Catania, 26 progetti dei comuni per sistemi di videocontrollo delle città

Catania, 26 progetti dei comuni per sistemi di videocontrollo delle città

Valutati positivamente dalla prefettura, ora la graduatoria del Viminale

Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella riunione del 24 febbraio presso la prefettura di Catania, ha approvato le proposte presentate da ventisei comuni della provincia che hanno chiesto di accedere ai finanziamenti per l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei rispettivi territori.

I comuni interessati sono Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Adrano, Giarre, Grammichele, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascalucia, Mineo, Mirabella Imbaccari, Nicolosi, Paternò, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, San Cono, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Santa Venerina, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea.

Le proposte progettuali sono state condivise con i responsabili provinciali delle Forze di polizia e ritenute conformi alle vigenti direttive tecniche dalla Zona Telecomunicazioni della PS competente sul territorio, il cui dirigente ha partecipato alla riunione del comitato.

I progetti approvati, finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria in ambito urbano, saranno valutati da un organismo costituito presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, che elaborerà la graduatoria relativa.

Fonte: Ministero dell’Interno

Istat, sale la fiducia dei consumatori a febbraio. Quella delle imprese rimane stabile

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Istat, sale la fiducia dei consumatori a febbraio. Quella delle imprese rimane stabile

Il clima di fiducia delle imprese rimane stabile sintetizzando segnali contrapposti provenienti dai comparti economici indagati: l’industria registra una sostanziale stabilità veicolata principalmente dal comparto manifatturiero mentre c’è un circoscritto peggioramento della fiducia nelle costruzioni;  un contesto analogo caratterizza i servizi dove il deciso ottimismo evidenziato dalle opinioni sulle vendite nel commercio al dettaglio si contrappone a valutazioni sugli ordini in peggioramento nei servizi di mercato.
Il clima di fiducia dei consumatori torna ad aumentare dopo la diminuzione registrata a gennaio. Il miglioramento dell’indice è dovuto ad un’evoluzione positiva delle opinioni sulla situazione economica generale, ad un aumento delle aspettative sulla situazione economica familiare e a valutazioni in miglioramento sia sull’opportunità di effettuare acquisti nella fase attuale sia sulla possibilità di risparmiare in futuro.

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Fonte: ISTAT

Urbano, Guardie giurate a tutela degli asset italiani all’estero. Far ripartire l’iter legislativo

Huffington Post: Urbano, Guardie giurate a tutela degli asset italiani all’estero. Far ripartire l’iter legislativo

C’era un accordo politico nella precedente legislatura, si riparta da lì

Nei prossimi giorni la Commissione Affari Costituzionali della Camera avvierà i lavori sulla proposta di legge che intende introdurre nel nostro ordinamento la possibilità di impiegare le guardie particolari giurate per la tutela degli asset italiani all’estero. Già nella scorsa legislatura, a valle di un iter di quasi tre anni e nonostante le diverse sensibilità delle forze politiche avessero determinato la presentazione di ben quattro proposte di legge sul tema (Fratelli d’Italia, una componente del Movimento 5 stelle, Lega e Partito Democratico), sul provvedimento era stato trovato nella competente Commissione un accordo politico. Accordo sostanziatosi in un testo base accettato da larga parte dell’arco costituzionale, con l’obiettivo dichiarato di una sua approvazione in tempi rapidi; tuttavia, la crisi del governo Draghi nel luglio scorso, la mancata ricomposizione di una maggioranza per portare a termine la legislatura e, quindi, le successive elezioni indette a settembre ne avevano interrotto il promettente cammino. 

Con l’avvio della nuova Legislatura, Assiv ha ripreso la sua attività di interlocuzione propositiva nei confronti degli stakeholder pubblici in rappresentanza delle istanze del comparto della sicurezza privata, nel tentativo di rallacciare le fila del discorso interrottosi in estate. La sensibilità dell’allora onorevole, oggi ministro, Lollobrigida ha pertanto garantito, già all’avvio dei lavori del nuovo Parlamento, la presentazione di un testo che ricalca quello sul quale era stato trovato un accordo: il passo successivo è arrivato nelle ultime ore. 

Si tratta di tentare di normare, e di conseguenza aprire alle aziende italiane, un mercato stimato a livello mondiale dall’ONU in circa 250 miliardi di dollari l’anno e oggi completamente in mano a compagnie americane e britanniche, ma anche francesi, israeliane, cinesi, sudafricane e russe.

Un paradosso se si pensa che una quota di assoluto rilievo delle attività delle imprese italiane si svolge fuori dal territorio nazionale, con l’obbligo accessorio previsto dalla nostra legislazione in capo alle stesse aziende di garantire la sicurezza del proprio personale, e che per l’espletamento di tale fondamentale attività quelle aziende sono costrette a ricorrere a compagnie di Paesi stranieri, nei quali è prevista la figura professionale del security contractor, soprattutto quando ci si trova ad operare in contesti ad alto rischio, con grave nocumento in termini di garanzia di controllo dei flussi informativi ai fini della protezione delle politiche e degli asset aziendali come conseguenza dell’impiego di personale straniero. Lo spionaggio industriale, infatti, assume sempre maggior rilievo nella concorrenza tra le principali potenze economiche, per contrastare il quale le grandi professionalità che esprime il nostro comparto sicurezza sono quanto mai essenziali. E’ una componente, niente affatto secondaria, della più complessiva  protezione degli interessi nazionali. 

La norma in questione, inoltre, garantirebbe il proficuo reimpiego di una parte consistente del personale altamente addestrato in uscita dalle nostre Forze Armate, garantendo loro una prospettiva lavorativa adeguatamente qualificata ed in linea con gli alti valori che ne hanno caratterizzato il servizio a difesa del Paese. Al contempo consentendo una ulteriore spinta verso una sempre più significatica qualificazione degli Istituti di Vigilanza, sotto il controllo e l’indirizzo del Ministero dell’Interno. 

E allora, tornando a quanto ci riguarderà da vicino nelle prossime settimane, cogliamo quest’occasione per ribadire la nostra gratitudine al ministro Lollobrigida e al gruppo di Fratelli d’Italia, nonché a quanti hanno e avranno intenzione di voler prestare attenzione alle istanze del comparto e di comprenderne le ragioni.

Un ringraziamento particolare va peraltro al deputato che si sta assumendo l’onere di fare da relatore al provvedimento, l’on. Riccardo De Corato, non nuovo per vicinanza al comparto della vigilanza privata e con un’expertise invidiabile in ambito di sicurezza pubblica e privata, in particolare nel territorio lombardo. 

Come sempre Assiv è pronta a fare la sua parte.

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Comunicazione del reddito annuo presunto per il 2023 ai fini della erogazione della prestazione NASpI già in corso di fruizione

Comunicazione del reddito annuo presunto per il 2023 ai fini della erogazione della prestazione NASpI già in corso di fruizione

Con il presente messaggio l’INPS ricorda che per le prestazioni di disoccupazione NASpI in corso di fruizione, in riferimento alle quali durante l’anno 2022 è stata effettuata la dichiarazione relativa al reddito annuo presunto, è necessario comunicare il reddito presunto riferito al corrente anno 2023.

Si rappresenta l’urgenza della comunicazione per poter riemettere in pagamento le prestazioni NASpI la cui erogazione è stata “sospesa”, in assenza al 31 gennaio 2023 della predetta comunicazione.

Tale adempimento si rende indispensabile anche se il reddito annuo presunto per l’anno 2023 è pari a “zero”.

Messaggio INPS 23 febbraio 2023, n. 790

Fonte: INPS

Consiglio dei ministri, al via il Codice degli Incentivi

Consiglio dei ministri, al via il Codice degli Incentivi

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nascita di un nuovo “codice degli incentivi” al fine di bloccare l’estrema frammentazione delle attuali politiche di incentivazione e raggiungere la piena efficienza degli interventi per le imprese.  

“Il provvedimento – commenta il ministro Urso – nasce dalla necessità di avere una riforma organica per fermare la giungla degli incentivi. L’obiettivo è semplificare e omogenizzare. Le sfide globali di oggi – continua il Ministro – hanno bisogno di risposte mirate e coerenti con un sistema degli incentivi compiuto e coordinato che possa rappresentare un corpus organico di regole che sia di riferimento tanto per i decisori pubblici che per le imprese”.  Il ddl è collegato alla Legge di Bilancio 2023-2025 in coerenza con le indicazioni del DEF e con il PNRR e prevede tra gli obiettivi anche la semplificazione delle norme in materie di investimenti e interventi nel Mezzogiorno. La revisione degli incentivi costituisce infatti un passaggio necessario anche per la promozione della politica industriale italiana che richiede sul piano nazionale un maggiore efficientamento degli interventi per le imprese nonché di orientamento verso le sfide globali come la transizione green e digitale. Nell’ultimo anno di rilevazione (il 2021), il sistema agevolativo nazionale ha fatto registrare un numero complessivo di 1.982 interventi agevolativi, di cui n. 229 delle amministrazioni centrali e n. 1.753 delle amministrazioni regionali.  Il provvedimento, condiviso con le amministrazioni interessate e in sintonia con il ministro Fitto opera su tre fonti principali: 

  • riordino e razionalizzazione delle misure di incentivo, alla luce delle valutazioni d’impatto che si effettueranno;
  • coordinamento tra le amministrazioni centrali e regionali in modo da prevenire sovrapposizioni e sprechi;
  • semplificazione, chiarezza e conoscibilità attraverso il codice dell’incentivazione che contiene le regole generali che dovranno essere uniformemente osservate. 

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà adottare i decreti delegati entro 24 mesi.

Fonte: MISE

Mantova, ‘occhi elettronici’ per la città

Mantova, ‘occhi elettronici’ per la città

La prefettura approva il progetto di videosorveglianza del capoluogo e di altri 12 comuni

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Mantova Gerlando Iorio, nella riunione del 24 febbraio scorso, ha espresso parere favorevole ai progetti, per l’installazione e l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, presentati dalla citta di Mantova e da altri 12 comuni della provincia.

Scopo del ricorso a tali dispositivi tecnologici è quello di prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. 

I progetti, presentati dai comuni di Mantova, Canneto sull’Oglio, Castelbelforte, Castellucchio, Goito, Magnacavallo, Moglia, Pomponesco, Quingentole, Rivarolo Mantovano, Roverbella, Sabbioneta e Villimpenta – e che rientrano nell’ambito dei patti per la sicurezza urbana – saranno inoltrati al ministero dell’Interno per essere esaminati ai fini dell’ammissione al finanziamento.

All’incontro erano presenti anche i vertici delle Forze dell’Ordine, il vicepresidente della provincia Massimiliano Gazzani, l’assessore del comune di Mantova Iacopo Rebecchi e i comandanti della Polizia locale della provincia e del capoluogo, Cristiano Colli e Paolo Perantoni.

Fonte: Ministero dell’Interno

Messina, i comuni della provincia investono in sicurezza e tecnologia

Messina, i comuni della provincia investono in sicurezza e tecnologia

Approvati dalla prefettura 51 progetti per sistemi di videosorveglianza

Si è svolta venerdì 24 febbraio, in prefettura a Messina, la riunione tecnica di coordinamento interforze, presieduta dal prefetto Cosima di Stani, nel corso della quale sono stati approvati 51 progetti per la realizzazione di impianti di videosorveglianza, presentati da comuni dell’area metropolitana per l’ammissione ai finanziamenti del Ministero dell’Interno.

Nel corso della seduta si è proceduto a verificare la conformità dei progetti alle caratteristiche prescritte dalle direttive impartite dal Ministero dell’Interno ed è stata valutata la sussistenza dei seguenti requisiti di ammissibilità:

  • la presenza, come obiettivo prioritario, dell’installazione di sistemi di videosorveglianza in determinate zone del territorio comunale o infra-comunale;
  • che l’amministrazione locale proponente non ha beneficiato del finanziamento nelle tre procedure precedenti a quella prevista dal D.M. 21 ottobre 2022;
  • il possesso dei requisiti necessari ad assicurare la corretta manutenzione degli impianti e delle apparecchiature tecniche dei sistemi di videosorveglianza da realizzare, per almeno cinque anni dalla data di ultimazione degli interventi.

I progetti approvati – si legge nella nota del Palazzo del Governo – verranno inviati, a cura della prefettura stessa, ai competenti Uffici del Ministero dell’Interno per la successiva ulteriore valutazione di competenza per l’accesso al finanziamento.

Fonte: Ministero dell’Interno

Fondo nuove competenze: altri 180 milioni di euro in dotazione e adesioni fino al 27 marzo 2023

Le variazioni contenute nel decreto del Commissario straordinario di Anpal dello scorso 24 febbraio

Incremento della dotazione finanziaria di 180 milioni di euro e scadenza dei termini prorogata al prossimo 27 marzo, sia per la stipula degli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro sia per la presentazione delle domande. Questi i principali contenuti del decreto n. 31 del 24 febbraio 2023 del Commissario straordinario di Anpal che interviene sull’Avviso, approvato con decreto n. 320 del 10 novembre 2022, finalizzato “alla realizzazione degli interventi afferenti al Fondo nuove competenze, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 22 settembre 2022”.

Il decreto Anpal esce in concomitanza con l’approvazione parlamentare della legge di conversione del decreto Milleproroghe, che ha esteso al 2023 la possibilità per il Fondo nuove competenze di finanziare accordi di rimodulazione dell’orario di lavoro per realizzare percorsi formativi. In tal modo si apre una prima finestra per il finanziamento di tali intese, nell’ambito dell’avviso pubblico ancora aperto. 
La somma di 180 milioni di euro proviene dai residui della precedente edizione del Fondo, dovuti a rinunce, minori rendicontazioni oppure da tagli in sede istruttoria.

La riapertura dei termini di presentazione delle domande da parte dei datori di lavoro permette l’invio di nuove domande fino al 27 marzo 2023. Il nuovo termine è stato fissato considerando le tempistiche legate all’ammissibilità delle spese (a valere sulla programma-zione 2014-20 del Fondo sociale europeo) e ai tempi di realizzazione dei progetti.

L’intera somma iniziale di un miliardo di euro, a disposizione di questa edizione del Fnc, è stata appena esaurita in sede di prenotazione con le domande finora presentate, ferme comunque restando le risultanze della fase istruttoria ancora in corso.

Leggi il decreto n. 31 del 24 febbraio 2023

Fonte: ANPAL

Consiglio dei ministri, al via il Codice degli Incentivi

Consiglio dei ministri, al via il Codice degli Incentivi

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nascita di un nuovo “codice degli incentivi” al fine di bloccare l’estrema frammentazione delle attuali politiche di incentivazione e raggiungere la piena efficienza degli interventi per le imprese.  

“Il provvedimento – commenta il ministro Urso – nasce dalla necessità di avere una riforma organica per fermare la giungla degli incentivi. L’obiettivo è semplificare e omogenizzare. Le sfide globali di oggi – continua il Ministro – hanno bisogno di risposte mirate e coerenti con un sistema degli incentivi compiuto e coordinato che possa rappresentare un corpus organico di regole che sia di riferimento tanto per i decisori pubblici che per le imprese”.  Il ddl è collegato alla Legge di Bilancio 2023-2025 in coerenza con le indicazioni del DEF e con il PNRR e prevede tra gli obiettivi anche la semplificazione delle norme in materie di investimenti e interventi nel Mezzogiorno. La revisione degli incentivi costituisce infatti un passaggio necessario anche per la promozione della politica industriale italiana che richiede sul piano nazionale un maggiore efficientamento degli interventi per le imprese nonché di orientamento verso le sfide globali come la transizione green e digitale. Nell’ultimo anno di rilevazione (il 2021), il sistema agevolativo nazionale ha fatto registrare un numero complessivo di 1.982 interventi agevolativi, di cui n. 229 delle amministrazioni centrali e n. 1.753 delle amministrazioni regionali.  Il provvedimento, condiviso con le amministrazioni interessate e in sintonia con il ministro Fitto opera su tre fonti principali: 

  • riordino e razionalizzazione delle misure di incentivo, alla luce delle valutazioni d’impatto che si effettueranno;
  • coordinamento tra le amministrazioni centrali e regionali in modo da prevenire sovrapposizioni e sprechi;
  • semplificazione, chiarezza e conoscibilità attraverso il codice dell’incentivazione che contiene le regole generali che dovranno essere uniformemente osservate. 

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà adottare i decreti delegati entro 24 mesi.

Fonte: MISE

Formazione a distanza ICMQ-Cersa. Travel Risk Management: viaggiare nella complessità – 28 marzo 2023

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Formazione a distanza ICMQCersa

Travel Risk Management: viaggiare nella complessità

28 marzo 2023 dalle ore 9:00 alle ore 18:00

Viaggiare, per molte attività lavorative costituisce una prassi oltre che un’esigenza e di conseguenza le imprese e i datori di lavoro devono farsi carico della sicurezza dei propri dipendenti durante tutte le trasferte. L’emergenza sanitaria ha cambiato fortemente il concetto di “viaggio”, aumentandone la complessità e, soprattutto, i rischi intrinsechi ai Paesi di destinazione. L’escalation in Ucraina rappresenta la punta dell’iceberg di un mondo che va nella direzione della multipolarità e per questo l’analisi delle trasferte deve essere ora più che mai attenta a tutte le fasi. Molti sono infatti i pericoli ai quali i viaggiatori possono andare incontro: dagli eventi naturali estremi, come un uragano o un’alluvione, che sono in crescita; dall’essere coinvolti in proteste violente, essere rapiti, subire attacchi informatici o spionaggio industriale. Sono solo alcune minacce concrete che possono ledere la sicurezza e la salute (inclusa quella mentale) dei viaggiatori e influire negativamente anche sull’esito dei loro obiettivi di viaggio. È quindi evidente che le aziende devono essere in grado di gestire, anticipare e prevedere questi fenomeni attraverso personale competente e consapevole.

OBIETTIVI

Questo corso mira ad approfondire la gestione aziendale di questi Travel Risks, allineandosi con gli obblighi di legge, con il nuovo standard internazionale UNI ISO 31030, e con le pratiche del Duty of Care, aiutando così le imprese a prendersi cura del proprio personale viaggiante.

DESTINATARI
Il Corso è rivolto a professionisti in ambito security e safety, legale, consulenza del lavoro, oltre che a imprenditori, manager di Aziende con sedi e/o personale all’estero che effettuano trasferte lavorative fuori dal territorio nazionale. Il corso fornirà aggiornamenti normativi e gli strumenti di approfondimento delle metodologie idonee da mettere in atto.

ATTESTATI
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

CREDITI
Saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione UNI 10459
Professionisti della Security.

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