Le associazioni datoriali della vigilanza privata scrivono al Presidente Meloni e ai Ministri dell’Interno, della Salute e della Giustizia: “Riconoscere il ruolo delle guardie giurate nei presidi sanitari”

Le principali associazioni rappresentative del settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, ASSIV (ANIE-Confindustria), ANIVPUNIV (Confcommercio) e Legacoop Produzione e Servizi (Legacoop), hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e ai Ministri dell’Interno, della Salute e della Giustizia, per esprimere preoccupazione in merito ai recenti episodi di violenza nei presidi sanitari e alle dichiarazioni, riportate dalla stampa, del Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Nella nota le associazioni sottolineano che le guardie particolari giurate, per legge, svolgono un ruolo cruciale nella protezione dei presidi ospedalieri, considerati siti sensibili, e contribuiscono a prevenire episodi di violenza, collaborando attivamente con le Forze dell’Ordine. Le associazioni chiedono che il ruolo delle guardie giurate sia adeguatamente riconosciuto in qualsiasi provvedimento relativo alla sicurezza nei presidi sanitari.

Infine, viene avanzata una proposta di intervento normativo per rafforzare la professionalizzazione, e quindi il ruolo, delle guardie giurate nel contesto ospedaliero.

Scarica la nota inviata al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell’Interno, della Salute e della Giustizia

Ufficio Stampa ASSIV

ICMQ: Migliorare Salute e Sicurezza sul Lavoro con la Iso 45001. 6 novembre 2024.

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Corso Online di 8 ore
Piattaforma Go To Meeting

6 novembre 2024


Il 12 marzo 2018, dopo un iter di sviluppo durato 5 anni, è stata pubblicata la norma ISO 45001 che porta il tema della salute sicurezza sul lavoro nel mondo della normazione a livello globale. La struttura di base del nuovo standard è la High Level Structure comune ad altri
sistemi di Gestione ampiamenti diffusi come la Iso 9001 e la Iso 14001.

Il corso ha lo scopo di presentare ai partecipanti il contenuto della Uni Iso 45001, che ha sostituito la Bs Ohsas 18001, affinché si possa valutare l’applicazione ex novo della Uni Iso 45001, rendendo più concreta la possibilità di adottare un sistema unico e integrato per
gestire qualità, ambiente e sicurezza.

Oltre ai benefici legati alla prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro (con conseguente abbattimento dei costi derivanti da malattie professionali, incidenti e infortuni) e a quelli organizzativi, quali, ottimizzazione delle risorse, migliore integrazione delle competenze e
semplificazione dei processi (che comporta riduzione di incidenti grazie all’attenta pianificazione), le aziende che optano per una certificazione Uni Iso 45001 otterranno l’accesso a importanti opportunità finanziarie; quali: riduzioni sul premio assicurativo Inail, possibilità di usufruire di agevolazioni e contributi a fondo perduto per investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro
(requisito preferenziale), nonché benefici assicurativi in sede di gara d’appalto.

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Agli Associati ASSIV sono riservate tariffe scontate

ICMQ: Come redigere un’offerta vincente in un appalto ai sensi del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, D. Lgs. 36/2023, in relazione al criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. 29 ottobre 2024

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Corso on line: 29 ottobre 2024 dalle ore 9.00 alle ore 18.00


Come redigere un’offerta vincente in un appalto ai sensi del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, D. Lgs. 36/2023, in relazione al criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa: casi di studio con esempi di parametri per un’attribuzione ottimale del punteggio dell’offerta tecnica.


Obiettivo del corso è proprio quello di formare i partecipanti attraverso lo sviluppo di casi reali e principi guida e opportune metodologie e tecniche finalizzati ad un’offerta vincente (da parte di un’impresa, di una società di ingegneria o di uno studio professionale), stante il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi del D.lgs 36/2023.

Durante il corso saranno trattate le novità introdotte dal Nuovo Codice dei contratti pubblici D.lgs. 36/2023, per l’aggiudicazione di appalti pubblici con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.


Saranno esaminati reali casi di studio in materia di offerta economicamente più vantaggiosa.

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Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe scontate

ICMQ. Open Source Intelligence applicata alle investigazioni private e alla corporate security. 22 ottobre, 12 e 19 novembre 2024

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PERCORSO FORMATIVO
OPEN SOURCE INTELLIGENCE
APPLICATA ALLE INVESTIGAZIONI PRIVATE E ALLA CORPORATE SECURITY


22 ottobre 2024
GOOGLE DORKING E PROMPT HACKING

12 novembre 2024

TECNICHE AVANZATE DI RICERCA SU GOOGLE E RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI TRAMITE
INTELLIGENZA ARTIFICIALE
I BIAS COGNITIVI DELL’INFORMAZIONE E LE FAKE NEWS

19 novembre 2024

RACCOGLIERE, DISCRIMINARE E ANALIZZARE LE INFORMAZIONI TRA FAKE NEWS,
DISINFORMAZIONE E NOTIZIE GENERATE DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Formazione a distanza (FAD)


Presentazione. Per Open Source Intelligence (OSINT) si intende la disciplina dell’intelligence che si occupa della raccolta, analisi e distillazione di informazioni tratte da fonti aperte. Nata in ambito militare, l’OSINT negli ultimi anni si è guadagnata una valenza fondamentale anche nel campo della sicurezza, del business e della ricerca scientifica. Grazie alla digitalizzazione delle informazioni e alla virtualizzazione delle fonti, il mondo dell’OSINT è oggi considerato trasversale alla Cyber-intelligence, poiché più dell’80% dei dati sono generati, conservati e diffusi attraverso Internet. Le attività di raccolta e analisi di questi dati possono essere condotte con estrema facilità attraverso l’uso di un
semplice pc e di strumenti informatici di facile utilizzo.

Il Google Dorking, detto anche Google Hacking, è un insieme di tecniche di raccolta di informazioni online che si avvalgono di stringhe di ricerca avanzate per scoprire le informazioni nascoste in Google. È una strategia utilizzata da redazioni, organizzazioni di investigazione, revisori di sicurezza e truffatori tecnologici per interrogare il motore di ricerca online al fine di individuare dettagli nascosti che potrebbero essere disponibili su siti Internet pubblici o per identificare delle prove su uno specifico caso.

In misura simile, il Prompt Hacking è un insieme di tecniche per interrogare i modelli linguistici LLM delle maggiori piattaforme di IA (Chat GPT, Google Gemini, ecc..) al fine di ottenere informazioni nascoste e difficilmente acquisibili con strumenti ordinari. Il prompt hacking può inoltre essere utile per automatizzare compiti ripetitivi su specifici individui od organizzazioni, oppure per lavorare su ingenti quantità di dati.


Nell’analisi OSINT si deve prestare la massima attenzione ai rischi legati al cosiddetto “inquinamento dell’informazione” (mis-informazione, disinformazione, sovra-informazione), si deve saper valutare l’affidabilità delle informazioni e l’attendibilità delle fonti, è necessario saper riconoscere le fake news nelle loro varie forme e, soprattutto, si devono conoscere i principali bias cognitivi che impediscono all’analista di interpretare correttamente le informazioni evitando semplificazioni e pregiudizi.

Obiettivi
Il corso mira ad illustrare i fondamenti, le tecniche e le metodologie OSINT applicate alle investigazioni private e alla corporate security. Saranno approfondititi alcuni metodi e strumenti di ricerca e analisi delle informazioni utili allo svolgimento di attività investigative, con particolare focus alla sicurezza aziendale. (Modulo A)


Al termine del modulo di Google Dorking e Prompt Hacking, Il partecipante sarà in grado di padroneggiare tecniche avanzate di ricerca per sfruttare al massimo il principale motore di ricerca online e le più utilizzate piattaforme di Intelligenza artificiale, e costruire stringhe di ricerca personalizzate per le proprie esigenze. (Modulo B)

Con il modulo dedicato ai Bias cognitivi e alle Fake News, il partecipante sarà in grado di effettuare valutazioni sistematiche sull’attendibilità delle fonti online, sarà in grado di riconoscere i principali pattern di disinformazione e conoscerà i meccanismi psicologici e cognitivi che possono indurre l’analista a commettere errori di valutazione e attribuzione di significato, non solo in ambito OSINT,
ma nella quotidiana attività di interpretazione delle miriade di informazioni che giungono attraverso
i canali online. (Modulo C)

Destinatari
Il corso è rivolto a investigatori privati, professionisti della Security e data analyst. Il corso è indicato
per i Professionisti della Security per l’aggiornamento formativo delle competenze trasversali ai fini
del mantenimento della certificazione.


Requisiti
Per partecipare, anche singolarmente, ai moduli B e C, che sono considerati come upgrade
integrativi, è necessario possedere le conoscenze di cui al modulo A o aver partecipato ad una
precedente edizione del corso OSINT.


Attestati e crediti formativi
Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi per il modulo A
e 4 crediti formativi per i moduli B e C validi per il mantenimento della certificazione Professionisti
della Security UNI 10459, DPO Data Protection Officer UNI 11697 e Criminologo UNI 11783, al
superamento del test di valutazione.


Struttura del corso
Modulo A – 8 ORE – OSINT 22 ottobre 2024 dalle 9:00 alle 18:00
Modulo B – 4 ORE – Google Dorking e Prompt Hacking: 12 novembre 2024 dalle 9:00 alle 13:00
Modulo C – 4 ORE – Bias cognitivi e Fake News: 19 novembre 2024 dalle 9:00 alle 13:00

Per partecipare ai corsi FAD non occorrono particolari strumenti: è sufficiente una buona connessione ad internet ed un PC dotato di
videocamera; la piattaforma interattiva per la gestione delle lezioni, GoToMeeting, sarà messa a disposizione da ICMQ. Una volta iscritti,
riceverete una mail/calendar con il link per la connessione e l’orario. A questo punto, basterà cliccare sul link indicato, scaricare
l’applicazione per accedere alla piattaforma e quindi al vostro corso.

Il corso si svolgerà in modalità FAD, condivisione schermo e proiezione contenuti multimediali e
prevede una costante interazione tra docente e i corsisti, tramite l’approfondimento di case study,
esempi pratici con l’utilizzo in tempo reale di strumenti OSINT, esercizi e discussione.

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Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate

ICMQ. La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti privati e pubblici (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 17 ottobre 2024. Corso on line

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La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti privati e pubblici (nuovo Codice D.lgs 36/2023)


Per prevenire e gestire le criticità nell’attività progettuale e nella gestione delle commesse. L’introduzione dell’analisi dei rischi nella relazione metodologica da parte di un concorrente in appalti gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa rappresenta un approccio vincente.

Per prevenire e gestire le criticità nell’attività progettuale e nella gestione delle commesse.
L’introduzione dell’analisi dei rischi nella relazione metodologica da parte di un concorrente in appalti gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa rappresenta un approccio vincente.

Agli Associati ASSIV verranno applicate tariffe scontate.

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Medici aggrediti: “Un Security Manager e maggior sinergia tra vigilanza privata e polizia”

COMUNICATO STAMPA

MEDICI AGGREDITI: “UN SECURITY MANAGER E MAGGIOR SINERGIA TRA VIGILANZA PRIVATA E POLIZIA”
Le associazioni di categoria della vigilanza: “Così il pubblico risparmia e si incrementa la sicurezza”


Roma, 19 settembre 2024 – Gli istituti di Vigilanza privata sono pronti a fare la loro parte nell’implementazione dei livelli di sicurezza di alcuni siti strategici, a cominciare dagli ospedali e dai pronto soccorso, teatro di sempre più frequenti aggressioni ai danni del personale medico e infermieristico.

A lanciare la proposta di una sinergia tra la Vigilanza Privata e Forze dell’Ordine sono le associazioni maggiormente rappresentative del settore, Ass.I.V., ANIVP, UNIV, Legacoop Produzione e Servizi che ipotizzano la creazione di una cabina di regia unica, in grado di coordinare le attività di sicurezza.

“La carenza strutturale di organico tra le Forze dell’Ordine impone un miglior coordinamento e una maggior cooperazione tra pubblico e privato – spiega la presidente di Ass.I.V, Maria Cristina Urbano -. Si tratta di un percorso per step, il primo dei quali deve essere l’introduzione all’interno delle aziende ospedaliere della figura del Security Manager, il cui compito è quello di mappare le criticità ed effettuare un’analisi accurata dei rischi. Dopodichè si deve procedere in direzione di un affiancamento tra operatori di vigilanza privata e forze di pubblica sicurezza, in un’ottica di sinergia che potrà portare anche ad una progressiva sostituzione degli agenti di polizia, per un loro impiego sul campo, nelle strade delle nostre città”.

Questo sistema – aggiunge il presidente di ANIVP, Tullio Mastrangelo – consentirebbe allo Stato da un lato di porre un argine al dilagare del fenomeno della violenza negli ospedali, che tra 2020 e 2022 ha visto un’impennata dei casi di violenza, circa seimila, ai danni del personale sanitario. Dall’altro consentirebbe un risparmio alle casse dell’Ente pubblico, dato che le procedure per indire i concorsi e assumere nuovi agenti di Polizia, oltre ad essere complesso, sono estremamente lunghi e onerosi, rispetto al coinvolgimento di professionisti (Guardie Giurate) già formati, oggi in forza agli Istituti di Vigilanza”.

Siano disponibili ad un confronto con tutte le parti interessate – conclude il Presidente di UNIV, Annamaria Domenici – purché qualunque iniziativa propugnata per promuovere una partnership pubblico-privato nell’ambito dei servizi di sicurezza rappresenti l’occasione per porre all’attenzione delle stazioni appaltanti gli aspetti legati al riconoscimento dei livelli retributivi stabiliti dal CCNL di categoria e un corretto impiego del personale in questi servizi che già oggi è riservato alle Guardie Giurate ma vede diversi presidi ospedalieri provvedere con addetti al controllo accessi o portieri.

“L’utilizzo della vigilanza privata in sinergia con la pubblica amministrazione– aggiunge Andrea Laguardia Direttore Legacoop Produzione e Servizi- è uno degli esempi migliori di come pubblico e privato possono lavorare insieme con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici più efficienti a vantaggio dei cittadini. In questo caso, inoltre, la sinergia è indispensabile per poter intervenire con velocità nella risoluzione di un problema drammatico che rende sempre più difficile lavorare nelle strutture sanitarie. Siamo a disposizione del Governo
e delle strutture sanitarie per individuare, da subito, strategie rapide d’intervento
”.

Le associazioni hanno inviato al Ministro della Salute e al Ministro dell’Interno una nota tecnica per esprimere altresì la necessità che le associazioni di comparto siano partecipi “dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitari” istituito dalla legge n. 113 del 2020.

Scarica la nota inviata dalle associazioni datoriali al Ministero della Salute e al Ministero dell’Interno

Scarica il Comunicato Stampa

Ufficio Stampa ASSIV

“Riforma delle Guardie Giurate: Il ddl Balboni adottato come testo base tra opportunità e criticità”

“Riforma delle Guardie Giurate: Il ddl Balboni adottato come testo base tra opportunità e criticità”

Come avevamo anticipato nel precedente post, questa settimana la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha riavviato la discussione su tre disegni di legge, due di maggioranza, uno di opposizione, volti a introdurre nuove “Disposizioni in materia di Guardie Giurate”. 

A valle di interlocuzioni informali che ASSIV ha avuto prima dell’estate, la Commissione era sembrata orientata ad adottare come testo base il DDL n. 902 Balboni (presidente di Commissione di Fratelli d’Italia), orientamento che tuttavia in quelle settimane non si era concretizzato in quanto nelle successive sedute non era stata trovata la quadra. 

Nella seduta dello scorso martedì pomeriggio, infine – seppur con il voto di astensione del Partito Democratico – la Commissione ha confermato la scelta del DDL n. 902 quale testo base per il prosieguo della discussione.

Ribadiamo il sincero apprezzamento di ASSIV per il fatto che il Parlamento sta dimostrando attenzione alle problematiche del settore della vigilanza privata, ma cogliamo l’occasione per tornare ad evidenziare come i disegni di legge in oggetto contengono certamente misure apprezzabili ma al contempo anche criticità sulle quali è bene tornare a soffermarsi, con l’obiettivo di fornire ogni utile spunto al legislatore affinché possa essere migliorata l’impostazione complessiva della norma in adozione. 

Ricordiamo che il DDL n. 902 Balboni istituisce due albi presso il Ministero dell’Interno: uno per le GPG e uno per gli aspiranti. Misura che può essere pienamente condivisa, purché ad occuparsene non siano le prefetture. E questo non per una preconcetta avversione nei confronti delle stesse, il cui lavoro al contrario apprezziamo grandemente, quanto piuttosto perché già afflitte da cronica carenza di personale a fronte di molteplici competenze, con il rischio non affatto teorico che la misura introdotta possa non essere adeguatamente implementata. L’esperienza passata consiglierebbe una scelta diversa da parte del legislatore.

Non è superfluo, in questa sede, ricordare come l’Albo delle Gpg sia già stato istituito qualche anno fa, la cui gestione da parte delle Prefetture oggi riscontra tempistiche per rinnovi e trasferimenti di gpg che richiedono tra i 3 e i 9 mesi, tempistiche assolutamente confliggenti con le oggettive necessità dei servizi svolti dagli Istituti di Vigilanza. In una siffatta situazione, un secondo albo non potrebbe che aggravare la situazione. Dunque – in fase di conversione del DDL – si potrebbe cogliere l’occasione del riordino della normativa per modificare alcune disposizioni consentendo l’accesso all’albo anche agli imprenditori per farne un valido strumento per l’incontro di domanda e offerta di lavoro. Si tratterebbe di una razionalizzazione del sistema a tutto vantaggio dell’Amministrazione e degli operatori, e della loro capacità di rispondere efficacemente alle richieste del mercato.

Altro aspetto critico del DDL Balboni è rappresentato dalla previsione di una sanzione per chi utilizza gli operatori disarmati (fiduciari) al posto delle GPG. ASSIV ha ripetutamente sottolineato, in tutte le sedi istituzionali, come tale pratica costituisca una distorsione, ma imputare tale responsabilità (e la connessa sanzione) per inadempienza a carico del solo Istituto di Vigilanza che invia operatori di sicurezza disarmata in luogo delle GPG, è fuorviante e non incide sulla causa, che invece risiede nelle scelte dei clienti che si concretizzano in bandi di gara che non lasciano altra scelta all’IVP. Sarebbe preferibile intervenire a monte, sulla corretta redazione dei bandi di gara, ma se una responsabilità deve essere imputata, quantomeno che sia condivisa tra i due soggetti, con la norma capace di definire il perimetro di tale corresponsabilità. 

Un ultimo tema ci preme portare all’attenzione della Commissione: quello del lavoro usurante. Si tratta di una disposizione molto costosa, ma non è questo il punto. La richiesta è che tale previsione venga meglio circoscritta e chiarita, probabilmente a beneficio esclusivo dei lavoratori che svolgono il servizio notturno e con specifici requisiti di anzianità. 

Restiamo insomma profondamente convinti della validità intrinseca che risiede nel confronto continuo e virtuoso tra istituzioni e organizzazioni di categoria rappresentanti del comparto, con il comune obiettivo di formulare leggi che, perseguendo l’interesse comune, creino le migliori condizioni possibili per l’operare delle aziende, la tutela dei lavoratori e per rispondere alle esigenze della Pubblica Amministrazione.

Il nostro appello, e la nostra disponibilità, a fornire un fattivo contributo per migliorare la norma, speriamo non cada nel vuoto. Forse superfluo è ribadire il nostro apprezzamento per il lavoro che la Commissione sta svolgendo.

Riforma delle Guardie Giurate: la Commissione Affari Costituzionali del Senato riavvia la discussione dei disegni di legge Spelgatti, Pirro e Balboni

Riforma delle Guardie Giurate: la Commissione Affari Costituzionali del Senato riavvia la discussione dei disegni di legge Spelgatti, Pirro e Balboni

La Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica ha riavviato la discussione sui disegni di legge AS 1008, AS 119 e AS 902, volti a introdurre nuove “Disposizioni in materia di Guardie Giurate”. Questi provvedimenti mirano a riformare e aggiornare la normativa che regola l’attività delle guardie giurate private

Come abbiamo più volte evidenziato, anche alla stessa Commissione nel ciclo di audizioni avviato a luglio scorso, come  ASSIV riteniamo che il fatto che il Parlamento stia dimostrando attenzione alle problematiche del settore è pienamente apprezzato da questa Associazione, ma  riteniamo altresì che la strada indicata dai disegni di legge in questione non sia quella corretta per la loro soluzione.

Rimaniamo, come sempre in passato e ancor più in questo momento,  disponibili ad avviare con gli Onorevoli Senatori un confronto ampio e articolato, che partendo da una approfondita analisi della situazione di fatto, voglia risolvere i problemi che denunciamo pubblicamente da anni in tutte le sedi istituzionali.

Scarica il contributo di ASSIV inviato alla 1 Commissione Affari Costituzionali (Senato della Repubblica)

Confindustria: Italia, nel 3° trimestre minore spinta dai servizi, meno debole l’industria, ancora male l’export

Italia: nel 3° trimestre minore spinta dai servizi, meno debole l’industria, ancora male l’export

Cresce il PIL. Dopo il +0,2% registrato dal PIL italiano nel 2° trimestre 2024 (+0,3% nel 1°), con l’export che perde quota, le indicazioni per il 3° sono di minore crescita nei servizi e di un’attenuazione nel calo dell’industria. L’inflazione rallenta nell’Eurozona e finalmente famiglie e imprese saranno aiutate dal taglio dei tassi, che stimola consumi e investimenti. Risale però il prezzo del gas in Europa.

In discesa i tassi. La BCE, che aveva tagliato a giugno (di -0,25%), il 12 settembre ha deciso un secondo taglio dei tassi (ancora -0,25%). I mercati si aspettano il 18 una prima mossa FED, anch’essa limitata (-0,25%), ma seguita da altri tagli entro fine anno. Nell’Eurozona anche i tassi sovrani hanno imboccato un sentiero decrescente: BTP a 3,58%, da 3,92% a giugno, Bund a 2,22% da 2,49%. 

Inflazione quasi in linea. Nell’Eurozona l’inflazione è scesa a +2,2% in agosto (+2,6% a luglio), vicina alla soglia BCE, anche se al netto di energia e alimentari è al +2,8%. L’Italia si conferma il paese a minor inflazione: +1,1% (core a +2,1%), contro +2,0% in Germania,2,2% in Francia, +2,4% in Spagna. Anche negli USA gli ultimi dati sono favorevoli: +2,9% a luglio (da +3,5% a marzo), ma core ancora alta (+3,2%). 

Energia: rincara il gas. Dopo il balzo in agosto (+17,2%), a settembre il prezzo del gas in Europa si mantiene a 36 €/mwh, da un minimo di 27 a marzo. Scende invece quello del petrolio, a 74 dollari al barile, da un massimo di 90 in aprile. Entrambi i prezzi sono più alti rispetto ai livelli del 2019. Il gas più caro alzerà i prezzi dell’elettricità per famiglie e imprese, agendo negativamente sull’inflazione. 

I servizi rallentano. Nel 2° trimestre i servizi erano cresciuti (+0,4% il valore aggiunto), con il traino del turismo (+2,7% annuo a giugno la spesa degli stranieri). A luglio, RTT (CSC-TeamSystem) indica un recupero del fatturato dopo il calo di giugno. Tuttavia, in agosto, il PMI è calato ancora e ora indica crescita più tenue (51,4 da 51,7) e recupera solo in parte la fiducia delle imprese dopo mesi di calo. 

Industria: minor calo. La produzione, dopo due mesi in recupero, è diminuita di -0,9% a luglio, determinando un acquisito negativo anche nel 3° (-0,4%, da -0,9% nel 2°). Le prospettive sono meno deboli: RTT segnala a luglio un rimbalzo del fatturato industriale, in agosto l’HCOB PMI ha quasi recuperato la soglia di stabilità (49,4, da 47,4), ma la fiducia delle imprese ha perso ulteriore terreno.  

Adagio i consumi. La spesa delle famiglie nel 2° (+0,2%) ha proseguito la lenta dinamica positiva. Prospettive modeste: il reddito reale è sostenuto dalla frenata dei prezzi, dalla moderata crescita salariale e dall’aumento dell’occupazione, la propensione al risparmio è risalita a valori storici, il costo del credito è in calo, ma la fiducia delle famiglie è diminuita in agosto dopo tre aumenti. 

Ancora positiva la dinamica degli investimenti. Nel 2° trimestre sono cresciuti di +0,3% (da +0,4% nel 1°). Buona la dinamica di impianti e macchinari (+1,1%), trainati dai mezzi di trasporto (+1,7%). Quelli in costruzioni sono invece rimasti fermi: il calo delle abitazioni (-1,1%), per il venir meno del Superbonus, è stato compensato dall’incremento dei fabbricati non residenziali (+1,8%), sostenuti dal PNRR. 

Su gli occupati, non le forze lavoro. Prosegue la buona performance del mercato del lavoro italiano: ancora su l’occupazione (a luglio +56mila unità, +260mila su gennaio) e giù la disoccupazione (-107mila le persone in cerca di occupazione; al 6,5% il tasso, il più basso da marzo 2008). Tuttavia, da inizio 2024 gli inattivi hanno smesso di diminuire e le forze lavoro di espandersi, con il rischio che la crescita occupazionale possa essere limitata nel prossimo futuro dal lato dell’offerta di lavoro.

Export in calo. L’export italiano è diminuito nel 2° trimestre (-1,8% i beni, -0,3% i servizi; in volume), pur su livelli ben sopra il pre-Covid (+7,1% i beni, +18,4% i servizi). Il calo è diffuso ai mercati UE (-2,1%) ed extra-UE (-0,8%); giù in particolare le vendite in Germania e nei principali paesi asiatici. I dati sugli ordini manifatturieri esteri (Istat e PMI) danno indicazioni negative anche per i mesi estivi: pesa la debolezza della domanda europea. Il commercio mondiale di beni, invece, è risalito nel 2°, sostenuto dagli scambi cinesi; tuttavia, il PMI sugli ordini manifatturieri globali è tornato in territorio recessivo in estate.

Eurozona debole. Nel 2° trimestre il PIL dell’area è cresciuto di +0,2% (+0,3% nel 1°) grazie al contributo della spesa pubblica, ma soprattutto alla domanda estera netta (+0,5%) che ha compensato il calo degli investimenti (-0,5%), mentre è calata di poco la spesa delle famiglie. L’area è trainata dalla Spagna (+0,8%), tengono Italia e Francia (+0,2%), mentre è in negativo la Germania (-0,1%). 

Cina: luci e ombre. Le esportazioni accelerano più dell’atteso (+8,7% annuo in agosto): le imprese cinesi potrebbero aver adottato strategie per anticipare l’intensificarsi delle barriere tariffarie. D’altra parte, l’import resta al palo (+0,5%): oltre alla competitività delle imprese locali, ciò si spiega con la debole domanda interna. A luglio le vendite al dettaglio sono cresciute (+2,7% annuo), risultato però gonfiato da un “effetto base” positivo rispetto allo scorso anno, debole in confronto ai livelli pre-Covid.

Gli USA sono davvero a rischio recessione? 

In estate crollo dei mercati asiatici. Le Borse azionarie asiatiche hanno registrato un crollo il 5 agosto: in particolare, Tokyo ha subito un -12,4% in un giorno. Tale scivolone, dovuto all’aumento di luglio dei tassi ufficiali giapponesi e alla seguente brusca riduzione del fenomeno del carry trade (prendere a prestito in Yen a tassi bassi per investire in Dollari a tassi alti), che ha creato volatilità, a livello mediatico è stato collegato ai timori di una  recessione negli USA. I ribassi in Europa e negli USA si sono rivelati molto più contenuti (-2,2%).

Perché il crollo in Giappone è stato associato a una  recessione USA? Da tempo si manifestano dei timori di un’eventuale inversione di tendenza dell’economia USA, che però ha sempre sorpreso in positivo. La FED appena a giugno aveva confermato le previsioni di buona crescita economica negli USA (+2,1% il PIL nel 2024, +2,0% nel 2025), nonostante scontasse un sentiero di riduzione lenta dei propri tassi (che attualmente si collocano nella forchetta 5,25-5,50%). Ma poi, proprio mentre il mercato azionario di Tokyo a fine luglio/inizio agosto crollava, sono stati pubblicati alcuni dati economici statunitensi piuttosto deboli, che sono sembrati una “prova” di quei timori latenti. E i cali di Borsa sembravano essere la “controprova”. 

Quali dati sugli USA hanno spaventato i mercati? A fine luglio, l’indice dei Direttori degli acquisti di Chicago è sceso a 45,3 punti da 47,3 e il 1 agosto il PMI manifatturiero a 49,6 da 51,6, anche se entrambi sono diminuiti  in misura minore di quanto si attendessero gli operatori (44,8 e 49,5). Il dato che ha scosso la fiducia degli operatori è stato l’ISM manifatturiero, pubblicato sempre giovedì 1 agosto: si è confermato su valori recessivi (46,8 punti), in forte calo rispetto a giugno (48,5) e soprattutto molto inferiore alle attese che erano addirittura di contenuto recupero (48,8). Il giorno successivo, venerdì 2 agosto, la variazione dei posti di lavoro nei settori non agricoli (uno degli indicatori più monitorati sull’economia USA) è stata una sorpresa sfavorevole, o meglio meno favorevole di quanto pensassero gli operatori di mercato: 114 mila unità, da 179 mila di giugno, e molto inferiore alle 176 mila attese. Contestualmente, il tasso di disoccupazione è aumentato al 4,3% (da 4,1% di giugno e contro la stabilità attesa). 

I dati successivi sugli USA hanno attenuato la tensione. Gli indicatori macro pubblicati nelle settimane successive hanno fornito indicazioni incoraggianti dal lato dei servizi, ancora di rallentamento nel mercato del lavoro, deludenti sull’attività manifatturiera. Ad agosto, l’ISM non manifatturiero (51,5 punti, da 48,8 di giugno) e il PMI servizi (55,7 da 55,3) hanno confermato un’indicazione espansiva. E la fiducia dei consumatori è cresciuta (103,3 punti da 101,9). Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono state inferiori alle attese, ma la deludente variazione degli occupati nei settori non agricoli (+142 mila) ha confermato la frenata del mercato del lavoro. D’altra parte, la produzione industriale si è contratta a giugno dello 0,6%, mentre gli indicatori congiunturali sull’attività di agosto sono stati recessivi. 

Quindi, l’economia USA rischia una recessione? Il PIL USA nel 2° trimestre è cresciuto più delle attese (+0,75%), grazie ad un buon contributo dei consumi (+0,5%) e alla crescita pur rallentata degli investimenti (+0,13%). L’andamento dell’economia americana in questa fase dipende, quindi, soprattutto dalla tenuta dei consumi e dal possibile recupero degli investimenti. I primi però evidenziano qualche segnale di tensione: 1) il tasso di risparmio ha toccato il minimo storico (2,9%) e dovrebbe risalire; 2) sono aumentate le insolvenze sulle carte di credito e il credito al consumo; 3) le vendite al dettaglio stanno crescendo più dei salari reali; 4) se si confermasse il rallentamento del mercato del lavoro, ne risentirebbero le retribuzioni. D’altra parte, la debolezza dell’attività manifatturiera e degli investimenti, soprattutto nel settore delle costruzioni, dipende dai tassi elevati. Dopo i recenti timori per le Borse, gli operatori (dati CME) si aspettano che i tassi di interesse FED siano tagliati a settembre e di nuovo entro dicembre fino a 4,25-4,50: un punto di arrivo più basso di mezzo punto, rispetto a quanto si attendevano nella prima parte di luglio. L’idea dei mercati pare essere che la FED dovrà tagliare di più, per sostenere un’economia USA giudicata in difficoltà, in bilico tra soft landing (che sembra lo scenario più probabile, in base ai dati attuali) e una stagnazione/mild recession.

Fonte: Centro Studio Confindustria

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Sicurezza dei Presidi Sanitari: quali soluzioni? Le proposte di ASSIV

Sicurezza dei Presidi Sanitari: quali soluzioni? Le proposte di ASSIV

di Maria Cristina Urbano – 11 Settembre 2024

Assiv Membri Sicurezza Sanitaria

Il video dei medici e degli operatori sanitari barricati in un ospedale pugliese ha fatto recentemente il giro delle televisioni e del web e ha riportato all’attenzione del grande pubblico un tema sul quale ASSIV ha ripetutamente richiamato l’attenzione delle competenti istituzioni: quello della sicurezza nei presidi sanitari.

Il Parlamento, negli ultimi anni, ha più volte affrontato il problema per individuare soluzioni alternative alla strada più semplice, ossia quella di prevedere la presenza fisica nelle strutture di operatori della sicurezza, ma che tuttavia risulta impraticabile per la oramai cronica carenza di personale delle Forze dell’Ordine. Recentemente, con l’approvazione nell’agosto del 2020 della legge n. 113, è stato fatto un importante passo avanti nel tentativo di rafforzare la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie.

Sebbene la norma in questione sia figlia dell’onda emotiva generata dalle immagini di infermieri e medici che – stravolti – avevano combattuto e si stavano ancora battendo contro la pandemia da Covid-19, le disposizioni in essa contenute avrebbero potuto porre le condizioni per un netto miglioramento della situazione, a vantaggio di operatori e pazienti.

Ebbene, da quanto possiamo constatare, purtroppo le cose stanno andando diversamente. Come mai?

Cosa dice la Legge n. 113 dell’agosto 2020

È utile iniziare con il rileggere rapidamente la norma, che ha i suoi assi portanti da un lato sull’istituzione di un Osservatorio, che nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto raccogliere dati quantitativi e qualitativi del fenomeno e proporre soluzioni praticabili, dall’altro su un inasprimento delle pene o delle sanzioni per coloro che si rendono rei di tali odiosi crimini.

In particolare, l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, istituito presso il Ministero della Salute, ha il compito di monitorare: gli episodi di violenza subiti dagli operatori nell’esercizio delle loro funzioni; gli eventi sentinella che possano dar luogo ai suddetti fatti; l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalla disciplina in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, anche promuovendo l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza; la promozione di studi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti; la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza; corsi di formazione per il personale medico e sanitario, finalizzati alla prevenzione e gestione di situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti.

La norma interviene, inoltre, sull’art. 583-quater c.p. per prevedere che le lesioni gravi o gravissime procurate in danno di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria siano punite con pene aggravate (per le lesioni gravi, reclusione da 4 a 10 anni, e per le lesioni gravissime, reclusione da 8 a 16 anni). È stata introdotta, tra le circostanze aggravanti comuni del reato, l’avere agito, nei delitti commessi con violenza e minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.

Si è prevista – salvo che il fatto costituisca reato – la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5.000 per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste nei confronti di personale delle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche o private.

Si è istituita, infine, la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari” con l’obiettivo di sensibilizzare sul fenomeno e sulle sue conseguenze.

Lo scenario attuale, i dati dell’Osservatorio relativi alla Sicurezza dei Presidi Sanitari e l’analisi di ASSIV

La giornata nazionale è stata istituita nel 2022, ed è il 12 marzo: da allora i dati divulgati dall’Osservatorio dipingono una situazione tutt’altro che in fase di miglioramento. Ecco quelli diffusi a marzo 2024: nel 2022 i casi di violenze, aggressioni e minacce nei confronti del personale sanitario accertati dall’Inail sono stati 2.243, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Si tratta soprattutto di episodi di violenza esercitata da persone esterne all’azienda (reazioni da parte dei pazienti o dei loro familiari) e, in minor misura, di liti e incomprensioni tra colleghi. Nel triennio 2020-2022 i casi di violenza nella sanità e assistenza sociale sono stati circa seimila, con un’incidenza del 41% rispetto a tutti quelli registrati nello stesso periodo tra i lavoratori dell’Industria e dei servizi. Circa il 70% ha riguardato le donne, mentre per entrambi i generi il 39% interessa personale socio-sanitario tra i 50 e i 64 anni (per le donne la quota sale al 40%), poco più del 36% tra i 35 e i 49 anni, il 23% fino a 34 anni e l’1% oltre i 64 anni. Ancora, la categoria dei tecnici della salute è quella più coinvolta in violenze e aggressioni, con circa il 41% del totale, seguita dalle professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (27%) e da quella dei servizi personali e assimilati (13%). Più distaccata, con il 3,5% dei casi di aggressione in sanità, la categoria dei medici, che non include nell’obbligo assicurativo Inail i medici di base e i liberi professionisti. Quasi un’aggressione su tre è avvenuta nel Nord-Ovest (17% in Lombardia e 8% nel Piemonte), il 28% nel Nord-Est (14% in Emilia Romagna e 9% in Veneto), il 22% nel Mezzogiorno (7% in Sicilia e 5% in Puglia) e il 19% al Centro (9% in Toscana e 6% nel Lazio). Circa il 59% dei casi ha comportato una contusione, il 22% una lussazione, distorsione e distrazione, l’8% una frattura e il 7% una ferita. La principale sede del corpo coinvolta nelle violenze è la testa (13% faccia, 9% cranio, 4% naso), seguita da parete toracica (9%), cingolo toracico (8%), polso (7%) e colonna vertebrale/cervicale (6%).

Come detto, compito dell’Osservatorio è di fornire dati, ma anche di suggerire come intervenire per risolvere una situazione così critica.

Nel report i tempi di attesa e la burocrazia sono indicati come i principali fattori di rischio. La complessa relazione tra l’operatore sanitario, i pazienti o i loro familiari, dalla quale possono sfociare episodi di aggressione, può essere migliorata attraverso procedure organizzative volte a ridurre la burocrazia e i tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni sanitarie, ad aumentare e rendere più puntuale l’informazione e a incrementare la partecipazione, con l’eliminazione di barriere culturali e linguistiche.

Tutte misure sensate e ragionevoli, ma allora: come mai la situazione non migliora?

A nostro parere perché, rimanendo con una metafora in campo sanitario, bisogna stabilizzare il paziente prima di iniziare a curarlo. In sostanza, la norma introduce misure estremamente efficaci per la prevenzione, ma queste richiedono cambiamenti anche radicali su una molteplicità di aspetti, come quello culturale o quello relativo alla gestione degli ospedali, che hanno bisogno di lunghi lassi di tempo per sedimentare. Nel frattempo il personale medico continua a sentirsi emotivamente in prima linea, senza protezione, soprattutto nelle strutture sanitarie che sono davvero in periferia e che, proprio per questo, assolvono ad una funzione indispensabile che non viene minimamente riconosciuta, e il paziente resta esposto all’impersonale brutalità di una burocrazia che lascia impotenti nel momento del maggiore bisogno e della maggiore vulnerabilità.

Dunque, ecco che il riflesso condizionato generato dalla diffusione della notizia dell’ennesima aggressione al personale medico consiste nel chiedere a gran voce la presenza nelle strutture sanitarie nientemeno che dell’Esercito! Ovvio, si vuole cercare di stabilizzare il paziente, cioè di eliminare la principale condizione di vulnerabilità, il rischio di rimanere esposti, indifesi, alla violenza altrui.

ASSIV: possibili soluzioni al problema della Sicurezza dei Presidi Sanitari

In proposito, ho recentemente pubblicato un articolo nel quale ho provato a spiegare quale uso poco efficace e per niente efficiente sia quello dei nostri militari in compiti di ordine pubblico.  Non posso, pertanto, che considerare alla stessa stregua un loro eventuale impiego negli ospedali. La soluzione più naturale sarebbe tornare a garantire un forte presidio degli agenti delle Forze dell’Ordine in ogni struttura, ma anche questa soluzione, come più sopra ricordato, risulta impraticabile a causa della loro persistente carenza di organicoil cui impiego è invece indispensabile in compiti più alti e non delegabili.

Esiste una soluzione? A conti fatti, è proprio il caso di dirlo, sì! Esiste in Italia un importante comparto, quella della vigilanza privata, già incardinato dalla vigente normativa nel sistema sicurezza Paese, che ha le competenze professionali e organizzative e le dotazioni tecnologiche atte a svolgere questa importante funzione, e a costi certamente molto

minori che non piuttosto l’assunzione di nuovo personale nelle FF.OO. Ma ovvio che servono le risorse finanziarie perché, come ricorda la saggezza dei nostri nonni: non si può fare il matrimonio con i fichi secchi. Ma non basta, in questo, come in molti altri settori della Pubblica Amministrazione nei quali la vigilanza privata già opera, è necessario dotarsi di Security Managers capaci di affiancare la Direzione Sanitaria e Amministrativa nella corretta valutazione dei rischi pertinenti ciascuna struttura, passaggio propedeutico indispensabile per la redazione di bandi di gara rivolti alla vigilanza privata, capaci di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e l’efficacia del servizio, a vantaggio di operatori, pazienti e utenti in genere.

Perché, lanciamo l’idea, l’Osservatorio non decide di avvalersi di professionisti della sicurezza che, leggendo e interpretando correttamente i dati raccolti, anche con l’ausilio delle Associazioni di Categoria della vigilanza privata che hanno il vantaggio di operare sul campo, possano stendere delle linee guida per la predisposizione dei bandi di gara per l’affidamento dei servizi di vigilanza? Non sarebbe il solito, e alquanto inefficace, esercizio teorico più volte svolto dalle centrali di committenza che, prive delle necessarie competenze tecniche specifiche, non riescono a produrre bandi di gara adeguati. Una tale soluzione significherebbe “fare sistema”: una P.A. capace di raccogliere i dati, interpretarli e, avvalendosi degli specialisti del settore, tradurli in bandi di gara capaci di ottimizzare l’impiego dei soldi pubblici e garantire la sicurezza di operatori sanitari e pazienti; gli Istituti di vigilanza privata finalmente posti nelle condizioni di svolgere al meglio un lavoro delicato, con remunerazioni adeguate alle professionalità impiegate, anche in funzione sussidiaria alle Forze dell’ordine, laddove un serio risk assessment suggerisse la presenza contemporanea di Forza Pubblica e Vigilanza Privata; Forze dell’Ordine ed Esercito libere di svolgere le funzioni essenziali loro destinate dalla Costituzione.

Conclusione

Sembra tutto semplice, vero? Bisognerebbe solo individuare chi continua a mettere sabbia nell’ingranaggio… e intanto Stato e contribuente, illudendosi di poco spendere, tanto spandono…

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