Maria Cristina Urbano, ASSIV: Sicurezza: ora una legislatura senza pregiudizi ideologici

Di sicurezza si è parlato molto in campagna elettorale. In un confronto abbastanza complicato, come avevamo immaginato, il tema è emerso con forza nel dibattito, seppure con sfumature diverse.

Il problema, però, è che non è mai maturata una proposta davvero convincente o comunque applicabile nell’immediato. Da destra a sinistra i programmi hanno genericamente parlato di un aumento delle risorse per le forze di polizia. Un percorso sicuramente auspicabile per garantire agli uomini in divisa un lavoro più sereno, una migliore retribuzione e mezzi più affidabili.

Tuttavia, come hanno fatto notare gli analisti più attenti, la questione dei conti pubblici non può essere ignorata: un maggior investimento dello Stato sulla sicurezza comporterebbe un incremento della spesa pubblica e un’ulteriore lievitazione del debito pubblico, a meno di salvifici tagli, che però – come sappiamo – sono più facili da annunciare che da praticare. Quindi si tratta di una strada che non appare proprio semplice da seguire, per ragioni pratiche ed economiche.

Per questo motivo il filo del discorso potrebbe riprendere dalla proposta di legge depositata nella scorsa legislatura dal senatore uscente Mario Mauro. Il testo è frutto di una serie di valutazioni, che individuano il giusto equilibrio tra responsabilità delle forze pubbliche e istituti privati.

Perché una buona regolamentazione è la precisa richiesta avanzata più volte dagli addetti ai lavori, la cui grande preoccupazione è quella di scongiurare il rischio di una giungla fatta di figure non dotate di adeguate competenze. E che finiscono per minare la credibilità dei professionisti che operano nel settore.

Le forze politiche sono adesso impegnate nel confronto tra di loro per individuare possibili soluzioni per avere una maggioranza e quindi un governo. Non è mio compito indicare soluzioni preferite, visto il percorso indicato dalla Costituzione. Ma su un aspetto è giusto lanciare un appello: le alleanze sono progetti di governo basati su concrete iniziative.

E per garantire un maggiore sicurezza ai cittadini italiani è giusto cambiare impostazione: con il loro voto, infatti, gli elettori hanno chiesto alla politica di cambiare approccio senza ideologizzare il dibattito.

Ora chiediamo alla politica di essere all’altezza dei cambiamenti richiesti. In ogni settore, a partire dalla sicurezza, cancellando qualsiasi pregiudizio ideologico, ma confrontandoci con la realtà dei fatti.

https://www.huffingtonpost.it/politica/2018/03/08/news/sicurezza_ora_una_legislatura_senza_pregiudizi_ideologici-10669638

Ente Bilaterale della Vigilanza Emilia Romagna: presentazione a Bologna al Museo di Arte Moderna

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Si è svolta ieri in Bologna, nella splendida ed insolita cornice del Museo di Arte Moderna, la presentazione dell’Ente Bilaterale della Vigilanza Emilia Romagna.

Vastissimo il pubblico, proveniente sia dal mondo sindacale che datoriale, a testimonianza del grande interesse che iniziative di questo tipo sanno suscitare in entrambi gli “schieramenti”.

Nutrito il parterre di interventi, tutti di livello, incentrati sulle problematiche del settore della Vigilanza Privata. Il Presidente dell’Ente Aldo Giammella ha aperto i lavori, seguito dal Direttore Generale di Accredia Filippo Trifiletti, che ha parlato del sistema di certificazione di enti indipendenti di parte terza (gli Enti di certificazione), che nella struttura pensata dal Ministero dell’Interno, di concerto con Accredia e trasfusa nei provvedimenti D.M. 269/2019 e D.M. 115/2014, hanno adesso il compito di verificare il livello minimo dei requisiti necessari all’ottenimento ed al mantenimento delle autorizzazioni di polizia per l’esercizio degli Istituti di Vigilanza. Il Dottor Trifiletti ha dato il quadro della situazione relativamente agli Istituti certificati, ed ha parlato del lavoro di Accredia, unico ente di accreditamento autorizzato dal Ministero a certificare l’idoneità degli Enti che lavorano sugli Istituti di Vigilanza Privata. Filippo Trifiletti ha sottolineato l’importanza della collaborazione con ASSIV, che si è posta quale anello di congiunzione fra territori, Prefetture, Ministero ed Accredia per segnalare quelle situazioni che risultano, per dati obiettivi, anomale o difformi dal quadro normativo di riferimento. Sono poi intervenuti, tra gli altri, Stefano Franzoni, Segretario Uiltucs-Uil e vicepresidente di Ebinvip, Sabina Bigazzi (Filcams-Cgil), e Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV, che hanno denunciato con forza l’inerzia delle istituzioni nel dare completa applicazione ad un insieme di norme che, paradossalmente, é posto proprio a tutela dell’interesse primario della stessa Pubblica Amministrazione ad avere certezza di affidabilità verso un comparto, quale quello della sicurezza complementare e sussidiaria, che fa parte integrante del sistema sicurezza paese. Numerose critiche si sono appuntate sulle gare di appalto, che certo non rispettano le linee guida ANAC sulle gare per servizi di sicurezza, nè i minimi del costo del lavoro. Altri temi trattati sono stati quelli della rappresentatività delle organizzazioni sindacali e datoriali, della necessità di ricostruire un sano tessuto di relazioni sindacali e della centralità del ruolo degli Enti Bilaterali, di cui si attende un profondo rinnovamento all’insegna dell’efficienza, della trasparenza e delle regole. Interessanti gli interventi del Direttore della ITL Bologna Alessandro Millo, che ha fatto una panoramica delle questioni che con maggior frequenza vengono portate all’attenzione dell’Ufficio, e di Fabrizio Bolzoni, Direttore della neonata Legacoop Produzione e Servizi, che ha lumeggiato la vastità delle realtà, e quindi delle problematiche, affrontate dal mondo cooperativo. Il Presidente di Ebinvip, Luigi Gabriele, ha sottolineato l’importanza del CCNL di categoria per la definizione dell’ambito che racchiude tutti i servizi caratterizzati dal profilo della sicurezza, e della necessità di un cambio di passo nella percezione collettiva del concetto stesso di sicurezza. I lavori sono stati chiusi dal Vicepresidente di Ebiver, Luca Pacitti che ha sottolineato come in un settore sovra regolato, ma sotto controllato, quale quello della vigilanza privata, siano fondamentali i contributi di una bilateralità sana e fattiva a sostegno di lavoratori e aziende.

Il convegno si è chiuso con una visita guidata al museo, in cui sono esposte numerose opere di artisti contemporanei ed un nucleo importantissimo di lavori di Morandi. Un modo insolito ed apprezzatissimo per segnare l‘inizio dei lavori dell’Ente Bilaterale della Vigilanza Emilia Romagna e sottolinearne il ruolo fondamentale per la crescita culturale di lavoratori ed aziende.

Maria Cristina Urbano, ASS.I.V.: La sicurezza in campagna elettorale

Tempo di campagna elettorale, tempo di serrato confronto con i cittadini. E quindi un momento di intenso dibattito sui temi più importanti, quelli definiti “caldi”, che quotidianamente preoccupano gli italiani. Nella lista, come sempre, c’è la sicurezza: una richiesta pressante, a cui molte volte non si riesce a dare una risposta organica, anche a causa delle carenze di risorse. Un problema che ha creato grattacapi a molti governi. Ancora di più oggi con la minaccia del terrorismo che aleggia e richiede uno sforzo supplementare alle operazioni di controllo.

Sulle politiche in generale, preferisco ascoltare le idee e le proposte delle forze politiche in campo. Ma è fondamentale evidenziare una questione: il ruolo della sicurezza privata. Mi riferisco alla funzione di supporto alle competenze statali. Un primo effetto sarebbe quello dell’aumento del lavoro di vigilanza e del controllo del territorio, favorito dalla presenza di più uomini con la possibilità della tecnologia a supporto delle attività. L’immediata conseguenza sarebbe quello di sgravare le forze di Polizia da alcuni compiti, che portano via – inevitabilmente – tempo, sprigionando nuove risorse: gli agenti avrebbero la possibilità di dedicarsi a compiti di più alto profilo. In quest’ottica si è già instaurato un rapporto per aeroporti, porti, stazioni, mezzi di trasporto, servizi di antipirateria. Ma il tutto resta, al momento, confinato alla voce “leggi speciali”.

Il tema delle competenze statali in materia di sicurezza resta ovviamente al centro dell’attenzione: per garantire questa funzione, senza invasioni di campo, servirebbe – e mi viene da precisare basterebbe – un quadro normativo capace di indicare i settori, fatto salvo quelli della tutela del patrimonio, in cui le guardie giurate private possano agire. La domanda della campagna elettorale è questa: come è possibile garantire maggiore sicurezza ai cittadini, rispondendo alle loro istanze? Non esistono risposte semplici e univoche. Il contributo della vigilanza privata, però, può essere certamente rilevante a patto che il legislatore inquadri bene la questione. Perché la partita della sicurezza si gioca su questo piano: una chiarezza normativa che possa evitare equivoci, scongiurando sovrapposizioni di ruoli. Del resto non è una richiesta fantasiosa quella di regolamentare un comparto.

https://www.huffingtonpost.it/archivio/2018/02/03/news/la_sicurezza_in_campagna_elettorale-10667202

Trattativa per il rinnovo del CCNL di settore – Incontro del 16 Gennaio 2018

In data 16 Gennaio 2018 si è tenuto a Roma il programmato incontro, tra le Parti Sociali, in ordine al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari.
Nei giorni precedenti, si era tenuto un preventivo incontro tra le rappresentanze datoriali, all’esito del quale era stata definita una  posizioni condivisa  con riferimento alla sfera di applicazione del CCNL,  ed erano stati  individuati  gli istituti contrattuali del vigente  CCNL  che dovranno essere riformulati  in maniera più aderente alle nuove esigenze del settore e del mercato del lavoro.
In particolare:
Sfera di applicazione. Coerentemente a quanto previsto nel documento  già consegnato dalla nostra Associazione alle altre Parti sociali,  la sfera di applicazione del nuovo CCNL riguarderà,  oltre il comparto delle guardie particolari giurate, anche quello della c.d. “security disarmata” (servizi di portierato-controllo delle attività d’intrattenimento e spettacolo-stewarding). Il Contratto ricomprenderà quindi al suo interno la quasi totalità delle figure professionali previste dal Dm 269/2010, ad eccezione del comparto dell’investigazione privata, che si è ritenuto opportuno non includere, tenuto conto della peculiarità del  settore.
Classificazione del personale.  Pur ribadendo la disponibilità ad individuare  sezioni del CCNL che saranno applicabili indifferentemente a tutti gli addetti dei vari comparti, le Associazioni datoriali ritengono indispensabile che in materia di classificazione del personale, si mantenga la separazione fra le varie figure professionali.
Organizzazione del  lavoro.  L’attuale regolamentazione prevista dal CCNL in materia di organizzazione e gestione dell’orario di lavoro, basata su prestazioni a “ciclo continuo” con sistema 5+1 o 6+1+1 , non consente agli istituti di rispondere adeguatamente a richieste della committenza di diversa natura. Dovranno quindi essere previsti ulteriori sistemi  di turnazione e riformulati alcuni  istituti contrattuali, in maniera da garantire maggiore flessibilità nella gestione del personale.
Carenza malattia. Pur consapevoli dell’estrema delicatezza dell’argomento, le Associazioni datoriali ritengono che non sia più procrastinabile una revisione dell’istituto contrattuale,  così come già accaduto in altri CCNL  sottoscritti dalle OO.SS.
Cambio appalto.  Anche questo tema riveste particolare importanza per le Associazioni datoriali, e risulta quindi indispensabile pervenire ad una formulazione “forte” e condivisa dell’articolato relativo alla procedura di “cambio appalto”.
Le Organizzazioni sindacali hanno accolto con favore il fatto che le Associazioni Datoriali si siano presentate al tavolo con posizioni comuni e condivise sui vari temi, manifestando altresì la volontà di confrontarsi senza preconcetti sui vari temi proposti, sin dal prossimo incontro previsto per la data del 27 febbraio p.v.
Una volta terminata la sessione di negoziazione, le OO.SS hanno però inviato un documento a mezzo del quale,  in ossequio alla vigente normativa, hanno attivato la procedura di raffreddamento prevista dalla legge 12 giugno 1960, n. 146 in materia di regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Le motivazioni indicate a fondamento di tale richiesta (una presunta e del tutto inesistente volontà da parte delle Associazioni Datoriali  di volersi sottrarre alla trattativa del CCNL ), e le modalità con le quali è stata portata alla conoscenza delle Associazioni  Datoriali (nel corso dell’incontro tenutosi in pari data non era stata  fatta alcuna menzione di questa iniziativa),  hanno,  ovviamente, destato qualche perplessità nella nostra associazione.
Tuttavia, nonostante la nostra volontà negoziale sia provata per facta, di concerto con le altre Associazioni  Datoriali abbiamo deciso di aderire alla richiesta di incontro prevista dalla procedura di raffreddamento.

Assiv

Maria Cristina Urbano, Presidente dell’ASS.I.V.: Tribunali, luoghi da paura: cresce la richiesta di sicurezza

Si parla molto spesso della giustizia, dei suoi meccanismi e del suo funzionamento. Lungi dal voler entrare nel merito di questioni che non sono di mia competenza, ritengo opportuno però mettere in evidenza un dato, poco dibattuto ma tutt’altro che secondario, perché ha un valore sulle modalità di lavoro del personale dei tribunali, intaccando la loro serenità: un magistrato su due teme per la propria incolumità sul posto di lavoro.

Esattamente si tratta del 50,7%. Una cifra imponente che è emersa nell’ambito di una ricerca svolta con un questionario somministrato a un campione di 3mila magistrati, indipendentemente dal settore di competenza. Eppure di fronte a questa evidente esigenza di sicurezza non arrivano risposte chiare: si preferisce rimandare una discussione approfondita, proseguendo lungo la strada battuta in questi anni. Con risultati denunciati, seppure implicitamente, da chi lavora nei Palazzi di Giustizia con l’ultimo rapporto.

Il tribunale non è percepito come un luogo sicuro. Questo accade anche per motivi intrinseci: in quella sede vengono risolte controversie di qualsiasi tipo e talvolta nei processi sono coinvolte persone disperate, che si abbandonano a gesti gravi. Le cronache così ci consegnano storie di aggressioni, alcune delle quali vanno anche in prima pagina sui quotidiani o in apertura dei giornali online.

La vicenda recente più grave è quella del 9 aprile 2015 a Milano, quando in una sparatoria furono uccise due persone. Ma, al di là di casi del genere, con grande frequenza si consumano episodi di violenza che non favoriscono un lavoro sereno dei magistrati. Un altro fatto terribile, risalente allo scorso settembre, ha portato al ferimento di due giudici a Perugia: una è salva solo grazie all’intervento di un collega.

Non è mio intento proseguire con l’elenco di notizie di violenze, ma è chiaro che la situazione non è sostenibile: è necessario ricondurre il dibattito sui binari giusti, quelli che conducono a una maggiore sicurezza dei Palazzi di Giustizia.

Una soluzione iniziale potrebbe essere l’individuazione di alcune linee guida indicate dal ministero della Giustizia per avere profili professionali a tutela dei Tribunali e del personale che si trova all’interno. Sarebbe un passo in avanti molto importante.

https://www.huffingtonpost.it/archivio/2017/12/28/news/tribunali_luoghi_da_paura_cresce_la_richiesta_di_sicurezza-10664649

Maria Cristina Urbano, ASSIV: necessaria l’applicazione sostanziale della normativa per una vigilanza privata credibile

S News incontra Maria Cristina Urbano, Presidente Assiv.

Presidente Urbano, ad un anno dalla sua nomina a Presidente dell’Assiv, quale il suo bilancio?
Nel corso dell’ultimo anno l’Associazione è stata impegnata su molti delicati capitoli strategici per il futuro delle imprese associate, ed ha contestualmente rinnovato tutti i suoi Organi Direttivi.

Assiv: quali le nuove frontiere della Sicurezza Partecipata?

Nella prestigiosa sede istituzionale del Senato della Repubblica in Roma, si è svolto giovedì 30 Novembre l’importante convegno Assiv “Le nuove frontiere della Sicurezza Partecipata”.

Assiv: quali le nuove frontiere della Sicurezza Partecipata?

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Nella prestigiosa sede istituzionale del Senato della Repubblica in Roma, si è svolto giovedì 30 Novembre l’importante convegno Assiv “Le nuove frontiere della Sicurezza Partecipata”.

Gli illustri relatori e gli interventi di alto profilo hanno calamitato l’attenzione del qualificato e numeroso pubblico degli imprenditori della Vigilanza Privata, che hanno presentato in Sala Capitolare la realtà e la forza di un comparto che, ad oggi, ancora non viene purtroppo considerato dalle Istituzioni nella maniera dovuta, come è stato palesemente da più voci sottolineato.

Aspettative e richieste sono state dunque evidenziate per voce del Presidente Assiv, Maria Cristina Urbano, rafforzate dai dati, dalle esperienze e dalle normative vigenti da tempo in altri Stati Europei e nel resto del mondo, presentati, spiegati ed esaminati dal Professor Umberto Saccone, Amministratore Unico di Port Authority Security, esperto di sicurezza nazionale ed internazionale.

Di forte impatto l’intervento del Senatore Mario Mauro, già Ministro della Difesa, ed attuale Membro della Commissione Difesa, che nel presentare i due Disegni di Legge contenenti disposizioni in merito all’impiego delle Guardie Giurate all’estero ed alla close protection in Italia ha chiaramente delineato quelli che dovrebbero essere alcuni dei drivers di sviluppo normativo per il settore, motivandone necessità, urgenze e contezza procedurale.

L’Onorevole Angelo Tofalo, Membro Copasir, ha dichiaratamente sottolineato la necessità della defiscalizzazione per il settore, ed ha dimostrato grande attenzione e sensibilità per le istanze di una necessaria Sicurezza Partecipata.

S News, media partner Assiv, ha seguito tutti i lavori e darà informazione approfondita su quanto sviluppato durante il convegno, a partire dall’intervista che segue al Presidente Maria Cristina Urbano, nella quale si evidenziano alcuni dei contenuti e dei messaggi scaturiti dall’assise.
FONTE: S News