della legge 104/92 art. 3 comma 3 per sé o per l’assistenza prestata in modo continuativo ad un parente (entro il secondo grado) con disabilità in situazione di gravità, anche non convivente.

La misura del contributo è stabilita in euro 300,00 (trecento/00) e, nel caso di un figlio minore, la misura del contributo sale ad euro 500,00 (cinquecento/00), erogabili una sola volta nel corso dell’anno di riferimento e per un solo parente disabile.

Per presentare la domanda, vai su www.ebinvip.it, nell’area > Attività Sociali, clicca su: > Contributo di non autosufficienza 2025 e segui la procedura indicata per la compilazione della richiesta on line.

Scarica il Regolamento del contributo Non Autosufficienza 2025

Al via il Bonus ZES per l’assunzione di over 35 nel Mezzogiorno

Prende ufficialmente il via il Bonus ZES, l’incentivo destinato alle aziende del Mezzogiorno che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati di lungo periodo. Il decreto attuativo 7 gennaio 2025, firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze è stato pubblicato oggi e stabilisce i criteri per l’esonero totale dei contributi previdenziali (esclusi i premi Inail) per 2 anni, fino a un massimo di 650 euro mensili.

La misura prevista dall’articolo 24 del Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024, convertito con modificazioni nella legge n. 95/2024) e finanziata con 591,4 milioni di euro fino al 2027 nell’ambito del Programma Nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027 mira a rafforzare i livelli occupazionali e ridurre i divari territoriali nelle regioni della Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Possono accedere all’agevolazione i datori di lavoro privati con un organico fino a 10 dipendenti che tra il primo settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 assumono personale non dirigenziale da impiegare in una delle 8 Regioni ZES. Per ottenere il Bonus, l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione.

Le imprese interessate devono inoltrare richiesta telematica all’Inps, indicando i dati di impresa e lavoratore, il tipo di contratto, la retribuzione media mensile e la sede di lavoro prevista. Il Bonus non è cumulabile con altri esoneri contributivi, ma è compatibile, senza riduzioni, con la maxi-deduzione per nuove assunzioni introdotta dalla riforma dell’Irpef (art. 4 del D.Lgs. n. 216/2023) e prorogata fino al 2027.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

INPS: Dimissioni per fatti concludenti – escluso l’accesso alla NASpI e il versamento del ticket licenziamento

Dal 12 Gennaio 2025, data di entrata in vigore del Collegato Lavoro (art. 19 della Legge 203/2024), l’assenza ingiustificata del lavoratore protratta oltre il termine previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro o, in mancanza di previsione contrattuale, superiore a quindici giorni, può dar adito alla risoluzione del rapporto di lavoro.

In tale fattispecie (cd. dimissioni per fatti concludenti) non trovano applicazione le formalità previste dall’ art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015 in caso di dimissioni volontarie. Tuttavia vi sono altre formalità che il datore è chiamato a espletare in primis la comunicazione alla sede territoriale INL, che a sua volta può’ verificare la veridicità della comunicazione medesima.

L’effetto risolutivo della procedura può tuttavia essere inibito laddove il lavoratore dimostri l’impossibilità , per causa di forza maggiore o per fatto imputabile al datore di lavoro, di comunicare i motivi che giustificano la sua assenza.

Nel caso in cui il lavoratore dia prova dell’impossibilità, o nell’ipotesi in cui l’ Ispettorato accerti autonomamente la non veridicità della comunicazione , è lo stesso Ispettorato a comunicare, sia al datore di lavoro che al lavoratore, da un lato l’inefficacia della risoluzione e dall’altro il diritto alla ricostituzione del rapporto di lavoro.

La procedura, non priva di incertezze che potranno trovare soluzione in successivi sviluppi della prassi applicativa, è stata  illustrata dall’ Ispettorato con la nota n. 579/2025. All’esito della comunicazione, e dei successivi controlli, la procedura ha dei riflessi anche per quanto riguarda l’ insorgenza degli obblighi contributi connessi alla cessazione del rapporto di lavoro. 

Come sottolineato dall’ INPS con il Messaggio 19 febbraio 2025, n. 639, le dimissioni per fatti concludenti introdotte dal Collegato Lavoro altro non sono che una particolare fattispecie di dimissioni volontarie. Pertanto, il lavoratore assente non può accedere alla prestazione di disoccupazione NASpI in quanto la cessazione si presume volontaria.

La carenza del requisito fondamentale per l’accesso all’ indennità di disoccupazione (involontaria) fa si che il datore di lavoro non sia tenuto al versamento del contributo dovuto per l’interruzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (cd. ticket licenziamento) posto a finanziamento dell’ indennità, poiché la cessazione non fa sorgere in capo al lavoratore il teorico diritto alla NASpI.

In caso di dimissioni per fatti concludenti, il datore di lavoro deve esporle all’interno del flusso Uniemens con il nuovo codice <Tipo Cessazione> “1Y”, avente il significato di: “Risoluzione rapporto di lavoro articolo 26 DLgs 14 settembre 2015, n. 151, comma 7 bis”. 

Scarica il messaggio INPS 639/2025

Fonte: INPS – Lavorosi.it

Revisione prezzi: nelle gare di appalto ammessa anche la revisione in diminuzione

Nelle gare d’appalto i prezzi possono essere rivisti anche in diminuzione sulla base del quadro normativo di riferimento.
“La misura revisionale trova applicazione anche nel caso in cui dai prezzari aggiornati si riscontrino prezzi inferiori a quelli contrattuali e da tale aggiornamento derivi eventualmente, all’esito delle operazioni di verifica della contabilità finale dell’appalto, la necessità di adeguare l’importo dell’appalto”. 

E’ quanto si evince dal parere in funzione consultiva n. 4 del 12 febbraio 2025, approvato dal Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il caso riguardava la richiesta di parere da parte di un importante capoluogo del nord Italia in merito ad un adeguamento prezzi rispetto alle mutate condizioni generali senza modifica delle pattuizioni originarie e dei prezzi contrattuali. Tale modifica riguardava, eventualmente, anche revisione dei prezzi con importi in diminuzione, favorevoli quindi all’Amministrazione.

In base ai chiarimenti del Ministero Infrastrutture (MIT) e tenuto conto della normativa esistente, fermo l’obbligo di applicare la misura straordinaria prevista dall’articolo 26 del decreto legge n. 50/2022, entro i limiti disposti “la misura revisionale disciplinata trova applicazione anche nel caso in cui dai prezzari aggiornati si riscontrino prezzi inferiori a quelli contrattuali e da tale aggiornamento derivi eventualmente, all’esito delle operazioni di verifica della relativa contabilità, la necessità di adeguare l’importo dell’appalto”. Così ha deliberato l’Autorità.

“Il meccanismo di adeguamento dei prezzi disciplinato all’articolo 26 del d.l. 50/2022, deve ritenersi “obbligatorio” in presenza delle condizioni ivi indicate”, scrive Anac. “La stazione appaltante è obbligata ad effettuare l’indicato adeguamento prezzi secondo le modalità ed alle condizioni previste dalla norma. Fermo l’obbligo di applicare tale misura straordinaria, in presenza delle specifiche condizioni ivi stabilite ed entro i limiti disposti, la stessa trova applicazione anche nel caso in cui dai prezzari aggiornati si riscontrino prezzi inferiori a quelli contrattuali e da tale aggiornamento derivi eventualmente, all’esito delle operazioni di verifica della contabilità finale dell’appalto, la necessità di adeguare l’importo complessivo del contratto”. 

Il parere funzione consultiva dell’Autorità

Parere funzione consultiva n. 4 del 12 febbraio 2025.pdf

Fonte: ANAC

Istat, inflazione gennaio 2025 a +1.5%

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A gennaio 2025 l’inflazione sale lievemente, arrivando a 1,5% dall’1,3% di dicembre 2024. Tale andamento riflette prevalentemente l’esaurirsi delle spinte deflazionistiche dei prezzi degli Energetici (-0,7% da -2,8% di dicembre), a seguito della marcata accelerazione dei prezzi della componente regolamentata (+27,5% da +12,7%). Nel comparto alimentare, la dinamica tendenziale dei prezzi rimane stabile su valori leggermente superiori al tasso di inflazione, così come quella del “carrello della spesa” (ferma a +1,7%). Tra i Servizi, rallentano i prezzi di quelli relativi ai trasporti, mentre sale il ritmo di crescita di Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. A gennaio l’inflazione di fondo resta stabile a +1,8%.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

CONFINDUSTRIA: Prosegue il taglio dei tassi, ma energia più cara e incertezza sui dazi. Automotive ancora in caduta.

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

Ripartenza stentata. A inizio 2025, il sostegno all’economia viene dal proseguire del taglio dei tassi anche se l’inflazione sta risalendo alimentata dai rincari di gas e elettricità. L’industria è in crisi e i servizi trainano poco. Il PIL italiano, fermo nel 3° e 4° trimestre 2024, è atteso in lieve crescita. Sulle prospettive pesa l’incertezza sui possibili dazi USA, che rischia di frenare scambi e investimenti.

Prezzo del gas più che raddoppiato. Prosegue senza sosta l’aumento del prezzo del gas in Europa: 53 €/mwh a febbraio il TTF, da 49 a gennaio (26 un anno fa). Imprese e famiglie pagheranno di più anche per l’elettricità, visto che il prezzo in Italia rimane legato strettamente al gas: PUN a 155 €/mwh a febbraio, da 143 (88 un anno fa). La quotazione del petrolio, invece, è in calo (76 $/barile, da 79).

Aumenta l’inflazione. Nell’Eurozona i prezzi al consumo dell’energia sono ormai in rialzo (+1,8% annuo a gennaio) e la core alta e stabile (+2,7%): perciò l’inflazione è in aumento (+2,5%). In Italia, i prezzi dell’energia sono risaliti quasi allo zero (-0,7% annuo) e la core è ferma su valori più bassi (+1,6%): l’inflazione è pian piano cresciuta a +1,5% a inizio 2025, da un minimo di +0,7% nel corso del 2024.

Tassi: continua il taglio. A fine gennaio la BCE ha tagliato i tassi di un altro quarto di punto (2,75%, dal 4,00% iniziale), perché guarda all’inflazione sul medio termine, prevista in moderazione; secondo i mercati, ci saranno altri due tagli nel 2025. In Italia, il tasso per le imprese è sceso finora di oltre un punto (4,40% a dicembre, da un picco di 5,59%), ma il credito resta in calo (-2,3% annuo).

Gli investimenti faticano a ripartire. La fiducia delle imprese a gennaio sale di poco (95,7 da 95,3), su valori vicini alla media 2024, e l’incertezza si riduce appena. Lato domanda, a inizio 2025 i giudizi sugli ordini recuperano di poco nella manifattura, un po’ di più nei servizi. Nel complesso, gli investimenti delle imprese non sembrano ancora beneficiare della politica monetaria meno restrittiva.

Consumi: crescita incerta. A dicembre si è avuto un recupero delle vendite al dettaglio (+0,8%), che ha limitato il calo nel 4° trimestre a -0,2%. A gennaio, la fiducia dei consumatori risale, pur su valori contenuti (98,2, da 96,3). L’ulteriore allentamento di politica monetaria stimola il canale del credito e il reddito totale è cresciuto nel 2024. In contrasto, l’indicatore ICC suggerisce una frenata a inizio 2025.

Servizi: crescita modesta. La spesa dei turisti stranieri si è assestata su un’espansione moderata (+1,3% annuo a dicembre). A gennaio, l’indice RTT (CSC-TeamSystem) segnala un calo del fatturato dei servizi; il PMI scende e resta appena in area espansiva (50,4 da 50,7), indicando una crescita striminzita; anche la fiducia delle imprese del settore si è ridotta a inizio anno (99,0 da 99,6).

Industria in affanno. La produzione è scesa a dicembre (-3,1%) dopo il marginale recupero a novembre: -1,1% nel 4° trimestre, il 7° consecutivo in calo: l’automotive segna un -36,6% su dicembre 2023. A gennaio, l’HCOB PMI è rimasto su valori recessivi (46,3 da 46,2) e l’RTT industria indica un fatturato in calo; la fiducia rimane su livelli bassi, le attese di produzione migliorano ma restano modeste.

Export debole. L’export di beni italiano ha mostrato una moderata risalita a dicembre (+1,9%), ma nel complesso del 2024 resta di poco negativo (-0,4% a prezzi correnti), a causa del calo delle vendite intra-UE (-1,9%), solo in parte bilanciato da un aumento extra-UE (+1,2%). Tra i settori, positive le dinamiche di farmaceutico e alimentari, negative quelle di automotive e pelletteria. Tra i paesi, calo nei primi mercati (Germania, USA, Francia), crescita in altre importanti destinazioni (Spagna, UK, Turchia).

Eurozona: l’industria non riparte. Secondo i PMI manifatturieri, a gennaio le principali economie dell’Eurozona sono sotto la soglia di espansione, esclusa solo la Spagna. Non cambia dunque il quadro offerto dai dati sulla produzione industriale di dicembre: Spagna in aumento (+1,4%), Germania in forte calo (-2,9%) e Francia in lieve flessione (-0,4%); anche il 4° trimestre 2024 si è chiuso bene solo in Spagna (+0,9%) mentre è stato negativo per Germania e Francia (-1,2% e -0,7%).

USA: domanda interna fiacca. L’industria a gennaio è salita oltre le aspettative (+0,5% la produzione), delineando un 1° trimestre 2025 positivo (+1,1% acquisito, dopo -0,3% nel 4° 2024). Le vendite al dettaglio, invece, sono scese in modo rilevante (-0,9%) per la prima volta da agosto, ma l’acquisito nel 1° trimestre rimane positivo (+0,2%). Rallenta anche la dinamica degli occupati (+143mila unità).

Cina: frenata dei consumi. La produzione industriale accelera di poco a novembre (+5,4% annuo, da +5,3%), trainata da high-tech (+8,7%) e attrezzature industriali (+7,8%); gli indicatori PMI suggeriscono che la manifattura rallenti a gennaio, pur restando in area espansiva. Intanto, frena la crescita dei consumi (+3,0% annuo a novembre, da +4,8%) e resta bassa la dinamica dei prezzi: al consumo è a +0,5% annuo in gennaio (da +0,1%), alla produzione è a -2,3% per il secondo mese consecutivo.

Il boom di Borsa è un buon segnale per l’economia?

Quotazioni di Borsa ai massimi. Negli USA, l’indice S&P-500 a febbraio 2025 è più alto del +132% rispetto ai livelli di inizio 2019, grazie soprattutto al forte incremento nel corso del 2024 (campagna elettorale per le presidenziali, news sulla guerra Russia-Ucraina); l’indice “tecnologico” Nasdaq registra un aumento ancora più ampio (+228%). In Europa, le Borse stanno salendo rapidamente: nel DAX tedesco +8,0% a febbraio su fine 2024, nel FTSE italiano +7,7%; con tale ulteriore balzo, le quotazioni sono al +98% in Germania e al +85% in Italia dai livelli di inizio 2019.

Volano le azioni bancarie. Particolarmente positivo l’andamento delle quotazioni del settore bancario. In Italia +199% nel 2025 sul 2019, in Germania +170%. Anche negli USA l’incremento per il settore è marcato. Ciò grazie al contesto di alti tassi in entrambe le aree, ai massimi fino a metà del 2024 e tutt’ora elevati, che insieme alle altre misure di politica monetaria (acquisto di titoli, prestiti alle banche) ha sostenuto la redditività degli istituti nell’Eurozona e negli USA.

Borsa ed economia reale. Tra i mercati finanziari e l’economia reale nel medio-lungo termine c’è storicamente un nesso significativo, sebbene le dinamiche di breve termine possano in alcuni casi divergere in modo marcato. La correlazione tra la dinamica dei prezzi di Borsa e quella del PIL (calcolata su dati trimestrali, grezzi, a prezzi correnti), in Italia è stata pari al 78% nel periodo 2019-2024, un valore molto elevato, nonostante che il mercato di Borsa in Italia conti meno rispetto ad altre economie come USA e UK.

Canali di interazione. I canali tramite cui la Borsa ha un impatto sull’economia reale sono molteplici. Un rialzo delle quotazioni, accrescendo la ricchezza finanziaria delle famiglie, può avere un effetto positivo sulla spesa per consumi, specie in beni durevoli. Similmente, quotazioni azionarie più alte possono consentire alle imprese di reperire più facilmente risorse di medio-lungo termine sui mercati, per finanziare nuovi investimenti e anche per sostenere un aumento dell’attività produttiva corrente.

Scelte delle imprese e Borsa. Risulta, infatti, che le dinamiche di produzione industriale, investimenti delle imprese e Borsa in Italia, in alcuni periodi, hanno un profilo simile, per esempio nel 2019-2020; la produzione nel 2021 ha preso un percorso divergente, per poi riallinearsi alla Borsa nel 2022; nel 2023-2024 invece la rincorsa di Piazza Affari non sembra trovare riscontro nei dati macro, almeno finora. Complessivamente, nel periodo 2019-2024, la correlazione in Italia tra la dinamica dell’indice FTSE e quella della produzione industriale è stata pari al 68%, quella con gli investimenti al 47%, valori entrambi molto significativi.

Mercati e fiducia. I prezzi di Borsa tendono a salire quando si diffonde fiducia tra gli operatori finanziari sulle tendenze di singole imprese e dell’economia. L’andamento delle Borse perciò è spesso interpretato anche come indicatore di “fiducia”, sebbene solo di una parte degli operatori. Tende a esserci, infatti, correlazione anche tra le Borse e gli indici di fiducia: in Italia, quella delle imprese è risalita a dicembre e gennaio, insieme ai prezzi azionari. E maggiore fiducia stimola sicuramente gli investimenti e i consumi, quindi il PIL.

Buon indicatore per il PIL. Dunque, la corsa dei prezzi di Borsa del 2024 e di inizio 2025 può essere un indicatore positivo: suggerisce, nel medio termine, una ripresa della crescita del PIL in Italia (e Germania), riconciliando le traiettorie di mercato finanziario ed economia reale. A meno che il tempo non dimostri che erano gli attuali rialzi di Borsa a essere eccessivi, slegati dalle difficili dinamiche di fondo.

Ma alta incertezza. Un caveat è che il rialzo delle Borse non è mai lineare: procede con oscillazioni di breve periodo, anche ampie: l’indice VIX, che misura proprio tale volatilità azionaria, oggi è alto (15,2, da 13,8 a fine 2019). E tale volatilità dei mercati si associa spesso ad alta incertezza, come di recente è avvenuto sulla scia degli annunci di dazi USA: l’indice EPU globale è balzato a 375 a fine 2024, valore secondo solo al picco durante la pandemia. E l’incertezza è nemica delle scelte di investimento (imprese) e di consumo (famiglie). Perciò, un trend di Borsa positivo ma volatile non sempre si traduce in contemporanea accelerazione del PIL.

Body-cam per i controllori: sicurezza potenziata e gestione strategica con gli istituti di vigilanza

L’introduzione delle body-cam per i controllori dei mezzi pubblici rappresenta un’iniziativa lodevole e necessaria per tutelare sia gli  operatori che gli utenti dei mezzi, ed in definitiva incrementare la sicurezza percepita dai cittadini. Questi dispositivi, applicati direttamente sulle divise, consentono di registrare in alta definizione tutte le fasi delle verifiche, fornendo un supporto in caso di contenziosi e aumentando l’efficacia delle operazioni di controllo. Oltre a rafforzare la sicurezza, le body-cam fungono da deterrente contro comportamenti ostili o violenti nei confronti del personale e degli utenti del servizio.

In questo contesto, un ruolo strategico nella gestione delle body-cam può essere assunto dagli istituti di vigilanza privata. Grazie agli ingenti investimenti in tecnologie avanzate effettuati negli ultimi anni, le nostre realtà dispongono delle competenze e delle infrastrutture necessarie per garantire una gestione efficiente e sicura dei dati raccolti.

La possibilità di affidare agli IVP la gestione del segnale delle body-cam permetterebbe un monitoraggio costante e un intervento tempestivo in caso di situazioni critiche. I segnali video possono essere trasmessi in tempo reale alle nostre centrali operative, consentendo agli operatori di intervenire prontamente o di allertare le forze dell’ordine qualora la situazione lo richieda. 

Gli IVP hanno già dimostrato in numerosi ambiti di possedere le competenze per la gestione di sistemi avanzati di sicurezza, come videosorveglianza e controllo accessi. L’implementazione delle body-cam nel sistema di monitoraggio centralizzato rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti, sfruttando al massimo le potenzialità delle infrastrutture esistenti. Questo approccio non solo migliorerebbe la protezione del personale a bordo dei mezzi pubblici, ma offrirebbe ai cittadini una maggiore tranquillità, sapendo che situazioni di rischio vengono gestite da operatori esperti e pronti a intervenire.

Affidare la gestione del segnale delle body-cam agli istituti di vigilanza privata permetterebbe inoltre di ottimizzare le risorse delle forze dell’ordine, riducendo il carico di interventi su situazioni di minore entità, ottenendo così la massima efficienza di servizio.

Si tratterebbe insomma di una scelta strategica che consentirebbe di sfruttare al meglio le tecnologie a disposizione, garantendo un ambiente più sicuro per il personale e per i cittadini, aumentando la percezione di sicurezza e contribuendo a migliorare la qualità del servizio di trasporto pubblico e la fiducia dei cittadini nelle misure adottate per la loro protezione e per il contrasto di condotte illecite.

Ci auguriamo quindi che la nostra proposta possa aprire un dibattito positivo sul tema 

Qui trovi gli articoli di stampa https://www.lapiazzaweb.it/news/padovano/401423/sicurezza-a-bordo-dei-bus-attivazione-delle-body-cam.html